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Il fondamentalista riluttante

By Mohsin Hamid

(585)

| Hardcover | 9788806187101

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Book Description

Ogni impero ha i suoi giannizzeri, e Changez è un giannizzero dell'Impero Americano. Giovane pakistano, ammesso a Princeton grazie ai suoi eccezionali risultati scolastici, dopo la laurea summa cum laude viene assunto da una prestigiosa società di co Continue

Ogni impero ha i suoi giannizzeri, e Changez è un giannizzero dell'Impero Americano. Giovane pakistano, ammesso a Princeton grazie ai suoi eccezionali risultati scolastici, dopo la laurea summa cum laude viene assunto da una prestigiosa società di consulenza newyorkese. Diventa cosi un brillante analista finanziario, sempre in viaggio ai quattro angoli del mondo per valutare i potenziali di sviluppo delle imprese in crisi. Impegnato a volare in business class tra Manila e il New Jersey, Lahore e Valparaiso, e a frequentare l'alta società di Manhattan al braccio della bella e misteriosa Erica, Changez non si rende conto di far parte delle truppe d'assalto di una vera e propria guerra economica globale, combattuta al servizio di un paese che non è il suo. Finché arriva l'Undici settembre a scuotere le sue certezze. "Vidi crollare prima una e poi l'altra delle torri gemelle del World Trade Center. E allora sorrisi". E questo il primo sintomo di un'inarrestabile trasformazione. Il businessman in carriera, rasato a puntino e impeccabilmente fasciato nell'uniforme scura del manager, comincia a perdere colpi. La produttività cala e la barba cresce, quella barba che agli occhi dei suoi concittadini fa di ogni "arabo" un potenziale terrorista. E mentre gli Stati Uniti invadono l'Afghanistan, il Pakistan e l'India, giunge per Changez il momento di compiere un passo irreversibile.

190 Reviews

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    Con una voce interna semplice e composta, un monologo diretto ad un silente e misterioso interlocutore, l'autore racconta la rapida fine del sogno americano di Changez di integrazione e successo, la fascinazione e il successivo inevitabile disinnamo ...(continue)

    Con una voce interna semplice e composta, un monologo diretto ad un silente e misterioso interlocutore, l'autore racconta la rapida fine del sogno americano di Changez di integrazione e successo, la fascinazione e il successivo inevitabile disinnamoramento per l'America, constatando l'impossibilità di un sereno confronto culturale tra Oriente e Occidente. Un tema estremamente attuale e complesso, calato nel punto di vista di un personaggio che, esperto nel valutare i fondamenti delle imprese, finisce per analizzare l'america stessa che scopre simile alla bellissima Erica, attraente e seduttiva ma malata e autodistruttiva.

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    lauralibri said on Jul 20, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Fa riflettere sulla nostra società, sul pregiudizio, sui giochi di potere attuati al di sopra delle nostre teste. E sulla necessità di restare fedeli a se stessi rispettando le proprie origini e la propria natura.

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    mic said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scorrevole e gustoso diario di un moderno giannizzero pentito. Considerazioni sociopolitiche e morali forse un po’ scontate per farne un capolavoro di letteratura. Sullo sfondo domina il contrasto tra Occidente e Oriente che ha caratterizzato l’inizi ...(continue)

    Scorrevole e gustoso diario di un moderno giannizzero pentito. Considerazioni sociopolitiche e morali forse un po’ scontate per farne un capolavoro di letteratura. Sullo sfondo domina il contrasto tra Occidente e Oriente che ha caratterizzato l’inizio di questo secolo. La storia si fa sempre meno in Europa. Le cose accadono altrove.
    Buon ritmo. Piacevole.

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    Albe said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il fondamentalista riluttante, di Mohsin Hamid

    http://www.meloleggo.it/recensione-il-fondamentalista-r… “Il fondamentalista riluttante” (Einaudi, 2007, con traduzione di Norman Gobetti) è il secondo libro di Mohsin Hamid, scrittore pakistano che ha vissuto una parte ...(continue)

    http://www.meloleggo.it/recensione-il-fondamentalista-r…

    “Il fondamentalista riluttante” (Einaudi, 2007, con traduzione di Norman Gobetti) è il secondo libro di Mohsin Hamid, scrittore pakistano che ha vissuto una parte della sua vita negli USA. Dal libro è stato anche tratto l’omonimo film, diretto da Mira Nair.

    Il protagonista è Changez, la cui vita e pensieri sono divisi tra il Paese natio, il Pakistan, e il Paese d’adozione, gli USA. Quest’ultimo è per lui il luogo delle promesse, dove conosce l’amore, i soldi e il prestigio. Dopo gli studi a Princeton viene assunto dalla Underwood Samson, famosa ditta newyorchese specializzata in consulenze aziendali. Vede da qui l’America meritocratica, che permette anche allo straniero che lavora sodo di poter ambire a un’ottima carriera.

    Nel frattempo cresce in lui l’amore per Erica, ricca e bella, con la passione per la s... [continua a leggere su www.MeLoLeggo.it]

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    MeLoLeggo.it said on Jun 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una visione interessante degli Stati Uniti a seguito dell'attentato dell'11 settembre.
    Per tutto il libro sembra di stare seduti al tavolo con Changez ad ascoltare il suo racconto: un bel racconto!

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    Daniele said on May 29, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    C’è una buona dose di incoerenza in una persona che odia il paese dal quale lui stesso ha voluto farsi accettare. E chi studia finanza a Princeton e lavora come analista a Wall Street godendo di prestigio e ricchezza deve essere sia a conoscenza dell ...(continue)

    C’è una buona dose di incoerenza in una persona che odia il paese dal quale lui stesso ha voluto farsi accettare. E chi studia finanza a Princeton e lavora come analista a Wall Street godendo di prestigio e ricchezza deve essere sia a conoscenza delle regole del gioco, sia disposto a combattere una discutibile guerra economica globale.
    Certo, se si proviene da una famiglia del Punjab, lo spaesamento è naturale, umano: Changez si sente diverso perché la sue origini e la sua cultura lo rendono effettivamente diverso ma non incontra serie difficoltà di integrazione perché in realtà è ben voluto da tutti, ha successo, piace.
    Il problema è che è innamorato di una ragazza che soffre di un grave esaurimento nervoso; lei proprio non lo può amare e lui inizia a covare un malsano risentimento verso la realtà che lo circonda.
    Prima della reazione, in seguito oggettivamente sproporzionata, degli Stati Uniti, sorride alla notizia del crollo delle torri gemelle, perché dentro di lui cova già da tempo un’acredine profonda per il paese che gli ha dato fama e ricchezza.
    E’ un uomo ambiguo questo Changez, ed ambiguo è il suo modo di raccontare la propria storia all’interlocutore americano incontrato per caso(?) a Lahore , dove è tornato dopo aver preso atto dell’inconciliabilità tra la cultura pakistana e quella americana.
    La conversazione, di cui udiamo un’unica voce, è intrigante, il tono è suadente e minaccioso come solo la voce di una cultura antica e diversa dalla nostra può essere, la tensione monta, ma il finale rimane aperto. Sospettiamo che l’epilogo sarà tragico perché sappiamo già che Changez, così arguto, ossequioso e premuroso è in realtà incoerente, subdolo, incapace di sganciare la propria visione del paese che lo ha accettato dal travaglio personale e sentimentale. Eppure, dentro di noi una vocina ci suggerisce che Changez potrebbe semplicemente essere un giovane uomo non disposto a sacrificare la propria identità e i propri valori ad un paese che spesso travolge senza pietà tutti coloro che possono essere considerati antagonisti in una sempre più evidente guerra economica globale.

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    Dudaila said on May 21, 2014 | Add your feedback

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