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Il gene egoista

La parte immortale di ogni essere vivente

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar saggi, 397)

4.4
(1466)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 354 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Giapponese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Coreano , Francese , Portoghese , Polacco , Ceco , Greco , Olandese

Isbn-10: 8804393181 | Isbn-13: 9788804393184 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Adriana Serra , Giorgio Corte

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Non-fiction , Science & Nature , Social Science

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Descrizione del libro
Un saggio scientifico incentrato sulla stupefacente verità che si rivela a chi si interroga sull'universo, l'immortalità e il posto dell'uomo nell'universo. Noi siamo macchine da sopravvivenza, robot semoventi programmati ciecamente per conservare quelle molecole egoiste note col nome di geni. Un libro pensato per stimolare con ironia l'immaginazione del lettore - dello studente come dell'esperto e critico severo, o del profano - che riesce a semplificare e rendere comprensibili sottili e complicati concetti scientifici in un linguaggio non matematico, senza che ne vada perduta la sorprendente essenza.
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  • 4

    Allora, noi saremmo dei super-organismi che i geni hanno costruito per il loro diabolico scopo: perpetuarsi. Partendo da questo assunto. l'autore tratta di alcune conseguenze dell'operato di questi Mi ...continua

    Allora, noi saremmo dei super-organismi che i geni hanno costruito per il loro diabolico scopo: perpetuarsi. Partendo da questo assunto. l'autore tratta di alcune conseguenze dell'operato di questi Minions intelligenti, quali la differenziazione sessuale (il capitolo "La battaglia dei sessi" è totalmente illuminante circa i rapporti donna-uomo), ma si spinge anche a considerazioni più generali sulla riproduzione che lo portano ad affermare che fare tanti bambini è il peggiore danno ecologico perpetrabile e che lo stato sociale è un'aberrazione. Mi stupisco che non sia stato ucciso da qualche integralista cattolico.

    ha scritto il 

  • 4

    Non mi stupisce che alcuni lettori di edizioni precedenti di questo celebre libro - come racconta l’autore nell’introduzione - gli abbiano scritto, raccontando come la sua lettura li abbia indotti in ...continua

    Non mi stupisce che alcuni lettori di edizioni precedenti di questo celebre libro - come racconta l’autore nell’introduzione - gli abbiano scritto, raccontando come la sua lettura li abbia indotti in una profonda depressione; o che alcuni insegnanti abbiano proibito ai loro allievi di leggerlo, non certo perché antricreazionista, ma proprio perché latore di una visione troppo schematica, arida e riduzionista della vita, con le pesanti conseguenze che questo porebbbe avere in termini di morale e di fiducia nella vita stessa e nel prossimo.

    L’effetto “deprimente” può essere il prodotto di una lettura piuttosto superficiale, o tendenziosa, o che ignora il fatto che il concetto di “egoismo” del gene è più che altro una metafora.

    La sostanza: i geni - come si sa, corpuscoli molecolari contenuti nelle cellule viventi, nei batteri o nei virus, che in qualche modo “codificano” gli esseri viventi che li contengono - sono entità che esistono per riprodursi, per duplicarsi da un essere vivente all’altro, per’essere virtualmente immortali proprio nella misura in cui sono in grado di autocopiarsi e di attraversare il tempo e le generazioni. Tuttavia, essi non sono provvisti di volontà, di coscienza né di sentimenti. Quella dell’”egoismo” è infatti una metafora. Il gene non elabora la migliore strategia per sopravvivere al tempo, ma, nella più solida tradizione darwiniana, è la selezione naturale che fa in modo che i più adatti sopravvivano, e creino appunto quella varietà e quell’adattamento che sono il segreto della sopravvivenza degli organismi che li contengono.

    Il non aver abbastanza insisitito sul fatto che questa fosse sostanzialmente una metafora ha fatto in modo che Dawkins venisse ferocemente attaccato da altri scienziati, filosofi, teorici della vita, e quant’altro. Ad alcuni di essi risponde (spesso in maniera esilarante) nelle note di questa edizione del libro; ma si può anche far riferimento a “Tabula rasa” di Steven Pinker per scorprire quale e quanto sia stato il disagio prodotto da questo testo.

    Rimane comunque il fatto che la “macchina da sopravvivenza” del gene esiste fondamentalmente per riprodursi. Proprio per questo si è evoluta in organismi di sorprendente complessità, arrivando a combattere o ad allearsi con altre macchine da sopravvivenza (questo nello stesso organismo; le stesse cellule sono costituite da associazioni di corpuscoli subcellulari che avevano cominciato il loro sviluppo in maniera tra loro indipendente). E da questo principio di base deriva la riproduzione asessuata o sessuata, la cura parentale, e, in estrema istanza, il piacere e l’amore (ipotesi portata avanti tra gli altri da Neil Strauss, l’”artista del rimorchio” di cui ho scritto tempo fa, che nelle sue teorie si ispira anche a questo libro). Ma oltre la genetica esiste qualcosa d’altro: la memetica, ovvero la diffusione e autoriproducibilità dei memi, specifiche istanze culturali nell’universo della cultura umana, concetto che sta avendo un successo grandissimo e che è’ stato formulato proprio da Dawkins in questo libro.

    Una teoria di Dawkins, suffragata tra l’altro da numerosi esempi, è quella secondo cui, come accennavo poco sopra, la cura parentale esiste proprio per consentire ai propri geni di sopravvivere nelle generazioni future. In teoria è un principio corretto, salvo eccezioni; tuttavia la domanda è in che modo un organismo biologico è in grado di selezionare i suoi parenti e di scegliere di interagire in senso protettivo-allevativo prevalentemente o solo con essi. In particolar modo quando si parla di fratelli e sorelle, o di parenti più lontani.

    Per gli animali, si fa presto: si può presumere che essi, tramite ferormoni o altri strumenti chimici, siano in grado di riconoscersi tra parenti. Ma gli uomini, le cui istintualità elementari sono seppellite sotto stratificazioni geologiche di cultura intellettiva? Nessuno è in grado di riconoscere un proprio parente se qualcuno non gli “dice” che quello è un proprio parente. E questo non solo tra fratelli o altri gradi più lontani, ma anche tra genitori e figli. Anche a una madre, in teoria, potrebbe essere tolto un figlio appena nato; sarebbe in grado di riconoscerlo “a pelle” a distanza di anni? (Che nessuno si azzardi a tentare l’esperimento). Se non fosse così, per dire, Edipo non avrebbe combinato tutti i casini che sappiamo, e la civiltà umana avrebbe dovuto fare a meno di uno dei suoi miti fondativi più potenti.

    ha scritto il 

  • 4

    看完之後,突然想到父系社會下的「堂兄弟姐妹」關係說不定比不過「表兄弟姐妹」,因為後者肯定會跟自己有基因上的關聯,但前者……誰知道是不是外遇XDD
    哈哈,重點是,其實我們所謂人性的獨特性(道德),都很有可能只是演化的必然產物。

    ha scritto il 

  • 3

    Forse...

    ...sono stata troppo attenta nelle lezioni di scienza, per cui ricordavo vagamente gli argomenti che mi ha fatto piacere riscoprire qui. E' un libro molto interessante, ma non da una risposta a tutte ...continua

    ...sono stata troppo attenta nelle lezioni di scienza, per cui ricordavo vagamente gli argomenti che mi ha fatto piacere riscoprire qui. E' un libro molto interessante, ma non da una risposta a tutte le domande, nemmeno alle proprie che si generano durante la lettura. E' però ricco di informazioni che possono essere riciclate nelle cene tra amici. Non capisco chi (a parte, forse, giusto qualche cattolico fervente) possa aver avuto dalla lettura di questo libro così tante rivelazioni devastanti da desiderare di non voler più vivere, come dice lo stesso autore all'inizio del libro..

    ha scritto il 

  • 0

    anche i fisici sono insoddisfatti della fisica e cercano disperatamente lo spillo per bucare la curva dello spazio-tempo

    il gene egoista e' una cattiva interpretazione dell'evoluzione degli organismi viventi; il punto di vista di un biologo insoddisfatto dell'evoluzione pura e semplice e dei capricci della biologia.
    Pre ...continua

    il gene egoista e' una cattiva interpretazione dell'evoluzione degli organismi viventi; il punto di vista di un biologo insoddisfatto dell'evoluzione pura e semplice e dei capricci della biologia.
    Preferisco Jacques Monod "il caso e la necessita' "

    ha scritto il 

  • 5

    MHA GRAZIE!!

    anni fa avevo letto per un corso all'università Intelligenza e pregiudizio e mi ero detta che forse avrei dovuto leggere anche il gene egoista non fosse altro che per capire perchè gould si scalda cos ...continua

    anni fa avevo letto per un corso all'università Intelligenza e pregiudizio e mi ero detta che forse avrei dovuto leggere anche il gene egoista non fosse altro che per capire perchè gould si scalda così tanto...bhe sono di parola... forse non sono proprio l'icona del tempismo però sono di parola.

    Io di determinismo genetico e biologia dall'alto dei miei studi di grafica e mezzi(l'università neanche l'ho finita ) studi all'università di storia società e culture non è che ne capisca poi molto ma non credo (ho letto 50 pagine, forse è ancora presto per dirlo) che dawkins intenda dire di aver scoperto il gene che ci rende persone più o meno egoiste quanto una carattestica dei geni in genere che implica la tendenza all' autocoservazione più fedele possibile delle loro informazioni originali.. ma io che ne voglio sapere di biologia?!

    Intelligenza e Pregiudizio rimane una difesa antirazzista eccellente ed un bel libro (se non altro perchè anche gould come dawkins ci tiene che il concetto di Divulgazione Scientifica mantenga un linguaggio divulgativo e con un moderato uso di tecnicismi ben spiegati; e questo obiettivo di "farsi coprendere" è un gesto che io interpreto carino nei miei personalissimi confronti )per la verità più che con questo testo se la prendeva accanitamente con la "curva a campana" di herrnstein e marrey (seh mi ricordo anche l'ortografia dei nomi...); che non ho letto e non leggerò mai perchè da qualche parte in questo tentativo di confutazione di teorie avevo letto che è un mattone di circa 800 pagine in cui le ricerche ed i dati sono in gran parte ritoccati e che per lo più è un remix delle teorie di Spearman e delle sue G .. e l'ultima cosa che mi passa per la testa..(almeno che non mi si paghi o ..se perdessi una scommessa forse.. più tosto rileggo da capo Infinite Jest..così magari capisco perchè non ho capito prima che potevo capirlo che J.O.I. si inventa il Grande Intrattenimento solo allo scopo di poter interfacciarsi con suo figlio Hall!! come la spigazione "chiarissima" di IJ che ne dà A. Swartz prima di suicidarsi anche lui come l'autore di IJ e come il suo personaggio tra l'altro... )

    il gene egoista mi è stato "regalato".
    dovreste farmi più spesso regali così :)
    penso che a questo autore mi ci affezionerò...
    ________________________________________________________________________

    è semplicemente bellissimo e necessario :)

    ha scritto il 

  • 4

    之前等車的時候在誠品看了兩章,覺得還不錯,我向來喜歡筆風有趣的科普書,剛剛匯入書櫃,挖賽1995年耶,也是沒想到是這麼古早的書,我看的版本不太記得,只記得書皮好像是淡藍色,覺得翻譯的蠻OK的。

    ha scritto il 

  • 5

    L'unica specie di entità che deve esistere perché esista la vita, in qualunque parte dell'universo, è il replicatore immortale.

    Una rilettura moderna del darwinismo alla luce dei progressi scientifici di questi ultimi 150 anni e delle nuove scoperte della genetica. L'idea di fondo del libro è che l'evoluzione deve essere consi ...continua

    Una rilettura moderna del darwinismo alla luce dei progressi scientifici di questi ultimi 150 anni e delle nuove scoperte della genetica. L'idea di fondo del libro è che l'evoluzione deve essere considerata non dal punto di vista degli organismi ma dal punto di vista dei geni. Infatti, per Dawkins l'elemento fondante della vita è il gene, entità nata casualmente nel brodo primordiale e che si è ritrovata in possesso della straordinaria capacità di replicarsi. Sfruttando la loro capacità di replicazione queste entità si sono diffuse sempre più sulla Terra fino a controllarla totalmente. Il particolare meccanismo di riproduzione utilizzato dai geni è alla base dell'evoluzione ed ha consentito ai geni stessi di perfezionarsi e costruire macchine sempre più efficienti e sofisticate per raggiungere quello che è il loro unico obbiettivo: riprodursi e di conseguenza perpetuarsi. Tutti gli organismi viventi, quindi, non sono altro che macchine di sopravvivenza e riproduzione realizzate da geni egoisti interessati soltanto alla loro riproduzione.

    Dawkins è bravissimo a spiegare con grande chiarezza ed in modo comprensibile anche ai non esperti i meccanismi dell'evoluzione e, utilizzando il linguaggio della Teoria dei Giochi, riesce a spiegare come i fenomeni di altruismo, collaborazione, conflitto, amore coniugale e parentale, attrazione sessuale, simbiosi e parassitismo nascono spontaneamente dall'interazione tra organismi perché sono funzionali agli interessi dei loro geni egoisti.

    Nel libro c'è anche un capitolo in cui si parla anche dell'uomo e si mostra come in alcune specie come la nostra il processo evolutivo è arrivato ad un livello superiore in cui è emerso un nuovo processo, la cultura, che è in grado di sopraffare e condizionare i meccanismi evolutivi. Dawkins è uno zoologo e su questo punto si è limitato a sollevare quesiti piuttosto che dare risposte ma comunque le sue parole sono estremamente stimolanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Siamo oltre Darwin com'è giusto che sia: 150 anni fa non si sapeva cosa fosse la genetica, nè i cromosomi e tantomeno il DNA.
    Dawkins, autentico darwinista, ci racconta la vita facendoci immedesimare ...continua

    Siamo oltre Darwin com'è giusto che sia: 150 anni fa non si sapeva cosa fosse la genetica, nè i cromosomi e tantomeno il DNA.
    Dawkins, autentico darwinista, ci racconta la vita facendoci immedesimare nell'egoismo del "replicatore iniziale" e ci dimostra come sia stato inevitabile per la vita manifestarsi attraverso tutta quella varietà di forme viventi che hanno popolato e popolano il nostro pianeta.
    Semplicemente affascinante; a mio parere 4 stellette e mezza sarebbe stato più equo.

    ha scritto il 

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