Il giardino di cemento

Di

Editore: Einaudi (Nuovi coralli, 280 )

3.9
(2616)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Portoghese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Polacco , Ceco

Isbn-10: 880650617X | Isbn-13: 9788806506179 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefania Bertola

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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    3

    il giardino di cemento

    Breve romanzo crudo d' introspezione psicologica. Prosa scorrevole, narra le vicende di una famiglia isolata dal mondo (solitudine, degrado, e ambientazione in zona desolata), unita da un legame grav ...continua

    Breve romanzo crudo d' introspezione psicologica. Prosa scorrevole, narra le vicende di una famiglia isolata dal mondo (solitudine, degrado, e ambientazione in zona desolata), unita da un legame gravemente patologico che scaturisce in maltrattamenti verso il figlio minore, in un incesto, nel terrore dei fratelli di poter essere divisi e nel non essere in grado di separarsi dal cadavere della madre. Su questo riflette il secondogenito Jacke - voce narrante - che motiva a posteriori la decisione di seppellirla in cantina "per tenere unita la famiglia", esplicitando "avrebbe potuto essere più interessante dividerci". Ben tratteggiata la gelosia che prova Jacke verso il ragazzo della splendida sorella maggiore, Derek. Derek è l'unico "esterno" che prova a inserirsi in questo sistema familiare tutto avvolto su se stesso, ma ne verrà "espulso", anche se sarà colui che indirettamente permetterà lo svelarsi del dramma familiare. Il finale è molto sfumato, il seguito può essere quindi immaginato a proprio gusto. Consigliato a chi è appassionato di addentrarsi nell'intricata e a volte sconvolgente mente umana.

    ha scritto il 

  • 2

    Il giardino di cemento armato depotenziato

    L’io narrante di Mcewan questa volta è un maschio quindicenne, non una donna, non una ragazzina, eppure quando descrive la sorella diciassettenne Jude, dice:
    Era timida davvero, correva voce che in cl ...continua

    L’io narrante di Mcewan questa volta è un maschio quindicenne, non una donna, non una ragazzina, eppure quando descrive la sorella diciassettenne Jude, dice:
    Era timida davvero, correva voce che in classe non parlasse mai senza arrossire ma aveva quella forza tranquilla e quel distacco, e viveva nel mondo separato di chi è, e sa segretamente di esserlo, straordinariamente bello.
    In Mcewan io percepisco una sensibilità femminile che molti suoi colleghi non hanno. Potrebbe trattarsi della mia idea maschile di sensibilità femminile, infatti leggendo Strout, Munro, Oates non la trovo. In quei casi a scrivere sono effettivamente delle donne, con la loro vera sensibilità non è lo Ian emulo di turno.
    Il titolo di questo racconto è una contraddizione di termini, giardino e cemento evocano due immagini difficili da conciliare. Ho parlato di racconto perché a mio avviso quella era la forma originaria, compiuta e conclusa con la fine della prima parte.
    La seconda parte del libro è peggiore dei numerosi sequel hollywodiani, di cui spesso, almeno le scene iniziali, lascerebbero ben sperare. C’è da esser contenti che l’editore abbia ritenuto il numero delle pagine congruo per dare alle stampe il (breve) romanzo, perché un’eventuale terza parte avrebbe potuto essere ancora più improbabile.

    In sintesi:
    Quattro ragazzini di età 17,15, 11 (stimati, non dichiarati) 6 (stimati, non dichiarati)
    Due genitori (assenti)
    Con gli stessi ingredienti offro in cambio “Proibito” di Thabita Suzuma e vi consiglio vivamente di accettare l’offerta perché il legno levigato ed impregnato di quel libro non ha niente a che vedere con il cemento armato depotenziato con cui è stato costruito questo giardino. E’ possibile usare due apparenti sinonimi per descrivere i libri che ho appena comparato: delicato e fragile.

    Proibito – Delicato
    https://app.box.com/s/r22efycpfr0r53fmk5qahg28h4cbgxwh

    Il Giardino di cemento – Fragile
    https://app.box.com/s/o3jdfu50p476p77qcch1qgl2jorbgdov

    Colonna Sonora
    Greensleeves
    http://www.youtube.com/watch?v=33Ja6ZcdS8w

    ha scritto il 

  • 3

    Non posso certo dire che mi sia piaciuto..è estremamente morboso, raccapricciante.In certi punti direi proprio DISGUSTOSO (e io non sono affatto impressionabile) però...se mi ah sconvolto a tal punto ...continua

    Non posso certo dire che mi sia piaciuto..è estremamente morboso, raccapricciante.In certi punti direi proprio DISGUSTOSO (e io non sono affatto impressionabile) però...se mi ah sconvolto a tal punto le tre stelle se le merita tutte.

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo dal sapore amaro, fatto di solitudini e relazioni morbose.
    McEwan si mostra autore abile nel descrivere atmosfere fosche, sfumature torbide...
    Un racconto triste e crudo, una letturta tra ...continua

    Un romanzo dal sapore amaro, fatto di solitudini e relazioni morbose.
    McEwan si mostra autore abile nel descrivere atmosfere fosche, sfumature torbide...
    Un racconto triste e crudo, una letturta trascinante.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Lettura Club del Libro -#2

    ★★★

    Era da tempo che avrei voluto leggere un romanzo di Ian McEwan, grazie al mio gruppo di lettura finalmente ho avuto l'occasione. Premetto che il romanzo non mi è dispia ...continua

    Lettura Club del Libro -#2

    ★★★

    Era da tempo che avrei voluto leggere un romanzo di Ian McEwan, grazie al mio gruppo di lettura finalmente ho avuto l'occasione. Premetto che il romanzo non mi è dispiaciuto, l'ho trovato abbastanza coinvolgente, ho apprezzato molto lo stile scorrevole (infatti in futuro ne leggerò altri di suoi, in primis Espiazione e Chesil Beach) e l'autore è bravissimo a far immergere il lettore nell'atmosfera morbosa e squallida in cui vive la famiglia, in certi momenti percepivo lo sporco e gli odori delle stanze e di Jack (non vedevo l'ora che si lavasse). Il fatto è che questo libro è probabilmente il romanzo più scioccante che abbia mai letto (se tralasciamo storie vere come La Notte di Elie Wiesel). Oltre alla vicenda principale che è già abbastanza conturbante (il seppellimento della madre, l'attrazione tra i due fratelli, lo stato di abbandono della casa e degli stessi ragazzi...), mi hanno impressionato non poco alcune azioni e reazioni dei personaggi: per esempio, quando i due fratelli grandi giocavano agli "scienziati" e spogliavano la sorella più piccola prendendo tutto solo come un gioco (contando che i due maggiori hanno almeno 14 anni), oppure l'episodio (avvenuto nel passato) in cui i fratelli maggiori decidono di ignorare i pianti del fratellino più piccolo e di legarlo alla culla mentre erano soli in casa. Naturalmente è un libro che tratta un tema tosto, che l'opera sia piaciuta o meno, non si può dire che lasci totalmente indifferenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Un "già letto" ma notevole

    Se non avessi letto quel piccolo capolavoro che è "Abbiamo sempre vissuto nel castello"di Shirley Jackson probabilmente mi sarebbe piaciuto di più, perché sono troppe le similitudini con quel libro. T ...continua

    Se non avessi letto quel piccolo capolavoro che è "Abbiamo sempre vissuto nel castello"di Shirley Jackson probabilmente mi sarebbe piaciuto di più, perché sono troppe le similitudini con quel libro. Tuttavia non mi é dispiaciuto anche se alcune situazioni qui sono talmente morbose e isteriche che spesso sembrano inverosimili. Quattro stelle perché amo la scrittura di McEwan e mi piacciono assai le atmosferiche un po' tra l'orrorifico e il patologico.

    ha scritto il 

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