Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il giardino di pietra

Di

Editore: Marsilio

3.2
(203)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8831797387 | Isbn-13: 9788831797382 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Puleo

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Mystery & Thrillers

Ti piace Il giardino di pietra?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 0

    Qui siamo in presenza di due libri in uno. Il primo è un poliziesco dall'avvio bruciante quanto inspiegabile, risolto con pazienza investigativa e caparbietà, contro ogni fuorviante apparenza ed ogni architettato depistaggio.
    Il secondo è la storia intimistica di una donna poliziotto e della sua ...continua

    Qui siamo in presenza di due libri in uno. Il primo è un poliziesco dall'avvio bruciante quanto inspiegabile, risolto con pazienza investigativa e caparbietà, contro ogni fuorviante apparenza ed ogni architettato depistaggio. Il secondo è la storia intimistica di una donna poliziotto e della sua ricerca personale di un difficile equilibrio tra affetti e lavoro, tra realizzazione personale nella professione ed appagamento del bisogno di appartenenza e di calore familiare. "Entrambi" i racconti si leggono piacevolmente anche se non mi sono senbrati speciali. Vengono confermati due elementi molto frequenti nei gialli di autori svedesi: la critica alla società contemporanea, violenta e disumanizzante nelle sue logiche di potere economico e politico, ed una vena di malinconia, che avvolge le storie personali di personaggi, poliziotti e criminali senza distinzione.

    Acquistato, per errore, e riletto. L'ho scelto dallo scaffale preferendolo ad altri titoli, che certamente non avevo letto al contrario di questo, il che deve pur significare qualcosa: ad esempio che questa trama deve "agganciarmi" in modo particolare. E poi, nel corso della lettura, qualche stanco neurone ha cominciato a ricordare... ma non abbastanza per rovinare la suspance. E dopo quattro anni confermo pienamente il giudizio precedente: davvero un bel giallo.

    ha scritto il 

  • 2

    Non basta essere svedesi per scrivere un bel giallo.
    A parte un errore di traduzione e editing così marchiano nella prima pagina, che mi ha tentato a lanciare il libro contro il muro, è scritto a frasi brevi, stile che odio con tutto il cuore. Mi ricorda un noto cronista del resto del carlino edi ...continua

    Non basta essere svedesi per scrivere un bel giallo. A parte un errore di traduzione e editing così marchiano nella prima pagina, che mi ha tentato a lanciare il libro contro il muro, è scritto a frasi brevi, stile che odio con tutto il cuore. Mi ricorda un noto cronista del resto del carlino edizione forlì. Insopportabile. Fatene a meno, tranquillamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Un incidente stradale che non è un incidente, un suicidio che non è un suicicio, una scia di morte che come sempre nasce dall'avidità e dalla mancanza di rispetto nei confronti degli altri.
    Ma siamo in Svezia, e quindi il lato sociale ha una speciale rilevanza in questo romanzo, a partire dalle g ...continua

    Un incidente stradale che non è un incidente, un suicidio che non è un suicicio, una scia di morte che come sempre nasce dall'avidità e dalla mancanza di rispetto nei confronti degli altri. Ma siamo in Svezia, e quindi il lato sociale ha una speciale rilevanza in questo romanzo, a partire dalle gravidanze tormentate che legano vittime e protagoniste. Molto piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un tipico giallo nordico, che lascia molto spazio all'introspezione e alla vita privata della tormentata Ann ispettrice protagonista.
    Il giallo è ben costruito e anche se avevo intuito il "colpevole" non sono mancate sorprese e suspence.
    Il personaggio di Ann mi è piaciuto moltissimo, una donn ...continua

    E' un tipico giallo nordico, che lascia molto spazio all'introspezione e alla vita privata della tormentata Ann ispettrice protagonista. Il giallo è ben costruito e anche se avevo intuito il "colpevole" non sono mancate sorprese e suspence. Il personaggio di Ann mi è piaciuto moltissimo, una donna normale con problemi quotidiani normali, con qualche complicazione sentimentale ma anche una brava professionista, umana ed empatica. Promosso, leggerò anche il secondo episodio con la speranza che vengano pubblicati tutti gli altri.

    ha scritto il 

  • 4

    Ann Lindell indaga. Il romanzo è ben fatto. Avvincente l'indagine poliziesca. Convincente la caratterizzazione dei personaggi. Ma le svedesi quarantenni non usano anticoncezionali?

    ha scritto il 

  • 3

    Spunti interessanti ma ritmo un pò lento

    L'ho preso "a scatola chiusa" cioè senza mai averne sentito parlare, giusto perchè mi ha colpito il titolo e la quarta di copertina mi ha stuzzicato, ma poi leggendolo non mi ha convinta del tutto.


    Le premesse per un buon poliziesco più o meno ci sono tutte, ma il fatto è che il ritmo dell ...continua

    L'ho preso "a scatola chiusa" cioè senza mai averne sentito parlare, giusto perchè mi ha colpito il titolo e la quarta di copertina mi ha stuzzicato, ma poi leggendolo non mi ha convinta del tutto.

    Le premesse per un buon poliziesco più o meno ci sono tutte, ma il fatto è che il ritmo della narrazione mi è parso a tratti un pò lento, così da togliere mordente alla storia, e il personaggio di Ann Lindell non mi ha conquistato, forse perchè non l'ho ben capito.

    Però l'intreccio non è male, ci sono spunti interessanti e abbastanza originali. A me che sono una che ama il giallo fa sempre piacere leggere scrittori diversi dai soliti classici e ampliare quindi la conoscenza del genere.

    Posso dire ad ogni modo che, come si legge sulla quarta di copertina, Kjell Eriksson ha ricevuto dalla polizia di Stoccolma un riconoscimento per l'autenticità e l'impegno del suo racconto. Quindi non si tratta di una lettura sprecata, in definitiva.

    ha scritto il 

  • 1

    Questo piccolo polpettone è quasi un Harmony con sfumature di giallo, ma a dirla proprio tutta sarebbe scarso anche come semplice romanzo rosa. I personaggi sono solo abbozzati, la storia è banalissima oltre che mostruosamente piatta. Non salverei nulla, oltre alla simpatica copertina d'impatto.< ...continua

    Questo piccolo polpettone è quasi un Harmony con sfumature di giallo, ma a dirla proprio tutta sarebbe scarso anche come semplice romanzo rosa. I personaggi sono solo abbozzati, la storia è banalissima oltre che mostruosamente piatta. Non salverei nulla, oltre alla simpatica copertina d'impatto.

    Da evitare.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro incompiuto e parziale.
    Penalizzato da una delle peggiori traduzioni che mi sia mai passata tra le mani (ma sono un dinosauro, io che mi arrischio ad usare ancora i congiuntivi?) il romanzo scorre via tra le mie mani passando da un iniziale interesse per una storia che promette intrecci m ...continua

    Un libro incompiuto e parziale. Penalizzato da una delle peggiori traduzioni che mi sia mai passata tra le mani (ma sono un dinosauro, io che mi arrischio ad usare ancora i congiuntivi?) il romanzo scorre via tra le mie mani passando da un iniziale interesse per una storia che promette intrecci molto moderni ed attuali tra scienza ed etica, ad un progressivo senso di noia e, paradossalmente, di frettolosa voglia dell'autore di finire prima possibile di scrivere.

    E dire che anche i personaggi sembrano avere una dimensione psicologica interessante (sebbene poco originale) ma poi, alla lunga, sembrano ricalcare pedissequamente (traduttore, questa parola cercatela su google, lo strumento che sembri conoscere meglio, magari ti spiega bene cosa significa) i classici cliche'.

    Romanzo che riempie gli scaffali, e nemmeno troppo, perche' e' di poche pagine.

    ha scritto il 

  • 3

    Coerente ma superficiale. Anche noioso a tratti e spesso sin troppo spiegato. Basti dire che si intuiscono benissimo sin dall'inizio sia l'assassino che altri dettagli del mistero (mentre il libro sembra aver la pretesa d'essere un giallo che si scioglie alla fine).
    E' seccante quando un uomo si ...continua

    Coerente ma superficiale. Anche noioso a tratti e spesso sin troppo spiegato. Basti dire che si intuiscono benissimo sin dall'inizio sia l'assassino che altri dettagli del mistero (mentre il libro sembra aver la pretesa d'essere un giallo che si scioglie alla fine). E' seccante quando un uomo si mette a scrivere in prima persona dal p.o.v. di una donna incinta senza neppure essersi decorosamente documentato quantomeno sui sintomi fisici classici della gravidanza. Tra l'altro si dice che lei debba decidere se abortire o meno a 18 settimane. Spero si tratti di un errore di stampa. Le leggi svedesi non prevedono che l'interruzione volontaria di gravidanza oltre 18 settimane di gestazione sia semplice, tutt'altro. Specie se è fisiologica e il bambino è sano. Basta fare una rapida ricerca su internet per scoprire che "in Svezia l’aborto si può praticare entro le 18 settimane di gravidanza su richiesta della donna, quando si configurino rischi per la salute psico-fisica o malformazioni del feto. È richiesto un colloquio con un assistente sociale, mentre oltre le 18 settimane il via libera per l’interruzione di gravidanza deve essere fornito dal Consiglio nazionale della sanità e del welfare." Tralasciando il fatto che a 18 settimane si può già iniziare a sentire il bimbo muoversi nella pancia se si è abbastanza sensibili... La protagonista, sebbene abbia sporadici attacchi di vomito (che in genere a 18 settimane potrebbero essere passati), non ha maggiore fame o sonno, non sente alcuna particolare forma di affaticamento, non ha fatto alcun controllo medico, che dico, non ha fatto nemmeno il test di gravidanza, non è neppure sicura di essere incinta. E riflette sull'aborto. Velo pietoso.

    ha scritto il 

  • 3

    la trama poteva funzionare, ma giunti alla conclusione dei fatti, il finale è scialbo, frettoloso e inconcludente; sembra quasi che lo scrittore abbia, giusto alla fine, esaurito la sua fantasia, scrivendo poche righe, non particolarmente incisive, per chiudere il romanzo. mi ha lasciata insoddis ...continua

    la trama poteva funzionare, ma giunti alla conclusione dei fatti, il finale è scialbo, frettoloso e inconcludente; sembra quasi che lo scrittore abbia, giusto alla fine, esaurito la sua fantasia, scrivendo poche righe, non particolarmente incisive, per chiudere il romanzo. mi ha lasciata insoddisfatta.

    ha scritto il