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Il fiume delle cento candele

Di

Editore: Einaudi

4.0
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 880619920X | Isbn-13: 9788806199203 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Pareschi

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    Può un amore annientare, distruggere una vita umana? Leggendo questo libro si direbbe di si! È in relazione con la tragedia che la donna vive? La Cambogia è la terra che la finirà e che lei scandaglierà in lungo e in largo pur di ritrovare l'essere amato.
    Un libro che ti immerge nella trag ...continua

    Può un amore annientare, distruggere una vita umana? Leggendo questo libro si direbbe di si! È in relazione con la tragedia che la donna vive? La Cambogia è la terra che la finirà e che lei scandaglierà in lungo e in largo pur di ritrovare l'essere amato.
    Un libro che ti immerge nella tragedia del popolo cambogiano nel periodo di Pol Pot e negli anni successivi
    Non conoscevo quest' autrice, lo scoperta per caso. Libro molto buono sotto tutti i punti di vista; ti colpisce e inorridisce, come sempre, quando leggi delle tragedie che colpiscono i popoli della terra e purtroppo di popoli oppressi anche oggi giorno ce ne sono parecchi. Come sempre alla fine constato che il passato non ci ha insegnato nulla!!

    ha scritto il 

  • 5

    Una volta che sappiamo, cosa facciamo?

    La gente è andata a dormire e quando si è svegliata niente era più come prima


    Ho trovato questo libro per caso, il titolo era congeniale ad una sfida letteraria a cui dovevo partecipare. Mi ha travolto subito. Poche pagine e la storia mi ha completamente rapita. Non è stata solo la ...continua

    La gente è andata a dormire e quando si è svegliata niente era più come prima

    Ho trovato questo libro per caso, il titolo era congeniale ad una sfida letteraria a cui dovevo partecipare. Mi ha travolto subito. Poche pagine e la storia mi ha completamente rapita. Non è stata solo la storia d'amore tra i protagonismi a coinvolgermi, ma soprattutto il terribile genocidio avvenuto in Cambogia ad opera di Pol Pot e la successiva invasione vietnamita. Sono morti due milioni di persone. Immagina di camminare lungo la tua via e un vicino su sette è morto. Anche se il romanzo non approfondisce le vicende politiche dell'epoca ci sono pagine talmente drammatiche che mi hanno fatta inorridire.
    Probabilmente il mio è un giudizio più emotivo che obiettivo, ma mi è piaciuto tanto. L'ho letto spinta da una strana urgenza di finirlo, la stessa che probabilmente ha avuto l'autrice nello scriverlo. Emozionante, toccante, bello!

    Avrei voluto che le frontiere si richiudessero, per riaverti. Avrei voluto che morissi, per non dover pensare a te senza di me. Avrei voluto avere dei soldi. Avrei voluto essere più grande. Avrei voluto che trovassi la tua famiglia ancora in vita per poter stare con te. Avrei voluto che li trovassi tutti morti perchè fossi mio. Avrei voluto che cambiasse ogni cosa, e che ogni cosa rimanesse uguale per sempre. Avrei voluto cancellare ogni trasgressione dal mio destino. Eri il dolce e il salato, il desiderio di ogni fibra del mio corpo. Tutto quello che volevo era sentirti dire: Ti aspetterò. Tornerò a prenderti. Invece hai detto: Le frontiere sono aperte. Devo andare. La guerra ti reclamava.

    Adesso le stime sono più precise: trecentonove fosse comuni, sette siti da trentamila a settantamila corpi l'uno, ventisette siti con diecimila corpi o più, centoventicinquemila con un migliaio di corpi come minimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Immergersi in questo libro e ritrovarsi a ripercorrere le strade di Phnom Penh è stato tutt’uno. E poiché la Cambogia è un paese che mi è entrato nell’anima, lo dico subito: il mio giudizio su questo libro è emotivo, poco obiettivo.


    E’ una storia d’amore e di perdita: la protagonista, Ann ...continua

    Immergersi in questo libro e ritrovarsi a ripercorrere le strade di Phnom Penh è stato tutt’uno. E poiché la Cambogia è un paese che mi è entrato nell’anima, lo dico subito: il mio giudizio su questo libro è emotivo, poco obiettivo.

    E’ una storia d’amore e di perdita: la protagonista, Anne, si rivolge al suo uomo, ripercorrendo le tappe della loro storia dal loro primo incontro a Montreal, negli anni ’70, dove lei è una studentessa sedicenne orfana di madre e in conflitto col padre e lui, Serey, un esule cambogiano, professore di matematica e chitarrista in un gruppo musicale. All’indomani dell’invasione vietnamita della Cambogia straziata dalla dittatura di Pol Pot e della riapertura delle sue frontiere, Serey parte per tornare al suo paese. Resteranno separati per undici anni, fin quando Anne deciderà di raggiungere la Cambogia per mettersi alla ricerca del suo uomo di cui ha perso le tracce. Lo ritroverà e ritroveranno la passione che li aveva uniti, ma anche dei silenzi che costringeranno Anne a fare i conti con la drammatica storia cambogiana.

    La Echlin non si addentra approfonditamente nelle vicende politiche della Cambogia nei tragici anni del dopo Pol Pot, eppure riesce a sollevare un velo sul dramma umano conosciuto dal martoriato paese e a raccontare la disperata odissea di chi in quegli anni bui ha visto inghiottiti nel nulla i propri cari senza avere la consolazione di poter loro dare una sepoltura. Ed è già un merito, un modo per rendere giustizia a una vicenda storica drammatica che l’occidente ha archiviato nell’indifferenza collettiva e anche al popolo khmer rassegnato a non aver giustizia pur di potersi lasciare alle spalle un passato insostenibile.

    Lo fa con una scrittura tesa, secca, come dettata dall’urgenza, che cattura immediatamente. Con una passione, una partecipazione, che instilla il dubbio che la vicenda rechi qualche traccia autobiografica. Che riesce in ogni caso a toccare, a far inorridire, a far venire il desiderio di saperne di più sull’orrore conosciuto dalla Cambogia.

    C’è solo un episodio verso la fine del romanzo, relativo al …“ritrovamento”, che mi è risultato talmente inverosimile e melodrammatico da apparirmi come una nota stonata all’interno di una splendida esecuzione. Peccato, ma val la pena di perdonarglielo.

    ha scritto il 

  • 4

    Due milioni di morti. Tanti nella Cambogia del regime dei khmer rossi. In questo quadro di violenza ecco una storia d'amore assoluto, profondo, quasi insensato. Si alternano i freddi inverni di Montreal, dal sapore di cannella agli odori umidi e intensi della Cambogia. All'amore risponde la viole ...continua

    Due milioni di morti. Tanti nella Cambogia del regime dei khmer rossi. In questo quadro di violenza ecco una storia d'amore assoluto, profondo, quasi insensato. Si alternano i freddi inverni di Montreal, dal sapore di cannella agli odori umidi e intensi della Cambogia. All'amore risponde la violenza infantile che ricorda gli eccidi della Sierra Leone. I bambini guerrieri tanto utili alle dittature. Una scrittura asciutta, chiara, toccante. Note di puro vuoto.

    ha scritto il 

  • 4

    L’autrice ci apre la finestra sul dramma della Cambogia.
    Una storia di grande umanità, una storia di amore profonda e struggente, che ha come scenario la Cambogia di Pol Pot e poi quella dell’occupazione vietnamita .

    ha scritto il 

  • 4

    il flusso ininterrotto di un cuore spezzato dalla tragedia incommensurabile di altri. un amore così definitivo che, a leggerne, ti fa infuriare, sembrando a volte il prodotto di una mente demente. un page-turner angosciante.

    ha scritto il 

  • 4

    eastern and western

    a metà tra oriente e occidente una storia d'amore con lievi incursioni in una storia recente che pochi di noi ricordano o conoscono. Un modo per ricordare le oppressioni, le violenze e le ingiustizie che offuscavano i fiumi e i cieli d'oriente ai tempi di Pol Pot... e l'amore diventa un modo di ...continua

    a metà tra oriente e occidente una storia d'amore con lievi incursioni in una storia recente che pochi di noi ricordano o conoscono. Un modo per ricordare le oppressioni, le violenze e le ingiustizie che offuscavano i fiumi e i cieli d'oriente ai tempi di Pol Pot... e l'amore diventa un modo di ricordare e rendere onore alle vittime

    ha scritto il 

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