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Il formaggio e i vermi

Il cosmo di un mugnaio del '500

Di

Editore: Einaudi

4.2
(376)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 196 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8806044141 | Isbn-13: 9788806044145 | Data di pubblicazione:  | Edizione Paperbacks

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 4

    Invito ad esplorare il Cinquecento degli Ultimi (alla faccia del precetto secondo il quale diverrebbero primi)

    Cronaca e pensieri fluttuanti nel contesto di un processo religioso svolto dal tribunale del Sant’Ufficio...

    ha scritto il 

  • 4

    Come ne I benandanti un'altra ottima indagine storica compiuta da Ginzburg in area friulana.
    Stavolta le sue attenzioni ricadono su Menocchio,mugnaio autodidatta e la sua eretica cosmogonia (da cui capirete il motivo del titolo del libro) che gli varranno due processi e infine la condanna a ...continua

    Come ne I benandanti un'altra ottima indagine storica compiuta da Ginzburg in area friulana.
    Stavolta le sue attenzioni ricadono su Menocchio,mugnaio autodidatta e la sua eretica cosmogonia (da cui capirete il motivo del titolo del libro) che gli varranno due processi e infine la condanna a morte da parte dell'Inquisizione.
    Non proprio agevole leggere le parti in volgare o in latino riportate dall'autore ma per il resto interessante come sempre.

    ha scritto il 

  • 0

    Stupendo. Il mondo interiore ed esterno di un semplice contadino nell'epoca dei grandi rivolgimenti religiosi, che egli a suo modo recepisce e rielabora, fino a rimanere vittima di qualcosa di ben più grande di lui. Un accurato resoconto storiografico che coinvolge come un romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    ---> la trovi anche sul mio blog:
    http://ibastoncinidelghiacciolo.wordpress.com/2012/07/3…

    Il testo si presenta subito con un titolo ad effetto e di poco aiuto nel capirne il contenuto (Il formaggio e i vermi), visto che poi si tratta di ...continua

    ---> la trovi anche sul mio blog:
    http://ibastoncinidelghiacciolo.wordpress.com/2012/07/30/recensione-ginzburg-il-formaggio-e-i-vermi/

    Il testo si presenta subito con un titolo ad effetto e di poco aiuto nel capirne il contenuto (Il formaggio e i vermi), visto che poi si tratta di un saggio storico. Nemmeno il sottotitolo, Il cosmo di un mugnaio del ’500, viene incontro al povero lettore.
    Di primo acchito sembra quasi una di quelle tante pubblicazioni new age che trattano di astri (il cosmo), misteri e misticismi del passato (’500). Ma, mettendo ben a fuoco la copertina e spostando lo sguardo dal titolo, ci si accorge che è un libro Einaudi, roba seria insomma: non può trattarsi di un libro – spazzatura (con tutto il rispetto che si può avere per il new age e la sua letteratura).
    A dispetto del fantasioso titolo l’opera è diventata ben presto un best-seller tra i lavori storiografici; stampato e ristampato, pubblicato in più lingue. Carlo Ginzburg, l’autore, ha dato internazionale attenzione ad una nuova corrente di studi storici che nasceva in quel periodo in Italia, corrente che prese il nome di Microstoria. Uno dei punti cardine di questa nuova scuola è lo studio di un caso particolare per comprendere fenomeni di più lunga portata, trasformando gli storici in cercatori di tartufi, secondo la fortunata espressione di Le Roy Ladurie. Come disse ancora lo storico francese, studiare l’oceano attraverso una goccia d’acqua; non va quindi confusa la microstoria con gli studi e le ricerche limitate alla storia locale.
    È appunto questo il caso del Formaggio. Se il fatto studiato avrebbe potuto tranquillamente riempire qualche pagine delle riviste storiche locali, Ginzburg lo usa guardandolo da un’altra angolatura, da un altro punto di vista. Egli sfrutta il caso di questo mugnaio friulano del ’500 per meglio comprendere il funzionamento di una tribunale dell’Inquisizione, ma non solo.
    Ginzburg spiega la genesi e lo svolgersi di un processo religioso svolto dal tribunale del Sant’Ufficio partendo dal caso di tale Domenico Scandella detto Menocchio, questo mugnaio friulano vissuto nella seconda metà del ’500 nel pieno della Controriforma in Italia.
    Come dicevo prima il testo non si ferma al solo processo ma indaga e riflette anche sulle figure e le strutture dei villaggi d’epoca moderna; perché è un mugnaio che esterna simili affermazioni? Ginzburg ne analizza il ruolo sociale, la posizione del mulino rispetto al villaggio, le possibilità di comunicazione con i più disparati viaggiatori, la cultura e il grado di istruzione degli abitanti del villaggio: è la “cultura popolare” il soggetto della ricerca dello storico italiano.
    Attraverso le fasi del procedimento si scopre un individuo, il mugnaio, già di per sé curioso, che si interroga sul mistero divino, sfruttando a fondo i pochi testi che ha a propria disposizione. Testi che, neanche a dirlo, sono per lo più proibiti e messi all’Indice (ad esempio una versione non purgata del Decameron di Boccaccio e, forse, addirittura il Corano –l’elenco dei testi è a pagina).
    Uno degli aspetti più stupefacenti dello svolgersi del processo è la voglia del Menocchio di confrontarsi a livello speculativo con i propri accusatori («Ascoltatemi di gratia, signore»): finalmente persone con un livello culturale alto, disposte ad ascoltare ed in grado di comprendere le proprie speculazioni e non dei semplici abitanti di villaggio in grado a malapena di leggere e scrivere. Il Scandella così facendo, però, andava a complicare sempre più la propria situazione; i processi non erano luogo di dispute dottrinarie, sopratutto se una delle due parti (l’accusato) non poteva minimamente competere, per conoscenze e cultura, con gli inquisitori. Senza nulla togliere al buon mugnaio friulano, ma se nemmeno figure del calibro del Bruno o del Galilei riuscirono a superare indenni simili processi, cosa poteva sperare di fare lui?
    Infatti, questo irriducibile spirito curioso e critico, lo porterà alla rovina, con un secondo processo inquisitoriale e la definitiva condanna a morte

    ha scritto il 

  • 5

    Il mugnaio e i vermi

    Il mugnaio vedeva sicuramente oltre, qualcosa poteva muoversi ma i vermi, ovviamente parlo della bigottissima Chiesa Cattolica, l'hanno fermato, imbavagliato e alla fine ucciso. Il tema di questo libro è il portare alla luce ciò che è stato nell'oscurità per troppo tempo, le analogie con altri mu ...continua

    Il mugnaio vedeva sicuramente oltre, qualcosa poteva muoversi ma i vermi, ovviamente parlo della bigottissima Chiesa Cattolica, l'hanno fermato, imbavagliato e alla fine ucciso. Il tema di questo libro è il portare alla luce ciò che è stato nell'oscurità per troppo tempo, le analogie con altri mugnai e altri pensatori che hanno cercato di far aprire gli occhi al popolo ma il lungo braccio della legge cattolica l'ha impedito togliendo la vita senza neanche girarsi indieto a persone che volevano guardare oltre e acculturarsi...se fosse per la Chiesa saremmo ancora tutti vestiti di stracci a pregare davanti a degli altari di sangue!Ottima ricerca, non ne avevo dubbi...il grande Ginzburg colpisce sempre nel segno!

    ha scritto il 

  • 4

    Intramontabile ritratto di un microcosmo, che costituisce un punto di osservazione (limitato, ma non per questo poco significativo) della vita religiosa, sociale e politica del XVI secolo.
    Ginzburg porta il suo gusto per la narrativa nell'indagine storica e rende la lettura più che agevole. ...continua

    Intramontabile ritratto di un microcosmo, che costituisce un punto di osservazione (limitato, ma non per questo poco significativo) della vita religiosa, sociale e politica del XVI secolo.
    Ginzburg porta il suo gusto per la narrativa nell'indagine storica e rende la lettura più che agevole.
    Consigliatissimo per chi vuole avvicinarsi, anche per la prima volta, a una monografia storica.

    ha scritto il 

  • 5

    Il sapere e' un'arma. L'indipendenza di giudizio e la curiosita' intellettuale di sfruttare la suddetta sapienza (per quanto vasta o limitata essa sia) sono un pericolo per il potere costituito. Lo sono tanto piu', quanto piu' questo potere e' vessatorio e oscurantista. Per quasi duemila anni la ...continua

    Il sapere e' un'arma. L'indipendenza di giudizio e la curiosita' intellettuale di sfruttare la suddetta sapienza (per quanto vasta o limitata essa sia) sono un pericolo per il potere costituito. Lo sono tanto piu', quanto piu' questo potere e' vessatorio e oscurantista. Per quasi duemila anni la cappa opprimente e' stata rappresentata, volente o nolente dalla Chiesa Cattolica. Sono immani gli sforzi compiuti dall'apparato per reprimere o incanalare ogni deviazione dall'ortodossia, proveniente sia dall'alto, dai ceti elevati e colti, sia dal basso, essenzialmente da quella cultura contadina da sempre ufficialmente allineata ma sotterranemente mai separata del tutto dalle reminescenze pagane e incline a un certo sincretismo religioso. Le disavventure del cinquecentesco mugnaio Menocchio davanti all'Inquisizione ne sono una dimostrazione, brillantemente e amorevolmente illustrate da Ginzburg, per un saggio davvero apprezzabile e imperdibile.

    ha scritto il 

  • 4

    "Nel principio questo mondo era niente et dall'acqua del mare fu batuto come una spiuma et si coagulò come un formaggio, dal quale nacque gran moltitudine di vermi, et questi vermi diventorno angeli, delli quali il più potente et sapiente fu Iddio"


    Il testo racconta l'odissea di Domenego S ...continua

    "Nel principio questo mondo era niente et dall'acqua del mare fu batuto come una spiuma et si coagulò come un formaggio, dal quale nacque gran moltitudine di vermi, et questi vermi diventorno angeli, delli quali il più potente et sapiente fu Iddio"

    Il testo racconta l'odissea di Domenego Scandella, detto Menocchio, un eretico vissuto nel Cinquecento, mugnaio friulano che pensava con la sua testa. Nel Cinquecento, le correnti riformatrici d'Oltralpe trovano seguaci in Lombardia, Piemonte, Veneto e altre zone dell'Italia centrosettentrionale, in centri che fin dal Medioevo erano focolai d'eresia. Il mito di una Chiesa primitiva, la riscoperta dell'elemento pauperistico in contrapposizione alla ricchezza di Santa Romana Chiesa, i risentimenti e le o
    pposizioni politiche, in primo luogo contro i vescovi, fanno si che l'eresia si diffonda, nel giro di pochi decenni, nelle principali città della fascia padano-alpina della penisola. Nel panorama storico-sociale Cinquecentesco, la figura di Menocchio si configura quale personalità curiosa e particolare, nel processo di affermazione del pensiero individuale, che è anche affermazione di identità personale e di gruppo, di cultura popolare. Il conflitto scende quindi su un piano diverso, non di oltraggio alla religione, ma di incontro/scontro tra culture e tradizioni, tra dottrina e superstizione.

    Saggio curioso e leggibile, non il classico mattone (è anche piuttosto snello come libro), e piuttosto interessante, perchè sono storie poco raccontate, soprattutto per quanto riguarda i "piccoli eretici", che rivelano fino in fondo l'anima innocente che caratterizzava l'eresia di allora.
    Mi raccomando, se lo acquisterete, fate notare che è un saggio, o come è successo a me, la commessa potrebbe fiondarsi nel reparto cucina. :D

    ha scritto il 

  • 3

    Il formaggio e i vermi

    Menocchio è un mugnaio cinquecentesco atipico, a differenza del restante della popolazione sa leggere, scrivere e fare i conti.
    Ha letto libri che erano stati proibiti, tra cui il Corano e il Boccaccio e in diverse situazioni ha pronunciato parole e discorsi ereticali.
    Il testo di Gin ...continua

    Menocchio è un mugnaio cinquecentesco atipico, a differenza del restante della popolazione sa leggere, scrivere e fare i conti.
    Ha letto libri che erano stati proibiti, tra cui il Corano e il Boccaccio e in diverse situazioni ha pronunciato parole e discorsi ereticali.
    Il testo di Ginzurg ricostruisce i due processi a cui Menocchio viene sottoposto, partendo dalla denuncia anonima (anche se si ha il sospetto del colpevole) alla fine tragica del mugnaio. Infatti Menocchio brucerà sul rogo.

    ha scritto il 

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