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Il giardino dei Finzi-Contini

Il romanzo di Ferrara libro terzo

Di

Editore: Mondadori

3.9
(6201)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 279 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000098840 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Micòl Finzi-Contini è una delle figure più affascinanti e inafferrabili della letteratura italiana di oggi: una figura dal destino tragico che si compie in una delle pagine più crudeli che la storia ricordi, lo sterminio nazista degli ebrei d'Europa. Insieme ai familiari essa viene deportata in un campo di concentramento tedesco nel 1943, votata a una morte anonima. Ma un diverso mondo si intreccia al tragico regno mitico in cui vengono rievocate l'adolescenza e la prima gioventù del narratore; e di questa sua personale vicenda il rapporto con la famiglia dei Finzi-Contini, e soprattutto con Micòl, è un elemento determinante. In realtà il romanzo, per quanto scritto in prima persona dal protagonista-narrante, è come un monumento innalzato in memoria di Micòl; quando si chiude la vicenda di lei, si interrompe anche quella del protagonista.
Il modo d'agire di Micòl, enigmatico e imprevedibile, non può venir analizzato alla luce degli elementi "realistici" dell'intreccio, o degli elementi psicologici della sua personalità. Il suo rifiutare l'amore del protagonista, la brusca partenza da Ferrara, l'odio che nutre per il futuro, il suo amore appassionato per la vita, sono soltanto alcuni dei gesti, dei sentimenti di Micòl, che lasciano interdetto e affascinato il lettore.
Per comprendere almeno in parte la natura di Micòl, è necessario oltrepassare il livello storico e psicologico della narrazione e guardare ai suoi archetipi mitici, all'eterno tema del cammino verso la maturità; soltanto allora Micòl può apparire come il mistagogo del protagonista, e la ricchezza simbolica, la più autentica ricchezza del romanzo, può venir compresa appieno.
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  • 3

    Il romanzo è ambientato nella fine degli anni Trenta del Novecento nella comunità israelitica di Ferrara. La famiglia protagonista è Finzi Contini (ebrei), appartenente all' alta borghesia, composta d ...continua

    Il romanzo è ambientato nella fine degli anni Trenta del Novecento nella comunità israelitica di Ferrara. La famiglia protagonista è Finzi Contini (ebrei), appartenente all' alta borghesia, composta dal professor Ermanno, sua moglie Olga, i figli Alberto e Micòl (il primogenito, Guido, era morto all'età di sei anni in seguito ad un attacco di paralisi infantile) e la nonna Regina.
    Il protagonista Giorgio (anch' esso ebreo), da bambino non ha mai frequentato né Alberto, né Micòl (suoi coetanei), perchè i loro genitori erano molto protettivi e non gli permettevano di avere rapporti sociali con nessuno, ma comincerà a farlo e a capire di provare delle forti emozioni per Micòl solo dopo il loro primo, importante incontro: Giorgio verrà trovato vagabondare, dalla giovane tredicenne, vicino le mura di cinta della loro grande villa, in preda alla paura di tornare a casa con la brutta notizia di esser stato rimandato per la sua prima volta a matematica, ma Micòl, riuscirà a tranquillizzarlo e lo inviterà ad entrare a casa sua. Proprio nel momento in cui Giorgio sta per scavalcare il muro, tenterà di darle un bacio.
    Dopo questa vicenda, il narratore manderà avanti la storia di vent' anni, precisamente al 1928, all' emanazione delle leggi razziali e delle descriminazioni degli ebrei. A causa di quest' ultime vi saranno delle conseguenze che cambieranno la vita dei giovani protagonisti e delle loro famiglie.
    Con questo libro, il narratore vuole far cambiare la visione del mondo nel periodo della seconda Guerra Mondiale e prende in evidenza la vita dei giovani di quel tempo e la descrive sia prima che dopo l' emanazione delle leggi razziali, facendo particolarmente attenzione ai loro profondi cambiamenti.
    Questo romanzo lo si può definire scorrevole, ma adatto ad un pubblico che abbia già affrontato l' argomento della seconda Guerra Mondiale.

    ha scritto il 

  • 3

    “Il giardino dei finzi-contini” è un romanzo di Giorgio Bassani, pubblicato da Einaudi nel 2005.
    La storia è narrata in prima persona dal protagonista, di cui non viene svelato il nome, probabilmente ...continua

    “Il giardino dei finzi-contini” è un romanzo di Giorgio Bassani, pubblicato da Einaudi nel 2005.
    La storia è narrata in prima persona dal protagonista, di cui non viene svelato il nome, probabilmente è l' autore stesso. Inizia con una digressione su una gita del protagonista alle tombe etrusche di Cerveteri: qui comincia un flashback della durata dell' intero libro, in cui egli torna col pensiero alla tomba dei Finzi-Contini a Ferrara, sua città natale. I Finzi Contini erano una nobile famiglia ferrarese di origine ebrea, composta dai due coniugi Olga e Ermanno, i loro figli Alberto e Micol e il padre di Ermanno. Dopo la prematura morte del piccolo Guido a sei anni, Olga non permette ai figli di frequentare gli ambienti pubblici, perciò i ragazzi vengono istruiti in casa. Il protagonista nutre ammirazione per Alberto e Micol e si trova a scrutarli nelle cerimonie della sinagoga e durante gli esami annuali a cui partecipano alla scuola pubblica. Dopo la delusione di un' insufficienza in matematica, il giovane protagonista si ritrova a vagare presso il muro di cinta dell' imponente residenza Finzi Contini, dove Micol lo invita ad entrare. Ben presto il protagonista stringe una forte amicizia con Alberto, Micol e altri giovani membri del club del tennis; tra questi vi è Giampiero Malnate, che in seguito assumerà un ruolo fondamentale.
    Siamo negli anni del fascismo, e con l' emanazione delle leggi razziali i ragazzi vengono respinti dal club del tennis; si ritrovano quindi quotidianamente a casa Finzi Contini. Qui nasce un vago amore tra Micol e il protagonista, che però non è destinato a durare, tanto che ad un certo punto Micol si vede costretta ad allontanarlo dalla sua residenza.
    Leggendo il libro si potrà scoprire quale sarà la fine della nobile famiglia e degli altri componenti della comitiva che tanto nostalgicamente ricorda il protagonista.
    L'autore con le sue descrizioni rende indimenticabili i paesaggi e i dettagli, perfino quelli immaginari, come la villa dei Finzi Contini. La guerra e le persecuzioni razziali fungono solo da sfondo in questo magnifico racconto incentrato su tenere amicizie e sui sentimenti dei giovani protagonisti, che terminano in una malinconica fine.

    ha scritto il 

  • 3

    Simpatici non sono, questi giovani protagonisti di Bassani: studenti provinciali eppure presuntuosi, frivoli, snob, saccenti, sempre impegnati in conversazioni tipo “noi che siam gente d’un certo live ...continua

    Simpatici non sono, questi giovani protagonisti di Bassani: studenti provinciali eppure presuntuosi, frivoli, snob, saccenti, sempre impegnati in conversazioni tipo “noi che siam gente d’un certo livello”. Se non sapessimo fin dalla prima pagina che su di loro incombe un destino tragico, forse getteremmo via il libro. Il narratore poi, alter ego di Bassani, è il più antipatico di tutti: invidioso, piagnucoloso, vigliacco; sempre in posa da giovane letterato incompreso e povero, sempre a far sfoggio di cultura e a crearsi intorno un bozzolo di atmosfera decadente e crepuscolare.
    E tuttavia Bassani s’è raccontato e ha raccontato i suoi amici, e l’epoca della loro giovinezza, con sincerità e con efficacia: e questa verità si sente e si apprezza, e tutto sommato questo è un buon romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    L'avevo perso. Non solo l'edizione super economica degli anni dell'Università, ma proprio il ricordo delle pagine di quei pomeriggi nel Giardino dei Finzi Contini, giornate tutte uguali, che fosse un ...continua

    L'avevo perso. Non solo l'edizione super economica degli anni dell'Università, ma proprio il ricordo delle pagine di quei pomeriggi nel Giardino dei Finzi Contini, giornate tutte uguali, che fosse un caldo opprimente o freddo da neve, tutte ugualmente sospese, ferme.
    Bassani non descrive gli orrori e le crudeltà che verranno. Li accenna, li annuncia.
    Le Leggi Razziali si manifestano nell'esclusione dal Circolo del Tennis, nel divieto di avere collaboratrici domestiche per cui la mamma si ritrova a dover fare tutto da sola, nel mancato riconoscimento di quella meritatissima lode alla laurea.
    Come nel racconto sulla diga del Vajont di Marco Paolini: a precedere l'onda d'acqua che ha distrutto e coperto, l'aria. Prima soffio flebile, che piano piano s'è fatto corpo, poi muro. Il dolore è iniziato lì.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno straordinario romanzo di formazione da rileggere e sicuramente da riscoprire. Sullo sfondo, apparentemente molto lontane e ininfluenti, le vicende storiche degli ultimi anni prima della seconda g ...continua

    Uno straordinario romanzo di formazione da rileggere e sicuramente da riscoprire. Sullo sfondo, apparentemente molto lontane e ininfluenti, le vicende storiche degli ultimi anni prima della seconda guerra mondiale. Punto da cui prende avvio la vicenda è la promulgazione delle leggi razziali che, nella loro illogica ferocia, condizionano, ma non frenano la terribile voglia di vivere di un gruppo di giovani ebrei ferraresi appena affacciatisi alla vita. Attraverso una scrittura profondamente evocativa, Bassani accompagna il lettore tra le strade di Ferrara, nell’umida nebbia invernale come nella soffocante afa estiva, rievocando l’amore non corrisposto dell’io narrante per Mìcol Finzi Contini. Fulcro e simbolo del romanzo è il campo da tennis, testimone dello scontro e dell’incontro tra ragazzi profondamente diversi, ma uniti dalla volontà di trovare un proprio posto nella vita e nel mondo. Un tragico destino però accomunerà tutti loro rendendo vana la loro battaglia.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi aspettavo di più

    Non mi ha entusiasmata molto, anche perché le stesse vicende non mi hanno catturata... Forse è stato complice anche lo stile, per me pesante, ma davvero l'ho finito a fatica perché dovevo finirlo (cau ...continua

    Non mi ha entusiasmata molto, anche perché le stesse vicende non mi hanno catturata... Forse è stato complice anche lo stile, per me pesante, ma davvero l'ho finito a fatica perché dovevo finirlo (causa esame).

    ha scritto il 

  • 5

    E siccome queste, lo so, non erano che parole, le solite parole ingannevoli e disperate che soltanto un vero bacio avrebbe potuto impedirle di proferire: di esse, appunto, e non di altre, sia suggellato qui quel poco che il cuore ha saputo ricordare.

    Bassani ha avuto la capacità di commuovermi: sono arrivata alle righe finali con il cuore colmo di emozione e le lacrime agli occhi.
    "Il giardino dei Finzi-Contini" è un romanzo sulla giovinezza strao ...continua

    Bassani ha avuto la capacità di commuovermi: sono arrivata alle righe finali con il cuore colmo di emozione e le lacrime agli occhi.
    "Il giardino dei Finzi-Contini" è un romanzo sulla giovinezza straordinariamente attuale: un qualsiasi studente universitario dei oggi può rivivere le vicissitudini, gli stati d'animo, le situazioni sentimentali descritti con sincerità e delicatezza.
    Trovo che questo romanzo sia anche una fondamentale testimonianza storica dello stravolgimento di vita della comunità ebraica italiana a seguito delle leggi razziali, così come offre un affresco vivace del contesto politico del tempo.
    Personaggi descritti con realismo e vivacità, come quello splendido di Micòl: talmente "vera", con i suoi difetti e le sue virtù, impossibile non amarla e non "capirla".

    ha scritto il 

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