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Il giardino dei finzi-contini

Il romanzo di Ferrara - Libro terzo

Di

Editore: Mondadori - De Agostini

3.9
(6219)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 291 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000052959 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Bel libro ambientato a Ferrara durante il periodo fascista. La storia di due ragazzi dove il personaggio interagisce anche con la famiglia di lei. Pieno di sfumature sulla vita delle comunità ebraiche ...continua

    Bel libro ambientato a Ferrara durante il periodo fascista. La storia di due ragazzi dove il personaggio interagisce anche con la famiglia di lei. Pieno di sfumature sulla vita delle comunità ebraiche ai tempi delle leggi razziali. Decisamente un libro da consigliare.

    ha scritto il 

  • 4

    Un amore vissuto tra l'adolescenza e l'età adulta, con la dolcezza di un sentimento tormentato e lo sfondo della storia, con le leggi razziali e la guerra imminente. Un libro da leggere più volte nel ...continua

    Un amore vissuto tra l'adolescenza e l'età adulta, con la dolcezza di un sentimento tormentato e lo sfondo della storia, con le leggi razziali e la guerra imminente. Un libro da leggere più volte nel corso della vita, sempre scorrevole e ricco di spunti. Qua e là, si coglie qualche citazione da "I promessi sposi".

    ha scritto il 

  • 3

    Il romanzo è ambientato nella fine degli anni Trenta del Novecento nella comunità israelitica di Ferrara. La famiglia protagonista è Finzi Contini (ebrei), appartenente all' alta borghesia, composta d ...continua

    Il romanzo è ambientato nella fine degli anni Trenta del Novecento nella comunità israelitica di Ferrara. La famiglia protagonista è Finzi Contini (ebrei), appartenente all' alta borghesia, composta dal professor Ermanno, sua moglie Olga, i figli Alberto e Micòl (il primogenito, Guido, era morto all'età di sei anni in seguito ad un attacco di paralisi infantile) e la nonna Regina.
    Il protagonista Giorgio (anch' esso ebreo), da bambino non ha mai frequentato né Alberto, né Micòl (suoi coetanei), perchè i loro genitori erano molto protettivi e non gli permettevano di avere rapporti sociali con nessuno, ma comincerà a farlo e a capire di provare delle forti emozioni per Micòl solo dopo il loro primo, importante incontro: Giorgio verrà trovato vagabondare, dalla giovane tredicenne, vicino le mura di cinta della loro grande villa, in preda alla paura di tornare a casa con la brutta notizia di esser stato rimandato per la sua prima volta a matematica, ma Micòl, riuscirà a tranquillizzarlo e lo inviterà ad entrare a casa sua. Proprio nel momento in cui Giorgio sta per scavalcare il muro, tenterà di darle un bacio.
    Dopo questa vicenda, il narratore manderà avanti la storia di vent' anni, precisamente al 1928, all' emanazione delle leggi razziali e delle descriminazioni degli ebrei. A causa di quest' ultime vi saranno delle conseguenze che cambieranno la vita dei giovani protagonisti e delle loro famiglie.
    Con questo libro, il narratore vuole far cambiare la visione del mondo nel periodo della seconda Guerra Mondiale e prende in evidenza la vita dei giovani di quel tempo e la descrive sia prima che dopo l' emanazione delle leggi razziali, facendo particolarmente attenzione ai loro profondi cambiamenti.
    Questo romanzo lo si può definire scorrevole, ma adatto ad un pubblico che abbia già affrontato l' argomento della seconda Guerra Mondiale.

    ha scritto il 

  • 3

    “Il giardino dei finzi-contini” è un romanzo di Giorgio Bassani, pubblicato da Einaudi nel 2005.
    La storia è narrata in prima persona dal protagonista, di cui non viene svelato il nome, probabilmente ...continua

    “Il giardino dei finzi-contini” è un romanzo di Giorgio Bassani, pubblicato da Einaudi nel 2005.
    La storia è narrata in prima persona dal protagonista, di cui non viene svelato il nome, probabilmente è l' autore stesso. Inizia con una digressione su una gita del protagonista alle tombe etrusche di Cerveteri: qui comincia un flashback della durata dell' intero libro, in cui egli torna col pensiero alla tomba dei Finzi-Contini a Ferrara, sua città natale. I Finzi Contini erano una nobile famiglia ferrarese di origine ebrea, composta dai due coniugi Olga e Ermanno, i loro figli Alberto e Micol e il padre di Ermanno. Dopo la prematura morte del piccolo Guido a sei anni, Olga non permette ai figli di frequentare gli ambienti pubblici, perciò i ragazzi vengono istruiti in casa. Il protagonista nutre ammirazione per Alberto e Micol e si trova a scrutarli nelle cerimonie della sinagoga e durante gli esami annuali a cui partecipano alla scuola pubblica. Dopo la delusione di un' insufficienza in matematica, il giovane protagonista si ritrova a vagare presso il muro di cinta dell' imponente residenza Finzi Contini, dove Micol lo invita ad entrare. Ben presto il protagonista stringe una forte amicizia con Alberto, Micol e altri giovani membri del club del tennis; tra questi vi è Giampiero Malnate, che in seguito assumerà un ruolo fondamentale.
    Siamo negli anni del fascismo, e con l' emanazione delle leggi razziali i ragazzi vengono respinti dal club del tennis; si ritrovano quindi quotidianamente a casa Finzi Contini. Qui nasce un vago amore tra Micol e il protagonista, che però non è destinato a durare, tanto che ad un certo punto Micol si vede costretta ad allontanarlo dalla sua residenza.
    Leggendo il libro si potrà scoprire quale sarà la fine della nobile famiglia e degli altri componenti della comitiva che tanto nostalgicamente ricorda il protagonista.
    L'autore con le sue descrizioni rende indimenticabili i paesaggi e i dettagli, perfino quelli immaginari, come la villa dei Finzi Contini. La guerra e le persecuzioni razziali fungono solo da sfondo in questo magnifico racconto incentrato su tenere amicizie e sui sentimenti dei giovani protagonisti, che terminano in una malinconica fine.

    ha scritto il 

  • 3

    Simpatici non sono, questi giovani protagonisti di Bassani: studenti provinciali eppure presuntuosi, frivoli, snob, saccenti, sempre impegnati in conversazioni tipo “noi che siam gente d’un certo live ...continua

    Simpatici non sono, questi giovani protagonisti di Bassani: studenti provinciali eppure presuntuosi, frivoli, snob, saccenti, sempre impegnati in conversazioni tipo “noi che siam gente d’un certo livello”. Se non sapessimo fin dalla prima pagina che su di loro incombe un destino tragico, forse getteremmo via il libro. Il narratore poi, alter ego di Bassani, è il più antipatico di tutti: invidioso, piagnucoloso, vigliacco; sempre in posa da giovane letterato incompreso e povero, sempre a far sfoggio di cultura e a crearsi intorno un bozzolo di atmosfera decadente e crepuscolare.
    E tuttavia Bassani s’è raccontato e ha raccontato i suoi amici, e l’epoca della loro giovinezza, con sincerità e con efficacia: e questa verità si sente e si apprezza, e tutto sommato questo è un buon romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    L'avevo perso. Non solo l'edizione super economica degli anni dell'Università, ma proprio il ricordo delle pagine di quei pomeriggi nel Giardino dei Finzi Contini, giornate tutte uguali, che fosse un ...continua

    L'avevo perso. Non solo l'edizione super economica degli anni dell'Università, ma proprio il ricordo delle pagine di quei pomeriggi nel Giardino dei Finzi Contini, giornate tutte uguali, che fosse un caldo opprimente o freddo da neve, tutte ugualmente sospese, ferme.
    Bassani non descrive gli orrori e le crudeltà che verranno. Li accenna, li annuncia.
    Le Leggi Razziali si manifestano nell'esclusione dal Circolo del Tennis, nel divieto di avere collaboratrici domestiche per cui la mamma si ritrova a dover fare tutto da sola, nel mancato riconoscimento di quella meritatissima lode alla laurea.
    Come nel racconto sulla diga del Vajont di Marco Paolini: a precedere l'onda d'acqua che ha distrutto e coperto, l'aria. Prima soffio flebile, che piano piano s'è fatto corpo, poi muro. Il dolore è iniziato lì.

    ha scritto il 

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