Il fine ultimo della creazione

Di

Editore: Mondadori

3.9
(427)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8804401974 | Isbn-13: 9788804401971 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
In un angolo del Texas giace il carcere di massima sicurezza di Green River,sinistro deposito di un'umanità reietta e di passioni primarie. 2800 detenutid'ogni razza concentrati in un labirinto di granito e acciaio sotto un'enormecupola di vetro, sempre illuminata da una luce verdognola. Perché la luce èdisciplina e il buio è libertà, secondo il direttore, un uomo il cui razionalismo sconfina nella follia. In questo inferno Ray Klein è riuscito a sopravvivere restando fedele a un solo motto: "Non sono cazzi tuoi". Ma il giorno incui ottiene la libertà vigilata, Green River esplode in una feroce rivolta chemette l'intero carcere nelle mani dei detenuti. Ray deve scegliere: tenersi lalibertà e abbandonare l'unica persona che ama, o rischiare tutto e combattere.
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  • 3

    doppio giudizio

    É il secondo Willocks che leggo, e anche stavolta me ne esco combattuto da un doppio giudizio: ci sono immagini di un lirismo strabiliante, scene epiche, e poi cadute di stile e verosimiglianza sconce ...continua

    É il secondo Willocks che leggo, e anche stavolta me ne esco combattuto da un doppio giudizio: ci sono immagini di un lirismo strabiliante, scene epiche, e poi cadute di stile e verosimiglianza sconcertanti. Willocks scrive strabene e sa incollare il lettore alla pagina; si percepisce che la persona che scrive ha una cultura e una intelligenza invidiabili. La poesia di personaggi come Rospo Coley o Henry Abbot innamorano, ma l'unico personaggio femminile ha la psicologia e agisce come il personaggio femminile di un film porno per nerd laracroftiani. Perché? Non so perché. So solo che se fosse un action/prison movie à la Ottanta/Novanta, e ne ha tutti i crismi, dal protagonista wasp e maledetto al gregario di colore, all'innocenza dei carcerati fighi, e durasse novanta minuti, sarebbe il mio preferito del genere.

    ha scritto il 

  • 3

    Un action thriller ambientato durante una sanguinosa sommossa carceraria, come si può non apprezzare questo romanzo di Willocks? Il fine ultimo della creazione è molto crudo, violento e giustamente (v ...continua

    Un action thriller ambientato durante una sanguinosa sommossa carceraria, come si può non apprezzare questo romanzo di Willocks? Il fine ultimo della creazione è molto crudo, violento e giustamente (visti i protagonisti) sopra le righe. Uniche pecche un finale un po' troppo sbrigativo e certi personaggi monodimensionali (vedi lo stupratore psicopatico); per il resto lettura veloce e divertente.

    ha scritto il 

  • 3

    Solo per stomaci forti

    “Il fine ultimo della creazione” è un thriller che, in buona sostanza, ci descrive la vita all’interno di un carcere americano e le dinamiche scatenate da un direttore pazzo che porteranno allo scoppi ...continua

    “Il fine ultimo della creazione” è un thriller che, in buona sostanza, ci descrive la vita all’interno di un carcere americano e le dinamiche scatenate da un direttore pazzo che porteranno allo scoppio di una rivolta dei 2500 detenuti. Fin qui nulla di nuovo o particolare, sennonché la scrittura di Willocks è assolutamente fantastica e riesce a creare quella sensazione di essere “dentro” al carcere insieme ai prigionieri fittizi del romanzo. La storia è complessa per via dei moltissimi personaggi, e il libro per essere letto richiede un notevole stomaco forte; è, infatti, tutto un susseguirsi di violenza, sangue, sudore, tragedie e miserie umane, che Willocks non lascia soltanto supporre, ma spiattella dritto in faccia al lettore, con una scrittura forte come un pugno nello stomaco. “Il fine ultimo della creazione” è quindi un romanzo potente e crudo, che non cerca di piacere al lettore e che si presenta per quello che è senza ammiccamenti, creando uno spaccato di realtà che forse può spaventare o non piacere, ma che comunque ha il grande valore di colpire a fondo e, nel bene e nel male, di non lasciare indifferente.

    ha scritto il 

  • 0

    un direttore di carcere esaltato, un condannato ingiustamente bianco, un condannato ingiustamente nero, altri condannati a dieci anni che sono in galera da venti, violenza, sudore, muco, sperma, vomit ...continua

    un direttore di carcere esaltato, un condannato ingiustamente bianco, un condannato ingiustamente nero, altri condannati a dieci anni che sono in galera da venti, violenza, sudore, muco, sperma, vomito, merda, sangue.
    qualità di scrittura da fumettone splatter, in loving memory di tanti film del genere rivolta carceraria.
    sto a pagina trentasei di questa sesquipedale cagata.
    e qui mi fermo.

    ha scritto il 

  • 4

    Noi che ci crediamo il fine ultimo della creazione

    E' l'essere umano nella sua interezza il protagonista di questo romanzo. Tutto il peggio dell'essere umano. Tutto ciò che è caratteristica fondamentale dell'uomo: violenza, rabbia, paura, razzismo ver ...continua

    E' l'essere umano nella sua interezza il protagonista di questo romanzo. Tutto il peggio dell'essere umano. Tutto ciò che è caratteristica fondamentale dell'uomo: violenza, rabbia, paura, razzismo verso il più debole (o chi pensiamo sia più debole di noi). Ma anche amore, rispetto e amicizia. Perchè l'uomo è bene e male. Assieme.
    E' un libro durissimo, per stomaci forti.

    ha scritto il 

  • 4

    Feroce

    Brutta copertina e un finale così così ma, questo, è un bel libro. Garantito. Il nostro Tom racconta così bene una storia vera che, a un certo punto, ti sembra di essere tu dentro al carcere. Con la v ...continua

    Brutta copertina e un finale così così ma, questo, è un bel libro. Garantito. Il nostro Tom racconta così bene una storia vera che, a un certo punto, ti sembra di essere tu dentro al carcere. Con la voglia dell'ora d'aria e di un rancio non così sgradevole. E, soprattutto, con il desiderio di vedere una donna

    ha scritto il 

  • 4

    Atrocità rimosse

    Una vita parallela scorre al di là delle recinzioni dei penitenziari di massima sicurezza dove vige un contesto di regole non scritte in cui vittime e carnefici spesso si confondono e si alternano; br ...continua

    Una vita parallela scorre al di là delle recinzioni dei penitenziari di massima sicurezza dove vige un contesto di regole non scritte in cui vittime e carnefici spesso si confondono e si alternano; brutalità, violenza, crudeltà estrema, odio profondo, sono la base delle miserie umane che convivono in un immenso bunker di acciaio, vetro e granito che avvolge e nasconde le orrende vicissitudini di persone obbligate a restrizioni di diversa specie. Un romanzo-thriller graffiante e lacerante che non lesina la volgarità di linguaggio e la sofferenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Da film

    Bello, anche se la prima parte è sicuramente più interessante della seconda perchè da quando scoppia la rivolta è un continuo susseguirsi di azioni violente che non dà tregua e a me personalmente ha s ...continua

    Bello, anche se la prima parte è sicuramente più interessante della seconda perchè da quando scoppia la rivolta è un continuo susseguirsi di azioni violente che non dà tregua e a me personalmente ha stancato.
    Sicuramente sarebbe un'ottima sceneggiatura per un film.

    ha scritto il 

  • 4

    Green River Rising!

    La cinematografia e la letteratura di genere ci hanno portato a conoscere carceri di massima sicurezza, reali e immaginarie; Alcatraz, Shawshank, Huntsville, Shutter Island e altri mostri tentacolari. ...continua

    La cinematografia e la letteratura di genere ci hanno portato a conoscere carceri di massima sicurezza, reali e immaginarie; Alcatraz, Shawshank, Huntsville, Shutter Island e altri mostri tentacolari. Da tutte queste strutture, però, il fine ultimo non era della creazione, ma della fuga. "Green River" di Tim Willocks, invece, ci fa vivere all'interno la rivolta dei duemilacinquecento uomini scatenata dallo squilibrato direttore Hobbes. Gli ingredienti ci sono tutti: l'enormità della fortezza inespugnabile, la suddivisione dei bracci e dei suoi occupanti, la struttura gerarchica dei galeotti, le alleanze, le faide, i buoni, i cattivi e quelli che sono dentro ingiustamente.
    E' davvero violento e crudo, "Il fine ultimo della creazione", crea stati di panico e di disgusto e, ovviamente, ha una componente di lotta bene- contro- male, condotta dal buon dottor Ray Klein contro il cattivissimo Nev Agry. Uniche pecche, i risvolti rosa-hard e l'intrepida dottoressa Devlin, alla quale avrei ritagliato una parte meno scontata.
    Ritmo altissimo e ottima scrittura.

    ha scritto il