Il giardino segreto

Di

Editore: Mursia (Gruppo Editoriale)

4.1
(3486)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 93 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Polacco , Norvegese

Isbn-10: 8842535451 | Isbn-13: 9788842535454 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Tascabile economico , eBook

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 3

    É un libro davvero molto bello, abbastanza leggero. Attraverso lo stile di scrittura si puó percepire il periodo storico in cui é stato scritto. La storia é intrigante e ti spinge a voler leggere e sa ...continua

    É un libro davvero molto bello, abbastanza leggero. Attraverso lo stile di scrittura si puó percepire il periodo storico in cui é stato scritto. La storia é intrigante e ti spinge a voler leggere e sapere sempre di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Là dove coltivi la rosa non può crescere il cardo

    Il Giardino Segreto è un romanzo per ragazzi, scritto nel 1911 Da Frances Hodgson Burnett, che coniuga temi importanti come l’assenza della figura dei genitori, la solitudine, la guarigione dalle mala ...continua

    Il Giardino Segreto è un romanzo per ragazzi, scritto nel 1911 Da Frances Hodgson Burnett, che coniuga temi importanti come l’assenza della figura dei genitori, la solitudine, la guarigione dalle malattie dell’anima, il superamento del lutto, ad uno stile scorrevole e piacevole.

    I due cugini Mary e Colin non hanno conosciuto l'amore dei genitori, sono cresciuti pallidi, antipatici e altezzosi. Non amano nessuno e quindi ovviamente nessuno li ama, finché un giorno scoprono un giardino segreto abbandonato.

    Evidente la metafora: il giardino può essere visto come la loro esistenza. Grigio, morto, con le rose rampicanti addormentate da anni di dimenticanza; ma sottoterra qualcosa è latente, vive e mette radici, come la loro buona volontà. C'è sempre un seme pronto a rinascere e se riescono a togliere le erbacce dell’orgoglio e dell’odio questo seme può fare rinascere la nostra vita.

    E infatti nel giardino i ragazzi ritrovano il contatto con la natura e tornano a sorridere, a gioire, a sperare, a godere delle tantissime cose belle che la vita ci sa riservare, se solo siamo attenti a coglierle.

    Dal romanzo, evidentemente di successo, sono stati tratti ben tre film e una serie animata giapponese dal titolo "Mary e il giardino dei misteri".

    Avevo letto commenti molto buoni su questo libro e pensavo e speravo che, come a volte succede, fosse adatto anche ad una lettura adulta.
    Mi sbagliavo.
    E' bello credere che la bontà delle persone abbia sempre la meglio sulle difficoltà della vita. E' bello pensare che ci sia sempre un lieto fine. Ma non bisogna esagerare. Ok per l'amore per la natura (la Burnett era appassionata di giardinaggio e lo considerava altamente pedagogico), ma l'entusiasmo, assolutamente innaturale, di questi ragazzi per lo sbocciare di una rosa mi ha fatto venire l'orticaria e le vampate di calore.

    Quattro stelle quindi, ma rigorosamente vietate ai maggiori di anni 12.

    ha scritto il 

  • 5

    Giustamente, quando uno non vuole far trovare una chiave mica la butta, no: la sotterra vicino alla porta :3

    Lo so, purtroppo leggo e rileggo il libro e continua a rimanermi questo tarlo.. Per il rest ...continua

    Giustamente, quando uno non vuole far trovare una chiave mica la butta, no: la sotterra vicino alla porta :3

    Lo so, purtroppo leggo e rileggo il libro e continua a rimanermi questo tarlo.. Per il resto amo questo libro come quando l'ho letto 20 anni fa** :')

    **VENTI ANNI?? ... VENTIANNI?!?! Dov'è finita la mia giovinezza!!!

    ha scritto il 

  • 4

    A ognuno il proprio giardino segreto

    Devo ringraziare un'amica speciale per avermi regalato il giardino segreto che non conoscevo.
    Probabilmente l'avessi letto da bambina non sarei stata in grado di cogliere la vera morale di questa stor ...continua

    Devo ringraziare un'amica speciale per avermi regalato il giardino segreto che non conoscevo.
    Probabilmente l'avessi letto da bambina non sarei stata in grado di cogliere la vera morale di questa storia. Vi consiglio di rileggerlo o leggerlo per la prima volta, seduti su una panchina o al parco, circondati da alberi e fiori ma con il vostro amico/a accanto :)

    ha scritto il 

  • 3

    Premettendo che conoscevo già la storia prima di iniziare la lettura grazie al film e al cartone animato, quindi da quel punto di vista non ho avuto nessuna sorpresa, il libro l’ho trovato molto carin ...continua

    Premettendo che conoscevo già la storia prima di iniziare la lettura grazie al film e al cartone animato, quindi da quel punto di vista non ho avuto nessuna sorpresa, il libro l’ho trovato molto carino, con un mistero iniziale semplice ma appassionante al punto giusto e dei personaggi nel complesso ben costruiti.
    Mi è piaciuta molto come ambientazione l’enorme casa dalle stanze quasi tutte chiuse ed abbandonate, un po’ come se fosse un relitto disperso nel mare della brughiera. L’altra cosa che ho amato personalmente è la parte data alla Natura con la N maiuscola, come madre generatrice di vita e forza rigeneratrice del corpo e dello spirito, e l’importanza del contatto con la terra e le sue creature. In fin dei conti, anche senza scomodare forze soprannaturali, un giardino completamente spoglio dopo l’inverno che in primavera si ricopre di fiori profumati e foglie lucenti sembra un po’ una magia, no?
    Non riesco a dare un voto più alto di questo però per una cosa che ho trovato irritante, ovvero i continui riferimenti all’India in modo negativo e spesso razzista. Certo, il libro è stato scritto cent’anni fa quando il contesto sociale e culturale era molto diverso da quello moderno, ma anche tenendone conto mi sembra comunque che l’autrice giochi continuamente la carta dei “civili inglesi” contro i “selvaggi indiani” che, pensate un po’, non hanno nemmeno la corda per saltare!
    Anche il fatto che a Mary venga da tutti detto quanto sia bruttina (soprattutto per essere cresciuta in India, ovviamente, il vento dello Yorkshire la renderà immediatamente più carina) è piuttosto fastidioso; posso capire farle notare di essere maleducata e scontrosa, ma perché insistere così tanto sul suo aspetto?
    Insomma, il libro è carino e piacevole, con un paio di appunti “scomodi” che mi hanno impedito di apprezzarlo al cento per cento. Resta comunque consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    i miracoli dell'amicizia... e della natura!!!

    Grazie ad una giovanissima amica, mi sono ritrovata a leggere quest'opera di letteratura d'infanzia... davvero molto delicato, quanto drammatico, ma con la vittoria dell'amicizia su tutto!! Notevole a ...continua

    Grazie ad una giovanissima amica, mi sono ritrovata a leggere quest'opera di letteratura d'infanzia... davvero molto delicato, quanto drammatico, ma con la vittoria dell'amicizia su tutto!! Notevole anche il trionfo della natura e le emozioni che solo essa sa regalare a chi è in grado di ammirarla nella sua maestosità! Molto bello, davvero, da far leggere a scuola, ma anche consigliato a quegli adulti che sanno ancora "vedere" come i bambini!

    ha scritto il 

  • 2

    Per descrivere quest’opera potrei basarmi su un poema conosciuto a memoria da tutta la generazione anni 80/90 : “Mary tu l’India non scorderai/ma in Inghilterra risiedi ormai/anche se il cuore ti pian ...continua

    Per descrivere quest’opera potrei basarmi su un poema conosciuto a memoria da tutta la generazione anni 80/90 : “Mary tu l’India non scorderai/ma in Inghilterra risiedi ormai/anche se il cuore ti piange sai/non dir sempre no/dai sorridi un po’ […]Qui c’è un giardino Mary/che è pieno di misteri/misteri prigionieri/di passati pensieri[…]Mary, per Mary ci son molti misteri[…]”. Avrei potuto proseguire ma ho preferito riassumerne i capi più importanti in quanto è nota la lunghezza di codesto poema paragonabile all’intera Divina Commedia. Del resto tali versi sono pregni di maestosa bellezza e solennità che ben si accomuna al più miserrimo “Amor ch’a nullo amato amar perdona,/mi prese del costui piacer sì forte,/che, come vedi, ancor non m’abbandona.” Come è possibile notare le differenze sono evidentissime. Diciamo che Dante Alighieri poteva sforzarsi un pochetto di più per migliorarsi. E poi D’Avena batte sempre Jovanotti, si sappia. Siamo seri, su.
    Mi rendo conto che cassiepare allegramente mi è insito nella natura quando devo recensire qualcosa. Non sarò mai una grande critica da pagina di giornale perciò mi sfogo altrove e becco quei pochi che hanno la pazienza di seguire i miei deliri. Parliamo del libro che è meglio. Tutto già attorno ad un giardino dove, da dieci anni, nessuno può entrare in quanto luogo di morte dell’amata moglie del padrone di Misselthwaite Manor (pronunciatelo tre volte girando su voi stessi verso destra e poi pronunciatelo al contrario girando su voi stessi a sinistra e vi ritroverete per magia con la lingua attorcigliata e un senso di capogiro. MagiaH!, la acca finale enfatizza sempre). Dicevo, giardino chiuso da dieci anni e una bambina rompipelotas che arriva fresca fresca dall’india, orfana di genitori e tate e nipote di tale signore di M.Manor., guarda caso, trova una chiave che dovrebbe essere sepolta in una buca profondOSA (dopo petaloso il suffisso –oso è il nuovo diktat della grammatica italiana). Ma a lei gliela fa trovare un uccellino, avo dell’uccello di Del Piero e, no, non sto facendo una battuta a doppio senso. Coerenza gettata alle ortiche e restiamo in ambito botanico, sta bambina rompipelotas entra nel giardino, non conosce una fava di giardinaggio ma individua boccioli e germogli e li salva da morte certa diventando sicuramente migliore di Gianfranco Giustina (ndr il migliore giardiniere del mondo 2014). Il resto è storia e se qualcuno non la conosce consiglio questa lettura solo per colmare una lacuna da classico di tempi andati. Mi aspettavo più magia, mi aspettavo più coinvolgimento. Invece il giardino segreto si è rivelato una piccola grande delusione. Per carità, la morale c’è, il “bambini fate i bravi, non gli scornosi, così sarete belli… l’aria fresca vi farà ingrassare e se mettete ciccia siete meravigliosi” pure, sinceramente ho conosciuto molti bambini bellissimi fuori ma brutti dentro, per quanto possano esserlo i bambini, ma chi sono io per giudicare gli altri? Tirando le somme, il solito classico moralista di tempi andati, scritto o editato in modo pessimo (io ho una edizione RusconiLibri che non riesco a caricare su aNobii in quanto il codice isbn non mi viene riconosciuto e non ho intenzione di creare l'86ima edizione sul sito). Leggerlo?, forse. Ma se ne può fare anche tranquillamente a meno.

    “Quando Mary Lennox fu mandata a vivere con lo zio a Misselthwaite Manor, tutti dissero che era la ragazza più brutta che si fosse mai vista. Ed era proprio vero. Aveva il viso piccolo e scavato, il corpicino esile, i capelli radi e sottili ed un’espressione scostante. I capelli erano d’un biondo giallastro, come giallastro era il viso, perché era nata in India e, per un motivo o per l’altro, era sempre stata ammalata.”

    ha scritto il 

  • 4

    Ecco un classico che deve essere letto e riletto. Da piccoli ci si appassiona al mistero del giardino segreto, alla casa dalle cento stanze, mentre da grande lo vedi come un romanzo di formazione, un ...continua

    Ecco un classico che deve essere letto e riletto. Da piccoli ci si appassiona al mistero del giardino segreto, alla casa dalle cento stanze, mentre da grande lo vedi come un romanzo di formazione, un bellissimo inno all'amicizia, che parla di amore e fiducia senza cadere nella sdolcinatezza. La natura resta sempre in primo piano e accompagna la curiosa storia di due bambini, inizialmente ne belli e ne simpatici, che imparano a volersi bene, facendo quello che desiderano, senza regole, contravvenendo alla rigida educazione dell'epoca. Un'inno all'ottimismo.

    ha scritto il 

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