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Il giardino del diavolo

Di

Editore: Phaidon

4.7
(14)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 504 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 0714897914 | Isbn-13: 9780714897912 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Art, Architecture & Photography

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Descrizione del libro
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  • 5

    Vita quotidiana

    Ho scoperto Nan Goldin andando a una mostra in uno splendido spazio espositivo fiorentino, Forte Belvedere, nel 2003. Si trattava della serie di diapositive “Ballad of the sexual dependency” e, dopo, la fotografia non è più stata la stessa ai miei occhi. Questo libro è un’opera antologica di note ...continua

    Ho scoperto Nan Goldin andando a una mostra in uno splendido spazio espositivo fiorentino, Forte Belvedere, nel 2003. Si trattava della serie di diapositive “Ballad of the sexual dependency” e, dopo, la fotografia non è più stata la stessa ai miei occhi. Questo libro è un’opera antologica di notevole spessore e con mia grande gioia rievoca l’emozione del primo incontro: sfogliarlo è una immersione totale nelle vite delle persone fotografate, mi sembra di conoscerle. Le foto rappresentano la vita quotidiana e i momenti importanti della vita di Nan e dei suoi amici, in modo per niente patinato, così si susseguono tavole apparecchiate, paesaggi dalle finestre, coppie che si baciano su letti disfatti mentre il bimbo col pannolone zampetta sul materasso, gente che fa l’amore, preparativi per andare a una festa, funerali, camere d’ospedale e foto degli amici in visita, i figli degli amici, i loro primi amori. Le fotografie sono a volte sfocate, l’aura che avvolge le immagini rappresenta per me la proiezione del proprio stato d’animo quando si guarda il mondo.
    Le fotografie di Nan Goldin sono documentarie e poetiche e, forse, terapeutiche: fotografa se stessa in ospedale dopo un incidente e dopo vari cicli di disintossicazione, esporre queste esperienze le serve probabilmente per metabolizzarle e superarle. La qualità del libro è eccellente e avere partecipato ai suoi dispiaceri mi ha ricordato che la vita di tutti contiene dei dispiaceri e che un modo di superarli è accettarli, anche se non sono in grado di trasformarli in arte. Grazie Nan.
    Colonna sonora: Lou Reed, Velvet Underground

    ha scritto il