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Il futuro della democrazia

Di

Editore: Einaudi

4.0
(123)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 220 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8806175068 | Isbn-13: 9788806175061 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Non-fiction , Political , Social Science

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Descrizione del libro
Si ripropone qui l'edizione uscita nel 1991 con l'aggiunta del discorso tenuto a Roma nel novembre scorso in occasione del conferimento del Premio Balzan per il Diritto e le Scienze della Politica. Nella Premessa alla prima edizione di questo libro, Bobbio osservava come i regimi democratici, almeno in Europa, si fossero andati estendendo e come il mondo sovietico fosse scosso da fremiti democratici. Oggi, quanto veniva annunciato sembra essersi compiuto, ma proprio per questo è necessario tornare a una visione realistica e disincantata delle "trasformazioni" e dei "limiti" di un sistema che ha sempre in agguato i pericoli della rivincita degli interessi particolari, della persistenza delle oligarchie, della educazione dei cittadini.
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  • 4

    analisi

    questo saggio è una profonda analisi sulla democrazia e sul potere in ogni sua forma, citando i più grandi filosofi moderni, utile e interessante per scoprire un pensatore come Norberto Bobbio.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello pieno di spunti ma troppa ingegneria sociale

    Fisici chiamano ingegneri ragionieri della scienza. Informatici accusano ingegneri di non produrre innovazione.
    Mi sembra Bobbio un ingegnere della filosofia politica. Troppo reale. Le persone hanno bisogno di emozioni ideali. Assolutamente assenti le ragioni dell'antipolitica e dell'autogoverno ...continua

    Fisici chiamano ingegneri ragionieri della scienza. Informatici accusano ingegneri di non produrre innovazione. Mi sembra Bobbio un ingegnere della filosofia politica. Troppo reale. Le persone hanno bisogno di emozioni ideali. Assolutamente assenti le ragioni dell'antipolitica e dell'autogoverno parla solo come uno dei fallimenti della democrazia, oppure come un pericolo per il cittadino totale. Troppo morbido con gli estremisti liberisti anti-democratici come Spencer. Allucinante leggendo Tiziano Terzani parla proprio del termine ingegneria sociale :-) Passione 10 e Approfondimento 7 peso 33% Stile 10 peso 33% contenuti 6 peso 33% Pag 8 se mi chiedete di abbandonare i panni dello studioso e di assumere quelli dell'impegnato preferisco le leggi all'uomo. la democrazia è il governo delle leggi. Pag 11 Hegel la filosofia si occupa della ragione Max Weber "la cattedra non è ne per demagoghi ne per profeti" Pag 12 la democrazia è caraterizzata da un'inseme di regole che stabiliscono chi è autorizzato a prendere le decisioni collettive e con quali procedure. Pag 14 la regola fondamentale della democrazia è la maggioranza, Occorre che i chiamati a decidere siano garantiti i diritti di libertà d'opinione riunione associazione. Pag 15 le norme costituzionali i diritti inviolabili sono regole preliminari che permettono lo svolgimento del gioco. Lo stato liberale è presupposto giuridico dello stato democratico. Stato liberale e democratico interdipendenti. Pag 16 dott. Zivago "quello che era stato concepito nobile e alto è diventato rozza materia" Locke, Rousseau, Tocqueville, Bentham J.S Mill è diventato... Pag 17 la democrazia in antitesi col passato dove il tutto è prima delle parti è una società un prodotto artificiale degli individui. L'individualismo nasce grazie a 3 eventi a) il contrattualismo del 600-700 b) la nascita dell'economia politica MacPherson dice che lo stato di natura di Hobbes e Locke è la prefigurazione della società di mercato. c) la filosofia utilitaristica di Bentham e Mill si parte dal piacere e dal dolore. Bentham felicità del maggior numero. Pag 18 Quello che è avvenuto negli stati democratici è l'esatto opposto di quanto prefigurato soggetti politicamente rilevanti sono i gruppi: confindustria, sindacati, partiti e sempre meno gli individui. Il modello ideale di società democratica era una società centripeta. La realtà è una società centrifuga, che non ha un solo centro di potere (la volontà di Rousseau) Pag 19 il deputato una volta eletto diventa il rappresentate della nazione, e quindi non vincolato dal mandato. Pag 20 Mai norma costituzionale è stata più violata del divieto di mandato imperativo. Ogni gruppo tende a identificare l'interesse nazionale con il proprio. La disciplina di partito è un aperta violazione del mandato libero. Pag 21 il divieto di mandato imperativo è una regola senza sanzione. Pag 22 Il prezzo da pagare per l'impegno di pochi è spesso l'indifferenza di molti. Nulla rischia di uccidere la democrazia più dell'eccesso di democrazia Dahrendorf Pag 23 Joseph Schumpeter la caratteristica della democrazia non è assenza di elites ma più elites in concorrenza per il voto popolare. Pag 24 Non si dovrebbe andare a vendere se sia aumentato il numero di coloro che votano, ma gli spazi in cui possono esercitare il diritto (dove si vota). Lo statuto dei lavoratori. Pag 25 Quinta promessa non mantenuta della democarazia reale rispetto a quella ideale è l'eliminazione del potere invisibile (mafia, logge, servizi segreti deviati) Pag 26 Modello della democrazia era quella di Atene. Che Platone per denigrarla (Platone antidemocratico) la chiamava Teatrocrazia (non a causo usata da Nietzsche). Pace perpetua di Kant tutte le azioni non suscettibili di pubblicità sono ingiuste. La pubblicità è già di per se una forma di controllo. Pag 27 Platone dice che solo al tiranno è lecito fare in pubblico atti scandalosi che i comuni mortali immaginano di compiere solo nel sogno. Chi controlla i controllori? Se non si dà risposta adeguata la democrazia è perduta. Pag 28 la sesta promessa non mantenuta riguarda l'educazione alla cittadinanza. REgno delle virtù che per Montesquieu era il principio della democrazia era contrapposto alla paura principio del dispotismo. John Stuart Mill la partecipazione al voto ha una gran valore educativo. Pag 29 Nelle democrazie più consolidato si assiste impotenti al fenomeno dell'apatia politica. Pag 30 In Italia aumenta il voto di scambio. Motivo per cui le promesse democratiche sono fallite. Il progetto democratico era stato ideato per società meno complessa. 1° PAssato da un'economia famigliare a una di mercato Pag 31 l'aumento della complessità richiede tecnico specializzato stuolo di esperti. Tecnocrazia e democrazia sono antitetici se protagonista è l'esperto non può esserlo il cittadino comune. 2°) continua a crescita dell'apparato burocratico ordinato dal vertice alla base e quindi anti-democratico. Pag 32 Quando ad avere il voto erano solo i ricchi è ovvio che chiedessero solo una cosa: difesa della proprietà e quindi stato limitato o minimo. Pag 33 lo stato dei servizi o stato sociale è stato una risposta a una domanda dal basso. 3° sovraccarico di domande. Pag 34 Ma una scelta esclude l'altra. Domande rapide risposte lente. Pag 35 nonostante tutto la democrazia regge Pag 37 se la democrazia è un insieme di regole com può coinvolgere la cittadinanza attiva che ha bisogno di ideali e valori? Tolleranza, non violenza Karl Popper ciò che distingue un governo democratico è che ci si può sbarazzare dei governanti senza spargimento di sangue. Solo la democrazia permette di auto-trasformarsi. Pag 39-40 Per la democrazia diretta 1° grande eguaglianza di fortune 2° poco o niente lusso 3° semplicità di costumi pochi affari 4° conoscersi tutti (mi sembrano i presupposti per l'economia classica più o meno) Pag 40 Il lusso corrompe il ricco con il possesso il povero con la cupidigia Rousseau Pag 41 La democrazia Roussuniana dove c'è il cittadino Totale e spesso interpretata come Democrazia totalitaria vs democrazia liberale. Il cittadino totale e lo stato totale prevedono la politizzazione integrale dell'uomo la completa eliminazione della sfera privata nella sfera pubblica (ORRORE). Il rivoluzionario è il cittadino totale. Pag 44 La critica allo stato parlamentare non implica critica alla democrazia rappresentativa. ----- Pag 45 Se il rappresentante è un semplice portavoce il mandato può essere revocabile ad nutum. Se il fiduciario ha un'autonomia è senza vincolo di mandato o ha un mandato non imperativo. Pag 47 Politici di professione Max Weber non vivono soltanto per la politica ma vivono di politica. Pag 48 Nel pensiero politico di Marx che si ispira alla comune di Parigi i consiglieri municipali rappresentavano i diversi mandamenti di Parigi ed erano revocabili in qualunque momento. Pag 49 Sostituire un tipo di rappresentanza con l'alta non cambia è sempre democrazia rappresentativa. Pag 50 la rappresentanza organica è in teoria svolta dal CNEL nella costituzione italiana. Pag 52 Se la rappresentanza per mandato non è propriamente una democrazia diretta, è una strada intermedia fra democrazia rappresenta e democrazia diretta. Pag 55 Il flusso del potere non può avere che due direzioni: o è discendente cioè dall'alto verso il basso (Burocrazia) o è ascendente (potere politico) in nome e per conto individuo o cittadino. Pag 55 Si può dire che se di processo di democratizzazione oggi si può parlare, esso consiste non tanto nel passaggio da democrazia rappresentativa a democrazia diretta, quanto ne passaggio da democrazia politica alla democrazia sociale, ovvero nell'estensione del potere ascendente. Pag 56 Dove prima c'era strutture gerarchico burocratiche ora c'è democrazia rappresentativa in luoghi come scuola e fabbrica. Si passa dalla democratizzazione dello stato alla democratizzazione della società. Pag 57 Oggi per vedere il grado di democratizzazione bisogna non più guardare il numero dei votanti, ma bensì il numero di sedi (luoghi) dove si vota. Pag 60 Può benissimo esserci una società pluralistica non democratica e una società democratica non pluralistica. La società feudale è una società pluralistica, ma non democratica. Pag 61 c'è un pluralismo economico e politico ideologico (non c'è unica dottrina di stato) Pag 62 Teoria democratica e teoria pluralistica convergono contro l'abuso di potere. Monocratico e autocratico è monarchia assoluta. Pag 63 la democrazia moderna combatte il potere dall'alto con il potere del basso, combatte il potere concentrato con il potere distribuito. Il pluralismo rappresenta la libertà del dissenso. Pag 64 Democrazia è consenso solo sulle regole Pag 66 la libertà del dissenso ha bisogno di una società pluralistica, una società pluralistica consente una maggiore distribuzione del potere apre le porte alla democratizzazione della società civile e questa allarga e integra la democrazia politica. Pag 72 Ci sono dei limiti invalicabili oltre i quali non c'è democrazia. Pag 73 regole del gioco, attori e mosse fanno tutt'uno. Nella teoria delle regole ci sono le regole costitutive e le regole del regolanti. Le regole dei giochi sono tipicamente costitutive il cavallo muove a L è solo all'interno degli scacchi. Pag 76 Nuove vie alla politica non sono previste dal sistema. Pag 78 Nel leninismo è il partito d'avanguardia che prende il potere. Pag 79 il criterio di ammissione del lecito e respingimento del no è la salvaguardia del principio regole-attori-comportamenti. Pag 80 Chi ha molte delusioni, ma ha vissuto anche il fascismo crede che una cattiva democrazia è meglio di una buona dittatura. Pag 81 Minor male (democrazia cattiva meglio di buona dittatura) e cambiamenti sociali sono lenti. Pag 82 Distacco dalla politica 1° non tutto è politica è giusto non è giusto avere un cittadino totale. Pag 83 Predicando l'astensione dalla politica gli epicurei nel periodo di crisi delle città greche,i libertini..Non bisogna concetrare tutte le energie se non si è fanatici raramente geni. Pag 84 "la politica non è di tutti" a)la politica fatta da pochi è una realtà storica b) migliore è una società dove c'è divisione del lavoro. Pag 85 di questa formula interpretata come giudizio di fatto si sono date 2 interpretazioni diverse: 1° teoria partito d'avanguardia di classe 2° la teoria delle elites 3° è l'antipolitica la politica è il volto demoniaco del potere Pag 89 il movimento operaio nacque con l'idea che la democrazia è borghese e poi non solo ha accolto ma consolidato attraverso il suffraggio universale la democrazia rappresentativa. Pag 92 la democrazia è il governo del pubblico (ius pubblica) in pubblico. Pag 93 l'araldo imprecava contro chiunque cercasse di ingannare il pubblico. Platone la teatrocrazia è la pretesa del volgo di parlare di tutto e non riconoscere più alcuna legge (platone antidemocratico) Pag 94 principi dello stato costituzionale la pubblicità e la regola la sgretezza è l'eccezione Pag 96 la visibilità la pubblicità è aiutata dal decentramento dalla vicinanza tra governanti e governati Pag 97 Chi più di ogni altro ha contribuito a chiarire il nesso tra opinione pubblica e pubblicità del potere è stato Kant. Pag 98 Kant tutte le azioni relative al diritto di altri uomini, la cui massima non è suscettibile di pubblicità sono ingiuste" Pag 99 appropriarsi di denaro pubblico (peculato) o denaro non pubblico ma che ha posesso per il suo ufficio (malversazione) Pag 101 Il rapporto tra suddito e sovrano è un sinallagma protezione in cambio di obbedienza PAg 102 Nella categoria degli arcana rientrano il fenomeno del potere occulto (segreto di stato) e il secondo è quello del potere che occulta (menzogna lecita e utile). Cristo aveva 72 discepoli, 12 apostoli e 3 più fidati S. pietro, S.giovanni e S. Giacomo. Pag 104 Arcana dominatine Vs arcana seditionis Pag 109 Da quando la democrazia è stata elevata a minor male possibile i regimi democratici sono valutati in funzione delle promesse non mantenute 1° Non autogoverno 2° Non eguaglianza sostanziale 3° Potere visibile? Pag 110 riapparizione degli arcana imperii sotto forma di governo tecnico Pag 111 Ogni problema può essere visto ex parte principe e ex parte popoli. Pag 112 il potere visibile non ha debellato il potere invisibile. Il sottogoverno è strettamente collegato al governo dell'economia. Pag 114 Il criptogoverno è l'insieme di azioni compiute da forze politiche eversive. il primo episodio è piazza fontana. Sospetto che il segreto di stato sia servito a proteggere il segreto dell'anti-stato. Pag 115 Uno dei padri del terrorismo moderno Bakunin proclamava la necessità di una dittatura invisibile. Pag 116 L'uso dei computer potrebbe generare una stortura della democrazia un controllo dei sudditi da parte di chi detiene il potere. Pag 118 Tocqueville è sempre stato sulla linea del fuoco contro "i tre mali estremi": comunismo, socialismo e democrazia populista (e liberismo estremo no!!!!). La destra illuminata di Luhmann. Noti studiosi di filosofia della scienza, allievi di quel padre della moderna metodologia scientifica che è Ludovico Geymonat (che probabilmente li avrà politicamente scomunicati) Pag 120 John stuart Mill idea felice sulla necessità di limiti al potere. Pag 121 Elogio della diversità. Dalla teoria popperiana della società aperta in poi l'opposizione aperto/chiuso ha preso il posto dell'opposizione illuminista luce/tenebre. Carlo cattaneo dottrina antitesi come molla del progresso. Pag 122 Il principio di J.S. Mill di Giustizia è il nemine laeder (non far danno ad altri). Già Leibniz parlava di giustizia redistributiva. Pag 123 L'estremizzazione del primo principio dimenticandosi il secondo è stato fatto da Herbert Spencer riducendo tutto il diritto al diritto penale. Pag 124 Sulla giustizia redistributiva è il confine fra i fautori dello stato liberale e i fautori dello stato sociale. Pag 125 il liberismo è come teoria economica, fautore dell'economia di mercato come teoria politica è che lo stato governi il meno possibile. Pag 126 Il processo di formazione dello stato liberale può essere descritto da un lato come emancipazione del potere politico dal potere religioso (stato laico) dall'altro come emancipazione del potere economico dal potere politico (stato libero mercato) Pag 127 libersimo etico mette al primo posto della scala dei valori l'individuo. Pag 129 Social democrazia che ha prodotto lo stato-benessere o stato-sociale. Pag 130 L'indissolubilità di liberismo politico e liberismo economico (bobbio è contro) fu la tesi sostenuta da Einaudi nella ben nota controversia con Croce. Pag 131 il social democratico (keynesiano povero aggiungo io) è preso tra due fuochi a destra e a sinistra Pag 133 Fu proprio nell'età della REstaurazione che il liberismo conobbe il maggior periodo di rigoglio (il periodo che Croce chiamò della "religione delle libertà"). (mi spiace che Bobbio giudiche debolmente la TAcher e REgan dicendo è assolutamente prematuro parlare per loro di restaurazione) Pag 135 la dottrina liberare poteva allora avere buon gioco nel combattere insieme la lotta contro l'assolutismo e il paternalismo,oggi questa lotta condurrebbe alla fine della democrazia. Pag 136 la critica più feroce allo stato assistenziale arriva dagli USA dove un partito social-democratico non è mai esistito. Pag 137 Analogia da prendere con cautela, ma illuminante. MAx Weber e ripresa da Schumpeter il leader politico è paragonabile a un'imprenditore, il cui profitto è il potere, il cui potere si misura in voti i cui voti dipendono dalla capacità di rispondere alle richieste degli elettori che dipende dalle risorse pubbliche a disposizione Pag 138 Liberismo e democrazia risultano non essere del tutto compatibili Pag 139 E' stato il suffragio universale che ha travolto gli argini di quello che doveva essere lo stato liberale. Da politica Keynesiana è stata la strada per salvare il capitalismo da 2 opposte soluzioni abbattere il capitalismo il capitalismo sacrificando la democrazia (Leninismo)abbattere la democrazia per salvare il capitalismo (fascismo). Durante la crisi degli anni trenta era parso (sarei un pelo più deciso) che fosse il capitalismo a mettere in crisi la democrazia, ora a costoro (aggiungo io ma solo a costoro) sembra che sia la democrazia a mettere in crisi il capitalismo. Lo stato come il mercato è una forma di regolazione sociale ma la regolazione democratica è diversa dalla regolazione autocratica. Pag 140 contrasto tra l'imprenditore economico massimizzazione del profitto e imprenditore politico che è massimizzazione del potere e caccia di voti. L'insidia dei liberisti è grave (CLAP CLAP) è in gioco la stessa democrazia Pag 141 però chiosa in modo strano abbiamo di fronte uno stato massimo (stato benessere) ma stato debole ----- CONTRATTO e CONTRATTUALISMO Pag 141 Quando Henry summer maine definì il passaggio dalle società arcaiche alle società evolute come passaggio dalla società di status alle società di contractus, si riferiva essenzialmente alla sfera del diritto privato. Pag 145 Dopo la caduta in disgrazia del giusnaturalismo opera sia delle dottrine storicistiche sia di quelle utilitaristiche si parla della rifondazione del patto sociale pactum subiectionis o dominationis (ma non è diverso il contratto sociale di Rousseau che è anch'esso un patto di soggezione se non per forma per esito che permette di vincolare tramite legge tutta la collettività Pag 146 Chi ha il potere di fare le leggi è il sovrano. Pag 147 Hegel le principali categorie del diritto privato proprietà e contratto sono insufficienti a far comprendere la realtà del diritto pubblico. Pag 149 Questo atteggiamento di preoccupata attenzione pluralistiche più per dar fiato in autori tanto diversi come Pareto o Carl Schmit a un'intensa polemica antidemocratica Pag 150 "partitocrazia" di giuseppe maranini o "merecratie" in francese (crazia delle parti) Pag 151 Nella logica di come si forma l'accordo la costituzione non si occupa. Bilaterali o plurilaterali parla il codice civile. Pag 152 I partiti mostrano di essere più forti della stessa costituzione Pag 155 il parlamento che dovrebbe essere un luogo sempre super partes art. 67 della costituzione figura come un potentato come gli altri. Pag 156 La vecchia definizione dell'appartenenza a un partito come idem sentire de re pubblica lasciava credere falsamente che chi vota un partito lo faccia perchè convinto della bontà delle idee ossia un voto d'opinione e non un voto di clientela o di scambio. Pag 160 Le doti del buon imprenditore sono necessarie al segretario di partito, quello del negoziatore al presidente del consiglio Pag 161 Il problema fondamentale di tanti giusnaturalisti non fu mai quello della giustizia bensì quello del potere, in modo particolare di quel potere che non ha al di sopra di se alcun altro potere, il potere sovrano. Rispetto a questo potere di vita e di morte fondato in ultima istanza sull'uso della forza come si giustifica? Pag 163 La democrazia è più proletaria che borghese in quanto nasce col suffragio universale in senso proprio. Suffragio universale condizione necessaria anche se non sufficiente perché esista una democrazia e funzioni regolarmente Pag 166 Che cosa conta la leggittimità senza l'effettività!!! --- GOVERNO DEGLI UOMINI O DELLE LEGGI Pag 169 Quale è il governo migliore, quelle delle leggi o quello degli uomini? E' una domanda diversa dall'altra domanda quale è la migliore forma di governo? Ognuna delle forme di governo ha il suo rovescio la monarchia ha la tirannia, l'aristocrazia nell'oligarzia, la democrazia nell'olocrazia o governo della plebaglia (anche se col Gov. del signor B sono arrivate veline tronisti nani donne facili di costumi al parlamento e governo al democrazia è sempre di bestia il male minore) Pag 170 (Non sono d'accordo con bobbio quando riformula il dilemma tra leggi e uomini in un governo della legge o dei saggi introduce un'elite. Ma forse è per togliere dal campo il minus dell'olocrazia però andava spiegato!!!) Pag 171 (analizza pregi e difetti della legge) La legge ha come pro/contro la sua generalità e richiede poi un saggio per applicarla Pag 172 Aristotele dice che la legge è senza passione. Proporre di fornte saggi e legge in aut aut è stupido in realtà una presuppone l'altra e viceversa. Pag 173 I criteri con cui è stato distinto il buongoverno dal malgoverno sono soprattutto due: il governo per il bene comune distinto dal governo per il bene proprio; il governo secondo le leggi qualunque esse siano. Il tiranno di cui parla Platone nella Repubblica (e non è repubblica.it :-)) L'autocrate il signore che da leggi a se stesso. Pag 174 State of rule stato di diritto ogni potere è subordinato al diritto. Pag 175 governo sub lege e governo per leges (mediante le leggi) Pag 176 I tre massimi filosofi che accompagnano la formazione dello stato moderno Hobbes, Rousseau, Hegel. Pag 177 Il famoso detto ciceroniano secondo cui dobbiamo essere servi della legge per essere liberi, se non viene interpretato può apparire come un retorico invito all'obbedienza. Pag 182 il tema del governo è caro a tutti gli scrittori anti-democratici il cui capostipite è Platone. Hamilton Federatist "la maggior parte di coloro che hanno sovvertito la libertà della repubblica hanno cominciato la carriera tributando al popolo un ossequio cortigiano" Pag 183 Dato che la moglie è sottomessa al marito il figlio al padre la società famigliare e con esso lo stato quando venga concepito come una famiglia non soggiacciono alla legge come principio eguagliatrice. Pag 183 Leibniz quando enumera i doveri del sovrano per un buon governo elenca i doveri di un padre famiglia. Kant governo paternalistico è il peggior dispotismo. Pag 183 l'equità, in quanto giustizia del caso concreto, può essere ridefinita, come la giustizia dell'uomo in contrasto con la giustizia della legge. Pag 188 Il governo degli uomini è strettamente connesso a situazioni d'eccezzione (o prima dello stato o nelle rivoluzioni) Pag 188 Macchiavelli e Rousseau ammetono la dittatura soltanto in caso di pericolo pubblico e soltanto per tutta la durata del periodo. Se la dittatura si perpetua viene giustificato come lungo pericolo. Pag 189 Carl Schimitt distingue tra dittatura commissionaria e dittatura sovrana. La dittatura costituente può essere eserctitato da uno come Cesare o Napoleone oppure da un gruppo come Giacobini o Bolscevichi. Pag 189 Nel linguaggio del marxismo la dittatura della borghesia è da combattere quella del proletariato l'ideale da perseguire Pag 190 Il dittatore romano era previsto sia in caso di minaccia interna che esterna Pag 190 Gramsci distingue tra Cesarismo progressivo e Cesarismo regressivo nel primo tipo mette Cesare e Napoleone I nel secondo Bismarck e Napoleone III Pag 191 Tra le forme di potere legittimo Weber pone come è noto il potere carismatico. All'opposto del potere carismatico sta il potere legale. Pag 192 Weber come scrittore politico militante negli ultimi anni della sua vita coltivasse l'ideale di una forma di governo misto tra legittimità democratica e la presenza attiva di un capo "democrazia plebiscitaria" (obrobrio!!!) Pag 195 Nella teoria generale della politica: democratica, autocratica, pace guerra. Dal punto di vista giuridico la struttura normativa la prima è la dicotomia tra autonomia e eteronomia, la seconda in quest'altra nomia e anomia. La prima è una sottospecie della seconda. Pag 196 I problemi dibattuti sono 1) le democrazie siano più pacifiche della autocrazie 2) se posto che siano più pacifiche la pace esterna possa dipendere da progressiva estensione degli stato democratici 3) è possibile essere democratici in un universo non democratico Pag 198 la tesi della minor bellicosità delle repubbliche rispetto alle monarchie fu ripresa e consolidata da Montesqieu Pag 203 Stato di natura->stato polemico->stato agonistico (pactum societatis)->stato civile (pactum subiectionis). L'elemento decisivo di uscita dallo stato di natura è il patto di non aggresione. Pag 206 Un'alleanza è sempre un'unione limitata nel tempo e negli scopi Pag 209 La paura reciproca è la caratteristica dello stato di natura Hobbesiano, caratterizzata da instabilità, insicurezza. Il passaggio dallo stato di natura allo stato civile porta a un ordine stabile fondato sull'esistenza di un potere comune il cui compito principale è eliminare paura reciproca. Pag 209 l'anarchia tra eguali quanto il dispotismo tra diseguali inceppano il processo di democratizzazione del sistema. Pag 212 In un mondo in cui tra i diversi che lo compongono non è possibile un patto di non aggressione universale ed efficace..il principio supremo..è quello della sopravvivenza Pag 215 Guizot obbligo di ricerca pubblica della giustizia e la ragione allo scopo che tutti vedano la ricerca fatta in buona fede Pag 215 Il principio di visibilità è un principio rivoluzionario perchè contrasta con la tendenza naturale a nascondersi. Elias CAnetti libro: massa e potere Pag 216 Kant per la pace perpetua nega risolutamente la separazione della politica dalla morale.

    ha scritto il 

  • 4

    Bobbio: chapeau

    Decisamente un ottimo libro, che necessita riflessione, ma si può tranquillamente dire che è una miniera d’oro del pensiero. Difficile da leggere (presuppone la conoscenza dei fondamenti del pensiero filosofico-politico e delle basi della dottrina politica classica) e difficile da digerire (obbli ...continua

    Decisamente un ottimo libro, che necessita riflessione, ma si può tranquillamente dire che è una miniera d’oro del pensiero. Difficile da leggere (presuppone la conoscenza dei fondamenti del pensiero filosofico-politico e delle basi della dottrina politica classica) e difficile da digerire (obbliga a riflessioni e sarebbe meglio rileggerlo, magari più volte, a distanza di mesi uno dall’altro), è sicuramente un libro che merita attenzione perché fornisce i mattoni per costruirsi un’idea sul concetto ed il funzionamento moderno della democrazia, senza schierarsi e con grande sensibilità ed equilibrio. Non tratta del futuro nel senso della previsione ma della prospettiva in un’ottica sociale che tiene conto del passato. Si parte dalle definizioni di democrazia, società, pluralismo, politica, elezioni ecc, si racconta come nella storia siano maturati questi concetti (brevi cenni al passato; quasi tutti i riferimenti sono ai massimi pensatori dal XIX sec in poi) e poi si osserva come con la democr interagiscono elementi non democratici (o presunti tali) e se/come questi siano necessari, inevitabili, o tradizionali (contrattualismo, liberismo, potere più o meno visibile, e loro evoluzione). Infine si analizzano due temi classici: la democrazia ed il suo rapporto con il governo degli uomini o delle leggi (dilemma che ha portato, nella declinazione del governo degli uomini, ai regimi autoritari del XX sec), e rapporti tra democrazia e relaz.internaz (un breve capitolo sostanzialmente allineato con le idee di Bull sul ritenerla una società anarchica, con qualche riferimento all’applicazione di teorie realiste o idealiste in funzione del contesto).

    ha scritto il 

  • 4

    Non è il re che fa la legge ma è la legge che fa il re

    Forse, in alcuni passi, un po’ troppo per gli addetti ai lavori, ma comunque una lettura interessante.
    Si entra nei meandri della democrazia e della filosofia politica.
    È sempre un piacere ascoltare Bobbio.


    Se oggi c’è una minaccia alla pace del mondo questa viene ancora una volt ...continua

    Forse, in alcuni passi, un po’ troppo per gli addetti ai lavori, ma comunque una lettura interessante. Si entra nei meandri della democrazia e della filosofia politica. È sempre un piacere ascoltare Bobbio.

    Se oggi c’è una minaccia alla pace del mondo questa viene ancora una volta dal fanatismo, ovvero quella credenza cieca nella propria verità e nella forza capace di imporla.

    ha scritto il 

  • 4

    Amo quest'uomo, anche se non condivido totalmente le sue idee. Ma è sempre un piacere leggere Bobbio. Un bel libretto semplice per capire qualcosa sulla democrazia, con i suoi limiti, le sue potenzialità, e i rischi che (perennemente) corre. Curioso come mi abbia spesso portato a pensare allo sce ...continua

    Amo quest'uomo, anche se non condivido totalmente le sue idee. Ma è sempre un piacere leggere Bobbio. Un bel libretto semplice per capire qualcosa sulla democrazia, con i suoi limiti, le sue potenzialità, e i rischi che (perennemente) corre. Curioso come mi abbia spesso portato a pensare allo scenario politico odierno, nonostante sia stato scritto nel 1984...

    ha scritto il 

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