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Il giocatore

I grandi romanzi, 25

Di

Editore: Corriere della Sera

4.0
(5677)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000013554 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giacinta De Dominicis Jorio

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook

Genere: Fiction & Literature , Games , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    mi giocherei mia nonna alla roulette

    solo che col culo che si ritrova non posso puntare su un numero secco e fare i big money

    la metterò su un piede solo sul 27 rouge

    ammesso che il tavolo rimanga in ...continua

    mi giocherei mia nonna alla roulette

    solo che col culo che si ritrova non posso puntare su un numero secco e fare i big money

    la metterò su un piede solo sul 27 rouge

    ammesso che il tavolo rimanga in piedi e non subisca frattura fragile

    ha scritto il 

  • 4

    Ancor oggi non riesco a capirmi. E tutto è volato via come una sogno, anche la mia passione, che pure era sincera e reale. Ma dov’era essa ormai? Davvero talvolta mi balena un pensiero: non ero forse ...continua

    Ancor oggi non riesco a capirmi. E tutto è volato via come una sogno, anche la mia passione, che pure era sincera e reale. Ma dov’era essa ormai? Davvero talvolta mi balena un pensiero: non ero forse pazzo allora e forse non sono stato tutto questo tempo in un manicomio non ci sono forse ancor oggi, cosicché tutto mi è “parso”, e anche ora mi “pare” soltanto?

    ha scritto il 

  • 3

    Il filo conduttore del romanzo è il gioco d'azzardo attorno al quale si muovono vari personaggi e non è un caso, perché lo stesso autore ebbe debiti di gioco e compose questo romanzo proprio per pagar ...continua

    Il filo conduttore del romanzo è il gioco d'azzardo attorno al quale si muovono vari personaggi e non è un caso, perché lo stesso autore ebbe debiti di gioco e compose questo romanzo proprio per pagarne alcuni.
    Quindi possiamo definire questa storia autobiografica per l'argomento che tratta.
    Il narratore è Aleksej Ivanovic, un giovane di 25 anni che si definisce senza forma e qualità e che non si preoccupa nemmeno di avere delle qualità.
    E' innamorato perdutamente di Polina la quale sembra all'inizio non corrisponderlo, si sente il suo schiavo ed è per lui una gioia esserlo; c'è una certa gioia anche all'ultimo gradino dell'umiliazione e dell'annullamento.
    Polina è la figliastra di un generale nella cui casa Aleksej Ivanovic è precettore.
    Il generale è un uomo di cinquantacinque anni, vedovo con figli piccoli, rovinato dai debiti di gioco ed innamorato perdutamente e di una passione violenta di un'avventuriera priva di scrupoli, Madame Blanche, una diavolessa molto bella.
    Avrà avuto probabilmente venticinque anni, assolutamente priva d'istruzione, forse neppure intelligente, ma in compenso un tipo furbo e sospettoso, con una vita ricca d'avventure.
    E per sposarla, il generale spera ardentemente che muoia la nonna per averne l'eredità.
    La nonna è, secondo me, il personaggio meglio riuscito del romanzo, indimenticabile: la ricca e terribile settantacinquenne Antonida Vasil'evna Tarasevièeva, gran signora e grande proprietaria moscovita, la baboulinka per la quale si erano spediti e ricevuti tanti telegrammi, che stava sempre per morire e non moriva mai, e che tutt'a un tratto, era venuta di persona a trovare la famiglia del generale piombandole addosso come una tegola in capo.
    Un donna combattiva, aggressiva, sicura di sé, ben dritta nella sua poltrona, sempre pronta a gridare a voce alta e imperiosa e a prendersela con tutti quanti.
    Ama giocare alla roulette, quella roulette che Aleksej pensa sia fatta soltanto per i russi: il russo non soltanto non è capace di mettere insieme un capitale, ma al contrario li sperpera al vento in maniera scandalosa. Ciononostante anche ai russi i denari sono necessari e di conseguenza piacciono.
    I soldi servono anche ad Aleksej e con i soldi sarebbe diventato anche per Polina un altro uomo.
    Il pensiero di Polina lo turba ... e pensare che era stata proprio lei a farlo accostare al tavolo da gioco, ma da quando aveva cominciato a rastrellare denaro a manciate, il suo amore si era come ritirato in secondo piano.
    E' ossessionato in sommo grado dal desiderio di vincere e tutta questa sua avidità di guadagno al momento di entrare nella sala da gioco è per lui qualcosa di familiare, quasi d'innato. In quei momenti è assolutamente intollerabile per lui riferire tutti i suoi pensieri e azioni ad un qualsiasi criterio morale. E' guidato da qualcosa di completamente diverso; ne ricava un'eccitazione che lo spinge ad esigerne sempre di nuove e di più forti, fino a restarne definitivamente spossato.
    "Possibile che fosse veramente un giocatore, possibile che in realtà... amassi Polina di un amore così strano? No, io l'amo ancora oggi, Iddio mi è testimone!", sospira Aleksej
    Ma ormai in lui tutto si era fermato, non aveva in testa neppure una sola idea umana.
    Da un pezzo non sa più quel che succede nel mondo, né in Russia né altrove.

    ha scritto il 

  • 4

    Il giocatore, Fedor M.Dostoevskij.

    "Già, qualche volta l'idea più folle, l'idea apparentemente più assurda ti si fissa e radica in testa così profondamente che alla fine involontariamente l'accetti come qualcosa di effettivamente reali ...continua

    "Già, qualche volta l'idea più folle, l'idea apparentemente più assurda ti si fissa e radica in testa così profondamente che alla fine involontariamente l'accetti come qualcosa di effettivamente realizzabile... Non solo, ma se questa idea si fonde con un qualche desiderio forte e appassionato, puoi addirittura finire per accettarla come qualcosa di fatale, di necessario e predestinato, come qualcosa insomma che non può fare a meno di accadere realmente! Può darsi che ci sia di mezzo ancora qualcos'altro, una certa combinazione di presentimenti, uno sforzo straordinario della volontà, una specie d'intossicazione prodotta dalla nostra stessa fantasia, o ancora qualcos'altro che non saprei dire. Ma quella sera (una sera che io non dimenticherò mai più per tutta la mia vita) mi accadeva davvero qualcosa di prodigioso; qualcosa che, sebbene sia perfettamente spiegabile in base all'aritmetica, cionondimeno mi appare prodigioso ancora oggi. E come mai, come mai quella certezza mi si era così saldamente e profondamente radicata dentro, e da tanto tempo? Ormai certo io ci pensavo, lo ripeto, non come un'eventualità che può anche verificarsi alla pari di tante altre (e quindi che può anche non verificarsi), ma come qualcosa che non può fare assolutamente a meno di accadere!"

    ha scritto il 

  • 5

    8.5/10

    Ci sono rimasta malissimo perché nel libro c'è anche "Memorie dal sottosuolo" che ho già ed ho già letto ma non c'è scritto da nessuna parte, nemmeno nel titolo.
    Il giocatore è un racconto che non stu ...continua

    Ci sono rimasta malissimo perché nel libro c'è anche "Memorie dal sottosuolo" che ho già ed ho già letto ma non c'è scritto da nessuna parte, nemmeno nel titolo.
    Il giocatore è un racconto che non stupisce. Chi ha letto altro di Dostoevskij ha già familiarità con personaggi realistici, pieni di difetti; veri e propri antieroi. Lo stile è sempre lo stesso, perfetto e coinvolgente.
    Il voto non particolarmente alto è dovuto alla sua brevità: Dostoevskij non è mai abbastanza.

    ha scritto il 

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