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Il giardino dei ciliegi

Di

Editore: Rizzoli

4.0
(640)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Russo

Isbn-10: 8817152242 | Isbn-13: 9788817152242 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Business & Economics , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    non ricordo se ai tempi abbia mai visto a teatro una qualche rappresentazione de "Il giardino dei ciliegi":è bello, ma mi è parso un testo davvero inscindibile da una bella o meno messa in scena, e ...continua

    non ricordo se ai tempi abbia mai visto a teatro una qualche rappresentazione de "Il giardino dei ciliegi":è bello, ma mi è parso un testo davvero inscindibile da una bella o meno messa in scena, e non è sempre necessariamente così

    ha scritto il 

  • 1

    Pessima traduzione, cura del testo inesistente

    Il voto va all'edizione, non certo all'opera di Cechov. Traduzione pessima, avrebbe necessitato almeno di un passaggio dal correttore di bozze. Errori grammaticali da seconda elementare.

    ha scritto il 

  • 3

    E' la prima volta che leggo un'opera teatrale e sono rimasto molto perplesso. non mi sono sentito minimamente coinvolto nella vicenda ed ho trovato i dialoghi abbastanza stucchevoli. Probabilmente è ...continua

    E' la prima volta che leggo un'opera teatrale e sono rimasto molto perplesso. non mi sono sentito minimamente coinvolto nella vicenda ed ho trovato i dialoghi abbastanza stucchevoli. Probabilmente è un'opera da vedere più che d leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Da vedere, più che da leggere

    Probabilmente è una delle opere liriche più belle di Checov, dal sapore amaro, malinconico...intriso di ricordi, il tutto immerso in un clima rivoluzionario e di cambiamento. Ma pur sempre un opera ...continua

    Probabilmente è una delle opere liriche più belle di Checov, dal sapore amaro, malinconico...intriso di ricordi, il tutto immerso in un clima rivoluzionario e di cambiamento. Ma pur sempre un opera teatrale che rischia di scivolare addosso mentre la si legge. Spero di poterla vedere un giorno, in tutto il suo splendore, in scena.

    ha scritto il 

  • 0

    Trofimov: E poi che vuol dire: si muore? Forse l'uomo ha cento sensi: e con la morte si perdono solo i cinque che conosciamo. E gli altri novantacinque sopravvivono. Che ne sappiamo? Può anche ...continua

    Trofimov: E poi che vuol dire: si muore? Forse l'uomo ha cento sensi: e con la morte si perdono solo i cinque che conosciamo. E gli altri novantacinque sopravvivono. Che ne sappiamo? Può anche darsi.

    Čechov doveva possederli, cento sensi; sensi per percepire alcune cose di cui non sappiamo il nome, e altre di cui - grazie a lui - possiamo appena intuirlo: le madri che camminano, perdute e bianche fra i fiori bianchi, nel giardino di ciliegi; il suono remoto, triste, come dal cielo, di corda di violino che si spezzi; la felicità non vissuta che i vecchi, morendo, lasciano in eredità a chi rimane.

    Trofimov: Sì, spunta la luna. (Pausa). Eccola, la felicità, viene verso di noi, si avvicina, già ne sento i passi, l'assaporo già... e se non la vedremo, se non la godremo noi, pazienza! la vedranno gli altri!

    ha scritto il 

  • 0

    “Il giardino dei ciliegi” è l’ultimo lavoro teatrale di Čechov . L’opera è incentrata sulla decadenza dell’aristocrazia Russa e la parallela affermazione della borghesia, conseguenze ...continua

    “Il giardino dei ciliegi” è l’ultimo lavoro teatrale di Čechov . L’opera è incentrata sulla decadenza dell’aristocrazia Russa e la parallela affermazione della borghesia, conseguenze dell’abolizione del sistema feudale. Una famiglia rovinata dai debiti, ai quali per inerzia e noncuranza non riesce a far fronte, sarà costretta a cedere la propria tenuta di campagna. Per sempre addio al bel giardino dei ciliegi, fonte di tanti lieti ricordi, tra le lacrime e gli ultimi sguardi volti a quella che è stata fino ad allora un’isola di pace e soprattutto il punto fermo di una vita: la propria casa. E poi un nuovo inizio che accomuna tutti, nella speranza ma anche nell’incertezza, nelle paure che ogni cambiamento reca con sé…

    Come ogni pièce, sicuramente più apprezzabile se vista nella sua rappresentazione. Agrodolce e intensa...

    ha scritto il 

  • 4

    Dato che sono ancora convinta che il modo migliore per leggere una opera teatrale sia vederla rappresentata, ho avuto il piacere di vedere questo Chechov al Piccolo teatro qualche giorno fa.

    Qui una ...continua

    Dato che sono ancora convinta che il modo migliore per leggere una opera teatrale sia vederla rappresentata, ho avuto il piacere di vedere questo Chechov al Piccolo teatro qualche giorno fa.

    Qui una recensione completa dell'adattamento teatrale: http://www.rumorscena.com/2011/12/09/il-ciliegio-non-fiorisce-piu-come-la-felicita-di-chi-viveva-in-quel-giardino/

    ha scritto il 

  • 3

    Chechov l'ambientalista.

    Il libro è breve ma pesante e/o noioso. E' popolato da tantissimi personaggi dai nomi impronunciabili, difficili da distinguere se non si vedono a teatro con i loro bei costumi.

    I racconti di ...continua

    Il libro è breve ma pesante e/o noioso. E' popolato da tantissimi personaggi dai nomi impronunciabili, difficili da distinguere se non si vedono a teatro con i loro bei costumi.

    I racconti di Chechov mi piacciono indubbiamente di più, ma questa farsa (che è in realtà un dramma) mi ha colpito per la sua attualità. La lottizzazione del giardino dei ciliegi, la sua trasformazione in villini, la speculazione ediliza anticipano i tempi di almeno un secolo. Chi lo avrebbe detto?

    Meno interessante e originale è la descrizione della decandenza dell'aristocrazia e in un certo senso anche della famiglia; non c'è nessuna figura importante, qualcuno che si impegni a traghettare tutti verso un futuro, anzi, la figura della mamma è la peggiore di tutti, l'avrei quasi presa a schiaffi per quanto mi ha irritato!

    ha scritto il 

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