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Il giardino dei Finzi-Contini

Di

Editore: s.n.

3.9
(6248)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 242 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Francese , Tedesco

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Edizione speciale per "Il Quotidiano Nazionale" su licenza Arnoldo Mondadori.
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  • 4

    "Non so cosa farmene del loro bene e della loro stima". Serve tuttora rispondere a frasi simili ricalcando le parole di Malnate: "In epoche come questa, niente può contare tra le persone più dell'affe ...continua

    "Non so cosa farmene del loro bene e della loro stima". Serve tuttora rispondere a frasi simili ricalcando le parole di Malnate: "In epoche come questa, niente può contare tra le persone più dell'affetto e della stima reciproci, insomma dell'amicizia".

    ha scritto il 

  • 3

    Non sono esattamente 3 stelle, forse 3 e 1/2. Mi sono piaciute molto le atmosfere, l'inizio con la luminosità e la spensieratezza delle estati dell'adolescenza, l'inverno cupo e triste e una nuova est ...continua

    Non sono esattamente 3 stelle, forse 3 e 1/2. Mi sono piaciute molto le atmosfere, l'inizio con la luminosità e la spensieratezza delle estati dell'adolescenza, l'inverno cupo e triste e una nuova estate soffocante e afosa. Questo è quello che ho sentito. E, con il passare delle stagioni, l'incombere sempre più minaccioso della tragedia che i protagonisti cercano quasi di ridicolizzare, di dimenticare ma che pesa sul loro capo come una spada di Damocle che tutti si ostinano a non vedere.
    Non mi sono piaciuti i protagonisti, considero Micol la classica gatta morta e il protagonista un imbecille pieno di sè, piagnone e pesantissimo. Non mi è piaciuto lo stile, con le frasi troppo lunghe che appesantiscono lo scorrere delle vicende e ti impediscono di immergerti completamente nella storia. Ci è voluta troppa attenzione per seguire il discorso per poter entrare in piena empatia con i protagonisti. E' un libro di atmosfere, non mi ha pienamente soddisfatta ma non posso certo dire che è un brutto libro. E mi ha lasciato tanta tristezza...come per qualcosa di incompiuto

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bello.
    La storia, anche se racconta di giornate tipiche, riesce a coinvolgere.
    Pecca è Micol... ho cercato di capire le sue scelta ma non ci sono riuscita!

    ha scritto il 

  • 4

    Bel libro ambientato a Ferrara durante il periodo fascista. La storia di due ragazzi dove il personaggio interagisce anche con la famiglia di lei. Pieno di sfumature sulla vita delle comunità ebraiche ...continua

    Bel libro ambientato a Ferrara durante il periodo fascista. La storia di due ragazzi dove il personaggio interagisce anche con la famiglia di lei. Pieno di sfumature sulla vita delle comunità ebraiche ai tempi delle leggi razziali. Decisamente un libro da consigliare.

    ha scritto il 

  • 4

    Un amore vissuto tra l'adolescenza e l'età adulta, con la dolcezza di un sentimento tormentato e lo sfondo della storia, con le leggi razziali e la guerra imminente. Un libro da leggere più volte nel ...continua

    Un amore vissuto tra l'adolescenza e l'età adulta, con la dolcezza di un sentimento tormentato e lo sfondo della storia, con le leggi razziali e la guerra imminente. Un libro da leggere più volte nel corso della vita, sempre scorrevole e ricco di spunti. Qua e là, si coglie qualche citazione da "I promessi sposi".

    ha scritto il 

  • 3

    Il romanzo è ambientato nella fine degli anni Trenta del Novecento nella comunità israelitica di Ferrara. La famiglia protagonista è Finzi Contini (ebrei), appartenente all' alta borghesia, composta d ...continua

    Il romanzo è ambientato nella fine degli anni Trenta del Novecento nella comunità israelitica di Ferrara. La famiglia protagonista è Finzi Contini (ebrei), appartenente all' alta borghesia, composta dal professor Ermanno, sua moglie Olga, i figli Alberto e Micòl (il primogenito, Guido, era morto all'età di sei anni in seguito ad un attacco di paralisi infantile) e la nonna Regina.
    Il protagonista Giorgio (anch' esso ebreo), da bambino non ha mai frequentato né Alberto, né Micòl (suoi coetanei), perchè i loro genitori erano molto protettivi e non gli permettevano di avere rapporti sociali con nessuno, ma comincerà a farlo e a capire di provare delle forti emozioni per Micòl solo dopo il loro primo, importante incontro: Giorgio verrà trovato vagabondare, dalla giovane tredicenne, vicino le mura di cinta della loro grande villa, in preda alla paura di tornare a casa con la brutta notizia di esser stato rimandato per la sua prima volta a matematica, ma Micòl, riuscirà a tranquillizzarlo e lo inviterà ad entrare a casa sua. Proprio nel momento in cui Giorgio sta per scavalcare il muro, tenterà di darle un bacio.
    Dopo questa vicenda, il narratore manderà avanti la storia di vent' anni, precisamente al 1928, all' emanazione delle leggi razziali e delle descriminazioni degli ebrei. A causa di quest' ultime vi saranno delle conseguenze che cambieranno la vita dei giovani protagonisti e delle loro famiglie.
    Con questo libro, il narratore vuole far cambiare la visione del mondo nel periodo della seconda Guerra Mondiale e prende in evidenza la vita dei giovani di quel tempo e la descrive sia prima che dopo l' emanazione delle leggi razziali, facendo particolarmente attenzione ai loro profondi cambiamenti.
    Questo romanzo lo si può definire scorrevole, ma adatto ad un pubblico che abbia già affrontato l' argomento della seconda Guerra Mondiale.

    ha scritto il 

  • 3

    “Il giardino dei finzi-contini” è un romanzo di Giorgio Bassani, pubblicato da Einaudi nel 2005.
    La storia è narrata in prima persona dal protagonista, di cui non viene svelato il nome, probabilmente ...continua

    “Il giardino dei finzi-contini” è un romanzo di Giorgio Bassani, pubblicato da Einaudi nel 2005.
    La storia è narrata in prima persona dal protagonista, di cui non viene svelato il nome, probabilmente è l' autore stesso. Inizia con una digressione su una gita del protagonista alle tombe etrusche di Cerveteri: qui comincia un flashback della durata dell' intero libro, in cui egli torna col pensiero alla tomba dei Finzi-Contini a Ferrara, sua città natale. I Finzi Contini erano una nobile famiglia ferrarese di origine ebrea, composta dai due coniugi Olga e Ermanno, i loro figli Alberto e Micol e il padre di Ermanno. Dopo la prematura morte del piccolo Guido a sei anni, Olga non permette ai figli di frequentare gli ambienti pubblici, perciò i ragazzi vengono istruiti in casa. Il protagonista nutre ammirazione per Alberto e Micol e si trova a scrutarli nelle cerimonie della sinagoga e durante gli esami annuali a cui partecipano alla scuola pubblica. Dopo la delusione di un' insufficienza in matematica, il giovane protagonista si ritrova a vagare presso il muro di cinta dell' imponente residenza Finzi Contini, dove Micol lo invita ad entrare. Ben presto il protagonista stringe una forte amicizia con Alberto, Micol e altri giovani membri del club del tennis; tra questi vi è Giampiero Malnate, che in seguito assumerà un ruolo fondamentale.
    Siamo negli anni del fascismo, e con l' emanazione delle leggi razziali i ragazzi vengono respinti dal club del tennis; si ritrovano quindi quotidianamente a casa Finzi Contini. Qui nasce un vago amore tra Micol e il protagonista, che però non è destinato a durare, tanto che ad un certo punto Micol si vede costretta ad allontanarlo dalla sua residenza.
    Leggendo il libro si potrà scoprire quale sarà la fine della nobile famiglia e degli altri componenti della comitiva che tanto nostalgicamente ricorda il protagonista.
    L'autore con le sue descrizioni rende indimenticabili i paesaggi e i dettagli, perfino quelli immaginari, come la villa dei Finzi Contini. La guerra e le persecuzioni razziali fungono solo da sfondo in questo magnifico racconto incentrato su tenere amicizie e sui sentimenti dei giovani protagonisti, che terminano in una malinconica fine.

    ha scritto il 

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