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Il fondamentalista riluttante

By Mohsin Hamid

(588)

| Hardcover | 9788806187101

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Book Description

Ogni impero ha i suoi giannizzeri, e Changez è un giannizzero dell'Impero Americano. Giovane pakistano, ammesso a Princeton grazie ai suoi eccezionali risultati scolastici, dopo la laurea summa cum laude viene assunto da una prestigiosa società di co Continue

Ogni impero ha i suoi giannizzeri, e Changez è un giannizzero dell'Impero Americano. Giovane pakistano, ammesso a Princeton grazie ai suoi eccezionali risultati scolastici, dopo la laurea summa cum laude viene assunto da una prestigiosa società di consulenza newyorkese. Diventa cosi un brillante analista finanziario, sempre in viaggio ai quattro angoli del mondo per valutare i potenziali di sviluppo delle imprese in crisi. Impegnato a volare in business class tra Manila e il New Jersey, Lahore e Valparaiso, e a frequentare l'alta società di Manhattan al braccio della bella e misteriosa Erica, Changez non si rende conto di far parte delle truppe d'assalto di una vera e propria guerra economica globale, combattuta al servizio di un paese che non è il suo. Finché arriva l'Undici settembre a scuotere le sue certezze. "Vidi crollare prima una e poi l'altra delle torri gemelle del World Trade Center. E allora sorrisi". E questo il primo sintomo di un'inarrestabile trasformazione. Il businessman in carriera, rasato a puntino e impeccabilmente fasciato nell'uniforme scura del manager, comincia a perdere colpi. La produttività cala e la barba cresce, quella barba che agli occhi dei suoi concittadini fa di ogni "arabo" un potenziale terrorista. E mentre gli Stati Uniti invadono l'Afghanistan, il Pakistan e l'India, giunge per Changez il momento di compiere un passo irreversibile.

195 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    It happens sometimes, and probably more often than we can imagine, to become someone else’s janissary; a modern-day devoted janissary, a loyal and stern servant adopted by a foreign and powerful empire.

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    Albe said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sempre più spesso si tende a bollare come fondamentalista una presa di posizione, un rito, un pensiero con il quale non riusciamo ad entrare in sintonia, che non ci appartiene, che non riteniamo opportuno, che è lontano dalle nostre abitudini consoli ...(continue)

    Sempre più spesso si tende a bollare come fondamentalista una presa di posizione, un rito, un pensiero con il quale non riusciamo ad entrare in sintonia, che non ci appartiene, che non riteniamo opportuno, che è lontano dalle nostre abitudini consolidate. Per molti il fondamentalismo è ciò che non si comprende perché figlio di una cultura diversa, di un organizzazione sociale che non risponde alle nostre regole, è come se fossimo figli di una contrapposizione perenne dove esistiamo noi e il nostro stile di vita e poi tutti gli altri, figli di un Dio minore perché diverso dal nostro. Questo libro è interessante perché ci ricorda come il senso delle cose può essere diverso cambiando il proprio stato d’animo. New York è la Mecca delle opportunità ma anche un enorme e tetro castello circondato da torri altissime da cui avanza un esercito potentissimo che in nome del progresso è pronto a spazzare via chiunque non la pensi come il Re. Hamid rappresenta la reciproca diffidenza tra Occidente e Oriente utilizzando una forma narrativa fortemente simbolica: due persone sono sedute al tavolo di un bar di Lahore, un giovane pakistano e un non meglio identificato statunitense. Il primo racconta al secondo la propria storia, l’infanzia pakistana, gli studi americani, il primo incarico come analista finanziario, le soddisfazioni lavorative in un mondo dove è il merito ad avere la meglio sulla provenienza. Poi arriva l’11 Settembre e il punto di vista cambia radicalmente, da una parte c’è una comunità ferita che rispolvera l’orgoglio dell’appartenenza chiedendo ad alta voce l’arcaica legge del taglione e dall’altra c’è lo spaesamento di questo uomo che perde le proprie certezze di cittadino del mondo e decide di tornare nella propria terra scossa da integralismi religiosi e possibili invasioni militari. Non si tratta di un dialogo ma di un monologo, il giovane pakistano racconta e l’altro ascolta in silenzio, nessuna condivisione né vicinanza. In questo modo così singolare Hamid rappresenta la storia di questi anni, fatta di certezze costruite in casa e mai condivise, lo scontro tra civiltà che non hanno tempo e voglia di parlarsi preferendo brandire le armi piuttosto che il dialogo. La caduta delle torri rappresenta uno spartiacque della nostra epoca, prima c’erano gli anni ’90 con il loro sogno globale di un mondo fatto di opportunità da cogliere, oggi invece viviamo l’epoca dei blocchi contrapposti, il silenzio di una Babele che non ha più voglia di costruire un linguaggio comune e che in questo modo sembra destinata alla distruzione più che all’evoluzione. Tutto questo (e molto altro ancora) è scritto in maniera garbata, con molto discrezione ed equilibrio, lasciando al lettore l’opportunità di riflettere in maniera personale su un argomento di estrema attualità.

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    Cartesiante said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Con una voce interna semplice e composta, un monologo diretto ad un silente e misterioso interlocutore, l'autore racconta la rapida fine del sogno americano di Changez di integrazione e successo, la fascinazione e il successivo inevitabile disinnamo ...(continue)

    Con una voce interna semplice e composta, un monologo diretto ad un silente e misterioso interlocutore, l'autore racconta la rapida fine del sogno americano di Changez di integrazione e successo, la fascinazione e il successivo inevitabile disinnamoramento per l'America, constatando l'impossibilità di un sereno confronto culturale tra Oriente e Occidente. Un tema estremamente attuale e complesso, calato nel punto di vista di un personaggio che, esperto nel valutare i fondamenti delle imprese, finisce per analizzare l'america stessa che scopre simile alla bellissima Erica, attraente e seduttiva ma malata e autodistruttiva.

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    lauralibri said on Jul 20, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Fa riflettere sulla nostra società, sul pregiudizio, sui giochi di potere attuati al di sopra delle nostre teste. E sulla necessità di restare fedeli a se stessi rispettando le proprie origini e la propria natura.

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    mic said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scorrevole e gustoso diario di un moderno giannizzero pentito. Considerazioni sociopolitiche e morali forse un po’ scontate per farne un capolavoro di letteratura. Sullo sfondo domina il contrasto tra Occidente e Oriente che ha caratterizzato l’inizi ...(continue)

    Scorrevole e gustoso diario di un moderno giannizzero pentito. Considerazioni sociopolitiche e morali forse un po’ scontate per farne un capolavoro di letteratura. Sullo sfondo domina il contrasto tra Occidente e Oriente che ha caratterizzato l’inizio di questo secolo. La storia si fa sempre meno in Europa. Le cose accadono altrove.
    Buon ritmo. Piacevole.

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    Albe said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il fondamentalista riluttante, di Mohsin Hamid

    http://www.meloleggo.it/recensione-il-fondamentalista-r… “Il fondamentalista riluttante” (Einaudi, 2007, con traduzione di Norman Gobetti) è il secondo libro di Mohsin Hamid, scrittore pakistano che ha vissuto una parte ...(continue)

    http://www.meloleggo.it/recensione-il-fondamentalista-r…

    “Il fondamentalista riluttante” (Einaudi, 2007, con traduzione di Norman Gobetti) è il secondo libro di Mohsin Hamid, scrittore pakistano che ha vissuto una parte della sua vita negli USA. Dal libro è stato anche tratto l’omonimo film, diretto da Mira Nair.

    Il protagonista è Changez, la cui vita e pensieri sono divisi tra il Paese natio, il Pakistan, e il Paese d’adozione, gli USA. Quest’ultimo è per lui il luogo delle promesse, dove conosce l’amore, i soldi e il prestigio. Dopo gli studi a Princeton viene assunto dalla Underwood Samson, famosa ditta newyorchese specializzata in consulenze aziendali. Vede da qui l’America meritocratica, che permette anche allo straniero che lavora sodo di poter ambire a un’ottima carriera.

    Nel frattempo cresce in lui l’amore per Erica, ricca e bella, con la passione per la s... [continua a leggere su www.MeLoLeggo.it]

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    MeLoLeggo.it said on Jun 23, 2014 | Add your feedback

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