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Il giocatore

Di

Editore: Garzanti I Grandi Libri 195

4.0
(5712)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 204 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano

Isbn-10: 8811581958 | Isbn-13: 9788811581956 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gianlorenzo Pacini

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook

Genere: Fiction & Literature , Games , Philosophy

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Descrizione del libro
Un giovane precettore viene posseduto dal demone del gioco d'azzardo. Ilracconto diventa così la narrazione di un'ossessione descritta con lucidagenialità.
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  • 4

    Il 2° approccio con Dostoevskij è stato sicuramente più facile del 1° (I demoni). I classici si fanno sentire subito, dalle prime pagine. Non sono scorrevoli ma appassionano, rimangono... Ti lasciano ...continua

    Il 2° approccio con Dostoevskij è stato sicuramente più facile del 1° (I demoni). I classici si fanno sentire subito, dalle prime pagine. Non sono scorrevoli ma appassionano, rimangono... Ti lasciano un'impronta che resiste nel tempo. Qui si tratta della vita di un giocatore d'azzardo, anche se tale diventa, a tutti gli effetti, solo nella parte finale. La descrizione psicologica dei personaggi e delle situazioni è, in assoluto, il punto forte dell'autore. Infatti, abbiamo un protagonista lucidissimo come voce narrante; ostico e dialettico coi personaggi d'alto lignaggio; ma completamente servile e succube con la donna amata, che lo disprezza e lo maltratta in ogni modo. Il gioco contorna ogni vicenda, arrivando a sostanziarne la maggior parte, e determina i caratteri dei singoli personaggi che, di volta in volta, vi si accostano. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    L'azzardo di Dostoevskij.

    Chi è il giocatore d'azzardo? Come si comporta al tavolo verde? Che differenze ci sono tra i vari giocatori in base alla loro nazionalità? A questa e a molte altre domande risponde in questo breve rom ...continua

    Chi è il giocatore d'azzardo? Come si comporta al tavolo verde? Che differenze ci sono tra i vari giocatori in base alla loro nazionalità? A questa e a molte altre domande risponde in questo breve romanzo Dostoevskij, ma non solo.
    Come in molti saprete questo romanzo è stato scritto nel 1866 in fretta e furia, Dostoeveskij doveva consegnarlo infatti in un mese al suo editore altrimenti quest'ultimo avrebbe avuto i diritti di pubblicazione su tutte le sue opere. Per evitare questo Dostoeveskij si fece anche aiutare nella stesura da Anna Grigorievna Snitkina, abile dattilografa che in seguito diventerà sua moglie. Il Giocatore lo potremmo definire un romanzo semi biografico, infatti lo stesso autore è stato per lungo tempo vittima del gioco d'azzardo (scrisse questo libro proprio per pagare dei debiti di gioco) e la sua conoscenza nel campo la si denota ogni volta che ci descrive le scene al casinò. Dostoeveskij conosce bene i comportamenti dei vari giocatori, sa riconoscere quelli impulsivi da quello più riflessivi, i moderati e i pacati. Inoltre conosce a meraviglia le regole dei vari giochi.

    Il protagonista del romanzo è il giovane Aleksej Ivanovic, abile giocatore che svolge il ruolo di precettore in una famiglia stravagante è composta da diverse personalità originali. Aleksej è innamorato di Polina che però a sua volta (almeno apparentemente) è innamorata del marchese De Grieux (creditore della famiglia). La famiglia è appunto indebitata con De Grieux e l'unica speranza è l'eredità che la nonna moscovita darà alla famiglia alla sua morte. Un bel giorno però la nonna si presenta a casa e in men che non si dica non solo diventa ludopatica ma sperpera tutta la fortuna accumulata in una vita. Polina e i suoi familiari sono disperati e così decide di chiedere un prestito al nostro Aleksej che però possiede poco e nulla. Aleksej però non si abbatte, va al casino e in poco tempo accumula un patrimonio e lo porta a Polina. Quest'ultima però, quasi in preda alla pazzia, lo rifiuta e scappa con Mr. Astley, ricco inglese amico di famiglia. Andreij così si abbatte ulteriormente e convinto dai restanti membri della famiglia decide di andare a spendere tutti i soldi vinti a Parigi. Il finale non ve lo racconto ma sappiate che anche qui c'è "la redenzione" tanto cara all'autore russo.

    Il romanzo è sicuramente un bel romanzo e si legge volentieri ma sicuramente non all'altezza degli altri capolavori, alcuni personaggi infatti non sono ben delineati come nelle altre opere e quindi viene meno uno dei suoi tratti distintivi, ma bisogna anche mettere in conto che appunto il libro è stato scritto in un mese. Per il resto il linguaggio è si elevato ma comunque scorrevole e il libro resta piacevole anche se non sicuramente uno dei migliori.

    ha scritto il 

  • 4

    C'era tra noi un gioco d'azzardo, ma niente ormai nel lungo sguardo

    quel fazzolettino di trine, quella scarpina delicata!

    Ok, sono così pieno di entusiasmo e amore per la vita

    che mi vado a giocare pure le mutande sul 27 rouge

    ha scritto il 

  • 4

    mi giocherei mia nonna alla roulette

    solo che col culo che si ritrova non posso puntare su un numero secco e fare i big money

    la metterò su un piede solo sul 27 rouge

    ammesso che il tavolo rimanga in ...continua

    mi giocherei mia nonna alla roulette

    solo che col culo che si ritrova non posso puntare su un numero secco e fare i big money

    la metterò su un piede solo sul 27 rouge

    ammesso che il tavolo rimanga in piedi e non subisca frattura fragile

    ha scritto il 

  • 4

    Ancor oggi non riesco a capirmi. E tutto è volato via come una sogno, anche la mia passione, che pure era sincera e reale. Ma dov’era essa ormai? Davvero talvolta mi balena un pensiero: non ero forse ...continua

    Ancor oggi non riesco a capirmi. E tutto è volato via come una sogno, anche la mia passione, che pure era sincera e reale. Ma dov’era essa ormai? Davvero talvolta mi balena un pensiero: non ero forse pazzo allora e forse non sono stato tutto questo tempo in un manicomio non ci sono forse ancor oggi, cosicché tutto mi è “parso”, e anche ora mi “pare” soltanto?

    ha scritto il 

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