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Il fotografo

Di ,,

Editore: Lizard

4.6
(127)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 97 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8888545468 | Isbn-13: 9788888545462 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: D. Pennisi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Art, Architecture & Photography , Comics & Graphic Novels , Travel

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Descrizione del libro
"Tiro fuori una delle mie macchine. Prendo un venti millimetri, un potentegrandangolo, per fotografare da terra. Che si sappia dove sono morto." Fineluglio 1986. Didier Lefèvre lascia Parigi per la sua prima importante missionefotografica: seguire un'équipe di Medici Senza Frontiere nel cuoredell'Afghanistan, in piena guerra tra sovietici e Moudjahidin. Questa missionesegnerà la sua vita come questa guerra segnerà la storia contemporanea. In unintreccio di destini individuali e geopolitica, nell'alternanza di disegni efotografie, questo libro racconta la lunga marcia di uomini e donne chetentano di riparare ciò che altri distruggono.
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  • 5

    Straordinario

    Una "storia" potente, la commistione tra fotografia e grafica davvero suggestiva e inusuale, almeno per me. Anche la parte narrativa è avvincente, mi è piaciuto moltissimo!

    ha scritto il 

  • 2

    Le foto non sono eccezionali (forse sono abituato male con McCullin o Natchway...), il tratto grafico non mi sembra particolarmente originale, l'impaginazione è purtroppo banale, infine i testi sono incentrati sulla vicenda personale del fotografo mentre mi sarebbe piaciuto capire di più sulla re ...continua

    Le foto non sono eccezionali (forse sono abituato male con McCullin o Natchway...), il tratto grafico non mi sembra particolarmente originale, l'impaginazione è purtroppo banale, infine i testi sono incentrati sulla vicenda personale del fotografo mentre mi sarebbe piaciuto capire di più sulla realtà locale. Da qui la delusione.

    ha scritto il 

  • 5

    foto + fumetto

    Nel 1986 il fotografo Didier Lefèvre è aggregato a una missione di Medici Senza Frontiere in Afghanistan: questo è il suo diario.


    Scoprire come lavorano i chirurghi nei "deserti sanitari" senza igiene né strumentazione, come vivevano e vivono gli Afghani tra le loro bellissime montagne, c ...continua

    Nel 1986 il fotografo Didier Lefèvre è aggregato a una missione di Medici Senza Frontiere in Afghanistan: questo è il suo diario.

    Scoprire come lavorano i chirurghi nei "deserti sanitari" senza igiene né strumentazione, come vivevano e vivono gli Afghani tra le loro bellissime montagne, come lavorano i fotografi di reportage in condizioni difficili è appassionante (avvertenza: qualche immagine di feriti può fare davvero impressione).

    Ma per me il vero interesse del libro è COME tutto ciò viene raccontato: fotografie + fumetto. Le scene non fotografate sono disegnate, ma a volte ci sono solo lunghe sequenze di fotografie in bianco e nero. Il risultato è davvero qualcosa di nuovo, che riabilita le fotografie scartate dei rullini (ebbene sì, si tratta di innumerevoli "vecchi" rullini di Ilford HP5), che stimola l'immaginazione in modo diverso dal fumetto e dalla parola scritta, e che con alcune foto a tutta pagina regala vere emozioni.

    Il libro è opera del fotografo, dell'illustratore e di un grafico. Con una prefazione di Adriano Sofri.

    ha scritto il 

  • 4

    Un fumetto che è una storia vera, molto meglio di tanti fumetti di fantasia... colpisce e fa riflettere, ma ti appassiona anche come un romanzo. L'unico dispiacere, le foto non sono leggibilissime, e dispiace.

    ha scritto il 

  • 4

    Reportage dall'inferno

    Racconto di un'avventura in Afghanistan.
    Foto e fumetto, storia interessante, disegni discretamente belli; il lato più più bello è la scoperta della cultura e dei costumi locali. Avventura con la A maiuscola.

    ha scritto il 

  • 4

    Scusatemi se non mi allineo con quelli delle 5 stelle (senza alcun riferimento politico :-)) ma in questo bel libro qualche difetto lo trovo, specie nella parte "grafica". Il tratto è pulito e sicuramente adatto a mischiarsi con le foto (quasi da dare l'impressione di foto "fumettizzate" - esisto ...continua

    Scusatemi se non mi allineo con quelli delle 5 stelle (senza alcun riferimento politico :-)) ma in questo bel libro qualche difetto lo trovo, specie nella parte "grafica". Il tratto è pulito e sicuramente adatto a mischiarsi con le foto (quasi da dare l'impressione di foto "fumettizzate" - esistono filtri photoshop capaci di farlo), ma proprio per questo non ha un minimo di stile personale. Ho trovato poi il ritmo della narrazione troppo prolisso, qualche pagina in meno avrebbe sicuramente giovato.
    Resta comunque una bella testimonianza di storia (parliamo degli anni '80) e di umanità. Le riflessioni che si potrebbero fare sono molteplici, a cominciare dalla neutralità o meno del medico durante un conflitto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un documento straordinario

    Straordinario sia per le modalità narrative (il mix fra fotografie e disegni), che per il valore di testimonianza.
    Un viaggio nell'Afghanistan profondo della guerra contro i russi, fra popolazioni e persone di cui non si legge di frequente.
    A tratti commovente nella sua bellezza

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro!

    La trasposizione in fumetto dei provini delle foto. Con i retroscena che in una mostra fotografica nessuno ti racconta.
    Ci si immedesima talmente nel viaggio che ti sembra di averle scattate tu quelle foto!

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo appena poche pagine nasce spontaneo un commento: è un capolavoro davvero!
    E proseguendo nella lettura, di fronte a una foto, quante volte ho esclamato "Che bella!". Immagini spettacolari di paesaggi d'alta quota e scene di vita quotidiana in villaggi e pianori che potremmo quasi defini ...continua

    Dopo appena poche pagine nasce spontaneo un commento: è un capolavoro davvero!
    E proseguendo nella lettura, di fronte a una foto, quante volte ho esclamato "Che bella!". Immagini spettacolari di paesaggi d'alta quota e scene di vita quotidiana in villaggi e pianori che potremmo quasi definire "bucoliche" a fianco di altre che fanno male al cuore (bambini colpiti dalle mine e uomini feriti).
    Legate molto bene le tre forme narrative: fotografia, didascalie racconto in prima persona e disegni ricchi di particolari ed espressività.
    Il tema è forte e non si può che essere d'accordo con l'autore nel dire "Bravi!" ai Medici Senza Frontiere che affrontano realtà dure per aiutare le popolazioni. Si legge bene la quotidianità che anima le missioni di MsF e ciò che deve affrontare un fotoreporter nel raccontarla.
    Conosciamo di sicuro poco della cultura di chi abita l'Afghanistan e così ripercorrendo i passi di Didier Lefèvre riusciamo anche a sconfiggere un po' di questa ignoranza.

    Uno dei libri più belli che credo di aver incontrato fino ad ora!

    ha scritto il