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Il gattopardo

Di

Editore: Edizioni Lumbe

4.1
(10052)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 247 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Finlandese , Portoghese , Catalano , Danese , Galego , Ceco , Olandese

Isbn-10: A000012558 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri , Rilegato in pelle , CD audio , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Don Fabrizio, principe di Salina, all'arrivo dei Garibaldini, sente inevitaile il declino e la rovina della sua classe. Approva il matrimonio del nipote Tancredi, senza più risorse economiche, con la figlia, che porta con sé una ricca dote, di Calogero Sedara, un astuto borghese. Don Fabrizio rifiuta però il seggio al Senato che gli viene offerto, ormai disincantato e pessimista sulla possibile sopravvivenza di una civiltà in decadenza e propone al suo posto proprio il borghese Calogero Sedara.
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  • 4

    Vincitore del Premio Strega del 1959, si tratta di un romanzo che narra la vicenda della famiglia siciliana dei Tomasi di Lampedusa, ed in particolare del bisnonno Fabrizio, in un arco temporale di ci ...continua

    Vincitore del Premio Strega del 1959, si tratta di un romanzo che narra la vicenda della famiglia siciliana dei Tomasi di Lampedusa, ed in particolare del bisnonno Fabrizio, in un arco temporale di cinquant'anni, dal 1860 al 1910. Unica opera dell'Autore, pubblicata peraltro dopo la sua morte, è il racconto – amabile e lessicalmente stimolante - della vita che scorre tra la quotidianità nel Palazzo Salina, le vacanze estive a Donnafugata e qualche scappatella extraconiugale, fino al matrimonio del disinvolto e risoluto Tancredi, nipote di Fabrizio, con la bella e benestante Angelica. Metafora del progressivo declino di una classe sociale che non vuole rassegnarsi ai mutamenti dei tempi ed alla repentina trasformazione delle condizioni culturali e sociali con l'avvento del ceto borghese, il sopraggiungere delle truppe garibaldine e il dominio del re di Sardegna, è anche l'emblema di un'isola che nel corso del tempo ha avuto sempre la capacità di adattarsi, nel bene e nel male, ad ogni metamorfosi politica. Una lettura utile.

    ha scritto il 

  • 5

    L’amore? Fuoco e fiamme per un anno. E cenere per trenta.

    Questo romanzo non l’ho semplicemente letto, c’ho proprio vissuto dentro.

    Ho camminato nelle grandi sale di casa Salina, calpestando Andromeda e Perseo raffigurati sul pavimento, con Tritoni e Driadi ...continua

    Questo romanzo non l’ho semplicemente letto, c’ho proprio vissuto dentro.

    Ho camminato nelle grandi sale di casa Salina, calpestando Andromeda e Perseo raffigurati sul pavimento, con Tritoni e Driadi che mi guardavano dagli alti soffitti decorati.
    Ho passeggiato nel disordinato giardino per ciechi di Donnafugata, pieno di colori e profumi intensi, per cui la vista era costantemente offesa ma l‘odorato poteva trarre un piacere forte.
    Ho dormito nel letto di Don Fabrizio, senza però farmi il segno della croce prima di ogni abbraccio e senza esclamare Gesummaria! nel momento di maggior emozione come fa la moglie Stella, con cui ha avuto sette figli, ma di cui non ha mai visto l’ombelico.
    Sono stata la bella Angelica, promessa sposa di Tancredi, che non amo, ma di cui al momento sono innamorata. Provo un turbamento quando lo incontro, e desidero essere piegata dalle sue mani. Una volta piegata le dimenticherò e le sostituirò, ma per il momento tengo assai ad essere ghermita da lui.
    E mi sono vista identica a Claudia Cardinale ballare il valzer tra le braccia di Burt Lancaster, fichissimo come un principe austriaco, in uno spettacolare salone dove tutto è color dell’oro, ma un colore dell’oro consunto, pallido come i capelli di certe bambine del Nord.
    E poi eccomi attesa e gradita compagna di viaggio di Don Fabrizio, una giovane signora, snella, con un vestito marrone da viaggio, con un cappellino di paglia ornato da un velo a pallottoline, che non riesce a nascondere la maliziosa avvenenza del volto.

    Ho trascorso una splendida vacanza in una misteriosa Sicilia d'altri tempi, e quando gli impegni della vita m'hanno costretta ad uscire dalle pagine del libro confesso che m’è dispiaciuto.
    Ci sarei rimasta volentieri ancora un po'.

    ☆☆☆☆☆ in abito da sera lungo

    ha scritto il 

  • 3

    dei libri che ti vengono assegnati a scuola alcuni ti rimangono nel cuore e anzi ti viene voglia di rileggerli da adulto, di altri ricordi solo la fatica che hai fatto a finirli. questo per me apparti ...continua

    dei libri che ti vengono assegnati a scuola alcuni ti rimangono nel cuore e anzi ti viene voglia di rileggerli da adulto, di altri ricordi solo la fatica che hai fatto a finirli. questo per me appartiene alla seconda categoria. Forse ero troppo giovane per capirlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Inestimabile

    Quando ho per le mani libri del genere mi viene naturale attardarmi, rileggere interi passi (quasi sempre ad alta voce), così da assaporare ogni singola sfumatura di tono, linguaggio, significato, atm ...continua

    Quando ho per le mani libri del genere mi viene naturale attardarmi, rileggere interi passi (quasi sempre ad alta voce), così da assaporare ogni singola sfumatura di tono, linguaggio, significato, atmosfera: Libri con la maiuscola, sicuramente da rileggere perché talmente ricchi e generosi da non esaurirsi mai davvero: libri-mondo che per me hanno un tale valore che non c'è stellina che tenga (da qui l'etichetta "Gli Inestimabili", sotto la quale questo libro viene a buon diritto archiviato, assieme a pochissimi altri).

    Questo Gattopardo, se non si fosse capito, è stata una lettura meravigliosa ed esaltante, che m'ha incantata e fatta ridere e commuovere e riflettere e ringraziare il cielo come mai d'avere occhi e cervello. Punto.

    PS: ci tengo anche ad aggiungere che quella celeberrima frase - “bisogna che tutto cambi, affinché tutto rimanga com'è” - tanto citata come se tutto il libro fosse nel bene o nel male racchiuso in queste poche parole, non ne è invece che una parte infinitesimale; fondamentale, certo, ma assolutamente limitante e totalmente incapace di far anche solo lontanamente presentire la bellezza, l'esuberanza dell'opera intera, che va enormemente oltre quella citazione e la prospettiva storica cui allude, così come un palazzo dalle mille e sontuose stanze va naturalmente oltre il gradino della soglia d'ingresso. Ri-punto.

    ha scritto il 

  • 4

    inizio folgorante, rilassato, ironico, graffiante, con una capacità di aggettivare pazzesca. Il romanzo prosegue, forse con un pò meno passione, ma riesce a mantenere tutto il suo mordente fino alla f ...continua

    inizio folgorante, rilassato, ironico, graffiante, con una capacità di aggettivare pazzesca. Il romanzo prosegue, forse con un pò meno passione, ma riesce a mantenere tutto il suo mordente fino alla fine. Il buon Tomasi si dimostra enorme nel descrivere personaggi (il Principe di Salina è uno di quei caratteri larger than life), tanto da riuscire a dare spessore pure al cane Bendicò nominandolo solo di sfuggita (e regalandogli la chiusura)

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo aver provato a leggere questo libro più di una volta, sono finalmente riuscito a terminarlo. All'inizio risulta un po' pesante, le descrizioni sono troppo minute e pompose e ci si perde un po' ne ...continua

    Dopo aver provato a leggere questo libro più di una volta, sono finalmente riuscito a terminarlo. All'inizio risulta un po' pesante, le descrizioni sono troppo minute e pompose e ci si perde un po' nella storia. Tuttavia dalla metà del libro in poi esso risulta essere più interessante e ci sono certi risvolti che sono davvero encomiabili, soprattutto quegli episodi che vedono risaltare i difetti della realtà siciliana (e alcuni posso confermarli in quanto siciliano).

    ha scritto il 

  • 5

    Uno di quei casi in cui la massa ha ragione. Spesso i romanzi più letti non sono i più belli, ma questo è davvero un capolavoro.
    Viene descritto, indirettamente, tramite alcuni eventi privati della fa ...continua

    Uno di quei casi in cui la massa ha ragione. Spesso i romanzi più letti non sono i più belli, ma questo è davvero un capolavoro.
    Viene descritto, indirettamente, tramite alcuni eventi privati della famiglia Salina, il trapasso dell'antica aristocrazia del Regno di Napoli / delle Due Sicile, la scomparsa di una classe sociale e del suo ruolo, la nascita di una società nuova.
    Si può dissentire su alcune delle tesi dell'autore riguardo la Sicilia e la sicilianità, si può dissentire su qualche sua interpretazione storica, ma è impossibile dissentire sulla perfezione letteraria formale del romanzo, davvero privo di difetti.
    Eccezionale.

    ha scritto il 

  • 5

    Italia, questa sconosciuta

    Il rosso delle giubbe garibaldine tinge il paesaggio arso della Sicilia ottocentesca, nell’intensa e brillante istantanea di una delle più importanti vicende italiane. Tomasi di Lampedusa racconta le ...continua

    Il rosso delle giubbe garibaldine tinge il paesaggio arso della Sicilia ottocentesca, nell’intensa e brillante istantanea di una delle più importanti vicende italiane. Tomasi di Lampedusa racconta le decadenza della propria famiglia, che si vede costretta a passare il testimone (e le ricchezze) all’emergente ceto sociale della borghesia. Attraverso le vicende dei Falconeri, tra l’irrequietudine machiavellica del giovane Tancredi e la statuaria impostazione nobiliare dello zio, il principe Fabrizio Salina, osserviamo come in un film dalla curatissima fotografia i timori, le insicurezze e le problematiche di una regione periferica, colonizzata da millenni, in cui il clima soggioga vegetazione ed umore (la famigerata “estate siciliana”, a cui è più difficile sopravvivere che alla rigidità dell’inverno russo). Attraverso lo spaccato che l’autore ci fornisce, osserviamo crinoline, abiti e banchetti sontuosi dove seducenti nobildonne aspettano il partito più appetibile che verrà a chiederle in moglie per continuare a garantire gli “antichi fasti”, ormai in disfacimento. Tutto cambia affinché tutto rimanga uguale: è il motto di Tancredi, audace e spregiudicato rampollo della casata dei Salina, che non aspetta un attimo per buttarsi a capofitto nel’unione con la ricca Angelica (le evocazioni ariostesche non sono casuali!), figlia del sindaco del paese. Il matrimonio dei due giovani, passionali e conturbanti entrambi a loro modo, rispecchia la “felice annessione, volevo dire la fausta unione” del Regno borbonico a quello di Sardegna. L’Italia nasce da un atto di dis-unità, dall’ennesima sensazione di invasione percepita da una popolazione avvezza alle dominazioni straniere. E ne porta tuttora i segni indelebili.
    Un romanzo attuale anche al giorno d’oggi, quando siamo costretti a fare i conti con correnti politiche separatiste, differenze culturali e storiche che non smettono di porci interrogativi sulla nostra identità.

    ha scritto il 

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