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Il fu Mattia Pascal

Di

Editore: Mondadori

4.1
(17678)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Sloveno , Ungherese , Portoghese

Data di pubblicazione:  | Edizione 10

Illustratore o Matitista: Fabrizio Clerici

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Collana “Il ponte – i più grandi narratori italiani e stranieri”.
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  • 5

    Il bellissimo romanzo psicologico è ambientato a Miragno un paese immaginario della Liguria e a Roma, ma siciliani sono le caratteristiche dei personaggi e dell'ambiente.
    Emerge il tema del doppio:
    - ...continua

    Il bellissimo romanzo psicologico è ambientato a Miragno un paese immaginario della Liguria e a Roma, ma siciliani sono le caratteristiche dei personaggi e dell'ambiente.
    Emerge il tema del doppio:
    - come “specchio” in cui si riflettono i due personaggi Mattia e Adriano;
    - nel gioco dei nomi: Adriano, Adriana;
    - nelle due famiglie: una intesa come una prigione, l'altra ricca di amore;
    - nel dramma della solitudine che troviamo in Mattia e in Adriano.
    Tutta la storia è un paradosso.
    Per definire il romanzo, vorrei riportare ciò che Pirandello scrive a conclusione del romanzo “nell'Avvertenza sugli scrupoli della fantasia” :
    “Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere.
    All'opposto di quelle dell'arte che, per parer vere hanno bisogno di essere verosimili.
    E allora, verosimili, non sono più assurdità”.
    Da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal.

    Già l'incipit ci dice che è un'opera eccezionale. Parlare della perdita d'identità, dell'io ...continua

    Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal.

    Già l'incipit ci dice che è un'opera eccezionale. Parlare della perdita d'identità, dell'io ome una maschera inutile, dellimpossibilità di sottrarsi alle illusioni sociali, con un sorriso (amaro) sulla bocca è opera che solo Pirandello poteva compiere.

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo della mia vita

    Quando mi è stato chiesto quale romanzo è stato più significativo per la mia crescita interiore, ho risposto senza esitazione: Il Fu Mattia Pascal. Adoro Pirandello in ogni sua riflessione sull'identi ...continua

    Quando mi è stato chiesto quale romanzo è stato più significativo per la mia crescita interiore, ho risposto senza esitazione: Il Fu Mattia Pascal. Adoro Pirandello in ogni sua riflessione sull'identità, sul suicidio, sulla socialità e, secondo me, leggere questo romanzo aiuta a comprendere la vita e vederla in un modo differente, razionale e irrazionale allo stesso tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Grande Pirandello

    È la storia di Mattia Pascal, un uomo che si sente imprigionato in difficili rapporti familiari ed afflitto dai dissidi coniugali e dai debiti, un giorno come un altro, si vede offrire la possibilità ...continua

    È la storia di Mattia Pascal, un uomo che si sente imprigionato in difficili rapporti familiari ed afflitto dai dissidi coniugali e dai debiti, un giorno come un altro, si vede offrire la possibilità di fingersi morto, infatti, nelle acque di un vecchio mulino viene ritrovato il cadavere di un suicida, al quale viene attribuita la sua identità.
    All'inizio egli, prende l'identità falsa di Adriano Meis, sembra essere eccitato dall’idea della nuova libertà, riuscendo a mantenersi con una cospicua vincita al casinò di Montecarlo, ma quando si ritrova solo ed annoiato dai viaggi, prende l'iniziativa e si innamora di Adriana e patisce alcuni torti, inoltre capisce l'impossibilità di vivere fuori dalle leggi.
    Scopre, infatti, che "fare il morto non è una bella professione".
    Decide di farla finita anche con la nuova identità, simulando il suicidio di Adriano Meis nelle acque del Tevere.
    Non gli rimane che tornare nei paesi d'origine, Oneglia e Miragno, scoprendo che nessuno lo riconosce più; persino il fratello Berto reagisce inizialmente con la paura non appena se lo trova davanti.
    Malgrado siano passati soltanto due anni, la moglie si è risposata con Pomino, un amico d'infanzia di Mattia; hanno avuto già una bambina, conducono una vita normale e tutto sommato serena.
    Arrivato con propositi di vendetta, Mattia Pascal ben presto li abbandona, lascia che la moglie e l'amico vivano in pace la loro nuova vita coniugale e si riprende il vecchio posto alla biblioteca. Ogni tanto va persino al cimitero a visitare la propria tomba, deponendovi pure dei fiori.
    Il romanzo è molto coinvolgente, ma l’unica cosa che alla fine riusciamo a vedere, è che non ci sono certezze nella vita, che la vita è un’assurdità ed una grande pazzia.

    Consiglio questo libro a persone di qualsiasi età, non solo a chi frequenta ancora la scuola, ma anche a chi ha un po’ di tempo libero e vuole sfruttarlo al meglio.

    ha scritto il 

  • 5

    Changes

    "Recisa di netto ogni memoria in me della vita precedente, fermato l'animo alla deliberazione di ricominciare da quel punto una nuova vita, io era invaso e sollevato come da una fresca letizia infanti ...continua

    "Recisa di netto ogni memoria in me della vita precedente, fermato l'animo alla deliberazione di ricominciare da quel punto una nuova vita, io era invaso e sollevato come da una fresca letizia infantile; mi sentivo come rifatta vergine e trasparente la coscienza, e lo spirito vigile e pronto a trar profitto di tutto per la costruzione del mio nuovo io. Intanto l'anima mi tumultuava nella gioja di quella nuova libertà. Non avevo mai veduto così uomini e cose; l'aria tra essi e me s'era d'un tratto quasi snebbiata; e mi si presentavan facili e lievi le nuove relazioni che dovevano stabilirsi tra noi, poiché ben poco ormai io avrei avuto bisogno di chieder loro per il mio intimo compiacimento. Oh levità deliziosa dell'anima; serena, ineffabile ebbrezza! La Fortuna mi aveva sciolto di ogni intrico, all'improvviso, mi aveva sceverato dalla vita comune, reso spettatore estraneo della briga in cui gli altri si dibattevano ancora"

    ha scritto il 

  • 2

    Un fardello, un macigno, un grave! La lanterninosofia e lo strappo nel cielo di carta sono temi interessanti, ma che noia! Non so come sia riuscito ad arrivare fino alla fine, so solo che 100 pagine d ...continua

    Un fardello, un macigno, un grave! La lanterninosofia e lo strappo nel cielo di carta sono temi interessanti, ma che noia! Non so come sia riuscito ad arrivare fino alla fine, so solo che 100 pagine de I Malavoglia sono meno pesanti e più piacevoli di una di questo libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Esistere o essere liberi?

    Romanzo di una modernità sconcertante, si può dire che il fu Mattia Pascal è annuncia i grandi temi del secolo novecento: la crisi d’identità sociale dell’uomo, la nascita della psicanalisi e dell’ ...continua

    Romanzo di una modernità sconcertante, si può dire che il fu Mattia Pascal è annuncia i grandi temi del secolo novecento: la crisi d’identità sociale dell’uomo, la nascita della psicanalisi e dell’esistenzialismo, le ribellioni a modelli di comportamento prestabiliti. Per la prima volta nella storia l’uomo del novecento prende coscienza della la propria condizione esistenziale, non si sottomette più ad un destino che appare immodificabile, pensa se stesso in relazione al mondo.

    Nel 1904, quando Pirandello trentasettenne scrive il romanzo, la psicoanalisi è appena nata eppure il Fu Mattia Pascal è un romanzo profondamente psicologico, che attraverso un paradosso narrativo geniale racconta la difficile dialettica tra identità e libertà e i limiti ad entrambe per un individuo all’interno della società.

    In questo, Mattia Pascal è parente stretto del Kees Popinga di Simenon, nonostante i trent’anni di differenza tra i due romanzi. Ma mentre in Simenon la ribellione sfocia in una lucida follia omicida, ove il desiderio di veder riconosciuta la propria identità si esprime in un narcisismo autodistruttivo, Pirandello ci regala un personaggio più misurato, nel quale è facile riconoscersi. E se la prosa di Simenon è ricca di suspense, quella di Pirandello è venata di umorismo e di una profonda pietas per la condizione umana, così disperatamente in bilico tra esistenza e libertà.

    ha scritto il 

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