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Il fuggiasco

Di

Editore: E/O (Tascabili E/O)

3.9
(1733)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 146 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8876419683 | Isbn-13: 9788876419683 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Vita da latitante per caso

    L'inizio non ingrana ma poi entri in un mondo e inizi a vedere le cose con il senso di claustrofobia che può aver vissuto il protagonista. Infine la parte emotivamente più difficile. Romanzo, autobiografia o come lo si voglia chiamare, l'ho trovato interessante e ricco di umanità. Che è la cosa c ...continua

    L'inizio non ingrana ma poi entri in un mondo e inizi a vedere le cose con il senso di claustrofobia che può aver vissuto il protagonista. Infine la parte emotivamente più difficile. Romanzo, autobiografia o come lo si voglia chiamare, l'ho trovato interessante e ricco di umanità. Che è la cosa che mi rimarrà di più.

    ha scritto il 

  • 2

    Questa non è una recensione ma una requisitoria. All'Autore rimprovero le seguenti colpe:
    1) L'essere stato reticente, cioè l'aver taciuto dei fatti: ancora non ho capito, per esempio, come sia riuscito a passare clandestinamente da un Paese all'altro in un'epoca in cui, ce lo ricorda lui s ...continua

    Questa non è una recensione ma una requisitoria. All'Autore rimprovero le seguenti colpe:
    1) L'essere stato reticente, cioè l'aver taciuto dei fatti: ancora non ho capito, per esempio, come sia riuscito a passare clandestinamente da un Paese all'altro in un'epoca in cui, ce lo ricorda lui stesso, il valico della frontiera tra Stati europei non era facile come ora(Carlotto era di base in Francia ma sconfinava talora in Spagna), e dire che poi s'è pure trasferito in Sud America! Ora, mi rendo conto che ciò ha comportato la commissione di alcuni reati e che non voleva inguaiare ulteriormente sé stesso né chi lo ha aiutato, ma se non può raccontarci la sua storia senza omettere dettagli per me interessanti e importanti, allora meglio lasciar stare.
    2) L'aver scritto un riassunto e non un resoconto: anziché narrarci passo dopo passo quel che accadeva, in modo minuto ma non prolisso, spesso ci offre una generica panoramica, acuendo la sensazione di retrospettiva invece di far (ri)vivere il plot.
    3) Lo stile dimesso: va bene non essere patetici, ma qui le cose sono buttate giù con scialbore, senza verve, passivamente.

    In che modo meno avvincente sono rese queste vicende rispetto a quelle di un altro fuggiasco pure lui veneto, Giacomo Casanova, che scrisse la Storia della mia fuga dai Piombi! Ma massima solidarietà per le sventure e i patimenti che Carlotto ha subìto.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di Carlotto

    Carlotto ci porta in giro per il mondo degli anni '80/90 e per le sue contraddizioni (che continuano ad essere le stesse di oggi)..
    Lo fa' attraverso la sua assurda storia di fuggiasco, di "esule"...
    Inseguito da una pesante ed ingiusta condanna giudiziaria...
    Incontri, luoghi, ...continua

    Carlotto ci porta in giro per il mondo degli anni '80/90 e per le sue contraddizioni (che continuano ad essere le stesse di oggi)..
    Lo fa' attraverso la sua assurda storia di fuggiasco, di "esule"...
    Inseguito da una pesante ed ingiusta condanna giudiziaria...
    Incontri, luoghi, eventi, situazioni, camuffamenti...
    e su tutto la solitudine, la depressione esorcizzata attraverso una vivida autoironia...
    E' la sua storia...

    ha scritto il 

  • 5

    Sensazioni contrastanti per questo libro, che si legge tutto d'un fiato, perché non ti molla, tanto è struggente e stringente.
    Tenerezza, prima di tutto, per il protagonista e per la sua condizione. Carlotto, con fine autoironia, ha mostrato tutto il lato fragile della sua complessa umanità ...continua

    Sensazioni contrastanti per questo libro, che si legge tutto d'un fiato, perché non ti molla, tanto è struggente e stringente.
    Tenerezza, prima di tutto, per il protagonista e per la sua condizione. Carlotto, con fine autoironia, ha mostrato tutto il lato fragile della sua complessa umanità, non si è mai atteggiato ad eroe, non ha mai ceduto al vittimismo, anche nel momento della (definitiva) sconfitta, che però è stata la sua salvezza.
    Amarezza, per una vicenda inimmaginabile nemmeno dal più dotato scrittore di noir.
    Ammirazione/invidia non certo per la sua vicenda, quanto per la ricchezza di incontri che la sorte (o la Provvidenza) gli hanno riservato. Nella drammaticità della sua esperienza di latitante ha incontrato "il mondo", ha incontrato uomini e donne concreti, veri, coraggiosi, testardi, generosi, disperati, amanti della vita, colti e raffinati, anche nella loro modestia.
    Non è un libro da leggere nei momenti down (come questo mio), perché altrimenti assale una botta di malinconia difficile da raddrizzare: ma è un libro da leggere per come l'umanità è descritta da Carlotto: con delicatezza, rispetto, quasi poesia.

    ha scritto il 

  • 4

    In-Giustizia

    In questo romanzo autobiografico Carlotto rende bene cosa accade quando la macchina giudiziaria comincia a muoversi. Talvolta può farlo in modo giusto arrivando alla verità o almeno ad una parte di essa. E talvolta è come un carrarmato che non puoi fermare e che va avanti inesorabilmente, senza s ...continua

    In questo romanzo autobiografico Carlotto rende bene cosa accade quando la macchina giudiziaria comincia a muoversi. Talvolta può farlo in modo giusto arrivando alla verità o almeno ad una parte di essa. E talvolta è come un carrarmato che non puoi fermare e che va avanti inesorabilmente, senza soffermarsi neanche a guardare punti di vista diversi. Buono solo a distruggere. E in un processo penale ad essere distrutto è un essere umano. E quando accade ingiustamente allora è una distruzione ancora più pesante.
    Faccio l'avvocato penalista e devo, purtroppo confermare che non esiste la giustizia. Che a volte per quanto combatti con tutte le armi lecite per far emergere la verità, questa viene soffocata dal pregiudizio, dall'arroganza del non ascoltare, dalla presunzione di essere sempre nel giusto.
    In quei momenti penso che lottare per essere un avvocato onesto, leale, corretto sia una lotta contro i mulini a vento. E mi chiedo se valga la pena tutto il mio sacrificio, le difficoltà di non avere nessuno alle spalle, di essere un avvocato donna a napoli,di dover fare i conti con conti che non quadrano, di combattere ogni giorno contro la scorrettezza ed arroganza dei colleghi e di chi dovrebbe tutelare la legge.
    Me lo chiedo ma poi il sorriso di una madre che mi ringrazia per il lavoro fatto per il figlio, un giudice che si complimenta per la mia abnegazione, l'amicizia rara di una collega, il senso di umanità di pochi ma eccellenti giudici, mi fanno andare avanti. E combattere ancora.

    ha scritto il 

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