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Il giocatore

Biblioteca Moderna Mondadori volume 202

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

4.0
(5549)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 154 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000120251 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alfredo Polledro ; Prefazione: Remo Cantoni

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook

Genere: Fiction & Literature , Games , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Avvincente

    La mia prima esperienza con la letteratura russa è stata senz'altro positiva. Romanzo avvincente e più che mai attuale, analizza il vizio del gioco sotto molte sfaccettature.

    ha scritto il 

  • 3

    Più che Il Giocatore, La Giocatrice.

    Romanzetto scritto in fretta e furia. Personaggi con caratterizzazione forti e pochissimo spiegate. Salti temporali notevolissimi che sono serviti all'autore solo per risolvere i suoi problemi economici. Del Giocatore e dei suoi perchè non sapremo mai granchè, nè dei perchè di Polina, e così via ...continua

    Romanzetto scritto in fretta e furia. Personaggi con caratterizzazione forti e pochissimo spiegate. Salti temporali notevolissimi che sono serviti all'autore solo per risolvere i suoi problemi economici. Del Giocatore e dei suoi perchè non sapremo mai granchè, nè dei perchè di Polina, e così via per tutti gli altri a ripartire dal Generale. Mi sarebbe piaciuto sapere perchè, secondo l'Autore, uno butta via una fortuna con una escort di quegli anni senza averne in cambio praticamente nulla, non mi accontento della banalità che è un russo: non è che i russi sono tutti dei poveri pirla e se si almeno spiegami il perchè. L'unico personaggio descritto con un po di approfondimento nella sua irrazionalità è la nonna.

    ha scritto il 

  • 3

    "La roulette è il gioco russo per eccellenza"

    Sappiamo che questo romanzo fu scritto velocemente, letteralmente con l'acqua alla gola: già 150 anni fa e persino in una Russia "riccamente dotata di genialità" - cito il protagonista - la vita di uno scrittore non ancora consacrato non era altro che una corsa a ostacoli per smentire la velleit ...continua

    Sappiamo che questo romanzo fu scritto velocemente, letteralmente con l'acqua alla gola: già 150 anni fa e persino in una Russia "riccamente dotata di genialità" - cito il protagonista - la vita di uno scrittore non ancora consacrato non era altro che una corsa a ostacoli per smentire la velleità della sua aspirazione artistica.
    Sappiamo questo, eppure leggendo continuiamo a pensare che la narrazione rutilante si sia accordata all'azione altrettanto nervosa dell'oggetto di questo romanzo: il gioco d'azzardo, la roulette che gira e mette in moto un carico di sentimenti scontati, sempre quelli: illusione, ambizione, avidità, tradimento e autoinganno. Soprattutto autoinganno.
    Strano che tali sensazioni siano proiettate soprattutto verso se stessi, incuranti degli altri esseri umani compartecipanti al gioco e incredibile pensare come oggi questa dimensione solipsistica sia reale, poiché pare si giochi prevalentemente da soli, al cospetto del croupier logaritmico dei vari casino online, così come davanti a quelle disgustose tintinnanti macchinette da bar.
    Insomma, ogni riflessione pare ruotare attorno al gioco, così come l'azione de "Il giocatore".
    Eppure, altrettanto forte sorge un'altra riflessione: e se Dostoevskij avesse utilizzato il mondo di Roulettenburg per significare altro, per condensare la vita intera o un particolare, finora oscuro, aspetto di essa? Perché siamo portati a pensare tutto ciò, escludendo la lampante evidenza della preminenza del tema-gioco su tutto?
    Nostra repulsione, tabu probabilmente.
    Tuttavia, si riescono ad apprezzare, nella ridondanza dei riferimenti monotematici, altri aspetti che l'autore innesta nel racconto, per armonizzare la coralità dei personaggi e tracciandone, in pochi scambi di battute, ritratti impareggiabili. Da uno sbuffo di ira comprendiamo, per esempio, la difficoltà di stare al mondo di un certo personaggio; di un altro ci potrebbe dare fastidio il corredo banale di intenzioni umanissime e prevedibili; colpi di scena furbetti ci distraggono dall'ennesima ripetizione narrativa e così via.
    La maestria, appunto, è evidente e serve a mettere in moto una riflessione dopo l'altra. In un moto che è difficile fermare con un punto. Da rileggere, probabilmente.

    (ebook)

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro tremendamente bello e coinvolgente. Sebbene la storia sia ambientata nel 1867 le situazioni e le emozioni possono benissimo calarsi nella realtà attuale. Questo romanzo mi ha catturato dalla prima pagina e non riuscivo piu a staccarmi.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro senza epoca

    Poco altro d'aggiungere se non che sia un capolavoro. Veramente eccezionale come Dostoevsky usa il personaggio principale per descrivere se stesso con la "malattia" del gioco d'azzardo, di un amore sentimentalissimo che oscura occhi e pensieri e dell'importanza dell'apparenza e di un'etichetta da ...continua

    Poco altro d'aggiungere se non che sia un capolavoro. Veramente eccezionale come Dostoevsky usa il personaggio principale per descrivere se stesso con la "malattia" del gioco d'azzardo, di un amore sentimentalissimo che oscura occhi e pensieri e dell'importanza dell'apparenza e di un'etichetta da mantenere sempre se si vuole essere "qualcuno" nell'Europa di fine ottocento. In un epoca come la nostra in cui a dominare e' un moralismo spinto ai massimi livelli questo libro e' una gemma che aiuta a guardare al problema del gioco e di se stessi con occhio diverso da quello che la societa' ci mette dentro. Siamo davanti a un libro scritto oltre un secolo fa ma che ha tanto da dire ancora oggi: un capolavoro senza epoca insomma! #DaLeggere

    ha scritto il 

  • 4

    Ultimamente avevo deciso di leggere un libro di letteratura tedesca dopo aver letto abbastanza libri di autori inglesi e francesi. Ebbene la storia di questo libro è inizialmente ambientata in Germania, ma il libro è russo. Devo ammettere che è molto originale lo stile dell’autore, mi piace molt ...continua

    Ultimamente avevo deciso di leggere un libro di letteratura tedesca dopo aver letto abbastanza libri di autori inglesi e francesi. Ebbene la storia di questo libro è inizialmente ambientata in Germania, ma il libro è russo. Devo ammettere che è molto originale lo stile dell’autore, mi piace molto,soprattutto perché i temi trattati nel romanzo sono impliciti, non ci sono riflessioni nel corso degli eventi, il lettore è trasportato nella cruda realtà ed è lui a farsi un idea dei personaggi. Quasi certamente è il miglior libro drammatico che ho letto finora,ma forse è anche l’unico libro drammatico che ho letto. Ogni personaggio è dipinto con i suoi difetti e tutto va inesorabilmente verso il disastro,davvero eccitante, finalmente un libro realistico con i fiocchi.

    Aleksej Ivanovic lavora come precettore di due bambini di un generale russo, la famiglia è in una difficile situazione economica a causa dei debiti accumulati verso il marchese des Grieux. La famiglia è composta anche da Polina Aleksàndrovna, la figliastra del generale,dove il protagonista e Mr.Astley ne sono infatuati, lei però è interessata al marchese. All’improvviso viene la “nonnina” dalla Russia, Antonida Vasil'evna, colei che speravano tutti, dato le sue pessime condizioni di salute, sarebbe morta lasciando una grossa eredità tale da estinguere i debiti verso il marchese,la sua buona salute sconvolge i piani della famiglia. Il tema centrale è il gioco d’azzardo che spinge i nostri personaggi a sperperare i propri beni,e le piccole vincite creano la possibilità ma anche l’illusione di poter vincere una somma consistente, dimenticando gli eventuali rischi. Interessante è il rapporto tra Polina e Aleksej,il protagonista ne è innamorato, mentre lei è colpita dalla sua semplicità e schiettezza, nonostante la sua bassa situazione sociale. Qui sotto riporto un passo del romanzo che esprime bene il protagonista irrequieto :

    “Naturalmente non parlo di me. Comunque, comunque... ora non è questo il punto. Tutte queste sono soltanto parole, parole e parole, e ora ci vogliono i fatti! Ora l'essenziale è partire per la Svizzera! Domani stesso... oh, se fosse possibile partire domani stesso! Rinascere a una nuova vita, resuscitare! Bisogna fargli vedere...Che anche Polina veda che posso ancora essere un uomo! Basta soltanto... del resto ora è tardi, ma domani... Oh, sento
    dentro di me un presentimento che non può non realizzarsi!”
    Non voglio dire altro della storia, ma Dostoevskij quando è riuscito a finire il libro in 26 giorni dovette essere una liberazione per lui,questo lo si vede nel finale, che sembra essere lui stesso il protagonista. Questo libro mi piace davvero, Dostoevskij costretto a scrivere l’opera per pagare i debiti da gioco è riuscito in breve tempo a creare un piccolo capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    "Per quale ragione il gioco dovrebbe essere peggiore di qualsiasi altro mezzo, per esempio del commercio, allo scopo di procurarsi denaro? E' vero, sì, che su cento, uno solo vince; ma che m'importa di questo?"

    La mia seconda esperienza con l'opera di Dostoevskij è andata a gonfie vele; soltanto un Gigante della letteratura come lui avrebbe potuto creare un racconto intimo e personale (e autobiografico) che è allo stesso tempo di così ampio respiro.


    Ho adorato il personaggio della "Babooshka", la ...continua

    La mia seconda esperienza con l'opera di Dostoevskij è andata a gonfie vele; soltanto un Gigante della letteratura come lui avrebbe potuto creare un racconto intimo e personale (e autobiografico) che è allo stesso tempo di così ampio respiro.

    Ho adorato il personaggio della "Babooshka", la perfida nonnetta che si lascia travolgere dall'eccitazione delle puntate alla roulette, mentre tutti aspettano che muoia per potersi appropriare dell'eredità.
    Le scene ambientate al tavolo da gioco sono orchestrate in modo magistrale, con una frenesia e un ritmo incalzante che ricorda il continuo vorticare della pallina nella roulette.

    "Del resto i giocatori sanno come sia possibile restare per ventiquattr'ore seduti a un tavolo, davanti alle carte, sempre fermi allo stesso posto, senza girare gli occhi né a destra né a sinistra"

    Piccolo appunto sull'edizione in mio possesso, la Bur: se le numerose frasi in francese fossero state tradotte direttamente senza bisogno di dover continuamente guardare le note a margine, la lettura sarebbe stata ancora più piacevole

    ha scritto il 

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