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Il giardino segreto

Di

Editore: Mursia (Gruppo Editoriale)

4.1
(2935)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 210 | Formato: Copertina rinforzata scuole e biblioteche | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Polacco , Norvegese

Isbn-10: 884251568X | Isbn-13: 9788842515685 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Vincenzo Brinzi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Children , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Mary Lennox vive, a soli 9 anni, la perdita dei genitori a causa del colera. Lascia l'India e si trasferisce dallo zio Archibald nello Yorkshire. Questi è un vedovo scontroso che, all'arrivo della bambina, non la vuole neanche vedere e la lascia alle cure della governante. La casa è molto grande, ma quasi tutte le stanze sono chiuse a chiave e la bimba ha il divieto di entrarvi; c'è anche un giardino proibito, quello della defunta moglie dello zio e anche quello è chiuso a chiave. Mary riesce ad entrarvi e, di nascosto, seminando e innaffiando, lo fa ritornare rigoglioso come un tempo. Mary riesce anche a restituire la gioia di vivere al figlio dello zio, Colin, un bambino capriccioso e malaticcio, inutilmente oppresso da cure eccessive.
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  • 3

    Un libro ricco di misteri

    Un misterioso giardino abbandonato che farà vivere a Mary, triste per aver abbandonato la sua India ed essersi dovuta trasferire in Inghilterra, una delle più grandi avventure. Lei e il giardino rinas ...continua

    Un misterioso giardino abbandonato che farà vivere a Mary, triste per aver abbandonato la sua India ed essersi dovuta trasferire in Inghilterra, una delle più grandi avventure. Lei e il giardino rinascono insieme... ho visto il film più volte ed è uno dei miei preferiti.

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico intramontabile...

    ...non sarebbe intramontabile se non fosse un classico e viceversa. Non è un mistero il motivo per cui questo libro mi sia piaciuto. Nonostante i personaggi non siano proprio sviluppati a tutto tondo ...continua

    ...non sarebbe intramontabile se non fosse un classico e viceversa. Non è un mistero il motivo per cui questo libro mi sia piaciuto. Nonostante i personaggi non siano proprio sviluppati a tutto tondo e l'evoluzione sia pure un po' piatta (consentitemi il paradosso), il libro scorre meravigliosamente ed è scritto così bene, evoca così tanti ricordi, che non si può proprio fare a meno di amarlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Seppure un libro per ragazzi, devo dire che mi è molto piaciuto.
    Al di là della trama semplice, e con il lieto fine d'obbligo, ho trovato la storia, il contesto ed i personaggi molto rasserenanti.
    Dec ...continua

    Seppure un libro per ragazzi, devo dire che mi è molto piaciuto.
    Al di là della trama semplice, e con il lieto fine d'obbligo, ho trovato la storia, il contesto ed i personaggi molto rasserenanti.
    Decisamente una lettura piacevole, perfetta per rilassarsi e per qualche ora di "pensiero positivo".
    Peccato per l'edizione da me letta (Cart-educa, Classici Ragazzi, ISBN 9788863093841), infarcita di refusi e addirittura errori di parole!

    ha scritto il 

  • 4

    Uno degli aspetti più curiosi della nostra vita è che solo di tanto in tanto ci capita di avere la certezza di vivere a lungo, molto a lungo, forse addirittura per sempre. Succede, a volte, quando ci ...continua

    Uno degli aspetti più curiosi della nostra vita è che solo di tanto in tanto ci capita di avere la certezza di vivere a lungo, molto a lungo, forse addirittura per sempre. Succede, a volte, quando ci alziamo all’alba, e usciamo in quell’ora tenera e solenne, da soli. Allora alziamo lo sguardo in alto, verso il cielo pallido che si va colorando di rosa, finché ciò che scorgiamo a oriente quasi ci strappa un grido, e il cuore sembra arrestarsi dinanzi alla strana e immutabile maestà del sole che sorge: qualcosa che accade ogni mattino da migliaia e migliaia di anni... Allora, per qualche attimo, ci sembra che vivremo per sempre. Ci succede anche quando ci troviamo soli in un bosco, al tramonto, e la pace dorata, misteriosa e profonda che vi regna sembra ripeterci dolcemente qualcosa che non riusciamo a comprendere del tutto... Altre volte, invece è la quiete immensa del cielo notturno con il suo azzurro cupo popolato da milioni di stelle a comunicarci tale certezza; oppure l’eco di una musica lontana; o ancora, lo sguardo che qualcuno ha negli occhi...

    Un classico che è un inno alla natura e all'amicizia, la cui rilettura ha fatto tornare alla memoria lo stesso giardino segreto che mi ero immaginata almeno 15 anni fa, oggi come allora.

    ha scritto il 

  • 4

    Un giardino chiuso per aprirsi al mondo

    Il romanzo ha sdoganato l’educazione ferrea dell’epoca che vedeva in rigide regole pedagogiche il baluardo dell’insegnamento. Il libro l’ho scoperto in tarda adolescenza, ma nei miei sogni c’è sempre ...continua

    Il romanzo ha sdoganato l’educazione ferrea dell’epoca che vedeva in rigide regole pedagogiche il baluardo dell’insegnamento. Il libro l’ho scoperto in tarda adolescenza, ma nei miei sogni c’è sempre stato un giardino segreto.

    ha scritto il 

  • 4

    regalo di compleanno 2014

    Il giardino segreto Di Frances Hodgson Burnett Editore: Istituto Geografico De Agostini - Gli Aquiloni http://www.anobii.com/books/Il_giardino_segreto/9788841561959/01f99240defe7c9c00
    Poi si misero a ...continua

    Il giardino segreto Di Frances Hodgson Burnett Editore: Istituto Geografico De Agostini - Gli Aquiloni http://www.anobii.com/books/Il_giardino_segreto/9788841561959/01f99240defe7c9c00
    Poi si misero a chiacchierare, a scherzare e a ridere così di gusto che la signora Medlock, affacciatasi sulla porta per vedere cosa succedeva, si ritirò bruscamente, stupefatta.
    «Roba da matti!» borbottò. «Cose da non credere!»

    Da quando è nato Giordano ho cominciato a scambiare i miei libri con libri per bambini e ragazzi e adesso ne ho parecchi a disposizione, così ogni tanto ne leggo qualcuno.
    Una storia dolcissima, piena di personaggi interessanti: la piccola Mary venuta dall'India, il cugino Colin, la giovane domestica Martha, il suo fratellino Dickon e la loro cara mamma, il vecchio giardiniere Ben, il povero signor Craven, sfortunato e debole.
    Una storia ricca di magia buona, piena del sole e del vento e dei fiori della landa.
    Una storia che insegna quanto bisognerebbe aver cura dei bambini, quanto i piccoli hanno bisogno di amore e di buon senso, e di amici, e di correre all'aria aperta, e di sognare.
    (3 lug 2012)

    ha scritto il 

  • 5

    Classici per bambini?

    La mia bambina, giusto una settimana fa, è tornata da scuola trionfante per aver preso 10 in un tema. L'argomento era...scrivi una lettera ad un personaggio di un libro che hai amato particolarmente, ...continua

    La mia bambina, giusto una settimana fa, è tornata da scuola trionfante per aver preso 10 in un tema. L'argomento era...scrivi una lettera ad un personaggio di un libro che hai amato particolarmente, rivolgendoti a lui come se fosse un amico. E, tra tanti personaggi incontrati nelle sue letture, poiché è a sua volta una piccola divoratrice di libri, ha scelto di scrivere proprio alla protagonista del Giardino segreto, Mary Lennox. Mi ha colpito vedere quanto il messaggio di solidarietà, amicizia, amore per la natura e riconoscenza per il Creato l'abbia toccata nel profondo, cosi' come il modo in cui si è rivolta a lei, ragazzina prima insopportabile ed odiosa e poi rendendole un doveroso omaggio per il suo cambiamento...Citando la forza del cuore, della fede nella volontà che tutto può, ha colpito nel segno. Non avendolo letto mai prima d'ora, l'ho iniziato immediatamente e l'ho affrontato non con gli occhi di un bambino, ma con la mente aperta alle meraviglie che troppo spesso diventati adulti non vediamo più...In questi giorni luminosi e freddi, ammantati nella neve, mi sono ritrovata a guardare fuori dalle finestre ed ammirare ciò che mi circonda...e a ringraziare. Non volevo essere mielosa, ma quando un cosiddetto classico per bambini, che poi non credo proprio che sia, sortisce questo effetto, come non rimanere stregati da tanta poesia? Ma quanto bene fa ritrovare un po'di magia? Non vedo l'ora di rivedere il mio giardino a primavera e prendendomene nuovamente cura, so già a chi andrà il mio pensiero.
    Grazie alla mia piccola per aver condiviso con me questo gioiello assolutamente senza tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Non solo per bambini.

    Il ruolo dello scrittore per l'infanzia non è facile. Non lo è neppure quello dello scrittore tout-court, è vero, ma chi scrive rivolgendosi prima di tutto ai bambini, ha nelle mani un compito partico ...continua

    Il ruolo dello scrittore per l'infanzia non è facile. Non lo è neppure quello dello scrittore tout-court, è vero, ma chi scrive rivolgendosi prima di tutto ai bambini, ha nelle mani un compito particolarmente gravoso e non privo di responsabilità, ed anche quando riesce ad espletarlo nel migliore dei modi, finisce solitamente per vedersi relegato nella categoria di autore amato dai più piccoli, ma snobbato, o comunque mai pienamente apprezzato, dagli adulti.
    Eppure, capita a volte - è raro, ma capita - che alcuni libri pensati appositamente per i giovanissimi, riescano nella difficile missione di conquistare anche i lettori ormai cresciuti, magari proprio facendo riaffiorare alla mente i ricordi di un'infanzia forse non così lontana.
    Il giardino segreto, come si potrà capire, è una di queste perle.

    Da anni rimandavo la lettura di questo romanzo, un po'perché già conoscevo l'omonimo film, un po'perché, avendo avuto modo di apprezzare la Burnett ne Il piccolo Lord, piacevolissimo ma indiscutibilmente smielato, ero convinta che si trattasse dell'ennesimo libro infarcito di sentimentalismo, angelici orfanelli, e impeccabile morale finale all'insegna del più classico buonismo. Per carità, tutti ingredienti adattissimi per un libro destinato ai più piccoli, ma non sempre allettanti per coloro a cui, come alla sottoscritta, l'eccesso di zucchero ha fatto storcere il naso fin dalla più tenera età.
    Mi sbagliavo. Così, dopo due secoli di tradizione letteraria che vuole gli orfanelli - meglio se abbandonati a se stessi - come emblemi di bontà, pronti a sacrificare ogni cosa per aiutare il prossimo, e mirabilmente in grado di impartire esemplari lezioni di vita agli adulti, è stato con sorpresa, e con sincero piacere, che mi sono imbattuta in una protagonista completamente fuori dai cliché.
    Mary Lennox, questo il suo nome, è anche lei un'orfana - e, prima di diventarlo, una bambina ricca e trascurata - ma (e qui sta il bello) diversamente dall'ottimista Pollyanna e dall'angelico Ceddie Errol, incarna tutto meno che le migliori doti tipiche dei piccoli eroi della letteratura.
    Come ogni reale bambino cresciuto senza affetto né guida, e abituato fin dalla nascita ad essere servito e riverito, Mary è una ragazzina prepotente, egoista e indisponente, e malgrado la sua situazione susciti pena, è difficile, se non impossibile, essere solidali con lei mentre insulta la servitù, o pretende sdegnosamente attenzioni e riguardi che non le sono in alcun modo dovuti. Quando però, perduti i non troppo amati genitori, la bambina, da sempre vissuta in India, viene affidata alle cure di uno sconosciuto zio, e catapultata in una cupa tenuta dello Yorkshire chiamata Misselthwaite Manor, le cose iniziano a mutare.
    Qui, infatti, Mary non troverà una sfilza di domestici indiani pronti a omaggiarla di continuo e a lasciarsi tiranneggiare da lei, bensì uno zio tetro e misterioso chiusosi in se stesso dopo la prematura scomparsa della moglie; una governante poco malleabile che la prende subito in antipatia; e una giovane cameriera di nome Martha, dal carattere deciso e i modi spicci, che di chinare il capo di fronte ai malumori di una bimbetta viziata, proprio non ne vuole sapere. Sarà proprio grazie a Martha, al suo simpatico fratello Dickon, e alla straordinaria scoperta di un misterioso giardino proibito, da dieci anni chiuso a chiave, che Mary abbandonerà poco alla volta il proprio guscio, ed aprirà il proprio cuore; e quando le oscure stanze di Misselthwaite Manor le riveleranno inaspettatamente l'esistenza di un altro piccolo infelice, solo e scontroso perfino più di lei, ecco che Mary capirà finalmente che nella vita niente è dovuto, che il rispetto si ottiene quando se ne ha per gli altri, e che l'affetto si conquista non con l'arroganza, ma col sorriso, con la spontaneità, con la sincerità dei migliori sentimenti.

    Bello, semplicemente. Bello il modo di raccontare la storia, con dolcezza ma senza edulcoranti; belle le immagini della brughiera selvaggia sferzata dal vento o accarezzata dal sole; bello l'entusiasmo dell'autrice, pecettibilissimo tra le pagine, con cui ella riesce a rievocare lo spirito dell'infanzia, e la voglia di rallegrarsi di fronte alle stagioni che si susseguono e alla vegetazione che si risveglia, in un ciclo continuo e inesauribile.
    Bello, soprattutto, quell'incantevole giardino, così profondamente sentito, divenuto metafora della vita che si rinnova, emblema della speranza che germoglia silenziosa tra le sterpaglie, offrendo sempre nuovi frutti e ricordandoci come il domani, malgrado tutto, non smetta mai di offrirci nuove opportunità, nuove gioie, nuove ragioni per stare al mondo e desiderare di vivere.
    Le bellezze del creato non fanno da sfondo a questo romanzo, ne sono invece il cuore, così come lo è la forza dell'immaginazione che risvegliandosi lentamente nei piccoli protagonisti, li porterà a scoprire i tanti misteri della natura, e a comprendere che i grandi valori della vita sono in realtà le cose più semplici: una risata in compagnia, un'amicizia autentica, e quella capacità di provare stupore davanti meraviglie della terra, che troppo spesso perdiamo quando ci lasciamo l'infanzia alle spalle.

    E tornando proprio al concetto d'infanzia, mi domando se in fondo le miopi classificazioni dei giorni nostri, non facciano davvero torto a questo romanzo, volendolo relegare al ruolo di letteratura per bambini. Lo stile di scrittura, l'abilità descrittiva, le atmosfere di chiara ispirazione gotica, e lo stesso messaggio, lungi dall'essere melenso o scontato, lo rendono a parer mio un classico di tutto rispetto, adattissimo agli adulti non meno che ai bambini, e completamente degno di alcune tra le più celebri opere che hanno fatto grande la letteratura inglese.
    E a chi avesse qualcosa da eccepire sullo spazio che l'autrice dedica ai pensieri di un intelligente pettirosso - unico frangente del libri a carattere vagamente fiabesco - mi permetterei di ricordare, senza alcun intento critico, che lo stesso Tolstoj, in Anna Karenina, non esitò ad analizzare, per un intero capitolo, le riflessioni di un certo cane da caccia che, a dirla tutta, tanto brillante non era.

    Non c'è spazio per le lezioncine, per i moralismi e per i piagnistei ne Il giardino segreto, qui Frances Hodgson Burnett dà voce solo alla speranza e alla fede nel potere della natura: quel potere che Mary e i suoi compagni identificano con la magia, e che la saggia Mrs Sowerby chiamerà invece Dio, ma che forse potremmo riassumere più in generale con il sentimento profondo che spesso si prova di fronte alla consapevolezza delle infinite bellezze del mondo, e dell'esistenza di qualcosa di tanto più grande di noi, che a volte non riusciamo a definire, ma che ci spinge a non arrenderci mai e a ritrovare la fiducia nella vita e nel prossimo.
    Si dice, di alcune storie, che facciano bene al cuore. Se tale espressione si può considerare valida, non c'è dubbio che Il giardino segreto racconti proprio una di quelle storie.

    ha scritto il 

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