Il giardino dei Finzi Contini

Il romanzo di Ferrara Libro terzo

Di

Editore: Oscar Mondadori

3.9
(6689)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 279 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000066224 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace Il giardino dei Finzi Contini?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Micòl Finzi Contini è una delle figure più affascinanti e inafferrabili della letteratura italiana di oggi: una figura dal destino tragico che si compie in una delle pagine più crudeli che la storia ricordi, lo sterminio nazista degli ebrei d'Europa. Insieme ai familiari essa viene deportata in un campo di concentramento tedesco nel 1943, votata a una morte anonima. Ma un diverso mondo si intreccia al tragico momento storico in cui Bassani ha ambientato la vicenda, un regno mitico in cui vengono rievocate l'adolescenza e la prima gioventù del narratore; e di questa sua personale vicenda il rapporto con la famiglia dei Finzi-Contini, e soprattutto con Micòl, è un elemento determinante. In realtà il romanzo, per quanto scritto in prima persona dal protagonista-narrante, è come un monumento innalzato in memoria di Micòl; quando si chiude la vicenda di lei, si interrompe anche quella del protagonista.Il modo di agire di Micòl, enigmatico e imprevedibile, non può venir analizzato alla luce degli elementi "realistici" dell'intreccio, o degli elementi psicologici della sua personalità. Il suo rifiutare l'amore del protagonista, la brusca partenza da Ferrara, l'odio che nutre per il futuro, il suo amore appassionato per la vita, sono soltanto alcuni dei gesti, dei sentimenti di Micòl, che lasciano interdetto e affascinato il lettore.Per comprendere almeno in parte la natura di Micòl, è necessario oltrepassare il livello storico e psicologico della narrazione e guardare ai suoi archetipi mitici, all'eterno tema del cammino verso la maturità; soltanto allora Micòl può apparire come il mistagogo del protagonista, e la ricchezza simbolica, la più autentica ricchezza del romanzo, può venir compresa appieno.Marilyn Schneider
Ordina per
  • 3

    3 stelline per questo libro in cui avevo riposto tante aspettative (chissà perchè poi).
    La storia racconta dell'amicizia tra il protagonista e due fratelli benestanti (Micol e Alberto), del modo in cu ...continua

    3 stelline per questo libro in cui avevo riposto tante aspettative (chissà perchè poi).
    La storia racconta dell'amicizia tra il protagonista e due fratelli benestanti (Micol e Alberto), del modo in cui viene accolto dalla loro famiglia, delle ore trascorse a giocare a tennis nel loro giardino e del suo innamoramento per lei.
    Siamo in pieno ventennio fascista, fino al 1939 e l'applicazione delle leggi razziali colpisce anche i nostri protagonisti.
    Con una scrittura semplice Bassani riesce a raccontare un periodo non facile, ma la storia in sè l'ho trovata poco interessante, scolorita... insomma insipida.

    ha scritto il 

  • 4

    Frasi dal libro

    “Da molti anni desideravo scrivere dei Finzi-Contini – di Micòl e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga -, e di quanti altri abitavano o come me frequentavano la casa di corso Ercole ...continua

    “Da molti anni desideravo scrivere dei Finzi-Contini – di Micòl e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga -, e di quanti altri abitavano o come me frequentavano la casa di corso Ercole I d’Este, a Ferrara, poco prima che scoppiasse l’ultima guerra. Ma l’impulso, la spinta a farlo veramente, li ebbi soltanto un anno fa, una domenica d’aprile del 1957.”

    https://frasiarzianti.wordpress.com/2017/05/23/il-giardino-dei-finzi-contini-giorgio-bassani/

    ha scritto il 

  • 5

    Il giardino dei Finzi-Contini è un romanzo di formazione ambientato nella Ferrara degli anni di poco precedenti lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Sullo sfondo della promulgazione delle leggi a ...continua

    Il giardino dei Finzi-Contini è un romanzo di formazione ambientato nella Ferrara degli anni di poco precedenti lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Sullo sfondo della promulgazione delle leggi antisemite si muovono il protagonista e i vari personaggi, che da quelle leggi sono colpiti nei più banali atti quotidiani. Proprio l’esclusione a danno degli ebrei da un circolo del tennis spinge Micòl e Alberto, appartenenti alla ricca famiglia dei Finzi-Contini, a invitare giovani ferraresi, amici o conoscenti, ebrei e non, a giocare nel loro campo da tennis privato. Ha inizio così, da parte del protagonista, ebreo anche lui, l’assidua frequentazione di casa Finzi-Contini che lo porterà a innamorarsi dell’affascinante, libera, ma anche ambigua Micòl.
    La trama è esile; tutto ruota attorno alle vicende interiori del protagonista-narratore che pian piano scopre l’entità dei propri sentimenti e che non si dà pace del (debole) diniego di Micòl. Una Micòl che forse rappresenta la perdita di speranza di tutta una generazione, che presaga del destino drammatico che la attende, è incapace di guardare al futuro, o al presente, preferendo l’immobile vagheggiamento del passato.
    La memoria è infatti uno dei temi principali del romanzo, e appare sotto diverse forme, come contemplazione dei morti (la visita iniziale del protagonista all’ipogeo etrusco di Cerveteri, la trascrizione degli epitaffi del cimitero ebreo da parte del professor Ermanno), come edulcorazione del passato e impossibilità di vivere il presente (nei discorsi di Micòl e in fondo anche del padre del protagonista), e infine come filtro stesso della narrazione. Il romanzo non è altro che un recupero di memorie – altrimenti destinate all’oblio – da parte di un protagonista che forse rappresenta, in opposizione all’atmosfera di presagio funesto di cui è intrisa la narrazione, l’unico nucleo di vitalità e di speranza, con la sua voglia di vivere e di amare pur sull’orlo del baratro.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro di Bassani che ho letto. Sembra un romanzo che non inizia mai, lascia al lettore la materialità e la maestosità dei giardini dei Finzi-Contini; sotto l'aspetto umano tratta marginalmente l ...continua

    Primo libro di Bassani che ho letto. Sembra un romanzo che non inizia mai, lascia al lettore la materialità e la maestosità dei giardini dei Finzi-Contini; sotto l'aspetto umano tratta marginalmente l'amore tra il protagonista e Micol. Un po' deluso.

    ha scritto il 

  • 4

    È successo pure a me

    La cosa tipica di questo genere di racconti è la miopia. Tutto il resto è sfocato, incluso l'oggetto del folle amor. Micol, esattamente. Nei romanzi di questo tipo l'unica possibile protagonista è l'o ...continua

    La cosa tipica di questo genere di racconti è la miopia. Tutto il resto è sfocato, incluso l'oggetto del folle amor. Micol, esattamente. Nei romanzi di questo tipo l'unica possibile protagonista è l'ossessione. Accade anche nella vita vera: si è talmente presi da non riconoscere i segnali più lampanti. E insomma, il romanzo l'ho letto, bello è, ma mi chiedo se non avessi potuto spendere il mio tempo in modo più proficuo.

    ----
    Update del giorno dopo.
    Mi spiego meglio. Mi è sembrato un peccato -un impoverimento- dedicare tutte quelle pagine all'ossessione e così poche pagine a tutto il resto: dal rapporto col padre (liquidato in un dialogo alla fine del romanzo) al contesto storico. Il romanzo è una sorta di bolla in cui è rinchiuso il protagonista; merita tutta la fama di cui gode, ma è lontanissimo dai miei attuali interessi.

    ha scritto il 

  • 4

    In una Ferrara degli anni Trenta si svolge il romanzo di Bassani incentrato sulla famiglia ebrea Finzi-Contini e sull'amore ( o meglio sul non amore) tra la giovane Micòl ed il protagonista. Un legame ...continua

    In una Ferrara degli anni Trenta si svolge il romanzo di Bassani incentrato sulla famiglia ebrea Finzi-Contini e sull'amore ( o meglio sul non amore) tra la giovane Micòl ed il protagonista. Un legame nato da giovinetti e mai sbocciato, se non negli occhi del protagonista. Le vicende razziali, ineluttabili nel loro divenire, spiegano soltanto in parte le ragioni del mancato amore. Mi è piaciuto molto lo stile narrativo, asciutto ed essenziale, capace di far vivere e "rendere veri" i personaggi. Per riflettere su uno dei periodi più bui della nostra storia.

    ha scritto il 

  • 0

    Il romanzo è ambientato nel 1938, anno della promulgazione delle leggi razziali.Il racconto si sviluppa all'interno della comunità ebraica di Ferrara.Il protagonista,nonchè narratore interno,ricorda v ...continua

    Il romanzo è ambientato nel 1938, anno della promulgazione delle leggi razziali.Il racconto si sviluppa all'interno della comunità ebraica di Ferrara.Il protagonista,nonchè narratore interno,ricorda vari episodi della sua adolescenza legati ai Finzi Contini, famiglia entra di origini nobili composta dal signor Ermanno,sua moglie Olga e i loro due figli Micol e Alberto. La famiglia ebrea è proprietaria di una lussuosa villa con un grande giardino,un campo da tennis e di una fornita biblioteca.Quando le leggi razziali impediscono agli ebrei di frequentare centri sportivi e biblioteche,il professor Ermanno Finzi-Contini apre la sua casa (chiamata anche magna domus) ai ragazzi, per favorire la loro istruzione e garantire loro momenti di serenità,fuori da tutto l'orrore che stava per accadere.Durante i vari pomeriggi trascorsi tra passeggiate,partite di tennis e conversazioni politiche all'interno del giardino,tra il giovane protagonista e la bella micol nasce una grande empatia.In realtà i due ragazzi si erano conosciuti 10 anni prima,appena adolescenti,quando il narratore si era trovato per caso fuori dal giardino ed era stato invitato ad entrare dalla giovanissima Micol.Il rapporto tra i due appare da subito come un'amore a senso unico,a tratti morboso, da parte del protagonista.Il romanzo si conclude con un ricordo sugli aspetti della seconda guerra mondiale.La particolarità del romanzo è quella di descrivere quegli anni,riconducibili alla seconda guerra mondiale,sotto una prospettiva diversa,concentrando la sua attenzione sui sentimenti,i sogni e le aspettative di ragazzi,piuttosto che soffermarsi sugli orrori della guerra.La conclusione ci riporta però alla realtà.Alberto è l'unico membro della famiglia che riposa nella monumentale tomba della famiglia Finzi-Contini a Ferrara. Gli altri sono stati deportati nei campi di concentramento.

    ha scritto il 

  • 0

    Racconto di sé in interno ferrarese.
    E come il Po, che ivi scorre pigro e monotono eppur maestoso, così se ne va via la narrazione, tra maestose descrizioni e pigro e monotono sviluppo dei pur scarsis ...continua

    Racconto di sé in interno ferrarese.
    E come il Po, che ivi scorre pigro e monotono eppur maestoso, così se ne va via la narrazione, tra maestose descrizioni e pigro e monotono sviluppo dei pur scarsissimi fatti. Si sarebbe potuto osare di più: manca, soprattutto, una vera e più vivida caratterizzazione dei comprimari, la cui forza come personaggi si intravede soltanto. Ma c'è un'autobiografia ingombrante, e tutto il resto trascende.
    Alla fine, è come trovarsi di fronte a una natura morta; e all'abbozzo di una storia grandiosa.

    ha scritto il 

  • 2

    Sarò onesta: date le ottime recensioni di amici e conoscenti,da questo romanzo mi aspettavo di più. Per la prima volta,mi sono trovata ad apprezzare più lo stile e la prosa che non i contenuti e la st ...continua

    Sarò onesta: date le ottime recensioni di amici e conoscenti,da questo romanzo mi aspettavo di più. Per la prima volta,mi sono trovata ad apprezzare più lo stile e la prosa che non i contenuti e la storia in sè. Mi sono piaciuti molto l'atmosfera delicata,quasi rarefatta della vita della famiglia Finzi-Contini,così come le capacità descrittive di Bassani,mentre mi ha lasciata con l'amaro in bocca il protagonista,dalla personalità secondo me scialba e inconsistente. Ciononostante,è un romanzo che vale la pena leggere per avere un punto di vista differente sull'antisemitismo e sulle leggi razziali in Italia.

    ha scritto il 

  • 4

    molto bello. ne ho sentito parlare per anni e finalmente è capitata l'occasione di leggerlo. mi è piaciuto l'affresco dell'Italia pre-bellica, la differenza è abissale però degli echi purtroppo si pos ...continua

    molto bello. ne ho sentito parlare per anni e finalmente è capitata l'occasione di leggerlo. mi è piaciuto l'affresco dell'Italia pre-bellica, la differenza è abissale però degli echi purtroppo si possono riconoscere.
    la storia della famiglia mi ha intristito molto, soprattutto per come si conclude. quella dell'autore è una storia di crescita, quella nonostante i tempi diversi non cambia, certe delusioni sono quasi necessarie.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per