Il filo dell'orizzonte

Di

Editore: Feltrinelli

3.5
(623)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 112 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807811464 | Isbn-13: 9788807811463 | Data di pubblicazione:  | Edizione 13

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Filosofia

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Descrizione del libro
Una città di mare che somiglia a Genova, un oscuro fatto di sangue, un cadavere anonimo, un uomo che istruisce una sua privata inchiesta per svelarne l'identità. Ma il procedimento di Spino, il detective della vicenda, non segue una logica di causa/effetto. Invece delle apparenze visibili egli cerca i significati che queste apparenze contengono e la sua ricerca corre sul filo ambiguo che separa lo spettacolo dallo spettatore. Così la sua inchiesta "impazzisce" e da indagine su una morte slitta sul piano delle segrete ragioni che guidano un'esistenza, trasformandosi in una sorta di caduta libera, vertiginosa e obbligata al tempo stesso: una ricerca senza respiro tesa verso un obiettivo che, come l'orizzonte, sembra spostarsi con chi lo segue.Un indimenticabile romanzo-enigma che sotto l'apparenza del 'giallo' nasconde un'interrogazione sul senso delle cose.
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  • 3

    Le strane combinazioni della vita
    Anche Il filo dell’orizzonte così come Per Isabel inizia in modo “normale” con l’inchiesta di un giornale e in particolare di un giornalista,Spino, sulla morte di un ...continua

    Le strane combinazioni della vita
    Anche Il filo dell’orizzonte così come Per Isabel inizia in modo “normale” con l’inchiesta di un giornale e in particolare di un giornalista,Spino, sulla morte di un uomo il cui nome già dà qualche indizio sulla vicenda: Carl Nobody. La prima parte del libro è fatta di normali indagini che ricordano la ricerca di Isabel nel romanzo Per Isabel. Ma poi il filo della normalità si perde e le situazioni, gli incontri si fanno sempre più enigmatici, così come la vita è piena di strane combinazioni.
    “Solo Dio conosce tutte le combinazioni dell’esistenza, ma solo a noi spetta scegliere la nostra combinazione tra tutte quelle possibili”.
    Il romanzo si fa andando avanti più strano. Ogni cosa diventa enigmatica e si carica di eco che vanno da Carl all’infanzia di Spino in un insieme a volte poco comprensibile ma di effetto. Le pagine sfumano di nostalgia, di echi, di mistero, di attesa così come se il lettore fosse intento a scrutare il filo dell’orizzonte e come se l’identità perduta di Carl fosse legata a quella di Spino stesso.
    Gli appuntamenti si fanno oscuri, il passaggio da un capitolo all’altro delirante. I gabbiani spiano, le tombe con le loro lapidi sono messaggi, fino all’appuntamento finale a cui non si presenta nessuno. Del resto Carl non si chiamava Nobody?
    Alla luce delle ultime pagine Carl diventa una specie di vittima espiatoria al non senso dell’esistenza.
    La sua morte consente di stabilire un nesso e di disegnare una trama.
    Il nesso è anche tra l’altro e il sé, tra presente e passato, tra l’adesso e l’infanzia perduta. Il nesso è il recupero dell’innocenza.
    “E la notte ho fatto un sogno. Era un sogno che non tornava più da anni, da troppi anni. Era un sogno infantile, e lui era leggero e innocente, e sognando aveva la curiosa consapevolezza di avere ritrovato quel sogno e questo aumentava la sua innocenza come una liberazione”.
    Il finale non so se sia però all’insegna di tale liberazione. Più del mistero direi, del buio che avanza. Il mistero della morte cui probabilmente Antonio Tabucchi pensava con attrazione e anche con poche certezze e il mistero che ogni uomo rappresenta per se stesso.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah...

    Non mi ha convinto. Troppo rarefatto. Sembra un racconto incompleto, che parte con un idea definita e poi si perde come se non fosse in grado di adrgli un seguito, una conclusione.

    Mi ha un po' deluso ...continua

    Non mi ha convinto. Troppo rarefatto. Sembra un racconto incompleto, che parte con un idea definita e poi si perde come se non fosse in grado di adrgli un seguito, una conclusione.

    Mi ha un po' deluso, si sente l'abilità di Tabucchi nello scrivere, ma manca il contenuto.

    ha scritto il 

  • 3

    Quella bastarda di una Musa

    Mi sono ripromessa, ultimamente, di superare la mia pigrizia, fisica e spirituale, e sforzarmi a scrivere un qualche commento ai libri che leggo, anche a futura memoria, in vista di una probabile deme ...continua

    Mi sono ripromessa, ultimamente, di superare la mia pigrizia, fisica e spirituale, e sforzarmi a scrivere un qualche commento ai libri che leggo, anche a futura memoria, in vista di una probabile demenza senile non più ormai tanto precoce. Premetto ciò non per dire che questo libro non si merita un commento e che lo scrivo obtorto collo, ma perché, sì, lo scrivo obtorto collo, tentando di cavarci qualcosa divagando, divagando e divagando. E non è che il libro non mi sia piaciuto è che (e dai confessalo, tira fuori la verità) è che temo di non averlo capito. L'ho frainteso fin dal titolo: perché c'è scritto "Il filo dell'orizzonte", ma la mia mente, che va a ramengo, si è intestardita a leggere "Il fumo dell'orizzonte" e l'immagine mentale corrispondente è stata sempre, durante la lettura, di un lieve filo di fumo che saliva filo filo su per l'orizzonte. Per cui, arrivata alla postfazione, dove l'autore prova a dare una piccola spinta alle spalle del lettore attonito, per catapultarlo verso l'orizzonte (ci risiamo) della comprensione, laddove parla di linee di orizzonte che si allontanano mano a mano che ci si avvicina, io scuoto il capo, strabuzzo gli occhi, chiudo il libro, leggo bene il titolo e stramazzo in un aaaah di comprensione postuma: "Il filo dell'orizzonte", scema, non "Il fumo dell'orizzonte". A quel punto avrei dovuto rileggerlo, ma io son pigra e pure accidiosa, quindi invece di riaprirlo dalla prima pagina me lo ripasso a memoria, rileggendomelo nella mente durante una nottata, come al solito, alquanto insonne. E certo, ora ha più senso, cavolo. La verità è come il filo dell'orizzonte, che si allontana mano a mano che si avanza, perché la verità semmai si può sfiorare, certo non raggiungere. Ok, ora la metafora è chiara, però anche un po' stantia, non è vero? E allora dove sta il fascino di questo libro, che di fascino ne ha, questo devo ammetterlo. Be', io azzardo, come al solito, un'ipotesi collaterale e complementare, valida per me, ma spero anche per chi voglia leggerlo. Il fascino di questo libro consiste nell'essere stato scritto su ispirazione di una Musa difficile, schiva, scontrosa e un po' bastarda. La Musa Malinconia.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un capolavoro, certo, ma la scrittura è asciutta e graffiante come nel migliore Tabucchi, la storia è intrigante, le atmosfere sanno di scirocco, di salmastro, di stantio come tutte le città por ...continua

    Non è un capolavoro, certo, ma la scrittura è asciutta e graffiante come nel migliore Tabucchi, la storia è intrigante, le atmosfere sanno di scirocco, di salmastro, di stantio come tutte le città portuali, Genova in particolare. e' il loro fascino. Insomma 100 pagine che si leggono volentieri

    ha scritto il 

  • 2

    Troppe domande suscita la lettura di questo brevissimo romanzo. La maggior parte delle quali, sfortunatamente, riguardanti se ci si trovi di fronte a una sincera bravura o a della gratuita presunzione ...continua

    Troppe domande suscita la lettura di questo brevissimo romanzo. La maggior parte delle quali, sfortunatamente, riguardanti se ci si trovi di fronte a una sincera bravura o a della gratuita presunzione.

    ha scritto il 

  • 3

    Criptico

    "C'è un ordine delle cose e niente accade per caso", sembra essere questa la morale di questo breve romanzo, invero piuttosto enigmatico e dal finale incerto. Quel che più mi ha convinto è la "pregnan ...continua

    "C'è un ordine delle cose e niente accade per caso", sembra essere questa la morale di questo breve romanzo, invero piuttosto enigmatico e dal finale incerto. Quel che più mi ha convinto è la "pregnanza" (non saprei come altro definirla) di cui è dotato ogni singolo oggetto, ogni luogo, ogni suggestione del testo; tutto è come definito, rivestito dalla patina del tempo che gli conferisce una particolare magia.

    ha scritto il 

  • 3

    Che strano romanzo "La linea dell'orizzonte", di Tabucchi!
    Scritto così bene e con personaggi ben delineati a cui ti affezioni presto, come Tabucchi ci ha abituato, ma con un epilogo del tutto oscuro: ...continua

    Che strano romanzo "La linea dell'orizzonte", di Tabucchi!
    Scritto così bene e con personaggi ben delineati a cui ti affezioni presto, come Tabucchi ci ha abituato, ma con un epilogo del tutto oscuro: devo sicuramente essermi perso qualche passaggio perché non ho assolutamente capito dove siano arrivate le conclusioni "investigative" del protagonista Spino, addetto all'obitorio di una città molto simile a Genova, che si appassiona al delitto di un giovane, di cui si ignora tutto, ma di cui, per quanto mi riguarda, non è stato svelato nulla.

    ha scritto il 

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