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Il giardino delle favorite

Di

Editore: Garzanti

3.7
(495)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 407 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8811681464 | Isbn-13: 9788811681465 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sara Caraffini

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
Oxford, Biblioteca di Bodlean, 2007. Elizabeth Staveley non crede ai suoi occhi quando, tra le pagine di un antico libro di astronomia, scopre il frammento di una pergamena vecchia di quattrocento anni. Ha il colore dell'ambra ed è fragile come una foglia d'autunno. Racconta una storia proibita. Una storia rimasta nascosta per secoli che conduce nei quartieri segreti di Istanbul... Costantinopoli (antica Istanbul), 1599. Inglesi, francesi e veneziani competono tra di loro per rafforzare le relazioni diplomatiche e commerciali con il nuovo sultano dell'impero ottomano, Paul Pindar è un ricco mercante, in missione a Costantinopoli per conto della Regina d'Inghilterra. Ha il compito di portare al sultano un magnifico regalo, uno splendido orologio musicale. Ma mentre procedono i negoziati, la sua attenzione viene attirata da una voce sempre più insistente...
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  • 4

    Andare in dietro nel tempo di 400 anni

    Mi è piaciuto molto il modo della Hickman di passare da passato al presente senza annoiare o infastidire. Una storia ricca di suspanse

    ha scritto il 

  • 3

    Le stelline sarebbero due e mezzo, in veritá...La parte che si svolge ai giorni nostri é banalissima- lei innamorata di un bastardo che la prende e la lascia, si riprende dopo aver conosciuto un affascinante straniero che la tratta come una regggina.Nel suo lavoro di ricercatrice si fa guidare d ...continua

    Le stelline sarebbero due e mezzo, in veritá...La parte che si svolge ai giorni nostri é banalissima- lei innamorata di un bastardo che la prende e la lascia, si riprende dopo aver conosciuto un affascinante straniero che la tratta come una regggina.Nel suo lavoro di ricercatrice si fa guidare da sensazioni/flash back di un passato non suo. La parte che si svolge nel passato ha comunque parecchi limiti ma la salvo per le molte informazioni, che spero documentate, sulla vita nell harem. E perché é ambientato a Topkapi!

    ha scritto il 

  • 4

    Un intreccio di storie presenti e passate davvero ben gestito, mai melenso. Non sono una persona da libri romantici zuccherosi, quando ho iniziato a capire che questo libro era proprio basato su una storia d'amore sono stata tentata dall'accantonarlo. Mi sono però dovuta ricredere, non è solo una ...continua

    Un intreccio di storie presenti e passate davvero ben gestito, mai melenso. Non sono una persona da libri romantici zuccherosi, quando ho iniziato a capire che questo libro era proprio basato su una storia d'amore sono stata tentata dall'accantonarlo. Mi sono però dovuta ricredere, non è solo una storia d'amore ma molto altro. Ben scritto, ben ambientato, davvero consigliato anche a chi è semplicemente curioso di sapere come funzionavano gli harem.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho trovato la storia molto originale e ben scritta, affascinante e interessante, purtroppo però non mi sono sentita "trascinata" nella storia al 100%. I personaggi sono rimasti un pò impersonali e distaccati e non sono riuscita a viverli appieno. Ma rimane comunque una piacevole lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello e suggestivo peccato per il finale.

    Non amo assolutamente i libri che lasciano il finale in sospeso, se l'avessi saputo prima di certo non avrei scelto di leggerlo, ma comunque devo dire che la storia è molto bella. Sono entrata nel magico mondo degli harem del 1600, dove ho scoperto che la vita per le concubine non era per niente ...continua

    Non amo assolutamente i libri che lasciano il finale in sospeso, se l'avessi saputo prima di certo non avrei scelto di leggerlo, ma comunque devo dire che la storia è molto bella. Sono entrata nel magico mondo degli harem del 1600, dove ho scoperto che la vita per le concubine non era per niente facile. Più tardi ho scoperto il seguito di questo libro (Il diamante dell'harem), non altrettanto bello ma almeno mi ha regalato un finale.

    ha scritto il 

  • 2

    Adoro le atmosfere arabeggianti e le storie ambientate nel passato... Questo libro offre entrambi gli elementi, anche la trama è avvincente: peccato solo per la scrittura; la trovo decisamente pessima...

    ha scritto il 

  • 3

    IL GIARDINO DELLE FAVORITE

    Nata da una famiglia di diplomatici, Kate Hackman ha vissuto a lungo all’estero, in Europa, in Estremo Oriente e America Latina. Ha studiato ad Oxford, in Inghilterra, prima di mettersi a viaggiare da sola e di diventare scrittrice. Ritornata a Londra, vive attualmente in questa città con i due f ...continua

    Nata da una famiglia di diplomatici, Kate Hackman ha vissuto a lungo all’estero, in Europa, in Estremo Oriente e America Latina. Ha studiato ad Oxford, in Inghilterra, prima di mettersi a viaggiare da sola e di diventare scrittrice. Ritornata a Londra, vive attualmente in questa città con i due figli e il marito filosofo A.C. Grayling. Ha scritto numerosi libri storici di grande successo e il suo primo romanzo, inedito in Italia e intitolato The Questzal summer è stato finalista del prestigioso Sunday Times Young British of the Year Award. “Il giardino delle favorite”(pubblicato da Garzanti nel 2008), ambientato nel tardo XVI secolo a Costantinopoli, all’interno dell’harem del sultano Mehmet III, si è avvalso di 15 anni di profonde e appassionanti ricerche ed è il primo di altri romanzi ad esso collegati. La storia raccontata si sviluppa in due piani temporali diversi, uno ambientato ai giorni nostri a Oxford e l’altro nella città di Costantinopoli nel 1599. Ad Oxford, la giovane ricercatrice Elizabeth Stavley ritrova, tra le pagine di un antico volume della Biblioteca di Bodlean, il frammento fragilissimo di una pergamena che contiene brandelli di una storia segreta, nascosta per secoli, che riguarda la vita di Celia Lamprey, amata e promessa sposa di Paul Pindar, ricchissimo mercante della Compagnia del Levante e Segretario dell’ambasciatore inglese Sir Henry Lello. Elizabeth, che vive una situazione sentimentale precaria e inappagante, decide di approfondire i suoi studi e parte per la Turchia anche per allontanarsi da chi “ si gingilla con il suo cuore”. Scoprirà così la triste storia di Celia, vissuta quattrocento anni prima, scampata al naufragio della sua nave ma fatta prigioniera e rinchiusa nel grande harem del sultano turco. Celia, bellissima, con i lunghi capelli biondi e la pelle color di luna, dovrà imparare a vivere in un microcosmo sconosciuto, dove la lotta per il potere è forte e senza esclusione di colpi, dove gli intrighi e le macchinazioni sono molteplici e non c’è da fidarsi di nessuno perché il prezzo di una confidenza, di una piccola informazione, può essere pagato con la vita stessa. Nel grande harem di Mehmet III si muovono tanti personaggi, alcuni realmente vissuti altri di fantasia, in una scenografia visibilmente scaturita da accurate documentazioni, sicuramente affascinante e d’effetto per chi legge e impara le regole rigidissime di questa seducente prigione dorata. Regina indiscussa di quel microcosmo è la Valide Safiye, la madre del sultano, alla quale nulla di ciò che avviene all’interno del suo regno sembra sfuggire, neanche il più piccolo sussurro. Là, il cuore di Celia continuerà a battere per il suo Paul che recatosi a Costantinopoli per consegnare un favoloso regalo al sultano, un grande orologio circondato da automi incredibilmente veritieri concepiti dal Maestro organaio Thomas Dallam, ancora non sa che la sua promessa sposa non è stata inghiottita dalle acque del mare ma si trova rinchiusa con le altre schiave. E Celia è come se implorasse Elizabeth di scoprire la sua storia e di renderla nota, di far sì che non venga dimenticata e che l’amore tra lei e Paul possa travalicare i secoli e diventare davvero eterno. La scrittura è molto semplice e la narrazione è scialba e inefficace, la trama è un po’ confusa e a tratti monotona, soprattutto nelle vicende attuali, poco strutturate e banali. La descrizione dell’harem, le sue regole ferree, i suoi rituali di bellezza, i bagni, i gioielli preziosi, gli ornamenti, gli abiti sontuosi, gli arredi delle stanze e i loro colori, le tristi storie delle sue abitanti, danno un po’ di energia al racconto e una piccola carica che non è sufficiente, ed è un peccato con tanto prezioso materiale a disposizione, a fare di questo libro qualcosa di indimenticabile anche a causa di un finale frettoloso e incomprensibile se non si ha la volontà di continuare con un preluso seguito che, personalmente, non mi sento di affrontare.

    ha scritto il 

  • 5

    Ubi iacet dimidium, iacet pectus meum.

    Dove giace la mia metà, là giace il mio cuore.
    Terza lettura di questo stupendo romanzo e per la prima volta posso dargli 5 stelle, lo adoro! Qui vi posto la poesia di Celia che mi piace tantissimo:


    "Al mio amore, addio...
    Diletto, come ti vidi a quella porta
    scissa da te, schiava, come ...continua

    Dove giace la mia metà, là giace il mio cuore. Terza lettura di questo stupendo romanzo e per la prima volta posso dargli 5 stelle, lo adoro! Qui vi posto la poesia di Celia che mi piace tantissimo:

    "Al mio amore, addio... Diletto, come ti vidi a quella porta scissa da te, schiava, come morta e seppi dolente in quel frangente tristo che mai più, giammai, ti avrei rivisto, colà spezzossi il mio picciol core e presero a scorrer lacrime d'amore!

    E or mi penso ove tu posi il passo recando di solitudine il fardello, e mi vorrei là dove sei, per dire che un dì forse un destin più bello verrà a sanar tale crudel sentire: il cor qui triste, con te il suo amor, lasso!

    Ma nell'ore più buie della notte quando financo la Luna non ha vista e dalle torri delle moschee si levano gli strani sospiri dei pagani a mezzanotte, io giaccio sveglia e il vero odo parlando: perduto sei, mai più t'andrò cercando.

    O diletto! Rammentami, di grazia se dianzi ai tuoi occhi il giorno inglese ponga un tenue lume di rubino ove un dì passeggiammo, nel giardino, quando nostri erano il tempo e il mondo intiero, infinito, in ore di letizia accese.

    Rammenta me, che sulla riva del Bosforo il tuo nome, suono lieto, sotto straniere fronde ancor ripeto in sussurri alla memoria smarrita: me che ancor t'amo, e t'amerò per la vita, se pur un lungo strazio il cor m'uccida."

    ha scritto il 

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