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Il giardino dei ciliegi

By Anton Chekhov

(99)

| Others | 9788817152242

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50 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    non ricordo se ai tempi abbia mai visto a teatro una qualche rappresentazione de "Il giardino dei ciliegi":è bello, ma mi è parso un testo davvero inscindibile da una bella o meno messa in scena, e non è sempre necessariamente così

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    Nicoletta Mrs. Hats said on Jun 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pessima traduzione, cura del testo inesistente

    Il voto va all'edizione, non certo all'opera di Cechov. Traduzione pessima, avrebbe necessitato almeno di un passaggio dal correttore di bozze. Errori grammaticali da seconda elementare.

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    Akribia said on Apr 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' la prima volta che leggo un'opera teatrale e sono rimasto molto perplesso. non mi sono sentito minimamente coinvolto nella vicenda ed ho trovato i dialoghi abbastanza stucchevoli. Probabilmente è un'opera da vedere più che d leggere.

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    cloudbuster said on Mar 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Da vedere, più che da leggere

    Probabilmente è una delle opere liriche più belle di Checov, dal sapore amaro, malinconico...intriso di ricordi, il tutto immerso in un clima rivoluzionario e di cambiamento. Ma pur sempre un opera teatrale che rischia di scivolare addosso mentre la ...(continue)

    Probabilmente è una delle opere liriche più belle di Checov, dal sapore amaro, malinconico...intriso di ricordi, il tutto immerso in un clima rivoluzionario e di cambiamento. Ma pur sempre un opera teatrale che rischia di scivolare addosso mentre la si legge. Spero di poterla vedere un giorno, in tutto il suo splendore, in scena.

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    Veronica said on Sep 30, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Trofimov: E poi che vuol dire: si muore? Forse l'uomo ha cento sensi: e con la morte si perdono solo i cinque che conosciamo. E gli altri novantacinque sopravvivono. Che ne sappiamo? Può anche darsi.

    Čechov doveva possederli, cento sen ...(continue)

    Trofimov: E poi che vuol dire: si muore? Forse l'uomo ha cento sensi: e con la morte si perdono solo i cinque che conosciamo. E gli altri novantacinque sopravvivono. Che ne sappiamo? Può anche darsi.

    Čechov doveva possederli, cento sensi; sensi per percepire alcune cose di cui non sappiamo il nome, e altre di cui - grazie a lui - possiamo appena intuirlo: le madri che camminano, perdute e bianche fra i fiori bianchi, nel giardino di ciliegi; il suono remoto, triste, come dal cielo, di corda di violino che si spezzi; la felicità non vissuta che i vecchi, morendo, lasciano in eredità a chi rimane.

    Trofimov: Sì, spunta la luna. (Pausa). Eccola, la felicità, viene verso di noi, si avvicina, già ne sento i passi, l'assaporo già... e se non la vedremo, se non la godremo noi, pazienza! la vedranno gli altri!

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    sofia said on Sep 15, 2013 | Add your feedback

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