Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Il fu Mattia Pascal

By Luigi Pirandello

(183)

| Others

Like Il fu Mattia Pascal ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Lire dodici

866 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    "Uno, nessuno e centomila" poneva una domanda: "Chi siamo noi? Quelli che ci percepiamo o quelli che ci credono gli altri?", a cui risponde "Il Fu Mattia Pascal": "I rapporti che ci legano a cose e persone, la nostra storia, il nostro vissuto sono pa ...(continue)

    "Uno, nessuno e centomila" poneva una domanda: "Chi siamo noi? Quelli che ci percepiamo o quelli che ci credono gli altri?", a cui risponde "Il Fu Mattia Pascal": "I rapporti che ci legano a cose e persone, la nostra storia, il nostro vissuto sono parte integrante della nostra identità e non possono essere troncate di netto manco quando se ne presentano tutte le condizioni, perché non viviamo isolati in un eterno presente ma siamo inseriti in una dinamica in cui il passato gioca un ruolo fondamentale"

    La maniera in cui Pirandello dimostra quest'assunto è un po' discutibile perché ad Adriano Meis sarebbe bastato partire dall'altra parte del mondo per recidere ogni residuo cordone che ancora lo legava a Mattia Pascal, liberarsene definitivamente e diventare finalmente un uomo senza storia di dietro ma tutta da scrivere davanti. Tuttavia l'eleganza della scrittura, la profondità delle riflessioni, il senso di claustrofobia che Pirandello costruisce attorno al suo protagonista, con una spirale che parte dall'Europa intera fino a stringersi piano piano attorno al collo del protagonista, offrono al lettore un romanzo stratosferico, intelligente, ricchissimo di spunti di riflessione e soprattutto appassionante. In una parola: un capolavoro.

    Una piccola nota di merito sui personaggi: Mattia, il protagonista, istintivo e dissennato prima, meditabondo e prudente poi, riappacificato e sereno alla fine, compie un arco di trasformazione a tutto tondo di una coerenza e ampiezza di cui ricordo pochissimi eguali nella storia della letteratura. I personaggi che lo circondano sono tutti pittoreschi al limite del caricaturale, con la sola e unica eccezione della quasi omonima Adriana, anche lei privata di un'identità forte dalle circostanze della vita, come a sottolineare l'unione inscindibile tra identità e carattere.

    Immancabile, va da sé.

    Is this helpful?

    Albertozeta said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    C'è poco da dire.
    Un capolavoro della letteratura italiana.
    Pirandello non delude mai!

    Is this helpful?

    Sevy said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Onorevole libro. Storia e trama sono abilmente intrecciate col pensiero della crisi di identità di quegli anni, la lettura incosciente voluta da Pirandello porta chi ha il libro davanti a sorprendersi quando quel dato importante che prima sembrava un ...(continue)

    Onorevole libro. Storia e trama sono abilmente intrecciate col pensiero della crisi di identità di quegli anni, la lettura incosciente voluta da Pirandello porta chi ha il libro davanti a sorprendersi quando quel dato importante che prima sembrava un aggettivo come altri viene ripescato per dare vita ad un flusso di pensieri che sembra un'arcobaleno, i personaggi sono in costante cambiamento come fossero reali, vividi stanno nella nostra mente e lo scrittore riesce amabilmente a farceli rimanere non escludendo nel tempo nessuno. Di Pirandello a questo punto è inutile dire che è un abile scrittore ma è importante dire che è stato un uomo sensibile alla società e la sua decadenza non l'è passata inosservata.

    Is this helpful?

    Luigi said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Semplicemente geniale!

    <<Nulla s’inventa, è vero, che non abbia una qualche radice, più o men profonda, nella realtà; e anche le cose più strane possono esser vere, anzi nessuna fantasia arriva a concepire certe follie, certe inverosimili avventure che si scatenano e ...(continue)

    <<Nulla s’inventa, è vero, che non abbia una qualche radice, più o men profonda, nella realtà; e anche le cose più strane possono esser vere, anzi nessuna fantasia arriva a concepire certe follie, certe inverosimili avventure che si scatenano e scoppiano dal seno tumultuoso della vita; ma pure, come e quanto appare diversa dalle invenzioni che noi possiamo trarne la realtà viva e spirante! Di quante cose sostanziali, minutissime, inimmaginabili ha bisogno la nostra invenzione per ridiventare quella stessa realtà da cui fu tratta, di quante fila che la riallaccino nel complicatissimo intrico della vita, fila che noi abbiamo recise per farla diventare una cosa a sè!>>

    Is this helpful?

    Evadora said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un capolavoro italiano da leggere e rileggere. Ci fa capire che i problemi non si risolvono scappando, ma affrontandoli!

    Is this helpful?

    Moniquebbbaaa said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In cuor di donna quanto dura amore? — (Ore). Ed ella non mi amò quant'io l'amai? — (Mai). Or chi sei tu che sì ti lagni meco? — (Eco).

    "Lessi così di tutto un po', disordinatamente; ma libri,in ispecie,di filosofia.Pesano tanto:eppure,chi se ne ciba ...(continue)

    In cuor di donna quanto dura amore? — (Ore). Ed ella non mi amò quant'io l'amai? — (Mai). Or chi sei tu che sì ti lagni meco? — (Eco).

    "Lessi così di tutto un po', disordinatamente; ma libri,in ispecie,di filosofia.Pesano tanto:eppure,chi se ne ciba e se li mette in corpo,vive tra le nuvole."

    «Oh perché gli uomini,» domandavo a me stesso, smaniosamente, «si affannano così a rendere man mano più complicato il congegno della loro vita? Perché tutto questo stordimento di macchine? E che farà l'uomo quando le macchine faranno tutto? Si accorgerà allora che il così detto progresso non ha nulla a che fare con la felicità?Di tutte le invenzioni,con cui la scienza crede onestamente d'arricchire l'umanità (e la impoverisce,perché costano tanto care),che gioja in fondo proviamo noi, anche ammirandole?»

    A noi uomini, invece, nascendo, è toccato un tristo privilegio:quello di sentirci vivere,con la bella illusione che ne risulta:di prendere cioè come una realtà fuori di noi questo nostro interno sentimento della vita,mutabile e vario,secondo i tempi,i casi e la fortuna.E questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso;un lanternino che ci fa vedere sperduti su la terra, e ci fa vedere il male e il bene; un lanternino che projetta tutt'intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce,di là dal quale è l'ombra nera,l'ombra paurosa che non esisterebbe,se il lanternino non fosse acceso in noi,ma che noi dobbiamo pur troppo creder vera,fintanto ch'esso si mantiene vivo in noi.Spento alla fine a un soffio,ci accoglierà la notte perpetua dopo il giorno fumoso della nostra illusione, o non rimarremo noi piuttosto alla mercé dell'Essere,che avrà soltanto rotto le vane forme della nostra ragione?

    Is this helpful?

    Alexis3blu said on Aug 2, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book

Groups with this in collection