Il fotografo

Di ,,

Editore: Coconino Press - Fandango

4.6
(142)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8876181660 | Isbn-13: 9788876181665 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Fumetti & Graphic Novels , Viaggi

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Descrizione del libro
Per la prima volta in un unico volume, il libro che ha collezionato numerosi premi e riconoscimenti in tutto il mondo, impreziosito, per questa edizione italiana, dalla prefazione di Adriano Sofri.
Luglio 1986. Il fotografo Didier Lefèvre parte al seguito di un'équipe di Medici Senza Frontiere diretta nell’Afghanistan dilaniato dalla guerra tra sovietici e Moudjahidin. L’obiettivo della missione è individuare un sito dove allestire un ospedale. Questa missione segnerà la sua vita come questa guerra segnerà la storia contemporanea. In un intreccio di destini individuali e geopolitica, nell'alternanza di disegni e fotografie, questo libro racconta la lunga marcia di uomini e donne che tentano di riparare ciò che altri distruggono. Il lettore segue la storia attraverso gli occhi del fotografo che, come lui, non sa nulla del mondo in cui viene paracadutato. Gli altri membri del gruppo, che hanno tutti l'esperienza di almeno una missione alle spalle, rappresentano un aiuto prezioso per Lefevre, che li riempie di domande e che gradualmente cade sotto l'incantesimo dell'Afghanistan. Opera a 3 mani (fotografie di Lefevre, disegno di Guibert, realizzazione grafica di Lemercier) questo libro ci offre uno spaccato della nostra storia recente, un racconto che ci aiuta a capire meglio gli avvenimenti che sconvolgono tutt'ora gli assetti della pace mondiale.

Emmanuel Guibert è uno dei nomi di punta della nuova scena del fumetto francese. Il suo “La guerra di Alan” ha vinto nel 2008 il prestigioso premio Micheluzzi, per la miglior serie a fumetti estera, al Comicon, festival del fumetto di Napoli.

Didier Lefèvre è un fotoreporter francese nato il 19 dicembre 1957, farmacista di formazione, è stato compagno di strada di Medici Senza Frontiere per diversi anni, occupandosi dapprima della logistica in seguito di fotografia e fotoreportage. Le fotografie della sua prima missione in Afghanistan sono la base del fumetto “Il fotografo”. In seguito a un attacco cardiaco muore, nel gennaio 2007, nella sua casa di Morangis.

Frédéric Lemercier è nato nel 1962 a Rouen, dopo degli studi in arti decorative, legato da una profonda amicizia con Guibert ,comincia a lavorare con questi alla realizzazione di diversi volumi, tra i quali ricordiamo “La campagne à la mer” e “Les Pavés de Paris”. Ma il loro progetto più ambizioso è “Il fotografo”.
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  • 5

    Nell'86 il fotografo Didier Lefèvre parte al seguito di un'équipe di Medici Senza Frontiere diretta nell’Afghanistan dilaniato dalla guerra tra sovietici e Moudjahidin. Il libro alterna il fumetto all ...continua

    Nell'86 il fotografo Didier Lefèvre parte al seguito di un'équipe di Medici Senza Frontiere diretta nell’Afghanistan dilaniato dalla guerra tra sovietici e Moudjahidin. Il libro alterna il fumetto alle fotografie ed è molto interessante. Il contrasto tra paesaggi definiti mozzafiato e le foto dei feriti più o meno gravi è enorme e un pugno nello stomaco. E' qualcosa che fa tornare coi piedi per terra rispetto alla vita che facciamo tutti i giorni in occidente e fa riconsiderare la scala di valori.

    ha scritto il 

  • 4

    Reportage in zona di guerra

    Supponiamo di volere realizzare un reportage fotografico di un viaggio in Afghanistan insieme a dei medici di "Medici Senza Frontiere". Il reportage, sicuramente molto interessante, renderebbe bene l' ...continua

    Supponiamo di volere realizzare un reportage fotografico di un viaggio in Afghanistan insieme a dei medici di "Medici Senza Frontiere". Il reportage, sicuramente molto interessante, renderebbe bene l'idea dei luoghi, delle persone e delle situazioni, ma sarebbe difficile per noi cogliere le sfumature, capire a cosa le varie immagini si riferiscono, comprendere gli stati d'animo che stanno dietro queste immagini, se non con complesse e poco leggibili didascalie.

    E' quello che ha pensato l'autore di questo libro, evidentemente, che per ovviare a ciò ha realizzato qualcosa di molto interessante. Ha integrato gli scatti fotografici reali in bianco e nero con disegni a colori che "ricostruiscono" perfettamente la storia.

    Il libro, così completato, racconta la storia di Didier Lefèvre, fotoreporter, che nel 1986 parte per un viaggio in Afghanistan che durerà tre mesi durante i quali fotografa ogni aspetto della difficile vita in un paese occupato.

    La particolarissima mescolanza di fotografia e disegno rende quest'opera unica, grazie anche alle grandi dimensioni del libro. La memoria del narratore, che trapela dai disegni, si unisce alla testimonianza visiva, che si vede negli scatti fotografici.

    I bellissimi paesaggi afghani, l’operazione di bimbi dilaniati dalle bombe, le condizioni igieniche insufficienti, i problemi di comunicazione e di trasporto, i caccia che bombardano, gli ospedali improvvisati sono descritti in modo molto molto efficace.

    Il fotografo alla fine del viaggio perderà 14 denti e rimarrà debilitato a lungo. Ma ritornerà in Afghanistan, nonostante tutti i disagi. Vorrà dire qualcosa?

    ha scritto il 

  • 5

    Bel reportage sull'Afghanistan - anno 86

    Per me ha funzionato il connubio foto disegni; è una storia personale, ma fa capire molto della situazione di allora. Storia vera.

    ha scritto il 

  • 5

    Fumetto, reportage fotografico e diario quotidiano proiettati su quello di cui si parla molto ma di cui si sa quasi nulla : le persone, le storie, gli slanci umanitari e la durezza, spesso insostenibi ...continua

    Fumetto, reportage fotografico e diario quotidiano proiettati su quello di cui si parla molto ma di cui si sa quasi nulla : le persone, le storie, gli slanci umanitari e la durezza, spesso insostenibile, di una guerra, ma direi delle guerre contemporanee : guerre locali o regionali immerse nel sangue di innocenti (animali compresi), ma frequentate da strani soggetti che si mettono di mezzo per capire e portare aiuto.

    ha scritto il 

  • 5

    Straordinario

    Una "storia" potente, la commistione tra fotografia e grafica davvero suggestiva e inusuale, almeno per me. Anche la parte narrativa è avvincente, mi è piaciuto moltissimo!

    ha scritto il 

  • 2

    Le foto non sono eccezionali (forse sono abituato male con McCullin o Natchway...), il tratto grafico non mi sembra particolarmente originale, l'impaginazione è purtroppo banale, infine i testi sono i ...continua

    Le foto non sono eccezionali (forse sono abituato male con McCullin o Natchway...), il tratto grafico non mi sembra particolarmente originale, l'impaginazione è purtroppo banale, infine i testi sono incentrati sulla vicenda personale del fotografo mentre mi sarebbe piaciuto capire di più sulla realtà locale. Da qui la delusione.

    ha scritto il 

  • 5

    foto + fumetto

    Nel 1986 il fotografo Didier Lefèvre è aggregato a una missione di Medici Senza Frontiere in Afghanistan: questo è il suo diario.

    Scoprire come lavorano i chirurghi nei "deserti sanitari" senza igien ...continua

    Nel 1986 il fotografo Didier Lefèvre è aggregato a una missione di Medici Senza Frontiere in Afghanistan: questo è il suo diario.

    Scoprire come lavorano i chirurghi nei "deserti sanitari" senza igiene né strumentazione, come vivevano e vivono gli Afghani tra le loro bellissime montagne, come lavorano i fotografi di reportage in condizioni difficili è appassionante (avvertenza: qualche immagine di feriti può fare davvero impressione).

    Ma per me il vero interesse del libro è COME tutto ciò viene raccontato: fotografie + fumetto. Le scene non fotografate sono disegnate, ma a volte ci sono solo lunghe sequenze di fotografie in bianco e nero. Il risultato è davvero qualcosa di nuovo, che riabilita le fotografie scartate dei rullini (ebbene sì, si tratta di innumerevoli "vecchi" rullini di Ilford HP5), che stimola l'immaginazione in modo diverso dal fumetto e dalla parola scritta, e che con alcune foto a tutta pagina regala vere emozioni.

    Il libro è opera del fotografo, dell'illustratore e di un grafico. Con una prefazione di Adriano Sofri.

    ha scritto il 

  • 4

    Un fumetto che è una storia vera, molto meglio di tanti fumetti di fantasia... colpisce e fa riflettere, ma ti appassiona anche come un romanzo. L'unico dispiacere, le foto non sono leggibilissime, e ...continua

    Un fumetto che è una storia vera, molto meglio di tanti fumetti di fantasia... colpisce e fa riflettere, ma ti appassiona anche come un romanzo. L'unico dispiacere, le foto non sono leggibilissime, e dispiace.

    ha scritto il 

  • 4

    Reportage dall'inferno

    Racconto di un'avventura in Afghanistan.
    Foto e fumetto, storia interessante, disegni discretamente belli; il lato più più bello è la scoperta della cultura e dei costumi locali. Avventura con la A ma ...continua

    Racconto di un'avventura in Afghanistan.
    Foto e fumetto, storia interessante, disegni discretamente belli; il lato più più bello è la scoperta della cultura e dei costumi locali. Avventura con la A maiuscola.

    ha scritto il 

  • 4

    Scusatemi se non mi allineo con quelli delle 5 stelle (senza alcun riferimento politico :-)) ma in questo bel libro qualche difetto lo trovo, specie nella parte "grafica". Il tratto è pulito e sicuram ...continua

    Scusatemi se non mi allineo con quelli delle 5 stelle (senza alcun riferimento politico :-)) ma in questo bel libro qualche difetto lo trovo, specie nella parte "grafica". Il tratto è pulito e sicuramente adatto a mischiarsi con le foto (quasi da dare l'impressione di foto "fumettizzate" - esistono filtri photoshop capaci di farlo), ma proprio per questo non ha un minimo di stile personale. Ho trovato poi il ritmo della narrazione troppo prolisso, qualche pagina in meno avrebbe sicuramente giovato.
    Resta comunque una bella testimonianza di storia (parliamo degli anni '80) e di umanità. Le riflessioni che si potrebbero fare sono molteplici, a cominciare dalla neutralità o meno del medico durante un conflitto.

    ha scritto il