Il giocatore

I grandi romanzi, 25

Di

Editore: Corriere della Sera

4.0
(5996)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000013554 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giacinta De Dominicis Jorio

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook , Rilegato in pelle

Genere: Narrativa & Letteratura , Giochi , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Anche questo letto in ospedale, il mio primo Dostoevskij, è in corso la lettura di altri spero di avere tempo... potrei tornare anche a rileggerlo. Straordinaria la capacità dell'autore di immergere ...continua

    Anche questo letto in ospedale, il mio primo Dostoevskij, è in corso la lettura di altri spero di avere tempo... potrei tornare anche a rileggerlo. Straordinaria la capacità dell'autore di immergere il lettore nelle realtà narrate per vie della sua rara capacità descrittiva. Non meno interessanti sono i personaggi che vengono tratteggiati con precisione con cui l'autore mostra una grande capacità di introspezione

    ha scritto il 

  • 4

    Credo che "Il giocatore" sia un romanzo a tutt'oggi inarrivabile nel descrivere il mondo connesso al gioco d'azzardo, al matematico calcolo delle probabilità ed i casinò con i loro variopinti frequent ...continua

    Credo che "Il giocatore" sia un romanzo a tutt'oggi inarrivabile nel descrivere il mondo connesso al gioco d'azzardo, al matematico calcolo delle probabilità ed i casinò con i loro variopinti frequentatori.
    Ma, a parer mio, questo è soprattutto un romanzo che, come pochi altri, ci fa ragionare sul concetto di "vanità" umana e che cosa essa rappresenti. La ricerca dell'apparenza, la sete spasmodica del denaro e la ricerca di un ruolo fittizio nella società sono alla base dei peggiori comportamenti umani: ipocrisia, meschinità e debolezze infantili.
    Il tutto affidato al caso come se la vita fosse solo un terribile gioco d'azzardo. Un gioco in cui non trovano più spazio i sentimenti e tutto si riduce al soddisfacimento delle proprie necessità. Un romanzo in cui nella costellazione di tutti personaggi, che si alternano tra il tragico e il comico, si solidifica un'unica certezza che oggi potremmo definire come "la morte della pietà".
    In questo senso l'unico personaggio che Dostoevskij più che accettare, appare tollerare è il giovane precettore Aleksej Ivanovic, l'uomo che decide sistematicamente di fare la scelta sbagliata al momento giusto e che lo scrittore accompagna verso una caduta senza fine e senza speranza di possibile riscatto perché, come Alekej dice: "Domani, domani tutto finirà"!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Le jeu est fait

    Dostoevskij fece davvero il giro delle sale da gioco in Europa, sapeva di cosa parlava quando scrisse, pressato da tempi strettissimi, Il giocatore. Caduto, perduto nel vizio del gioco d’azzardo, sper ...continua

    Dostoevskij fece davvero il giro delle sale da gioco in Europa, sapeva di cosa parlava quando scrisse, pressato da tempi strettissimi, Il giocatore. Caduto, perduto nel vizio del gioco d’azzardo, sperando sempre di risorgere e di uscirne: un’illusione che a moltissime persone costa anche la vita stessa. Attualissimo, l’uomo non cambia. C’è molto dell’uomo Dostoevskij nel protagonista del romanzo; l’intelligenza, la bontà, la generosità. Non è avaro, si lascia trasportare dall’intuizione del momento e nei suoi slanci si vede tutto l’entusiasmo e l’eccesso, nel bene e nel male egli appare autentico. Amaro, alla fine, quando si capisce che non ne uscirà. Pur credendo di amare Polina non può più fermarsi , si rifiuta in qualche modo di riconoscere che anche lei lo ama e perde tutte le occasioni di salvezza. Mi ha molto colpito, perché nonostante l’intelligenza egli non capisce, ma forse non vuole capire, chissà.
    Consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Incredibile la capacità di Dostoevskij di descrivere così dettagliatemente ed efficacemente il carattere dei personaggi. Egli scrive di arrampicatrici sociali, persone in cerca di un buon matrimonio, ...continua

    Incredibile la capacità di Dostoevskij di descrivere così dettagliatemente ed efficacemente il carattere dei personaggi. Egli scrive di arrampicatrici sociali, persone in cerca di un buon matrimonio, finti ricchi, giocatori senza scrupoli, etc. Quanto più si legge questo libro tanto più si coglie la profondità dell'animo umano di cui Dostoevskij scrive.

    ha scritto il 

  • 3

    "Proprio come se mi fossero ormai così cari quel sogno spaventoso e tutte le impressioni che esso ha lasciato dentro di me, che ho perfino paura di sfiorarlo con qualcosa di nuovo per timore che esso ...continua

    "Proprio come se mi fossero ormai così cari quel sogno spaventoso e tutte le impressioni che esso ha lasciato dentro di me, che ho perfino paura di sfiorarlo con qualcosa di nuovo per timore che esso si dissolva in fumo. Ma dunque mi è davvero tanto caro tutto questo? Certo che mi è caro, e forse me ne ricorderò ancora tra quarant'anni..."

    Dostoevskij ha un modo di scrivere così avvolgente, da farti interessare alla vicenda anche quando l’argomento non ti ha mai appassionato minimamente.
    Sembra sempre di trovarsi a teatro, con personaggi che interpretano loro stessi portati all’estremo.
    In particolare ho apprezzato il personaggio della nonna; rigida, decisa, senza peli sulla lingua. È al suo arrivo, che la storia prende davvero una piega interessante.
    Finale un po’ buttato lì, che lascia trasparire bene il fatto che questo romanzo sia stato scritto di fretta, per rispettare una scadenza.

    Già, qualche volta l'idea più folle, l'idea apparentemente più assurda ti si fissa e radica in testa così profondamente che alla fine involontariamente l'accetti come qualcosa di effettivamente realizzabile... Non solo, ma se questa idea si fonde con un qualche desiderio forte e appassionato, puoi addirittura finire per accettarla come qualcosa di fatale, di necessario e predestinato, come qualcosa insomma che non può fare a meno di accadere realmente! Può darsi che ci sia di mezzo ancora qualcos'altro, una certa combinazione di presentimenti, uno sforzo straordinario della volontà, una specie d'intossicazione prodotta dalla nostra stessa fantasia, o ancora qualcos'altro che non saprei dire. Ma quella sera (una sera che io non dimenticherò mai più per tutta la mia vita) mi accadeva davvero qualcosa di prodigioso; qualcosa che, sebbene sia perfettamente spiegabile in base all'aritmetica, cionondimeno mi appare prodigioso ancora oggi.

    E adesso di nuovo mi ponevo la domanda: l'amavo o non l'amavo? E di nuovo mi sentivo incapace di rispondervi o, per meglio dire, per la centesima volta di nuovo mi rispondevo che l'odiavo. Sì, mi era odiosa. C'erano degl'istanti (specialmente alla conclusione di tutte le nostre conversazioni) che avrei dato la metà della mia vita per poterla strangolare! Giuro che se mi fosse stata data la possibilità di affondare lentamente un coltello affilato nel suo petto, ebbene io l'avrei fatto con vero godimento. Eppure allo stesso tempo - lo giuro per tutto ciò che c'è di più sacro - se sullo Schlangenberg, su quella vetta alla moda, lei mi avesse davvero detto: «si butti di sotto», ebbene io mi sarei immediatamente buttato, e perfino con piacere. Questo lo sapevo.

    Me ne sto qui, in questa malinconica cittadina […] e invece di riflettere al passo che sto per compiere, vivo ancora sotto l'influenza delle trascorse impressioni, sotto l'influenza di ricordi ancora freschi e di tutto quel recente turbine che allora mi ha afferrato e mi ha fatto girare vorticosamente per poi ributtarmi a riva. A tratti mi sembra di stare ancora girando in quel vortice e mi sembra che da un momento all'altro si scatenerà di nuovo la tempesta e passandomi accanto mi afferrerà con la sua ala, facendomi perdere di nuovo ogni senso della misura e dell'ordine e io ricomincerò a mulinare, mulinare, mulinare...

    Per altre recensioni: http://www.landeincantate.it/author/phedre-banshee/

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo popolare o commedia di costume - testo di gran successo alla sua pubblicazione - mi appare comunque un'opera minore nella produzione di Dostoevskij. Sarà per la sua brevità o per la velocità ...continua

    Romanzo popolare o commedia di costume - testo di gran successo alla sua pubblicazione - mi appare comunque un'opera minore nella produzione di Dostoevskij. Sarà per la sua brevità o per la velocità con la quale fu scritto, il racconto, specie nell'esordio, presenta momenti di scarso spessore, nei quali l'elemento preponderante è al massimo l'ironia verso i perbenismi e gli infingimenti della borghesia russa.
    In prosieguo però, emerge la genialità dell'autore nel cesellare caratteri e psicologie, specie quella del protagonista che tutto rinnega, perfino l'amore a lungo vagheggiato, per l'ebbrezza del rischio e la pulsione autodistruttiva, che solo il gioco sembra soddisfare.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho avuto perplessità sin dall'inizio, la lettura di questo libro non riusciva a coinvolgermi. Ad un certo punto, con l'arrivo della nonna (che si dà alla roulette), ho pensato che la storia stesse fin ...continua

    Ho avuto perplessità sin dall'inizio, la lettura di questo libro non riusciva a coinvolgermi. Ad un certo punto, con l'arrivo della nonna (che si dà alla roulette), ho pensato che la storia stesse finalmente per "decollare". Invece no, sopraggiungono un'accozzaglia di eventi e scelte narrative che non mi hanno convinto. Da Dostoevskij ci si aspetta molto di più. Deludente.

    ha scritto il 

  • 3

    Cuando uno lee por primera vez a Dostoievski se siente quizá un poco abrumado por su particular e influyente estilo. Personajes complejos y extravagantes, diálogos casi filosóficos, situaciones histri ...continua

    Cuando uno lee por primera vez a Dostoievski se siente quizá un poco abrumado por su particular e influyente estilo. Personajes complejos y extravagantes, diálogos casi filosóficos, situaciones histriónicas y rocambolescas se juntan para conseguir en el lector una gran impresión, positiva o negativa. A mi esto me pasó hace ya tiempo con El Idiota, obra que me agradó bastante pero que me dejó muy impactado y con mucho respecto hacia Fiodor. Ahora retomo la obra del genio Ruso con el Jugador, una obra mucho más accesible.

    La novela nos mete en las peripecias que sacuden al entorno de un General ruso cuya fortuna a venido a menos, quien espera impacientemente la muerte de su vieja tia, de quien espera heredar una gran suma de dinero. La trama se va complicando poco a poco hasta llegar a un final explosivo del que casi ningún personaje escapa.

    Una obra donde se nos muestra la problemática de la ludopatía, la codicia y los engaños, cuando se aderezan con dósis elevadas de amor, desamor y odio. En lineas generales es muy recomendable para cualquier tipo de léctor puesto que es un libro de lectura fácil (para ser Dostoievski), por momento divertido y con una trama interesante. A destacar especialmente los pérfiles psicológicos de los personajes, quedando perfectamente reflejados en cada momento de la obra.

    El único punto flojo es que quizá la primera parte del libro es un poco más lenta y aburrida, pero la parte final es excepcional. Un libro que gana enteros según avanza la trama.

    ha scritto il 

  • 3

    Senza stare a ricostruire la biografia dell'autore, è purtroppo evidente con la sola lettura che si tratta di un'opera minore.
    Eccessivamente sbrigativo nel creare rapporti tra i personaggi, che risul ...continua

    Senza stare a ricostruire la biografia dell'autore, è purtroppo evidente con la sola lettura che si tratta di un'opera minore.
    Eccessivamente sbrigativo nel creare rapporti tra i personaggi, che risultano a fine lettura estremamente labili e per niente memorabili, riesce almeno accendere l'interesse in qualche momento isolato: nell'analisi e nella trasmissione delle sensazioni provate durante il gioco e in parte nel rapporto tra il protagonista e Polina (però ben poca cosa rispetto ad altri rapporti in altri suoi romanzi).
    Per quel poco che dura vale comunque la pena di dargli una possibilità.

    ha scritto il 

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