Il gatto e il topo

Di

Editore: Polillo (I bassotti n. 78)

3.4
(44)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8881543486 | Isbn-13: 9788881543489 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Natalia Callori

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Katinka Jones, zitella londinese quasi trentenne, tiene una rubrica di posta del cuore su una rivista femminile. Incuriosita dalle lettere di una certa Amista che le scrive dal più profondo Galles per raccontarle la sua storia d’amore con un misterioso Carlyon, Katinka approfitta di una vacanza da quelle parti per andare a conoscere la giovane donna. Ma all’arrivo si trova immersa in un’atmosfera da incubo. Per raggiungere la dimora di Carlyon, situata in un luogo impervio e solitario, bisogna guadare il fiume che la separa dal villaggio e arrampicarsi su per una montagna. E poi c’è un fatto davvero inspiegabile: né il proprietario né i domestici hanno mai sentito nominare Amista. Eppure, nella casa, Katinka riconosce molti dei particolari descritti nelle lettere, compreso il bellissimo gatto siamese. Dunque, che fine ha fatto la sua appassionata corrispondente? Romanzo anomalo all’interno della produzione di Christianna Brand, Cat and Mouse (1950) è un mystery tenebroso, incalzante, carico di tensione e ricco di colpi di scena. Non a caso è stato inserito sia dal critico inglese Julian Symons sia dal Sunday Times nelle rispettive liste dei 100 migliori gialli di tutti i tempi. Insomma, per usare l’aggettivo con cui lo definì Patricia Highsmith, è un libro “superbo”.

L’autore
Christianna Brand (1907-1988) – all’anagrafe Mary Christianna Milne – nata in Malesia da famiglia benestante ma presto travolta da un rovescio finanziario, iniziò a scrivere gialli per dare sfogo alle fantasie omicide che nutriva nei confronti di una perfida e insopportabile collega di lavoro. Il romanzo, Death in High Heels (La morte ha i tacchi alti), più volte abbandonato e ripreso, vide la luce nel 1941, due anni dopo il matrimonio della scrittrice. Il personaggio che le diede fama internazionale, l’ispettore Cockrill della polizia della contea del Kent, ispirato alla figura del suocero, apparve nel libro successivo, Heads You Lose (Cockrill perde la testa), uscito anch’esso nel 1941. Cockrill è presente in altri cinque romanzi di cui i più famosi sono Green for Danger (1944, Delitto in bianco) e The Crooked Wreath (1946, Uno della famiglia – I bassotti n. 39). Negli anni Cinquanta, la Brand decise di abbandonare la produzione di mystery, e infatti, a parte alcuni racconti poi raccolti nei due volumi What Dread Hand? (1968) e Brand X (1974), le opere successive sono di genere diverso, dal romanzo storico a quello femminile, dal fantasy al libro per ragazzi. A quest’ultima categoria appartiene la trilogia incentrata su Tata Matilda, dalla quale nel 2005 è stato tratto un film il cui personaggio principale era interpretato da Emma Thompson.
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  • 3

    Giallo decisamente atipico, anche nell’ambito della produzione complessiva della Brand (che, per inciso, secondo me ha scritto romanzi molto migliori…). Nella prima parte abbondante è un thriller che, ...continua

    Giallo decisamente atipico, anche nell’ambito della produzione complessiva della Brand (che, per inciso, secondo me ha scritto romanzi molto migliori…). Nella prima parte abbondante è un thriller che, nonostante i tentativi, riesce ad essere poco coinvolgente e, soprattutto, non riesce a creare alcuna empatia con la protagonista. Una volta che arriva l’omicidio, però, il libro svolta nettamente in meglio, sebbene non sia scritto (o tradotto, non lo so) benissimo. C’è una parte di buon giallo ad enigma e un finale dai molti colpi di scena (anche se la soluzione a me ha ricordato una storia della Christie, sebbene scritta circa vent’anni dopo). Concentrandosi sulle progressive rivelazioni, l’enigma puro viene un po’ tralasciato, anche se, ad onor del vero, un buon indizio “da libro” c’è. Lascia molti dubbi, invece, la parte legata al messaggio di Amista in occasione dell’omicidio. Ma, per questi aspetti, rimando ad una breve recensione spoilerata. Intanto, qui, do tre stelle.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    POSTFAZIONE – RIFLESSIONI SULLA SOLUZIONE

    Stavolta, le cose da aggiungere sono poche, visto che la sostanza del romanzo è più quella del thriller con colpi di scena finale che quella del romanzo ad enigma. Non a caso, io, che amo leggere gial ...continua

    Stavolta, le cose da aggiungere sono poche, visto che la sostanza del romanzo è più quella del thriller con colpi di scena finale che quella del romanzo ad enigma. Non a caso, io, che amo leggere gialli soprattutto per cercare di individuare il colpevole, qui non ci ho nemmeno provato. Ho parlato di un indizio (peraltro ottimamente “mascherato” dall’autrice): mi riferisco al fatto che la sposa della foto non è Angel e non è la nipote della sorda. E, allora, chi è? Devo ammettere che non sono arrivato a pensare a Carlyon come un barbablù, né mi avrebbe aiutato ricollegare il tutto ai vestiti o alle pantofole (a proposito: non ricordo che si fosse parlato delle dimensioni dei piedi delle mogli, a cui invece fa riferimento l’ispettore…), ma ammetto che lo spunto al lettore la Brand lo ha dato. Quanto al messaggio scritto da Angel ad Amista, una volta individuata quest’ultima nella lattaia, come può essere che non si sia capito che la scrittura era diversa (essendo stato iniziato da Angel e completato da Carlyon)? Qui, ripeto, la trama fa un po’ acqua. Infine, inserisco in uno “spoiler nello spoiler” il titolo del romanzo della Christie che ho ricollegato a questo. Cerco di essere più neutrale possibile, per non spoilerare troppo, ma non sarà facile...

    SPOILER NELLO SPOILER

    La trama è diversa, ma il personaggio di Carlyon mi ha richiamato molto il protagonista de “Nella mia fine è il mio principio”. Va ripetuto, però, che la Brand ha scritto “Il gatto e il topo” nel 1950, la Christie il suo romanzo nel 1967. Per cui, come nel caso di “L’ospite invisibile” di Bristow e Manning e “Dieci piccoli indiani”, l’autrice del plagio, anche in questo caso, sarebbe Lady Agatha...

    ha scritto il 

  • 4

    Alla ricerca di Amista

    Quando la curatrice di una rubrica femminile decide d'incontrare personalmente una sua fan... scopre che questa non esiste.
    Esiste il luogo descritto da Amista (questo il nome della lettrice) le perso ...continua

    Quando la curatrice di una rubrica femminile decide d'incontrare personalmente una sua fan... scopre che questa non esiste.
    Esiste il luogo descritto da Amista (questo il nome della lettrice) le persone e le situazioni.
    Ma di lei nessuno sa che sia viva e vera.
    Nel lento dipanarsi dell'intreccio si scopre che ...
    Giallo atipico della Brand, molto bello e coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 0

    ROBA DA GATTI - 4**** =

    Katinka Jones, quando dispensa consigli sentimentali alle lettrici della rubrica che tiene sulla rivista “Girls Together”, interpreta la parte di miss “La Vostra Amica”. Ed è proprio a questa che tal ...continua

    Katinka Jones, quando dispensa consigli sentimentali alle lettrici della rubrica che tiene sulla rivista “Girls Together”, interpreta la parte di miss “La Vostra Amica”. Ed è proprio a questa che tal Amista, dal Galles più profondo, scrive per confessare le proprie vicissitudini sentimentali e lo struggimento amoroso provocato dal ben più anziano, nonché bel tenebroso, tutore Mr. Carlyon. La ragazza nelle sue lettere descrive inoltre dettagliatamente il luogo in cui vive, la villa, il personale di servizio e persino il gatto siamese di casa. Più scrive e racconta e più la giornalista entra in simbiosi con la lei, tanto che nel corso di una vacanza estiva, Katinka pensa bene di organizzare un’improvvisata per andare a trovare e conoscere quella che ormai è diventata la sua affezionata “amica di penna” che, nel frattempo, pare aver coronato il proprio sogno ed essere convolata a giuste nozze con l’oggetto dei suoi desideri. Finalmente. Il momento tanto atteso è giunto. Dopo un viaggio difficoltoso e disagevole, su e giù per le colline più sperdute del Galles, Katinka alfine giunge alla porta della sperduta, tetra e isolata tenuta di Penderyn. Tutto è proprio come è stato descritto nelle lettere: il posto quasi inaccessibile, la casa un po’ lugubre, il personale elusivo e c’è pure il gattone, che fin da subito si mette a guardarla in maniera un po’ storta. Non manca niente e nessuno. Ormai a Katinka non rimane che chiedere della nuova padrona di casa: la sua amica Mrs. Amista Carlyon….......

    Se volete, prosegue qui.....

    http://corpifreddi.blogspot.com/2010/05/il-gatto-e-il-t…

    ha scritto il 

  • 3

    una rilettura di mera curiosità

    il libro non mi era parso eccezionale, già nel 1991. Ed è invecchiato velocemente.

    (per precisione , anche se pubblicato in Italia nel '90 è stato scritto nel '50)

    ha scritto il