Il fondamentalista riluttante

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.9
(1245)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 134 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi tradizionale , Chi semplificata , Olandese , Norvegese , Svedese , Polacco , Catalano

Isbn-10: 880619481X | Isbn-13: 9788806194819 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Norman Gobetti

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Ogni impero ha i suoi giannizzeri, e Changez è un giannizzero dell'Impero Americano. Giovane pakistano, ammesso a Princeton grazie ai suoi eccezionali risultati scolastici, dopo la laurea summa cum laude viene assunto da una prestigiosa società di consulenza newyorkese. Diventa cosi un brillante analista finanziario, sempre in viaggio ai quattro angoli del mondo. Impegnato a volare tra Manila e il New Jersey, Lahore e Valparaiso, e a frequentare l'alta società di Manhattan al braccio della bella e misteriosa Erica, Changez non si rende conto di far parte delle truppe d'assalto di una vera e propria guerra economica globale, combattuta al servizio di un paese che non è il suo. Finché arriva l'Undici settembre a scuotere le sue certezze. "Vidi crollare prima una e poi l'altra delle torri gemelle del World Trade Center. E allora sorrisi". È questo il primo sintomo di un'inarrestabile trasformazione. Il businessman in carriera, rasato a puntino e impeccabilmente fasciato nell'uniforme scura del manager, comincia a perdere colpi. La produttività cala e la barba cresce, quella barba che agli occhi dei suoi concittadini fa di ogni "arabo" un potenziale terrorista. E mentre gli Stati Uniti invadono l'Afghanistan, il Pakistan e l'India sembrano sull'orlo di una guerra atomica, giunge per Changez il momento di compiere un passo irreversibile...
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  • 5

    Un giannizzero dei nostri tempi

    Davvero ben congegnato, questo romanzo breve che avvince e fa riflettere. Una struttura narrativa perfetta scritta nella forma di una conversazione di cui udiamo solo una voce, quella del protagonista ...continua

    Davvero ben congegnato, questo romanzo breve che avvince e fa riflettere. Una struttura narrativa perfetta scritta nella forma di una conversazione di cui udiamo solo una voce, quella del protagonista, che con questo espediente racconta la sua vita e il suo crescente disagio interiore di fronte al contrasto tra la mentalità e la complessa situazione contingente del luogo d'origine (il Pakistan) e la crescente carica di aggressività del luogo d'adozione (gli Stati Uniti) dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre. Studente universitario brillante e apprezzato analista finanziario lanciato verso una promettente carriera, il giovane Changez prenderà graduale coscienza della mascherata ipocrisia dell'imperialismo americano.
    "Trascorsi quella notte a riflettere su ciò che ero diventato. Non c'erano dubbi: ero un moderno giannizzero, un servitore dell'impero amiericano in un momento in cui stava invadendo un paese consanguineo al mio, e forse stava addirittura complottando perché anche il mio si trovasse di fronte alla minaccia della guerra. Era ovvio che fossi in difficoltà! Era ovvio che mi sentissi combattuto!".
    Le conseguenze saranno inaspettate e imprevedibili.

    ha scritto il 

  • 0

    "Io, con la mia limitata e decrescente riserva di contanti e la tradizionale deferenza nei confronti delle persone più anziane, mi domandavo per quale strano ghiribizzo della storia dell'umanità i miei compagni di viaggio, molti dei quali nel mio paese

    sarebbero stati considerati buzzurri arricchiti, tanta era la loro mancanza di signorilità, si trovassero nella posizione di girare il mondo come se ne fossero la classe dirigente,"
    Qualche giorno fa ...continua

    sarebbero stati considerati buzzurri arricchiti, tanta era la loro mancanza di signorilità, si trovassero nella posizione di girare il mondo come se ne fossero la classe dirigente,"
    Qualche giorno fa mi ha suonato la vicina: le serviva della farina, l'ho fatta entrare. Siccome la mia casa, che divido con due cagnoni, è minuscola ma strapiena di cose, librerie ed oggetti esotici in primis, dispone di un unico minuscolo tavolo in quella che con generosità chiameremo cucina che poi è anche l'ingresso. Quel giorno avrei mangiato in piedi, perchè sul suddetto tavolo ci stavo tagliando un vestito su un batik portato la scorsa estate da Sulawesi. Comunque la vicina vede la stoffa, e commenta la sua bellezza; le dico, depurando già l'informazione, che l'ho presa in Indonesia. Mi guarda per un attimo con l'occhio bovino, dopo di che si riscuote e commenta: "ma non ti fanno paura questi posti con tutti quei neri?" . E' il mio turno di fare l'occhio bovino, per una frazione di secondo, mentre la mente funziona freneticamente per mettere insieme una risposta che possa essere ragionevole e diplomatica, ma fa prima lei -purtroppo- ed esclama: "si, perchè Indonesia è Africa, quindi sono tutti neri" decisa precisa e concisa. A me l'occhio bovino si incolla alla faccia e lì rimane.
    Poi parliamo di globalizzazione. Poi godiamo di libri come questo. Poi sbanderiamo il diritto all'istruzione.
    La vicina, sottolineo, ha 35 anni.
    Allora, per prima cosa io vorrei brutalizzare con sadica perversione tutte quelle maestre che si beano di quelle che con tono cinguettante definiscono "attività" e non sono che cazzate. L'orto, i balli popolari, i laboratori botanici piuttosto che tessili, sono anzi sarebbero effettivamente attività sacrosante, ma secondarie: la scuola deve per prima cosa preparare. Ora, mi rendo conto che dai bambini moderni non si possa pretendere la stessa resistenza a declinazioni e tabelline che pretendevano ai miei tempi -l'affermazione è completamente ironica, se vi fosse sfuggito- ma purtroppo se io non ti caccio in testa la tabellina del due mai potrò insegnarti le moltiplicazioni, mi pare. Ma tant'è: e questi sono i risultati.
    La conclusione è che un libro come questo, bello, originale, ironico, profondo, anche illuminante, non potrà mai avere non dico la diffusione che merita, ma nemmeno la metà.
    La cosa è estremamente desolante, anzi per me è dolorosamente desolante.
    Mi piacerebbe che il mio mondo fosse popolato di persone che non confondono la Birmania con la Germania, e che non collocano la Grecia in Spagna e l'Indonesia in Africa -ogni riferimenti a fatti e paesi è realmente accaduto alla sottoscritta-, che non ignorano che esistono certi oggetti fatti di carta e parola che volgarmente chiamiamo libri: volgarmente, perchè dovremmo chiamarli vita, mente, cultura, crescita, e tante cose ancora.
    Concludo con un'annotazione: il libro non deve aver avuto, com'è prevedibile, ampia diffusione, ed io casualmente ne sono venuta a conoscenza avendo visto il film che Mira Nair -che adoro- ne ha tratto.
    Nonostante la mia adorazione, alla quale si è aggiunta quella per Riz Ahmed -alla faccia, abbiamo trovato il bello e impossibile della Nannini, quello dal sapor mediorientale, per capirci, ma forse io non faccio testo, dato il marito persiano si capisce che precipito da quella parte, diciamo ad est- nonostante le mie adorazioni dicevo il film è alquanto distante dalla storia raccontata, e deforma moltissimo la narrazione del libro.
    Tanto per incominciare, e qui effettivamente la vera struttura del libro era completamente impossibile da rendere in quanto si tratta di un lungo monologo, in cui è Changez a parlare con un non ben identificato ospite americano, ed a raccontargli la propria storia.
    La vicenda di Erica poi -la conoscenza, la frequentazione etc- è stata quasi integralmente modificata: nel libro non si parla di fotografia ma di scrittura. E' come per i titoli dei libri -a vedere il titolo originale a volte c'è da fare un colpo- ma in questo caso almeno si tratta, posso immaginare, di un espediente di maggior presa cinematografica.
    Mi rendo conto di essermi alquanto dilungata, ma devo aggiungere qualcosa sul libro -mi sono dilungata parlando d'altro, più o meno. Leggetelo, è un libro che fa vedere le cose da una prospettiva insolita, ed interessante. Ed è scritto davvero davvero bene. Avendo visto precedentemente il film, come ho detto, temevo che fosse pesante da leggere: avevo torto, è decisamente molto più piacevole del film. E poi, ripeto, per tenerti inchiodato per 134 pagine un monologo deve avere un impatto ed una forza non comune, sono certa che ne concorderete.
    "Si, le mie considerazioni erano davvero cupe. Riflettevo su quanto mi avesse sempre urtato il modo in cui gli Stati Uniti si comportano nel mondo; la continua intromissione del vostro paese negli affari degli altri è insopportabile. Vietnam, Corea, Taiwan, il Medio Oriente, e adesso l'Afghanistan: in ognuno dei grossi conflitti e delle prove di forza che hanno dilaniato l'Asia, il mio continente natale, gli Stati Uniti hanno giocato un ruolo centrale. Inoltre sapevo dalla mia esperienza in Pakistan, dove gli Stati Uniti alternano aiuti e sanzioni, che la finanza è il principale strumento attraverso cui l'impero americano esercita il proprio potere. Non potevo continuare a collaborare a tale progetto di dominio; mi meravigliavo solo di aver impiegato tanto tempo per giungere a quella decisione."

    ha scritto il 

  • 3

    Alla fine è una storia d'amore

    Mi sono avvicinata a questo romanzo perché mi interessa sempre scoprire un punto di vista diverso, nuovo, su dei fatti arcinoti. Così pensavo che, nella forma come nella sostanza, questo fosse un roma ...continua

    Mi sono avvicinata a questo romanzo perché mi interessa sempre scoprire un punto di vista diverso, nuovo, su dei fatti arcinoti. Così pensavo che, nella forma come nella sostanza, questo fosse un romanzo originale.
    La storia è quella di un giovane brillante ragazzo pakistano che guadagna, per merito, il suo posto nel firmamento della finanza americana dopo essere stato formato in una delle più prestigiose università degli USA, Princeton. Subito dopo crolleranno le Twin Towers e il World Trade Center diventerà Ground Zero, segnando di fatto la fine del mondo così come fino ad allora lo abbiamo tutti conosciuto (quelli sopra i 30 anni). La forma del romanzo è quella del dialogo tra Changez (il nostro eroe pakistano) e un americano, seduti al tavolo di un ristorante nel mercato di Lahore, in Pakistan. Ma di voce nel dialogo se ne sente una sola, quella di Changez, e qui sta il primo problema irrisolto del romanzo: gli inciampi stilistici e narrativi a cui siamo costretti ogni volta che arriva il momento di un "Ma vedo che lei ha ancora fame" o un "Sento che lei disapprova quel che dico" e via dicendo, che sono stucchevoli, fuori stile e rendono la narrazione frammentaria; l'espediente stilistico, in poche parole, non funziona.
    La sostanza non è male ma rimane lontana dalle possibilità che prometteva. È una storia come tante, in cui spicca tra tutte le sfaccettature della vita di Changez, la storia d'amore con Erica che simbolicamente rispecchia il farsi altro da sé (non voglio svelare altro) cui è destinato il nostro. Avrei preferito leggere l'esasperazione del suo conflitto interiore, avrei preferito leggere il tormento, la paura, lo smarrimento, tutti temi accennati e non approfonditi.
    Per non parlare della conclusione che arriva non di sicuro di soppiatto come forse nelle intenzioni dell'autore, che non sorprende e che è abbastanza affrettata.
    Il libro nel suo complesso si fa leggere, ci sono alcuni passaggi molto belli e alcune riflessioni interessanti ma rimane un vero peccato l'aver sviluppato in maniera approssimativa una bella idea e una buona possibilità.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuto molto lo stile dello scrittore, bello anche l'espediente della scrittura (il libro è sotto forma di di dialogo, ma solo una parte racconta); bella la storia, così come il suo protagonist ...continua

    Mi è piaciuto molto lo stile dello scrittore, bello anche l'espediente della scrittura (il libro è sotto forma di di dialogo, ma solo una parte racconta); bella la storia, così come il suo protagonista. Il finale, degno del libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Il fondamentalista riluttante...

    ... e un pò logorroico, se non altro per il fatto che tutto il libro è un dialogo (monologo in questo caso) con un interlocutore "silenzioso", dove cioè l'unica voce narrante è quella del protagonista ...continua

    ... e un pò logorroico, se non altro per il fatto che tutto il libro è un dialogo (monologo in questo caso) con un interlocutore "silenzioso", dove cioè l'unica voce narrante è quella del protagonista pakistano, che racconta la sua storia e risponde all'americano ripetendo, a favore del lettore, le domande o i dubbi che il suo ospite gli pone.
    Gli avrei dato magari anche una stella in più probabilmente, se i dialoghi si fossero svolti nella maniera consueta.
    Avendo visto anche il film poco tempo fa, ho notato parecchie differenze tra il romanzo e il film appunto, presumo dovute principalmente ad esigenze di copione, come si suol dire in questi casi.

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero molto bello ed interessante

    Libro davvero interessante sia per la storia originale, mai banale che per la scrittura elegante, incisiva, potente.
    "... mi domandavo per quale strano ghiribizzo della storia dell'umanità i miei comp ...continua

    Libro davvero interessante sia per la storia originale, mai banale che per la scrittura elegante, incisiva, potente.
    "... mi domandavo per quale strano ghiribizzo della storia dell'umanità i miei compagni di viaggio (leggi Americani), molti dei quali nel mio paese sarebbero stati considerati buzzurri arricchiti, tanta era la loro mancanza di signorilità, si trovassero nella posizione di girare il mondo comportandosi come se ne fossero la classe dirigente."

    ha scritto il 

  • 4

    Scelta di narrazione molto interesante: un dialogo tra un ragazzo pakistano ed un americano in cui parla solo il ragazzo; dell'americano intuiamo solo la presenza.
    Un ragazzo pakistano, ben integrato ...continua

    Scelta di narrazione molto interesante: un dialogo tra un ragazzo pakistano ed un americano in cui parla solo il ragazzo; dell'americano intuiamo solo la presenza.
    Un ragazzo pakistano, ben integrato aNew York, con un lavoro, un amore, si trova ad affrontare la trasformazione post attentato dell'11 settembre.
    Molto interessante.
    Sono curioso di guardare il film, per capire come è stato tradotto nel linguaggio cinematografico quello che, di fatto, sembra un monologo teatrale.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    我們讀的是同本書嗎?讀書會選書-拉合爾茶館的陌生人

    @文化認同:
    NIDO-本書很美國人的思考方式,西方觀點看美國,用美國位置批判美國人,認為作者是認同美國的,以一種刻版印象去批評那些高階收入高的白人。歐美現在有一種社群主義對應美國的大美國主義,這是受全球化影響,刻意不融入群體,追求美國價值卻不以美國人為豪。

    溫牙-作者非代表第三世界,其實他就是個美國人,所以本書是站在美國立場看美國人。

    JESSICA-此書讓她聯想同名之人,主角是在美國的印度人, ...continua

    @文化認同:
    NIDO-本書很美國人的思考方式,西方觀點看美國,用美國位置批判美國人,認為作者是認同美國的,以一種刻版印象去批評那些高階收入高的白人。歐美現在有一種社群主義對應美國的大美國主義,這是受全球化影響,刻意不融入群體,追求美國價值卻不以美國人為豪。

    溫牙-作者非代表第三世界,其實他就是個美國人,所以本書是站在美國立場看美國人。

    JESSICA-此書讓她聯想同名之人,主角是在美國的印度人,生活很美式,卻覺得
    不能融入其中。

    PEGGY-聽完JESSICA的分享有想到一部電影”灣生回家”,這也是關於認同的問題
    及歸屬感。在台灣人眼中他們是日本人,在回到自己國土卻遭受歧視,並 不被接受,問他們故鄉是在哪?他們用日語回答”台灣”。

    @民族認同:
    NIDO-成員們有提到成吉思對於國家的驕傲,認為拉合爾在鼎盛時期西方卻還是飲血茹毛的的野蠻人,NIDO補充那個輝煌時期卻還是拉合爾嗎?這就是想像出來的共同體,明明沒經歷過那個時期卻追朔以往,成吉思把自己的情感帶入這千年來這塊土地從殖民者變成被殖民,一種悲壯的情懷連結人們,這其實是一種想像出來的文化認同,像是中國、土耳其、泰國都可看到。(另外NIDO也推薦書籍”想像的共同體”。

    @壓迫:
    FORREST-弱者恨壓迫者,卻不是自己的無能。我們眼中弱勢的人卻很有可能欺壓比他們更弱勢的人。

    @書名THE RELUCTANT FUNDAMENTALIST:
    修華-書名是否有反思,JESSICA補充FUNDAMENTALIST除了書名意旨宗教基本教義派,在公司的宗旨也出現,這二者相呼應,一是美國人眼中回教徒的反美,一種是自己家鄉人中美式的菁英,所以成吉思二者都找不到歸屬感,JESSICA覺得這樣的成吉斯可憐很身不由己,但這樣的憐憫卻得不到FORREST和NIDO的認同,FORREST覺得可憐之人必有可很之處,NIDO也覺得成吉斯的困境是自己造成的。溫牙則是覺得成吉思跟同儕間的格格不入很能理解,畢竟文化的認同很難進入,成吉思只是唸四年書,很自然是無法融入。關於融入這點,成員們也關注了配角,那個成吉斯的第二名同事,JESSICA跟眠眠都覺得第二名也不是白人,眠眠更覺得這是作者特意拿來做比較,雖然二人都非白人都是有色人種,但融入程度不同。

    @佳句賞析:
    FORREST-有些喜歡的句子,像是「一頭野獸遠離自己的地盤,來到陌生的環境裡,已經搞不清楚自己到底是捕食者還是獵食者。

    JESSICA-書中出現率高的掠食者、捕食者覺得對這二字詞覺得有意思(?)

    @譬喻:
    文藝中年男子-主線與副線的分配,副線的感情部分,用女主角無法回到過去來比喻美國在911無法回到過去。女主角就是想追求虛幻想回到過去,相對的男主角則是回到現實回歸到認同部分,二者呈現對比,在911前美國有種族包容,主角也追求著異國戀情,在911後女主角出現精神錯亂,譬喻了在事件前原本覺得種族應該大融合的人也對這思想產生混亂。(我覺得分享成員很棒,這個視角我沒想到過)

    @黑暗:
    FORREST-喜歡作者呈現主角的混亂感,把光明面的東西拔掉覺得這點還不錯。
    JESSICA-書中成吉思一直問那個從頭到尾沒講話的美國人,是不是懷疑主角講的
    話是不是真的,也反映作者認為美國跟第三世界是不真誠的,對於二者
    能不能和解決的有疑慮。

    @懸疑(對於本讀書會的懸疑小說愛好者,主持人特別去問此題)
    新明-書中那位到拉合爾的美國人,新明覺得作者有把他那種到未知地方的恐懼放大,因此也感受到懸疑感受。新明更覺得美國人在自己本國覺得自身的強大,但離開自己的國家卻也變得草木皆兵。

    @此書看台灣:
    ★成吉思的英式口音,他認為普遍得到好感。眠眠提到了美國歐美的這種情懷,被殖民地對於殖民母國的情懷,JECCIA也補充到台灣對於日本也有這樣的情懷。不過這種情懷NIDO卻認為沒有,他以美國猶太人作為反證(這點大家都有自己的觀點,成員們紛紛表達看法)。

    眠眠-成吉思對於自己家鄉比不上美國可以接受,但比馬尼拉落後就無受,這點跟台灣許多人的想法一樣。

    溫牙-台灣在50、60年代也曾有美國移民夢,這個書中的美國夢相似。而台灣為多族群融合,每在敏感時期,這樣的議題就又會被掀起了。

    NIDO-台灣有大批的東南移民,但他們卻是無聲的。

    PEGGY-強勢國家影響到其他千里之外的國家,書中成吉思覺得為何美國的怒火卻讓他的家鄉這點陷入戰火,關於這點可以理解作者表達,但卻無法跟著批判。生活在台灣的土地上,自己也可能是強勢文化侵略弱勢文化一員卻不自知,看著原住民世代居住的土地,一夕他們卻變成非法居住,我們知道這樣個時代故事,能知道不公平,可是深層了解那被侵略的人感受卻沒辦法。

    @二元對立:
    NIDO-認為這是本書的缺點,太單純的二元對立感受不到複雜感。
    FORREST-認為現在的人本身就是二元對立,這樣的對比不覺得突兀。
    JESSICA-認為作者是故意以這種二元對立的的方式,批判那些特殊階層的白人,對第三世界有歧義而造成美國與第三世界有衝突的這群白人。

    @美國價值:
    長老-★本書的反思,因為強大所以認同?因為美國強大所以認同他?
    ★成吉思本身價值觀也混亂了,只要美國價值的好卻不認同也不接受這個
    價值觀的缺點
    溫牙-成吉斯的職業反映出很典型的資本主義
    文藝中年男子-認為本書有刻意寫美國制度不好之處,有點到醜化了(例如:成吉思如做為美國人會對比他年紀大的人態度不好,可是卻寫以他祖國如此是不禮貌不會這樣做、職位經費用信用卡可無限刷…..等)

    眠眠-分享看到這本書的情節,雖為各地聚集來的精英,文化不同,但卻可以都以美國電影作為彼此消遣幽對方一默的梗,關於這種美國電影進軍全球也讓成員們延伸的討論這樣的主題。

    @以成吉思所在城市的心得:(覺得這個分享很有意思)
    眠眠-以紐約、馬尼拉等都描述心得,在馬尼拉這個主角決定回鄉的城市,眠眠描述這是一個連結大西洋、太平洋的城市,也是新舊衝突的城市、對應成吉思的內心衝突。

    @沒落、轉型的產業-媒體、流行音樂、出版業
    溫牙-覺得作者以這三個行業為背景滿有意思的,這三產業都是近年來在網路普遍後,變化最巨的行業,溫牙也以產業人的角度分享。另外提到文化價值因為銷量關係被淘汰,許多的象徵性的文化資產卻可以被資本文化所評估,這點成員們也紛紛表達看法與熱烈討論。

    @更多心得:
    NIDO-將此書歸類為社會學小說了,覺得談論歸屬感及人與人之間。
    文藝中年男子-此書的敘述技巧覺得很好,沒有廢話、很順暢,但有些內容覺得偏激,尤其911那段,作者想說服那個笑容,卻很牽強。
    長老-第一次看第一人稱小說但卻對於主角沒認同感。原以為是美帝觀點的小說,但內容是有反省意味,作者讓成吉斯的混亂、模糊都表現出了。

    ha scritto il 

  • 4

    在自由卻孤獨的現代社會中,那無法忍受的寂寞,迫使人們熱切地尋求歸屬與認同。追尋美國夢的成吉思,在紐約吃著咖裡角和鷹嘴豆,與店員用烏爾都語閒聊,穿著庫爾塔長衫拜訪女友,但那離鄉背井的傷痛,是無法就用這些事物弭平的,所以成吉思內心深處,一直是個生活在異鄉的局外人。失去摯愛的艾芮卡,害怕離開人群,試圖抓緊每一個生命中的過客,但無論建立怎樣的聯繫,都無法替代對死去之人的思念。功成名就的吉姆,仍對周遭世界感 ...continua

    在自由卻孤獨的現代社會中,那無法忍受的寂寞,迫使人們熱切地尋求歸屬與認同。追尋美國夢的成吉思,在紐約吃著咖裡角和鷹嘴豆,與店員用烏爾都語閒聊,穿著庫爾塔長衫拜訪女友,但那離鄉背井的傷痛,是無法就用這些事物弭平的,所以成吉思內心深處,一直是個生活在異鄉的局外人。失去摯愛的艾芮卡,害怕離開人群,試圖抓緊每一個生命中的過客,但無論建立怎樣的聯繫,都無法替代對死去之人的思念。功成名就的吉姆,仍對周遭世界感覺格格不入。他們都是邊緣之人,也因此認出彼此,試圖相互尋求安慰,卻無法如願。

    孤寂感,源於對社會凝聚力的喪失。成吉思對特優成績畢業的自豪,對同事離職的漠然,以及他的工作內容:對流行音樂、有線業者和出版業的估值,都是在展現一種競爭至上的資本主義價值觀,對金錢(基本面)以外的事物冷漠。成吉思無意識的築起一到牆,用美國人的思考方式,隔絕自己與他人。於是他無法將同學、同事或是同住紐約的民眾,視為與自己息息相關的共同體。理所當然,人際互動的隔閡是雙向的,911事件過後,成吉思在機場入境時受到的刁難,安德魯參孫同事對他蓄鬍的反應,也顯示故事中的其他美國人,沒有把移民視為自己社群的一份子。這些細節遙相呼應上層故事中,同桌而坐共享食物,卻無法信任彼此的成吉思與美國遊客(或許是特務)。

    對身邊人彼此的不信任,讓成吉思(伊斯蘭移民)與茶館中的美國特務(故事中指涉的美國上流社會)轉而尋求更大範疇的歸屬感。成吉思不斷的強調他的傳統觀念、批判美國消費主義,對長者的不尊重,回國後更把自身與素不相識的同胞綁再一起,將民族認同往遙遠的過去延伸,將皇家清真寺、夏拉瑪花園、拉合爾古堡視為驕傲。他自認是這塊土地上被壓迫者的血脈,要對抗千百年來的壓迫者。但民族的共同想像是相當晚近的產物,過去擁有的宗教與王朝認同,不過是另一種形式的剝削,巴基斯坦內部的不平等也不會比紐約還要稀少。這些以民族利益為號召的戰爭、大屠殺或從容赴死,並沒辦法改變任何事,只是更激化彼此的對立。成吉思激進的民族想像,也對應故事背景的911事件後,美國在愛國心驅使下,支持阿富汗戰爭、出兵伊拉克等錯誤行為的批判。

    在兩種愛國主義的情懷中,莫欣.哈密只給了成吉思三種選擇(如同美麗新世界中野人約翰的困境,但現實世界中的美國夢,不也是個正在實現中的新自由主義的烏托邦),一是追隨安德魯參孫老闆走過的路,擁抱金錢(美國的基本面),追求物質消費,儘管不受主流社群認同(吉姆的同志傾向),他還是能建立自己的城堡(房間),在美國過著有品味的異鄉客生活,另一則是回到巴基斯坦,擁抱他所想像卻未曾謀面的同胞們,替他們向美國爭取權利(巴基斯坦的基本面)。這兩種生活都有相當程度的瘋狂,讓人感到不舒適,但若不選擇向其中之一歸屬,作者最後給予的選擇,就只有隨著艾芮卡的腳步,向死亡尋求安寧。

    社會信任的崩解,並不只是美國社會的問題,在台灣也隨處可見其影響。由於過去嚴重的裙帶資本主義,台灣人普遍對政府不信任,同時也對政府提供的服務不滿意。於是封閉式的社區大樓興起,是用金錢自行購買安全的表現;興盛的補教產業和私立中學的報考熱潮,是對義務教育品質的否定。這樣的不信任,長久下來侵蝕彼此共有社群的想像,於是有對失業者的嘲諷、對居住正義的輕忽、對移民工的恐懼。儘管沒有美國複雜的種族問題,但也是值得從此書中借鏡與檢討。

    此書唯一也是最大的缺點,在於這樣的批判來的太遲太晚,當卜洛克已在數年前幫忙數過屍體(小城)、當出兵伊拉克已開始被視為錯誤決定,小布希聲望開始下滑時,這本書才付梓出版,不免讓人有搭政治正確的順風車之感。

    ha scritto il 

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