Il giardino di cemento

Di

Editore: Einaudi (Nuovi coralli, 280 )

3.9
(2516)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Portoghese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Polacco , Ceco

Isbn-10: 880650617X | Isbn-13: 9788806506179 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefania Bertola

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 2

    Romanzo d'esordio di McEwan, e si nota!

    Primo romanzo scritto da McEwan, e, a mio parere, si nota! Avendo letto otto dei suoi romanzi (che sono praticamente gran parte della sua produzione letteraria) sono arrivato alla conclusione che McEw ...continua

    Primo romanzo scritto da McEwan, e, a mio parere, si nota! Avendo letto otto dei suoi romanzi (che sono praticamente gran parte della sua produzione letteraria) sono arrivato alla conclusione che McEwan non è stato un genio precoce della letteratura, ma - lungi dall'essere un difetto - la crescita, gli anni e l'esperienza hanno portato chiaro beneficio alla sua maturità narrativa per portarlo a comporre veri e propri capolavori: "Espiazione " su tutti, ma anche "L'amore fatale", "Chesil Beach", "Solar". Il Giardino di Cemento si presenta per ciò che è, ovvero il primo lavoro di un novizio che sa bene di voler intraprendere tale carriera, ma ha le idee poco chiare e non sa ancora bene di cosa scrivere; insomma ha precisamente il peso di un romanzo d'esordio. Il giovane debuttante McEwan dell'epoca vuole a tutti i costi essere originale, impressionare il lettore, e lo fa imbastendo l'intero romanzo su un paio di idee macabre ed effettivamente interessanti, usando toni deliberatamente cupi (almeno nelle intenzioni)pur tuttavia incapaci di sorreggere da soli una trama fin troppo inconsistente. Lo stile è scorrevole e curato, anche se lontano dall'incantevole virtuosismo raggiunto qualche romanzo più in là. Non è bastato nemmeno l'apprezzabile schiettezza sulle vicissitudini adolescenziali del protagonista a convincermi fino alla fine su cosa di preciso stessi leggendo e ricavando da questa breve lettura. Intendiamoci, non sto dicendo che è un cattivo romanzo, ma nemmeno un granché. Terminata l'ultima pagina ero insoddisfatto, e dubito che, passati i prossimi mesi, ne serberò un preciso e nostalgico ricordo. Dal mio punto di vista questo romanzo ha gli stessi difetti di "Cortesie per gli ospiti", nonostante quest'ultimo possegga un sinistro fascino.

    ha scritto il 

  • 0

    Sono sempre più basita dai romanzi di McEwan. Ho iniziato da "L'inventore dei sogni" (letto da mio figlio alle scuole medie), per poi passare a "Espiazione". Ho continuato con "Cortesie per gli ospiti ...continua

    Sono sempre più basita dai romanzi di McEwan. Ho iniziato da "L'inventore dei sogni" (letto da mio figlio alle scuole medie), per poi passare a "Espiazione". Ho continuato con "Cortesie per gli ospiti" e in ultimo "Il giardino di cemento".
    In questo ultimo romanzo si assiste alla disgregazione, anche morale, di una famiglia. Padre e madre muoiono nel giro di breve tempo e i quattro figli sopravvissuti, lasciati a loro stessi, vivono un lungo incubo, dominato dall'inerzia e dall'incuria, in cui si verificano degli eventi assurdi.
    La madre, per prima, non è riuscita a reagire alla propria vedovanza: si è ritirata nel suo letto, rifiutando di vivere e caricando i figli di troppe responsabilità. Quando anche la madre muore, i quattro fratelli si ritrovano completamente soli, senza la guida di un adulto, nonno o zio o vicino che sia, e, ognuno alla sua maniera, cercherà di sopravvivere al dramma che li ha colpiti. L'elemento che accomuna i fratelli è la negazione del dolore. Jack, il più grande dei maschi e l'io narrante della storia sente addirittura un fremito di libertà (forse comune anche ai suoi fratelli) alla morte della mamma, libertà che presto si trasformerà in totale anarchia e gli impedirà di cedere alla disperazione.

    Solo alla fine del libro, grazie all'intervento di un elemento esterno, la bolla di irrealtà in cui vivono i ragazzi si romperà e potranno risvegliarsi dal sonno venefico che li ha avvolti.

    Nonostante sia abbastanza irreale e crudo, il libro mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Angoscia

    Una sensazione cupa mi ha accompagnata dalla prima all'ultima pagina. Quattro fratelli cresciuti senza quasi alcun rapporto con il mondo esterno e in un ambiente familiare severo, si ritrovano ad affr ...continua

    Una sensazione cupa mi ha accompagnata dalla prima all'ultima pagina. Quattro fratelli cresciuti senza quasi alcun rapporto con il mondo esterno e in un ambiente familiare severo, si ritrovano ad affrontare le morti, a poca distanza l'una dall'altra, dei due genitori. La stessa morte che è stata sempre sminuita in famiglia e che li travolge senza che loro possano rendersi conto. Questo può spiegare l'incredibile reazione di distacco e sangue freddo, che lascia spazio ad una sensazione macabra.
    McEwan ha creato alcune scene di forte impatto, ha caratterizzato fortemente i personaggi e ha scritto molto bene. Forse questo suo primo romanzo non è stato la scelta migliore per iniziare a leggere McEwan, però mi ha trasmesso davvero tanto.

    ha scritto il 

  • 4

    Testo molto duro e crudo portato avanti con la maestria che contraddistingue la scrittura di McEwan. Tutta la storia si svolge in uno scenario molto desolato,un casermone di cemento in mezzo al nulla ...continua

    Testo molto duro e crudo portato avanti con la maestria che contraddistingue la scrittura di McEwan. Tutta la storia si svolge in uno scenario molto desolato,un casermone di cemento in mezzo al nulla dove abita una famiglia composta da un padre fortemente prevaricante e abituato a calpestare i sentimenti altrui cui fa da controparte una madre debole e sempre malata ed i loro quattro figli cresciuti, come possibile in un tale contesto. Il padre vuole ricoprire di cemento il giardino della casa, in quanto, essendo malato, sostiene di non poterlo più curare. Mentre cerca di fare questo, muore per un attacco cardiaco. Non molto tempo dopo anche la madre dei ragazzi muore. I quattro restano soli cercando di cavarsela come possono quotidianamente. A questo punto cominciano ad evidenziarsi le problematiche di ciascuno di loro, dagli sbalzi di umore a vere e proprie patologie e devianze del comportamento sessuale e relazionale fino ad arrivare all'acme con un incesto. Lo stile dell'autore è crudo come l'argomento, trattato senza filtri, lo stesso vale per il linguaggio perfettamente appropriato alla situazione. Un vero pugno nello stomaco.

    ha scritto il 

  • 2

    Di questi tempi si risparmia anche sulla cassa da morto...

    Quattro ragazzi rimangono orfani del padre, un uomo anafettivo, e poco dopo anche della madre, che si lascia morire di inedia. I quattro fratelli iniziano quindi un lento degrado (quasi una "decomposi ...continua

    Quattro ragazzi rimangono orfani del padre, un uomo anafettivo, e poco dopo anche della madre, che si lascia morire di inedia. I quattro fratelli iniziano quindi un lento degrado (quasi una "decomposizione") che va di pari passo con quello della madre, che i ragazzi decidono di cementare in un baule in cantina. Tristi similitudini quelle tra la madre seppellita nel cemento e il giardino, cementato dal padre prima di morire e tra l'abbandono del giardino e quello dei figli.

    Il libro in pratica va a rappresentare le dinamiche che intervengono in questi quattro ragazzi, che hanno perso le loro figure di riferimento e cercano certezze e senso di appartenenza. In seguito al dramma subito, qualcuno maturerà più in fretta, qualcuno regredirà, qualcun altro si perderà.

    Il giardino di cemento è il primo romanzo scritto da McEwan; e per me si vede. Soprattutto per la ricerca di originalità a tutti i costi e per la trama evanescente, perversa, poco strutturata e anche poco credibile. Mi ha ricordato a tratti, per le ambientazioni e per il disorientamento della famiglia, il libro "Cloudstreet" di Winton e "Mentre morivo" di Faulkner, anche se con intensità e significato ben diversi.

    Lo stile è scorrevole e curato e, a differenza del McEwan che verrà dopo, poco appesantito da lunghe pagine descrittive. Ma la perfezione della prosa si scontra con la mancanza apparente del motivo che ha spinto l'autore a raccontarci una storia di questo genere. Forse l'idea era quella di rappresentare il dolore; ma in questo caso l'esperimento, oltre che essere poco originale, non è riuscito bene.

    Un libro torbido e senza grandi pretese, che mi ha lasciato abbastanza indifferente; credo che lo dimenticherò in un lampo.
    In ogni caso, dopo la lettura del libro, ho eliminato ogni tipo di baule dalla mia cantina. Non si sa mai...

    ha scritto il 

  • 0

    Ammetto che riscontrare in uno stile di scrittura l’andamento di un rapporto erotico sia ascrivibile alla mia fantasia malata ma tant’è, questo è l’effetto che mi fa leggere McEwan e anche questa volt ...continua

    Ammetto che riscontrare in uno stile di scrittura l’andamento di un rapporto erotico sia ascrivibile alla mia fantasia malata ma tant’è, questo è l’effetto che mi fa leggere McEwan e anche questa volta non sono stata delusa.
    Questa volta è la descrizione di un tentativo di rimanere famiglia in una famiglia che si va sgretolando. Il giardino di cemento che dà il titolo è quello intorno alla casa sita in un quartiere in disfacimento in cui essa sopravvive grazie alla pervicacia del capo famiglia che tuttavia decide di cementare il verde che la circonda cementandolo.
    I quattro figli, due femmine e due maschi, in età adolescente, tranne il piccolo Tom che ha sei anni, decidono di restare uniti dopo la morte dei genitori e per farlo nascondono il cadavere della madre cementandolo in cantina.
    Questo loro segreto li unisce e al tempo stesso li conduce in una spirale di degrado e sudiciume che via via li sommerge pur lasciandoli stranamente innocenti .
    La scrittura di McEwan, asciutta e sublime ha una parte fondamentale nella storia rendendo anche le parti più scabrose un momento di poesia.
    McEwan agisce la seduzione sul lettore esponendogli fatti di quotidianità e banale routine, il lettore inizia il viaggio distrattamente, seguendolo in pagine in cui poco accade ma che lo avvolgono lentamente, alimentando la curiosità e accrescendo via via il desiderio che qualcosa accada.
    Quando questo avviene (e avviene quando meno te lo aspetti) lo innalza in un climax vertiginoso dove il lettore si sente completamente in balia dello scrittore e imprigionato in spire da cui non vorrebbe più liberarsi.
    Il giardino di cemento, di Ian McEwan

    ha scritto il 

  • 4

    Inizia come un libro qualunque. Quindici sacchi di cemento scaricati in una cantina per essere utilizzati da un padre come tanti altri, a tratti irascibile, piuttosto indifferente e autoritario, cardi ...continua

    Inizia come un libro qualunque. Quindici sacchi di cemento scaricati in una cantina per essere utilizzati da un padre come tanti altri, a tratti irascibile, piuttosto indifferente e autoritario, cardiopatico, a capo di una famiglia composta da moglie e quattro figli. E qui la "normalità" finisce per cedere il passo a un racconto scorrevole, attanagliante, anche se via via sempre più sgradevole e perverso. Vita e morte si intrecciano in una quasi totale assenza di sentimenti. Coprotagonista il cemento, metafora del legame tra i quattro ragazzi, e presenza fisica che custodisce un macabro segreto.
    Una storia cattiva, narrata in maniera talmente magistrale da costringere il lettore ad arrivare alla fine senza interrompere la lettura, quasi in apnea.

    ha scritto il 

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