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Il fiore del male

Bandito a Milano

Di ,

Editore: Tropea

3.9
(190)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 277 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8855800795 | Isbn-13: 9788855800792 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Biography , Crime , History

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Descrizione del libro
A cinquantanove anni, trentotto dei quali trascorsi in cella, Renato Vallanzasca rimane nei ricordi di questo paese, nell'immaginario delle vecchie e delle nuove generazioni, il volto del bandito, l'emblema di una vita criminale "al massimo", l'icona violenta di una città e di un'epoca: l'inquieta e brumosa Milano degli anni Settanta. Di lui tanto si è detto e si è scritto, i contorni della cronaca sono presto sfumati nella leggenda, ed è proprio questo uno dei motivi che hanno portato l'uomo a guardarsi allo specchio, a frugare nel secchio della memoria, a incontrare Carlo Bonini per raccontare una volta per tutte la propria versione dei fatti, "la vera storia di Renato Vallanzasca". L'ex boss della Comasina ha rapinato, ha ucciso. "Per pudore" nei confronti delle sue vittime, spiega, non ha mai chiesto perdono. "Per lealtà con se stesso" e con il suo personale codice d'onore, ha sempre rifiutato di vestire i panni del collaboratore di giustizia. E con lo stesso rigore e la stessa lucidità ricostruisce il suo passato, senza cadere in compiacimenti, facili ipocrisie o repentine e sospette conversioni. È una storia di sangue, quella di Renato Vallanzasca, una storia non priva di sorprese, stravaganze e inediti retroscena, una storia che affonda le sue radici in un'infanzia ribelle, in quella che appare come una precoce vocazione al crimine.
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  • 2

    Avendo letto "Etica criminale" ho trovato poco avvincente il testo (tranne il capitolo 18 la nave, ossia ultima fuga). Anche a livello di scrittura mi aspettavo qualcisa di piu'.

    ha scritto il 

  • 0

    All'epoca, noi militanti ultragauchisti, lo adoravamo nonostante qualche imbarazzante aggancio con la fascisteria. Per l'evidente carattere trasgressivo. Intuizione giusta,confermata dalla decisione tranciante con cui chiuse la bocca a un giornalista imbecille che gli offriva sponda per qualche g ...continua

    All'epoca, noi militanti ultragauchisti, lo adoravamo nonostante qualche imbarazzante aggancio con la fascisteria. Per l'evidente carattere trasgressivo. Intuizione giusta,confermata dalla decisione tranciante con cui chiuse la bocca a un giornalista imbecille che gli offriva sponda per qualche giustificazione sociologistica alla sua devianza: non diciamo cazzate. E infatti la lapidaria quarta di copertina si chiude con un ineffabile dichiarazione: Io sono nato ladro. Clapt, clapt, clapt

    ha scritto il 

  • 4

    Ricordo un documentario Rai nel quale qualcuno, a proposito di Vallanzasca, disse:
    "una persona che si assume le proprie responsabilità, per tremende che esse siano, merita comunque rispetto".

    Ecco! credo che Renato Vallanzasca, con questo libro volesse proprio sottolineare questo. ...continua

    Ricordo un documentario Rai nel quale qualcuno, a proposito di Vallanzasca, disse:
    "una persona che si assume le proprie responsabilità, per tremende che esse siano, merita comunque rispetto".

    Ecco! credo che Renato Vallanzasca, con questo libro volesse proprio sottolineare questo.
    Da leggere!

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, bello, bello!!!
    Potremmo parlare per ore riguardo a quanto possa essere "etico" dire che sia bella e interessante la storia di un bandito, ma questo tipo di giudizio lo lascio ad altri.
    Il mio giudizio riguarda semplicemente il libro. La storia è molto interessante a tratti avv ...continua

    Bello, bello, bello!!!
    Potremmo parlare per ore riguardo a quanto possa essere "etico" dire che sia bella e interessante la storia di un bandito, ma questo tipo di giudizio lo lascio ad altri.
    Il mio giudizio riguarda semplicemente il libro. La storia è molto interessante a tratti avvincente, una vita "veramente piena", nel bene e nel male di ciò che il personaggio ha compiuto e/o subìto. Lo consiglio a chiunque, specialmente alle persone di Milano!

    ha scritto il 

  • 4

    Quanto vorrei vedere le cicatrici sul corpo di Renato

    Vallazansca... Vallanzasca...
    Scrivo questa recensione molto tempo dopo aver letto il libro, ed è una gran cosa. Ho avuto il tempo di riflettere sul personaggio e sulla persona e penso: quanto vorrei vedere le cicatrici sul corpo di Renato.
    Il corpo di un 60enne, un po' raggrinzito, p ...continua

    Vallazansca... Vallanzasca...
    Scrivo questa recensione molto tempo dopo aver letto il libro, ed è una gran cosa. Ho avuto il tempo di riflettere sul personaggio e sulla persona e penso: quanto vorrei vedere le cicatrici sul corpo di Renato.
    Il corpo di un 60enne, un po' raggrinzito, provato... VISSUTO.
    Quanto vorrei incontrare quegli occhi, quegli occhi che hanno fatto tremare le casalinghe italiane, ma pur sempre gli occhi di un 60enne. E scommetto che sono buoni, come quelli di un padre o di un nonno. Come quelli di una persona che ha VISSUTO.
    Vallanzasca è ciò che manca, Vallanzasca è ciò che serve... Non all'Italia (che di criminali ne ha già abbastanza!). Serve a fare un viaggio interiore, a riscoprirsi, riscoprirsi migliori.
    Criminale? Sì, è vero, è un criminale. Ma è pur sempre un UOMO, un uomo che quando ha la possibilità di uscire dal carcere con qualche permesso del tutto speciale vede un altro mondo, un mondo che 40anni fa nessuno avrebbe mai sognato, immaginato.
    Non parlo di idolatrare l'eroe, come hanno ben parlato a Venezia, ma parlo del considerare una persona nel suo ESSERE UNA PERSONA. Questo libro fa riflettere, fa conoscere, ci fa entrare in una vita... VISSUTA.
    10 punti al libro, 7 al film (che ha un po' romanzato la storia tra lui e Antonella e altri piccoli "errorucci" voluti per audience, ad esempio la colonna sonora ;))

    ha scritto il 

  • 1

    pessima persona

    pessimo uomo, pessimo libro.
    Bisognerebbe vietare di far idolatrare dei criminali assassini.
    Sono duro, ma penso che molta gente poco intelligente può e anzi si è già fatta affascinare da genete come questa.
    Scusate lo sfogo..

    ha scritto il 

  • 4

    ho amato troppo il film per non amare moltissimo anche questo libro. il problema è lo stesso del film: stai dalla parte del cattivo, che è un cattivo fighissimo.
    tra l'altro ero così presa dalla lettura, dalle spacconate, dalla voce milanesissima di vallanzasca che non mi son accorta di ave ...continua

    ho amato troppo il film per non amare moltissimo anche questo libro. il problema è lo stesso del film: stai dalla parte del cattivo, che è un cattivo fighissimo.
    tra l'altro ero così presa dalla lettura, dalle spacconate, dalla voce milanesissima di vallanzasca che non mi son accorta di aver preso il treno sbagliato. e stavo lì, a leggere, finché il pulitore non mi ha fatto notare che era il momento di scendere

    ha scritto il 

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