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Il fine ultimo della creazione

Di

Editore: Cairo Publishing

3.9
(399)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 461 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8860522714 | Isbn-13: 9788860522719 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Texas, carcere di massima sicurezza di Green River. Duemilacinquecento detenuti rinchiusi in una gabbia di acciaio, granito e vetro, illuminata giorno e notte da una luce crudele. Una perfetta macchina punitiva che mette a nudo il colpevole in ogni momento della sua vita, facendo leva sulle sue fantasie paranoidi. Una concezione razionalista che dovrebbe garantire il funzionamento del potere, ma che non regge la prova dei fatti. Per questo, il direttore Hobbes decide nella sua coerente follia che è giunto il tempo di restituire la prigione ai suoi immondi abitanti, i quali, lasciati a se stessi, ristabiliranno una loro primaria morale. Ray Klein, medico condannato ingiustamente per lo stupro della fidanzata, da tre anni vive a Green River. È riuscito a sopravvivere alla violenza del penitenziario rimanendo fedele al motto: "Non sono cazzi tuoi". Poche parole scritte sullo specchio che rimanda la sua immagine ogni mattina. Da non dimenticare mai. Ed è riuscito a non impazzire lavorando nell'infermeria a fianco della psicologa Juliette Devlin. Ma il giorno in cui Klein ottiene la libertà vigilata, l'inferno di Green River prende fuoco. Il farneticante disegno del direttore sfocia in una rivolta di inaudita ferocia: assassini, rapinatori, stupratori bianchi scendono in guerra contro assassini, rapinatori, stupratori neri e latinos. Una lotta tribale di tutti contro tutti in nome della distruzione. Klein può rintanarsi nella sua cella e aspettare che l'apocalisse si consumi.
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    un direttore di carcere esaltato, un condannato ingiustamente bianco, un condannato ingiustamente nero, altri condannati a dieci anni che sono in galera da venti, violenza, sudore, muco, sperma, vomito, merda, sangue.
    qualità di scrittura da fumettone splatter, in loving memory di tanti fil ...continua

    un direttore di carcere esaltato, un condannato ingiustamente bianco, un condannato ingiustamente nero, altri condannati a dieci anni che sono in galera da venti, violenza, sudore, muco, sperma, vomito, merda, sangue.
    qualità di scrittura da fumettone splatter, in loving memory di tanti film del genere rivolta carceraria.
    sto a pagina trentasei di questa sesquipedale cagata.
    e qui mi fermo.

    ha scritto il 

  • 4

    Noi che ci crediamo il fine ultimo della creazione

    E' l'essere umano nella sua interezza il protagonista di questo romanzo. Tutto il peggio dell'essere umano. Tutto ciò che è caratteristica fondamentale dell'uomo: violenza, rabbia, paura, razzismo verso il più debole (o chi pensiamo sia più debole di noi). Ma anche amore, rispetto e amicizia. Per ...continua

    E' l'essere umano nella sua interezza il protagonista di questo romanzo. Tutto il peggio dell'essere umano. Tutto ciò che è caratteristica fondamentale dell'uomo: violenza, rabbia, paura, razzismo verso il più debole (o chi pensiamo sia più debole di noi). Ma anche amore, rispetto e amicizia. Perchè l'uomo è bene e male. Assieme.
    E' un libro durissimo, per stomaci forti.

    ha scritto il 

  • 4

    Feroce

    Brutta copertina e un finale così così ma, questo, è un bel libro. Garantito. Il nostro Tom racconta così bene una storia vera che, a un certo punto, ti sembra di essere tu dentro al carcere. Con la voglia dell'ora d'aria e di un rancio non così sgradevole. E, soprattutto, con il desiderio di ved ...continua

    Brutta copertina e un finale così così ma, questo, è un bel libro. Garantito. Il nostro Tom racconta così bene una storia vera che, a un certo punto, ti sembra di essere tu dentro al carcere. Con la voglia dell'ora d'aria e di un rancio non così sgradevole. E, soprattutto, con il desiderio di vedere una donna

    ha scritto il 

  • 4

    Atrocità rimosse

    Una vita parallela scorre al di là delle recinzioni dei penitenziari di massima sicurezza dove vige un contesto di regole non scritte in cui vittime e carnefici spesso si confondono e si alternano; brutalità, violenza, crudeltà estrema, odio profondo, sono la base delle miserie umane che convivon ...continua

    Una vita parallela scorre al di là delle recinzioni dei penitenziari di massima sicurezza dove vige un contesto di regole non scritte in cui vittime e carnefici spesso si confondono e si alternano; brutalità, violenza, crudeltà estrema, odio profondo, sono la base delle miserie umane che convivono in un immenso bunker di acciaio, vetro e granito che avvolge e nasconde le orrende vicissitudini di persone obbligate a restrizioni di diversa specie. Un romanzo-thriller graffiante e lacerante che non lesina la volgarità di linguaggio e la sofferenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Da film

    Bello, anche se la prima parte è sicuramente più interessante della seconda perchè da quando scoppia la rivolta è un continuo susseguirsi di azioni violente che non dà tregua e a me personalmente ha stancato.
    Sicuramente sarebbe un'ottima sceneggiatura per un film.

    ha scritto il 

  • 4

    Green River Rising!

    La cinematografia e la letteratura di genere ci hanno portato a conoscere carceri di massima sicurezza, reali e immaginarie; Alcatraz, Shawshank, Huntsville, Shutter Island e altri mostri tentacolari. Da tutte queste strutture, però, il fine ultimo non era della creazione, ma della fuga. "Green R ...continua

    La cinematografia e la letteratura di genere ci hanno portato a conoscere carceri di massima sicurezza, reali e immaginarie; Alcatraz, Shawshank, Huntsville, Shutter Island e altri mostri tentacolari. Da tutte queste strutture, però, il fine ultimo non era della creazione, ma della fuga. "Green River" di Tim Willocks, invece, ci fa vivere all'interno la rivolta dei duemilacinquecento uomini scatenata dallo squilibrato direttore Hobbes. Gli ingredienti ci sono tutti: l'enormità della fortezza inespugnabile, la suddivisione dei bracci e dei suoi occupanti, la struttura gerarchica dei galeotti, le alleanze, le faide, i buoni, i cattivi e quelli che sono dentro ingiustamente.
    E' davvero violento e crudo, "Il fine ultimo della creazione", crea stati di panico e di disgusto e, ovviamente, ha una componente di lotta bene- contro- male, condotta dal buon dottor Ray Klein contro il cattivissimo Nev Agry. Uniche pecche, i risvolti rosa-hard e l'intrepida dottoressa Devlin, alla quale avrei ritagliato una parte meno scontata.
    Ritmo altissimo e ottima scrittura.

    ha scritto il 

  • 4

    "Non sono cazzi tuoi"

    A tratti adrenalinico, a tratti noioso, il filo conduttore dell'"altra" vita, quella parallela che viene vissuta e subita quotidianamente nel carcere di massima sicurezza, con le sue regole, le gerarchie, gli odi, le brutalitá e le umiliazioni, vista dalla prospettiva di un detenuto, il dottor Kl ...continua

    A tratti adrenalinico, a tratti noioso, il filo conduttore dell'"altra" vita, quella parallela che viene vissuta e subita quotidianamente nel carcere di massima sicurezza, con le sue regole, le gerarchie, gli odi, le brutalitá e le umiliazioni, vista dalla prospettiva di un detenuto, il dottor Klein, responsabile dell'infermeria del penitenziario e prossimo al rilascio, risucchiato come tutti in una clamorosa e violentissima rivolta, pilotata dall'insano direttore del carcere, dove il caos e la brutalitá sono il risultato di anni di repressione, isolamento e ostilitá reciproche tra le varie razze che popolano il penitenziario.

    Non mancano spunti positivi, come la solidarietá e il sostegno tra il dr. Klein e alcuni detenuti, e nel marasma generale si infila anche una "doppia love story", a suo modo bizzarra e selvaggia.

    Una vicenda caotica ma intrigante, uno spaccato su quello che puó essere il mondo carcerario, forse un filino eccessivamente caricata di stereotipi di genere.

    ha scritto il 

  • 4

    Ancora Willocks...

    Ancora una volta Willocks mi prende per mano e mi porta a conoscere personaggi e situazioni 'forti' (non riesco atrovare altri aggettivi)...in un romanzo 'carcerario' pieno di umanità...e di amore...e di odio...e di amicizia.
    Willocks sa scrivere e rendere bene i suoi personaggi...sono prof ...continua

    Ancora una volta Willocks mi prende per mano e mi porta a conoscere personaggi e situazioni 'forti' (non riesco atrovare altri aggettivi)...in un romanzo 'carcerario' pieno di umanità...e di amore...e di odio...e di amicizia.
    Willocks sa scrivere e rendere bene i suoi personaggi...sono profondi ed hanno spessore...tutti...ed è la cosa che più mi piace in un romanzo...la trama...la storia, per me, viene dopo. Certo che ha la sua importanza ma preferisco conoscere le persone....ascoltarne i dialoghi...conoscerne i pensieri, le paure, le gioie, le angoscie...e di questo Willocks è maestro.

    ha scritto il