Il giardino dei finzi-contini

Il romanzo di Ferrara - Libro terzo

Di

Editore: Mondadori - De Agostini

3.9
(6703)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 291 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000052959 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 3

    Tanta atmosfera, ma non succede nulla

    Anni 30, famiglie ebree ferraresi, giovani che cercano di mantenere una parvenza di normalità giocando a tennis nel grande giardino dei Finzi-Contini mentre la storia va a catafascio. Questo è tutto, ...continua

    Anni 30, famiglie ebree ferraresi, giovani che cercano di mantenere una parvenza di normalità giocando a tennis nel grande giardino dei Finzi-Contini mentre la storia va a catafascio. Questo è tutto, non succede praticamente mai niente. Il protagonista, ovviamente innamorato della volitiva padrona di casa, è così sordo ai suoi rifiuti da risultare patetico con i tentativi di farla cedere per compassione. A parte un dialogo molto bello con il padre, simile per diversi aspetti al dialogo finale di Holden con il professore Antolini, non c'è praticamente altro. Mi aspettavo di più.

    ha scritto il 

  • 2

    noia noia noia

    Riletto perchè non ricordavo neppure di averlo fatto. Una noia mortale, in alcuni punti ho faticato a tenere gli occhi aperti. Il ritmo e lo stile di scrittura rendono il tutto ancora più mediocre. ...continua

    Riletto perchè non ricordavo neppure di averlo fatto. Una noia mortale, in alcuni punti ho faticato a tenere gli occhi aperti. Il ritmo e lo stile di scrittura rendono il tutto ancora più mediocre.

    ha scritto il 

  • 5

    Soltanto a me viene da associare questo meraviglioso libro a "Jack Frusciante è uscito da gruppo"? Non so perché, forse per le pedalate in bici. Comunque, detto ciò, non so che scrivere. È semplicemen ...continua

    Soltanto a me viene da associare questo meraviglioso libro a "Jack Frusciante è uscito da gruppo"? Non so perché, forse per le pedalate in bici. Comunque, detto ciò, non so che scrivere. È semplicemente stupendo, mi è piaciuto tutto, il contesto storico (non abusato, però, dall'autore) che incornicia tutta una trama di rapporti veri, di amori (mancati, purtroppo), di amicizia, i personaggi magnificamente caratterizzati (soprattutto il Giampi), le descrizioni dei luoghi. Da leggere e rileggere.

    ha scritto il 

  • 2

    La vicenda si svolge negli anni Trenta, le leggi razziali sullo sfondo, ma la psicologia dei protagonisti e le tensioni sentimentali sono quelle dei giovani, valide anche per le generazioni successive ...continua

    La vicenda si svolge negli anni Trenta, le leggi razziali sullo sfondo, ma la psicologia dei protagonisti e le tensioni sentimentali sono quelle dei giovani, valide anche per le generazioni successive: l'insicurezza nel dichiarare i propri sentimenti, la voglia e la paura di lasciare la città dove si è cresciuti, l'incertezza del futuro. La storia non si sviluppa mai, la scrittura è lenta, molte descrizioni, frasi lunghe.
    Mi è piaciuto per alcuni aspetti psicologici, ma l'ho trovato molto lento, anche se di poche pagine.

    ha scritto il 

  • 3

    3 stelline per questo libro in cui avevo riposto tante aspettative (chissà perchè poi).
    La storia racconta dell'amicizia tra il protagonista e due fratelli benestanti (Micol e Alberto), del modo in cu ...continua

    3 stelline per questo libro in cui avevo riposto tante aspettative (chissà perchè poi).
    La storia racconta dell'amicizia tra il protagonista e due fratelli benestanti (Micol e Alberto), del modo in cui viene accolto dalla loro famiglia, delle ore trascorse a giocare a tennis nel loro giardino e del suo innamoramento per lei.
    Siamo in pieno ventennio fascista, fino al 1939 e l'applicazione delle leggi razziali colpisce anche i nostri protagonisti.
    Con una scrittura semplice Bassani riesce a raccontare un periodo non facile, ma la storia in sè l'ho trovata poco interessante, scolorita... insomma insipida.

    ha scritto il 

  • 4

    Frasi dal libro

    “Da molti anni desideravo scrivere dei Finzi-Contini – di Micòl e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga -, e di quanti altri abitavano o come me frequentavano la casa di corso Ercole ...continua

    “Da molti anni desideravo scrivere dei Finzi-Contini – di Micòl e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga -, e di quanti altri abitavano o come me frequentavano la casa di corso Ercole I d’Este, a Ferrara, poco prima che scoppiasse l’ultima guerra. Ma l’impulso, la spinta a farlo veramente, li ebbi soltanto un anno fa, una domenica d’aprile del 1957.”

    https://frasiarzianti.wordpress.com/2017/05/23/il-giardino-dei-finzi-contini-giorgio-bassani/

    ha scritto il 

  • 5

    Il giardino dei Finzi-Contini è un romanzo di formazione ambientato nella Ferrara degli anni di poco precedenti lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Sullo sfondo della promulgazione delle leggi a ...continua

    Il giardino dei Finzi-Contini è un romanzo di formazione ambientato nella Ferrara degli anni di poco precedenti lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Sullo sfondo della promulgazione delle leggi antisemite si muovono il protagonista e i vari personaggi, che da quelle leggi sono colpiti nei più banali atti quotidiani. Proprio l’esclusione a danno degli ebrei da un circolo del tennis spinge Micòl e Alberto, appartenenti alla ricca famiglia dei Finzi-Contini, a invitare giovani ferraresi, amici o conoscenti, ebrei e non, a giocare nel loro campo da tennis privato. Ha inizio così, da parte del protagonista, ebreo anche lui, l’assidua frequentazione di casa Finzi-Contini che lo porterà a innamorarsi dell’affascinante, libera, ma anche ambigua Micòl.
    La trama è esile; tutto ruota attorno alle vicende interiori del protagonista-narratore che pian piano scopre l’entità dei propri sentimenti e che non si dà pace del (debole) diniego di Micòl. Una Micòl che forse rappresenta la perdita di speranza di tutta una generazione, che presaga del destino drammatico che la attende, è incapace di guardare al futuro, o al presente, preferendo l’immobile vagheggiamento del passato.
    La memoria è infatti uno dei temi principali del romanzo, e appare sotto diverse forme, come contemplazione dei morti (la visita iniziale del protagonista all’ipogeo etrusco di Cerveteri, la trascrizione degli epitaffi del cimitero ebreo da parte del professor Ermanno), come edulcorazione del passato e impossibilità di vivere il presente (nei discorsi di Micòl e in fondo anche del padre del protagonista), e infine come filtro stesso della narrazione. Il romanzo non è altro che un recupero di memorie – altrimenti destinate all’oblio – da parte di un protagonista che forse rappresenta, in opposizione all’atmosfera di presagio funesto di cui è intrisa la narrazione, l’unico nucleo di vitalità e di speranza, con la sua voglia di vivere e di amare pur sull’orlo del baratro.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro di Bassani che ho letto. Sembra un romanzo che non inizia mai, lascia al lettore la materialità e la maestosità dei giardini dei Finzi-Contini; sotto l'aspetto umano tratta marginalmente l ...continua

    Primo libro di Bassani che ho letto. Sembra un romanzo che non inizia mai, lascia al lettore la materialità e la maestosità dei giardini dei Finzi-Contini; sotto l'aspetto umano tratta marginalmente l'amore tra il protagonista e Micol. Un po' deluso.

    ha scritto il 

  • 4

    È successo pure a me

    La cosa tipica di questo genere di racconti è la miopia. Tutto il resto è sfocato, incluso l'oggetto del folle amor. Micol, esattamente. Nei romanzi di questo tipo l'unica possibile protagonista è l'o ...continua

    La cosa tipica di questo genere di racconti è la miopia. Tutto il resto è sfocato, incluso l'oggetto del folle amor. Micol, esattamente. Nei romanzi di questo tipo l'unica possibile protagonista è l'ossessione. Accade anche nella vita vera: si è talmente presi da non riconoscere i segnali più lampanti. E insomma, il romanzo l'ho letto, bello è, ma mi chiedo se non avessi potuto spendere il mio tempo in modo più proficuo.

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    Update del giorno dopo.
    Mi spiego meglio. Mi è sembrato un peccato -un impoverimento- dedicare tutte quelle pagine all'ossessione e così poche pagine a tutto il resto: dal rapporto col padre (liquidato in un dialogo alla fine del romanzo) al contesto storico. Il romanzo è una sorta di bolla in cui è rinchiuso il protagonista; merita tutta la fama di cui gode, ma è lontanissimo dai miei attuali interessi.

    ha scritto il 

  • 4

    In una Ferrara degli anni Trenta si svolge il romanzo di Bassani incentrato sulla famiglia ebrea Finzi-Contini e sull'amore ( o meglio sul non amore) tra la giovane Micòl ed il protagonista. Un legame ...continua

    In una Ferrara degli anni Trenta si svolge il romanzo di Bassani incentrato sulla famiglia ebrea Finzi-Contini e sull'amore ( o meglio sul non amore) tra la giovane Micòl ed il protagonista. Un legame nato da giovinetti e mai sbocciato, se non negli occhi del protagonista. Le vicende razziali, ineluttabili nel loro divenire, spiegano soltanto in parte le ragioni del mancato amore. Mi è piaciuto molto lo stile narrativo, asciutto ed essenziale, capace di far vivere e "rendere veri" i personaggi. Per riflettere su uno dei periodi più bui della nostra storia.

    ha scritto il 

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