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Il fiume scorre in te

Di

Editore: Booksprint Edizioni

3.8
(42)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 362 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8865951699 | Isbn-13: 9788865951699 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
A pochi mesi di distanza dal suo trasferimento al nord per motivi di studio, Alessandro scompare.“Tornerò presto, questione di giorni. Tornerò con l’ultimo treno, quello della mezzanotte.” Queste le ultime parole che Alessandro rivolge a Dani, la sua ragazza, durante l’ultima conversazione telefonica tra i due. Poi, più niente. Dani, disperata, si racconta mille scuse per giustificare il comportamento del suo ragazzo e ogni sera si reca in stazione, si siede sul marciapiede e aspetta che passi l’ultimo treno, sperando di veder scendere Alessandro. “Mi aveva detto che sarebbe tornato con l’ultimo treno, quello della mezzanotte”. Passano i giorni, e di Alessandro non c’è traccia. Una notte, però, succede qualcosa d’insolito: Dani è lì, seduta sul marciapiede della stazione come tutte le notti, e l’ultimo treno è già passato da qualche minuto quando, all’improvviso, compare un ragazzo. E, di lì a poco, benché gli orari non prevedano più nessuna corsa fino al mattino successivo, un vecchio treno giunge in stazione, stridendo sui binari. Il giovane sconosciuto sale sul mezzo e, pochi secondi dopo, si sente male. Dani sale in carrozza per soccorrerlo ma, purtroppo, capirà ben presto che il malessere del ragazzo è solo una messinscena, una trappola architettata per farla salire sul treno. Ma chi è questo misterioso estraneo? Che legami ha con Alessandro, e perché sembra conoscere il motivo della sua scomparsa? Molte sono le domande alle quali Dani dovrà rispondere, affrontando le insidie di un pericoloso viaggio nel passato della persona che crede di amare e che non ha mai conosciuto per ciò che è realmente.
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  • 5

    Al di sopra delle aspettative

    Sarò sincera: acquistato su Amazon in edizione E-book solo perchè costava 89 cent o giù di li. Il libro è scorrevole e un tantino scontato, nonostante questo ti cattura dalla prima all'ultima pagina: lo consiglio da portare in spiaggia!!

    ha scritto il 

  • 5

    è inevitabile sentirsi partecipi del viaggio di Dani leggendo questo libro. la protagonista ci racconta con tale minuzia quello che i suoi occhi vedono, quello che le sue mani toccano, quello che il suo naso sente, che sembra sempre di essere li. una storia che ne racchiude molte altre, con una p ...continua

    è inevitabile sentirsi partecipi del viaggio di Dani leggendo questo libro. la protagonista ci racconta con tale minuzia quello che i suoi occhi vedono, quello che le sue mani toccano, quello che il suo naso sente, che sembra sempre di essere li. una storia che ne racchiude molte altre, con una protagonista principale e tanti altre maschere che si alternano, ogni personaggio ha una sua storia che inzia e finisce, ha un suo spazio ben delineato. ogni porzione di storia ha una vita propria, sembrano più libri raccolti in una unica storia senza tempo e senza dimensione, un viaggio spazio temporale necessario a racchiudere personaggi e segreti di ognuno di loro. Il mondo di Dani lascia spazio ad Alice e i suoi capelli color prugna, ad Alessandro e i suoi gravi errori, a zio Livio, Lele, Luana, Giulietta, ad Eleonora e la sua vita parallela, alla vecchina del quartiere Jane Austen. e proprio questa anziana figura, e il misterioso 'caronte' (infondo ci mostra i 'morti' del passato di Alessandro) Massimo creano quasi una atmosfera da anime giapponese, sembra di essere in un film di Hayao Miyazaki (La città incantata, Il castello errante di Howl). Unico personaggio sospeso resta Massimo, che non rappresenta nè il passato nè il presente di Dani, ma il suo futuro, come suggerisce poi il finale. Ho amato tutte le citazioni, da quelle poetiche (perchè il racconto alternato alla poesia riusciva a sollevare anche dai momenti più drammatici della storia) a quelle più 'pop' (deviantart in particolare). La parte iniziale della quotidianetà di Dani e le descrizioni dei vari posti visitati lungo il viaggio sono le parti che preferisco.

    ha scritto il 

  • 4

    I miei complimenti a questa autrice giovanissima, 4 stelle più che meritate per il suo primo romanzo. Storia tutt'altro che banale, linguaggio scorrevole, un romanzo che si legge facilmente, tutto d'un fiato. C'è tutto: gioia, tristezza, voglia di vivere, consapevolezza, responsabilità, e talvolt ...continua

    I miei complimenti a questa autrice giovanissima, 4 stelle più che meritate per il suo primo romanzo. Storia tutt'altro che banale, linguaggio scorrevole, un romanzo che si legge facilmente, tutto d'un fiato. C'è tutto: gioia, tristezza, voglia di vivere, consapevolezza, responsabilità, e talvolta un pizzico d'inquietudine. Tuttavia, questi elementi si uniscono armoniosamente gli uni con gli altri, non stonano nè sembrano buttati lì per fare numero. L'unica cosa che forse mi è piaciuta un pizzico di meno, sono le molte citazioni presenti nel libro, che provengono da contesti molto diversi tra di loro e che quindi, a tratti, mi sono sembrate fuori luogo. Ma una volta finito il libro, tutte queste impressioni vengono meno e mi permettono tranquillamente di consigliare la lettura di questo libro. Davvero complimenti, Bianca Rita :)

    ha scritto il 

  • 4

    un esordio sorprendente

    ... non mi era mai capitato di dare quattro stelle a un romanzo esordiente, ma questo se le merita davvero... anche se... la storia non mi ha preso più di tanto (limite mio, non mi appassiona molto il genere).
    Quello che è davvero stupefacente di questo libro è lo stile di Bianca Rita: maturo, el ...continua

    ... non mi era mai capitato di dare quattro stelle a un romanzo esordiente, ma questo se le merita davvero... anche se... la storia non mi ha preso più di tanto (limite mio, non mi appassiona molto il genere). Quello che è davvero stupefacente di questo libro è lo stile di Bianca Rita: maturo, elegante, poetico. Tutto tranne che banale. Cose che non si leggono molto spesso nemmeno tra i best sellers, figurarsi in un'opera prima! Faccio i miei migliori auguri all'autrice: merita davvero fortuna, perché è brava, brava sul serio. Nei miei panni di scribacchino dilettante, la ammiro. E la invidio anche un poco :D

    ha scritto il 

  • 3

    (Pubblicata anche qui:
    http://bibliomaniarecensioni.blogspot.it/2012/05/il-fiu…

    L’opera d’esordio di Bianca Rita Cataldi è molto particolare, perché si avvale di un espediente narrativo che ricorda da vicino il realismo magico tipico degli scrittori sudameri ...continua

    (Pubblicata anche qui: http://bibliomaniarecensioni.blogspot.it/2012/05/il-fiume-scorre-in-te-bianca-rita.html)

    L’opera d’esordio di Bianca Rita Cataldi è molto particolare, perché si avvale di un espediente narrativo che ricorda da vicino il realismo magico tipico degli scrittori sudamericani, facendolo tutto suo e riadattandolo ad una storia d’amore tutt’altro che banale. Come ho scritto nella trama, infatti, l’avventura di Dani parte salendo su un treno “particolare”: un vagone che viaggia nel tempo, ma solo lungo episodi fondamentali (impersonati da delle bambole che ho trovato un po’ inquietanti) nella vita di Alessandro, il ragazzo di Dani, che è sparito dopo aver promesso di tornare dall’Accademia in cui è andato a studiare. L’idea di questo itinerario sui generis è ben congegnata e sfruttata al meglio, ovvero senza esagerare: mi è proprio piaciuto come l'autrice l’ha inserita nel contesto del romanzo – che, sia chiaro, non ha altri elementi “fantastici”. Inoltre, il fatto che i vari passaggi non siano movimenti scelti da Dani, ma parti di un percorso ben preciso (e immutabile) nella vita di Ale, hanno permesso di non doversi concentrare troppo sulle spiegazioni riguardanti il mezzo (del genere “come funziona?”, “dove può andare, cosa può fare?”, “se tornassi indietro in un punto focale della storia?”, eccetera eccetera), quanto piuttosto sui fatti di cui Dani sarà testimone. In genere avrei preferito più informazioni, ma ogni romanzo ha la sua economia e, in questo caso, l’autrice ha fatto una buona scelta. La protagonista, inoltre, non affronterà l’avventura da sola: che viaggio-crescita sarebbe, in fondo, senza la presenza di una guida? In questo caso, a condurre la nostra Dani c’è Massi, che si scoprirà poi essere un vecchio amico di Ale. Ho apprezzato che, nonostante il suo ruolo, non si sia posto come “superiore” a Dani (anche se all’inizio dovrà far uso di qualche sotterfugio e di un po’ di pressioni per convincere la protagonista a compiere il suo viaggio) ma le si sia affiancato, come un amico: il loro rapporto è realistico, nasce in modo un po’ inusuale ma si sviluppa verosimilmente. Solo in alcuni punti mi è sembrato descritto in modo un po’ sopra le righe, ma c’è da dire che questo è pienamente nello stile di Dani, che è la voce narrante della storia. Dani, infatti, è molto appassionata e dotata di un carattere caparbio, caratteristiche che la rendono interessante agli occhi del lettore e piacevole da seguire; ma è anche fin troppo emotiva, secondo me, e credo che l’autrice si sia lasciata trascinare troppo e abbia calcato la mano nelle descrizioni di alcuni suoi sentimenti. Un esempio su tutti: la nostalgia fulminante che Dani prova nei confronti dell’amica Alice - eccessiva per il momento in cui viene descritta, visto che non la vede da appena un paio d’ore, ma ne parla come se fossero passati mesi. E’ un difetto, tuttavia, che il lettore può perdonare, visto che per il resto è un personaggio tridimensionale; non si può dire lo stesso, invece, per altre due figure fondamentali della storia, ovvero Ale, il famoso fidanzato, e Eleonora (di cui non posso svelarvi molto, per non incorrere in fastidiose anticipazioni). Il primo è presentato in modo fin troppo ambivalente: Dani, com’è ovvio, lo mostra sotto una luce positiva, solo leggermente ambigua, forse in parte dettata dal sentimento, ma generalmente portata agli occhi del lettore come veritiera; mentre nel corso della narrazione ci vengono raccontati episodi della vita di questo ragazzo che, in tutta onestà, fanno pensare quasi a un mostro – viene da chiedersi come Dani abbia fatto a innamorarsi di lui. Tra l’altro, proprio la scoperta e il superamento di questi eventi costituiscono parte fondante della trama e, non fosse che così rovinerei la lettura a chi ancora non conosce il libro, avrei parecchie cose da dire sul giudizio e sulla coscienza di Dani… La seconda, invece, ovvero l’Eleonora cui accennavo prima, è praticamente perfetta. Buona, gentile, talentuosa, innamorata in modo puro e semplice, debole – ma di quella debolezza che ispira protezione e affetto. Credo che si siano volute enfatizzare queste sue caratteristiche per dare più pathos ad un determinato avvenimento del libro: il procedimento in parte riesce, ma rende un po’ troppo angelico e poco credibile il personaggio. Tuttavia, il fatto che non abbia suscitato odio profondo nella sottoscritta (come succede di solito coi personaggi “perfetti”) mi ha anche dato prova che Eleonora avrebbe potuto dare molto di più, con la giusta revisione. Per quanto riguarda lo stile, devo dire che quello dell’autrice è molto personale, scorrevole e poetico: le uniche pecche sono la tendenza ad essere ripetitivo (un vero peccato, perché ci sono immagini originali e bellissime) e la presenza dell’autrice che talvolta traspare troppo dalle parole. Mi spiego meglio: in alcuni passaggi mi è sembrato che venissero espressi i pensieri personali dell’autrice piuttosto che quelli della protagonista. Non è strano che questo avvenga, a livello più o meno conscio, ma è compito dell’autore fare in modo che queste occasioni di riflessione siano percepite dal lettore come spunti del personaggio; cosa che, appunto, a volte qui non succede. Credo sia ancora più fondamentale che non ci sia una “rottura dell’equilibrio” in libri del genere, dove la storia richiede la sospensione dell’incredulità da parte di chi legge: la sensazione di straniamento, per quanto blanda, rallenta la lettura.

    E’ stato onestamente difficile per me scrivere questa recensione, perché si può dire che conosco Bianca Rita (attraverso il suo blog, da cui ho scoperto della catena di lettura di questo suo esordio); volevo esprimere il mio giudizio evitando il rischio di sembra troppo buona o, per ipercorrettismo, troppo cattiva. Spero di essere riuscita a veicolare la mia opinione e, soprattutto, spero proprio che Bianca continui a scrivere, perché credo che abbia ancora tanto da dare e che ci siano le basi per un miglioramento eccezionale, visto che questo suo romanzo d’esordio, sebbene abbia i difetti di cui ho parlato sopra, ha anche indubbi pregi ed e, alla fine, una lettura piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Sorprendente.


    Ci sono alcune frasi (e anche citazioni) davvero belle in questo libro, che dimostrano impegno, volontà e, secondo me, anche talento e una maturità davvero sorprendenti.


    La trama, lineare nello svolgimento (Dani inizia e finisce un viaggio apparentemente nella vita del ...continua

    Sorprendente.

    Ci sono alcune frasi (e anche citazioni) davvero belle in questo libro, che dimostrano impegno, volontà e, secondo me, anche talento e una maturità davvero sorprendenti.

    La trama, lineare nello svolgimento (Dani inizia e finisce un viaggio apparentemente nella vita del suo ragazzo, per arrivare i realtà a conoscere se stessa e i suoi sentimenti), non lo è affatto nella narrazione che si sposta nel tempo e nello spazio, e dal piano reale a quello metafisico. Anche la narrazione e lo svolgimento della storia scorrono abbastanza logici e lineari (per quanto possibile visto che è una sorta di ricerca nel passato) fino alla conclusione, abbastanza soddisfacente. Poco di questo romanzo è banale e non pensato. E davvero non è poco, vista l'età dell'autrice che promette molto ma molto bene, imho.

    Purtroppo non mi hanno convinto i personaggi, invece, che restano molto monodimensionali, anche la protagonista, Dani, non mi ha convinto del tutto. Sono secondo me poco definiti anche Massimo, Claudia ed Eleonora e, purtoppo, Alessandro, l'ex ragazzo, il "cattivo" che proprio perchè motore di tutta la storia avrebbe dovuto essere almeno un poco più interessante e sfacettato. Invece non so perchè si sia comportato come ha fatto, non ha una vera motivazione e commette azioni davvero orribili. Anche Claudia aveva potenzialità, invece rimane sono una gregaria del cattivo senza motivo e senza profondità.

    Vengono anche lasciati alcuni aspetti non chiariti, soprattutto nel finale che risulta un poco tagliato, avrei voluto almeno sapere se il "viaggio" è avvenuto sul serio o se Dani è ritornata esattamente al punto di partenza senza che nessuno si sia accorto di quello che è successo.

    Ultima cosa le troppe ripetizioni: vengono usate spessissimo le stesse parole nello stesso capitolo, non per errore ma per scelta stilistica, credo, così come alcune ripetizioni di frasi o giri di frasi. Una o due volte è una bella scelta stilistica, troppe volte risulta un poco fastidioso.

    Tutti aspetti che l'età e l'esperienza risolveranno.

    ha scritto il 

  • 4

    Oggi parlerò di un romanzo di quelli che non capitano tutti i giorni, o se preferite di quelli che è un autentico miracolo trovare in libreria.
    Chi mi conosce sa che non di rado mi capita di storcere il naso quando mi imbatto in un libro scritto da un autore giovanissimo (17 anni, in questo caso) ...continua

    Oggi parlerò di un romanzo di quelli che non capitano tutti i giorni, o se preferite di quelli che è un autentico miracolo trovare in libreria. Chi mi conosce sa che non di rado mi capita di storcere il naso quando mi imbatto in un libro scritto da un autore giovanissimo (17 anni, in questo caso), e il motivo è che spesso le ingenuità mostruose che il suddetto commette scatenano in me l’istinto di buttare il libro dalla finestra senza pensarci due volte. Però, come in tutti i campi, esistono le eccezioni, e Bianca Rita Cataldi è una di queste.

    Che cosa si trova nelle pagine di Il fiume scorre in te? Perché questo titolo così particolare? Non è semplice dirlo nemmeno per me, anche perché ho letto davvero pochi libri in grado di essere accostati a questo per la forma e per i contenuti. Si tratta, detto molto sommariamente, di un viaggio: un viaggio vero e proprio, che comincia con un treno; un viaggio nel tempo attraverso epoche diverse; ma soprattutto un viaggio all’interno di se stessi, della propria anima e del proprio cuore. Sarà Dani a dover intraprendere questo difficile viaggio accompagnata da Massimo alla ricerca della verità su Alessandro, e mi trovo assai d’accordo con chi ha paragonato questo percorso a quello che svolgono Dante e Virgilio nell’Inferno. Dico ciò non solo riferendomi alla storia vera e propria, ma anche e soprattutto allo stile utilizzato: “poetico” è senz’altro un aggettivo adatto a definirlo, per via della scelta delle parole, mai affidata al caso, ma anche per via delle frequenti metafore usate. Nonostante la sua giovane età, ho notato che Bianca Rita possiede già uno stile suo, che ho trovato davvero piacevole: fresco, vivace, con numerose idee e scelte letterarie originali, come questo passo che vi propongo tra quelli che mi sono piaciuti di più:

    A volte accendo il computer e scrivo senza fermarmi e poi non rileggo, perché se rileggessi cambierei quello che ho scritto. Mi cambierei. Io non mi cambio mai, non mi fermo mai. Scriverò finché non si consumerà la notte. Finché le dita non mi si atrofizzeranno sui tasti scomodi del computer. Finché la luce dello schermo non mi brucerà gli occhi. Accendo candele tra i miei ricordi. Non ti chiamerò più amore perché non te lo meriti. Scriverò finché non si consumerà la notte. Picchio i tasti con ferocia e ringrazio il cielo perché non sono costretta a scrivere con la penna, altrimenti avrei già strappato il foglio. Ho spento il telefono per non sentire nessuno. Nemmeno te, ma tanto non chiameresti comunque. Sono schifosamente patetica, ma non è importante. Picchio i tasti e immagino di picchiare te. Di premere le dita sulla tua pancia per farti male.

    … ma soprattutto spontaneo. Quest’ultimo, a voler essere pignoli, non si è rivelato sempre un pregio: il fatto che molte parti siano (o perlomeno sembrino) scritte di getto, infatti, ha purtroppo comportato alcune ripetizioni. Spesso sono i concetti che si ripetono, ma a volte ho trovato anche delle frasi pressoché invariate. Ciononostante, il fatto che sia Dani, la protagonista, a raccontare in prima persona si è rivelato, una volta tanto, una scelta azzeccatissima: il suo modo tutto particolare di vedere le cose, la sua acutezza e la sua sottile ironia nel commentare quello che le succede, lo spessore dei suoi pensieri… Tutto questo mi ha permesso davvero di affezionarmi a lei come mi capita di rado.

    L’unico aspetto negativo che mi ha un poco infastidito è stata, a mio parere, la scelta di inserire un’introduzione piuttosto lunga: questo non ha reso affatto la lettura pesante – anzi, tutt’altro – ma dopo una quindicina di capitoli introduttivi, non avevo ancora capito dove la storia volesse andare a parare. Una leggera snellita, ovviamente a mio giudizio, avrebbe alleggerito il tutto senza nuocere alla complessiva riuscita della storia – che comunque non viene penalizzata in modo considerevole da quella che probabilmente è una pura ingenuità dovuta all’inesperienza.

    Quindi ve lo consiglio con sincerità, specialmente se siete giovani e volete confrontarvi con i pensieri di una ragazza piena di talento che ha saputo, secondo me, dipingere in modo delizioso e fedele quello che è il mondo complesso degli adolescenti. È senz’altro un buon modo per spendere 18€, garantito!

    (Recensione completa su: http://pensieridinchiostro.wordpress.com/2012/04/15/recensione-il-fiume-scorre-in-te/ )

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Questo libro mi ha incuriosito sin dalla trama...Pensavo fosse un thriller, invece è tutt'altro!!! E' una storia bellissima nonostante non sia realistica, non riesci a staccarti da questo libro perchè, una volta iniziato, devi ASSOLUTAMENTE sapere cosa ci sarà nelle tappe successive...
    L'atteggia ...continua

    Questo libro mi ha incuriosito sin dalla trama...Pensavo fosse un thriller, invece è tutt'altro!!! E' una storia bellissima nonostante non sia realistica, non riesci a staccarti da questo libro perchè, una volta iniziato, devi ASSOLUTAMENTE sapere cosa ci sarà nelle tappe successive... L'atteggiamento di Alessandro non mi è piaciuto da subito... Troppi punti interrogativi su di lui... Invece il rapporto che Dani instaura con Massimo sembra da subito spontaneo, puro, vero... E' inevitabile leggere sperando di vederli insieme, e non come amici!!! La cosa ancora più bella di questo libro è che per capire come si concluderà la vicenda devi aspettare l'ultima pagina, anzi... L'ultima frase!!! Voto...10!!!!

    ha scritto il 

  • 4

    La parola persona è bellissima.Non indica semplicemente un individuo,un essere umano,no.Indica un corpo abitato da un'anima,indica la voce e il pianto e il sorriso e il battito del cuore,l'originale ritmo del respiro.

    E' fantastica la notte:se ne sta immobile e si scioglie sul mondo,lenta e morbida come cioccolata calda;si infila in ogni spazio vuoto,in ogni vicolo,sguardo,pensiero.E ogni tanto regala una stella luminosa come un girasole pungente come l'inverno.


    E' il caso di dire "quando un roma ...continua

    E' fantastica la notte:se ne sta immobile e si scioglie sul mondo,lenta e morbida come cioccolata calda;si infila in ogni spazio vuoto,in ogni vicolo,sguardo,pensiero.E ogni tanto regala una stella luminosa come un girasole pungente come l'inverno.

    E' il caso di dire "quando un romanzo è poesia" perchè in queste pagine vieni trascinata dalle parole che sembrano musica...è poetico,dolce,misterioso,originale..insomma un piccolo capolavoro,scritto davvero bene.Consigliato!!

    ha scritto il