Il gattopardo

Di

Editore: Edizioni Lumbe

4.1
(10718)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 247 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Finlandese , Portoghese , Catalano , Danese , Galego , Ceco , Olandese

Isbn-10: A000012558 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri , Rilegato in pelle , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Don Fabrizio, principe di Salina, all'arrivo dei Garibaldini, sente inevitaile il declino e la rovina della sua classe. Approva il matrimonio del nipote Tancredi, senza più risorse economiche, con la figlia, che porta con sé una ricca dote, di Calogero Sedara, un astuto borghese. Don Fabrizio rifiuta però il seggio al Senato che gli viene offerto, ormai disincantato e pessimista sulla possibile sopravvivenza di una civiltà in decadenza e propone al suo posto proprio il borghese Calogero Sedara.
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  • 5

    La Sicilia ci parla.

    Oramai è chiaro, la mia vita di lettore non può fare a meno di questa terra meravigliosa e terribile; in base non si sa a quali strani meccanismi, periodicamente un romanzo di questa terra mi torna se ...continua

    Oramai è chiaro, la mia vita di lettore non può fare a meno di questa terra meravigliosa e terribile; in base non si sa a quali strani meccanismi, periodicamente un romanzo di questa terra mi torna sempre in mano.
    Ma !Il gattopardo" non è un libro come gli altri. Un immenso capolavoro che oltre a dipingere il passaggio dell' isola del sole alla sua travagliata modernità, consegna al lettore la figura del principe di salina, uno dei più grandi personaggi della nostra letteratura.

    La Sicilia. Ma è una Sicilia diversa da quella di Vincenzo Consolo, o di Simonetta Agnello Hornby, per esempio. Vero è che torna anche qui quella natura esagerata, invasiva dal quale nessuna vita umana può prescindere: ma non è una natura amichevole. Anzi, l'infernale sole estivo sotto il quale soffre una terra riarsa che si spacca come la creta, il mare che (simile al mare di Verga) caccia via da sé coi suoi ruggiti una umanità assetata, sono i peggiori nemici davanti ai quali l'uomo siciliano può opporre solo la corazza di una corrucciata e silenziosa rassegnazione.

    Come ci può essere voglia di crescere, come può guardare al futuro una umanità che sei mesi all'anno patisce sotto un sole del genere? Quanto sembrano patetici e ridicoli, agli occhi del vecchio Gattopardo, i sogni liberali dei piemontesi in camicia rossa che sono scesi al seguto di Garibaldi. Neppure il Cristianesimo si ammanta di quella speranza che da sempre lo caratterizza, qui. La pesante e feroce devozione religiosa non nasce dal conforto della fede, sembra piuttosto essere il collante che indurisce la corazza protettiva dei siciliani legando e scandendo le ore, i giorni, gli anni con i suoi riti. Capisce meglio la Sicilia e la morale dell' ostrica chi legge questo libro. L'orgoglio silenzioso, certi sguardi fiammeggianti, una rassegnazione feroce eppure mai doma, che ho incontrato tante volte negli occhi dei siciliano.

    Su tutto, il vecchio Gattopardo, Fabrizio Corbera principe di Salina. Di famiglia nobile ma di pensiero illuminista, con il feroce ed orgoglioso spirito degli isolani ma condito di un amaro e terribile cinismo nel vedere dall' alto la miseria delle cose umane, il protagonista di questo romanzo si staglia con tale forza, emerge con così tante sfaccettature che dà la sensazione di poter uscire dalle pagine e di presentarcisi faccia a faccia. Bisogna ricordare che Giuseppe Tomasi di Lampedusa scrive questa storia proprio da nobile decaduto, deve averci messo tanta della sua anima in queste pagine, per restituirci una simile figura. Di nobiltà decaduta ci parla lo spegnersi del vecchio gattopardo, che anno dopo anno umilia la secolare fierezza con compromessi col nuovo mondo liberale: in nome di un poteva andare peggio assiste in silenzio all' irrefrenabile ascesa della borghesia corrotta, al dominio del nuovo straniero venuto dal nord, senza rendersi conto che ogni nuovo assenso, ogni nuovo rospo ingoiato fa sopravvivere l'uomo ma uccide il gattopardo.

    E sarà proprio il mare ad accompagnare alla fine la vecchia, fiera belva i cui figli hanno il sangue già troppo contaminato di liberalismo per essere degni successori. Cominciano i tempi del malaffare, della mafia, degli sciacalli e delle iene.

    Comincia la Sicilia dei tempi nostri. Tomasi di Lampedusa è in grado con la sua esperienza di vita a restituirci un mondo parallelo e complementare a quello di Consolo (con l'ansia di libertà e di riscossa sociale dei suoi vinti) e della Hornby (con il suo mare che sa essere affascinante e meraviglioso).
    Ma senza pessimismo cosmico sul futuro tipico del nobile decaduto, senza il doloroso attaccamento alle radici culturali e religiose dei secoli passati, senza la orgogliosa rivendicazione di una identità che nessun dominio straniero ha mai saputo piegare, questa terra sicuramente la capiremmo meno.

    Ancora una volta restituisce respiro e spessore la eccellente audiolettura, questa volta di Toni Servillo. A Don Fabrizio Corbera forse non sarebbe piaciuta tanta multimedialità. Ed invece anche l'audiolettura e perchè no, l'eccellente interpretazione cinematografica di Burt Lancaster hanno contribuito a perpetuare il suo nome.

    ha scritto il 

  • 5

    El Gatopardo

    Espléndida novela sobre el final de un régimen político y social y el nacimiento de otro: el reino unido italiano. Personajes muy bien perfilados y caracterizados en una historia bien desarrollada e h ...continua

    Espléndida novela sobre el final de un régimen político y social y el nacimiento de otro: el reino unido italiano. Personajes muy bien perfilados y caracterizados en una historia bien desarrollada e hilada.
    Libro de cabecera.

    ha scritto il 

  • 0

    In questo libro ci sono tantissime cose, contesto storico, nobiltà, amore, fedeltà, ma soprattutto sicilianità. Forse troppe per poterle rinchiudere in poche righe. E a me non piace scrivere recension ...continua

    In questo libro ci sono tantissime cose, contesto storico, nobiltà, amore, fedeltà, ma soprattutto sicilianità. Forse troppe per poterle rinchiudere in poche righe. E a me non piace scrivere recensioni fiume. Quindi mi compiaccio di averlo letto e ne consiglio semplicemente la lettura, mi sembra sia sufficiente.

    ha scritto il 

  • 4

    "Perché il significato di un casato nobile è tutto nelle tradizioni, nei ricordi vitali"

    Una delle opere più commoventi in assoluto sulla decadenza della nobiltà. Il romanzo ripercorre la vita di Don Fabrizio Salina, tra Borboni e Garibaldini, in una Sicilia quanto mai inerme. Suo pupill ...continua

    Una delle opere più commoventi in assoluto sulla decadenza della nobiltà. Il romanzo ripercorre la vita di Don Fabrizio Salina, tra Borboni e Garibaldini, in una Sicilia quanto mai inerme. Suo pupillo è Tancredi, figlio della sorella e praticamente da lui adottato, unico personaggio col piglio gattopardesco tanto caro al Principe e vero motore della storia.
    Man mano che si avanza nella lettura si accorge la dissoluzione e il ripetersi stanco dei riti di una nobiltà divenuta ormai inutile e superflua. Libro che lascia l'amarezza della fine di un'epoca, da leggere e da apprezzare a fondo. Prolisse, alle volte, certe descrizioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Eleganza e musicalità senza tempo

    Ho ritrovato una vecchia edizione del 1960 appartenente a mia madre e che fa parte da sempre della mia biblioteca, ma che, non so perchè non avevo mai letto. C'è voluto un week-end a Palermo per farmi ...continua

    Ho ritrovato una vecchia edizione del 1960 appartenente a mia madre e che fa parte da sempre della mia biblioteca, ma che, non so perchè non avevo mai letto. C'è voluto un week-end a Palermo per farmi motivare e...stupire. E' una prosa opulenta, come il profumo di zagara nel giardino assolato di Donnafugata, con un'aggettivazione precisa e superbamente evocativa. Era da tempo che un romanzo non mi incantava così.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il giudizio sul Gattopardo è stato unanime: straordinario nella definizione dei personaggi, nella descrizione dei paesaggi e nell'ambientazione storica. Per tutti è stata una lettura emozionante e mol ...continua

    Il giudizio sul Gattopardo è stato unanime: straordinario nella definizione dei personaggi, nella descrizione dei paesaggi e nell'ambientazione storica. Per tutti è stata una lettura emozionante e molto coinvolgente.
    Abbiamo apprezzato l'ironia diffusa che sottolinea i tratti di una nobiltà decadente che si attacca come può alle tradizioni, alle consuetudini, ai ricordi. Ironia che mette anche in evidenza come nel corso di un secolo (dallo sbarco dei Mille all'anno in cui l'autore scrive) non fosse cambiato nulla, rimarcando quindi il motto centrale del libro "se vogliamo che tutto rimanga come è bisogna che tutti cambi".
    Abbiamo discusso a lungo dell'orgoglio e della testardaggine delle tre sorelle Salina che invecchiano senza vivere, restando ferme al passato (emblematica la pelle del cane Bendicò, mummificato e poi lasciato in un angolo a riempirsi di polvere). Della borghesia arraffona, opportunista ma impreparata, che non ha buon gusto né educazione, e che non sa presentarsi, parlare, vestirsi.
    Dell'interesse spregiudicato di Angelica, ma anche dell'opportunismo di Tancredi e della storia d'amore che fa solo da cornice ad una trama molto più articolata e complessa. Della delusione cocente e rancorosa di Concetta e infine della figura autoritaria ma profondamente umana di Don Fabrizio che si spegne in un nostalgica rievocazione dei pochi momenti davvero degni di nota della sua vita. Un romanzo indimenticabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: una terra che cambia la propria pelle senza cambiare il proprio sangue, un principe tutto d'un pezzo che sente il proprio mondo andare in pezzi, l'unificazione d'Italia sullo sfondo e nob ...continua

    Ingredienti: una terra che cambia la propria pelle senza cambiare il proprio sangue, un principe tutto d'un pezzo che sente il proprio mondo andare in pezzi, l'unificazione d'Italia sullo sfondo e nobili siciliani in primo piano.
    Consigliato: a chi vuol capire come è oggi la Sicilia (leggendola in libri di ieri), a chi ama ritrovare i grandi fatti della storia dentro le piccole vicende umane.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho appena finito di leggere questo romanzo assolutamente unico nel suo genere. Leggendo la trama (che, a ben vedere, non sembra nemmeno una trama), non provavo il minimo interesse di iniziarlo. Poi, d ...continua

    Ho appena finito di leggere questo romanzo assolutamente unico nel suo genere. Leggendo la trama (che, a ben vedere, non sembra nemmeno una trama), non provavo il minimo interesse di iniziarlo. Poi, dimentico il Kindle prima di un viaggio, e prendo il primo cartaceo non ancora letto che mi ritrovo per casa. Si tratta di un romanzo sorprendentemente scorrevole, scritto con uno stile perfetto e curato. Gli episodi si susseguono, alternati da introspezioni intriganti e per niente noiose. La storia d'Italia, della Sicilia è sullo sfondo e al tempo stesso protagonista. Darne una definizione, un inquadramento, non è facile. Consiglio però di leggerlo, perché ne vale la pena!

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo magnifico, a mio parer uno dei capolavori della letteratura italiana. Descrizione di una regione che tutti conoscono, ma nessuno comprende, in un periodo storico che ormai pochi conoscono, ma ...continua

    Romanzo magnifico, a mio parer uno dei capolavori della letteratura italiana. Descrizione di una regione che tutti conoscono, ma nessuno comprende, in un periodo storico che ormai pochi conoscono, ma che pensano di aver compreso.
    Il lessico può apparire ostico e “vecchiotto” (citando il gran rifiuto di Vittorini per Einaudi) ma basta farci un po’ l’abitudine e poi diventa scorrevole e piacevole, se non addirittura coinvolgente. Certo, non un romanzo pieno, come dire, di azione; anzi, fa dell’immobilismo (in tutti i sensi) il suo punto forte, ma leggendolo, chi avrebbe il coraggio di non prendere le parti del nobile don Fabrizio, timoroso di perdere i suoi diritti e ormai convinto che la società moderna non è più adatta alla classe nobiliare? Chi non odierebbe il detestabile borghese in ascesa, ben rappresentato da don Calogero? E chi non si commuoverebbe alla morte del Principe o al volo finale di Bendicò dalla finestra?
    Da leggere, ora e subito, e da rileggere ogni volta che i ricordi cominciano a mancare.

    ha scritto il 

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