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Il giardino non esiste

Di

Editore: Il Maestrale

3.8
(48)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8889801484 | Isbn-13: 9788889801482 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
L a piccola Carmen vive un'infanzia felice con Romeo - padre premuroso e facoltoso commerciante - la matrigna Flora, i suoi fratellini e le tante domestiche che animano la casa.Tutto procede bene fino al giorno in cui la bambina non mostra i segni di un male innominabile: l'epilessia. Da quel momento ogni cosa cambia e il mondo sembra ritorcersi contro di lei. Unica consolazione è un angolo di giardino rigoglioso di piante e popoloso d'animali dove Carmen può trovare rifugio. Ma la vita prepara nuovi ostacoli. Detestata dalla matrigna per quel suo 'difetto', viene operata alla testa, senza una reale urgenza d'intervento. Quella dei chirurghi sarà una profanazione e segnerà una frattura fra infanzia e maturità, fra realtà e immaginazione. Sarà mai esistito il giardino salvifico? Crolla anche l'agiato ambiente familiare: la morte dei fratellini - le cui modalità tragiche restano un mistero per la bambina e, fino ad un certo punto, per il lettore - riveleranno tutta la fragilità di una vita consacrata alla gratificazione materiale. Annichilita dal lutto, la famiglia è alla deriva. A salvare Carmen da una situazione senza uscita è la zia Vincenza. Donna votata alla libertà, capace di parlare tanto ai bambini quanto ai folli, Vincenza prende con sé Carmen sulla piccola isola in cui vive, un'isola spazzata da un vento dispettoso che d'estate si placa concedendo ridenti giornate di mare. La bambina cresce e si fa donna sull'isoletta e sembra ormai avviata verso una nuova esistenza. Ma il passato riemerge e domanda delle scelte. Così molto altro dovrà accadere nella vita di Carmen, verso un ritorno, verso altre perdite, in un romanzo sul destino, una fiaba tragica carica di magia linguistica dove i personaggi femminili hanno un ruolo di primo piano: osano, si prendono il carico della propria storia e sanno calarsi in certe loro oscure profondità alla ricerca di un riscatto, anche se questo, forse, potrebbe non arrivare mai.
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  • 2

    Il romanzo inesistente

    In genere i romanzi che non mi soddisfano, li abbandono. Entro quanto tempo e dopo quante pagine dipende dal livello di sopportazione. La lettura deve essere un piacere: deve condurre in uno stato di benessere fisico e mentale. L'autore, quando racconta una storia, deve produrre – per quanto mi r ...continua

    In genere i romanzi che non mi soddisfano, li abbandono. Entro quanto tempo e dopo quante pagine dipende dal livello di sopportazione. La lettura deve essere un piacere: deve condurre in uno stato di benessere fisico e mentale. L'autore, quando racconta una storia, deve produrre – per quanto mi riguarda – un'esperienza immaginativa, deve farti viaggiare. Con l'autore intrattieni un dialogo, egli parla e tu pendi dalle sue labbra; con i suoi personaggi e la loro storia instauri un rapporto, divieni loro amico o nemico, ti arrabbi o ti innamori; e col contenitore di queste storie, il libro, l'unica cosa reale – direi viva, instauri un rapporto quasi carnale da cui è difficile alla fine liberarsi. Superi il distacco con la lettura successiva. Poi verrà un altro libro e così via in una spirale di libido crescente. Un libro, un feticcio.

    Ebbene, ciò non è successo con questo romanzo di formazione. Che pure è di buona scrittura. Del resto l'autore è segnalato per essere tra gli emergenti della nuova generazione di scrittori sardi e vanta già un curriculum di rispetto.

    Forse non è il maggiore tra i suoi romanzi, benché la storia sia promettente. Romanzo di formazione questo, sul destino di una giovinetta che si fa donna. Colpita dall'epilessia, Carmen, questo il nome della protagonista, affronta situazioni di conflitto con una famiglia alla deriva. Carmen evade con la fantasia creandosi un mondo suo, il giardino appunto, che però svanisce con l'età e con il crescere, e all'apparire di una beffarda realtà.

    La narrazione, dicevo, procede senza intoppi, tuttavia rallenta spesso in modo esasperante, pause descrittive che attirano la nostra attenzione sulla superficie delle cose che vorrebbero farsi sostanza senza riuscirci. Il risultato è a mio parere di un convenzionale insopportabile, e che talvolta appare fuori registro, disorientando il lettore. I personaggi per di più sono monodimensionali, non sono resi vivi e palpitanti. La scelta di brevi capitoli è l'unica felice, e mi ha consentito di terminare finalmente il romanzo, senza che esso abbia corso il rischio di essere abbandonato in una panchina del giardino insistente. In una parola un potenziale letterario andato disperso.

    ha scritto il 

  • 5

    Una piacevole scoperta

    Un romanzo scritto con uno stile poetico e con l'alta capacità di inventare nuovi percorsi per descrivere il fascino profondo e coinvolgente del mondo (a volte fatato) che circonda la bambina protagonista di questa vita raccontata.

    ha scritto il 

  • 2

    Inutile

    semplicemente inutile... privo di trama... i personaggi sono messi là... non succede nulla per tutto il libro... l'autore vorrebbe suscitare qualcosa.. ma non ci riesce... semplicemente N.C. (Non Classificabile)

    ha scritto il 

  • 0

    la piccola Carmen riesce a riconoscere il momento esatto in cui la sua vita cambierà. capisce che dopo quel breve secondo nulla potrà essere più come prima. capisce che in quel secondo la sua infanzia è finita. che il suo giardino segreto pieno di magici animali non farà più parte della sua vita ...continua

    la piccola Carmen riesce a riconoscere il momento esatto in cui la sua vita cambierà. capisce che dopo quel breve secondo nulla potrà essere più come prima. capisce che in quel secondo la sua infanzia è finita. che il suo giardino segreto pieno di magici animali non farà più parte della sua vita. è una storia molto triste, raccontata con note di magia, e con una geometria di parole fantastiche che rivelano tutta la grandezza dell' autore. si affrontano temi difficili e la natura come sempre,nei libri di capitta,fa da sfondo e rende tutto più sopportabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro splendido, delicato e struggente.
    Si narra la storia della vita di Carmen, bambina affetta da una malattia dal nome impronunciabile. L'unico riparo che la bambina trova per il suo occhio ballerino è una piccola radura tra le viuzze della vecchia Sassari, un giardino segreto che no ...continua

    Un libro splendido, delicato e struggente.
    Si narra la storia della vita di Carmen, bambina affetta da una malattia dal nome impronunciabile. L'unico riparo che la bambina trova per il suo occhio ballerino è una piccola radura tra le viuzze della vecchia Sassari, un giardino segreto che non conosce malattie né solitudine, in cui asine, bisce e natura si fondono in lei e con lei.
    Scritto magistralmente, di abbagliante poesia e grande carica evocativa, il romanzo descrive un quarantennio di vita della piccola Carmen nel suo viaggio alla ricerca di un rifugio e di una salvezza interiore.
    Quattro stelline.

    ha scritto il 

  • 5

    Un tema strappalacrime come quello di una bambina malata, qui è trattato da Capitta con una sapienza e una sensibilità ammirevole, oltre che con un'inventiva molto felice. Capitta è un vero scrittore, come e più di altri scrittori sardi di oggi (e di ieri).

    ha scritto il