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Il giocatore

Edizione integrale

By Fedor M. Dostoevskij

(157)

| Mass Market Paperback | 9788854120471

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Book Description

Cura e traduzione di Mauro Martini
Edizione integrale

Accanito, e non fortunatissimo, giocatore per molti anni, Dostoevskij scrisse di getto questo romanzo in soli ventotto giorni nell’ottobre del 1866. Pretesto autobiografico è anche la roulette, a Continue

Cura e traduzione di Mauro Martini
Edizione integrale

Accanito, e non fortunatissimo, giocatore per molti anni, Dostoevskij scrisse di getto questo romanzo in soli ventotto giorni nell’ottobre del 1866. Pretesto autobiografico è anche la roulette, attraverso la quale Aleksej Ivanovič, un classico intellettuale russo sradicato, fa passare la linea di demarcazione fra la Russia e l’Europa. Sperando nella vincita in grado di riportarlo nel novero degli esseri umani, il giocatore non mira tanto al denaro, quanto alla possibilità di soggiogare, lui russo, l’intero Vecchio Continente, rappresentato dai «tipi» del francese, dell’inglese e del tedesco (De Grieux, mister Astley e il barone). L’universo di Roulettenburg, l’immaginaria stazione termale renana in cui si svolge l’azione, si trasforma via via nella raffigurazione di un mondo interiore mai completamente dominato, ma sempre esposto, pur nella sua fissità, agli attesi colpi di un avverso destino.

«Ancora prima di entrare nella sala da gioco […] mi basta sentire il tintinnio delle monete in movimento per cadere quasi preda delle convulsioni.»

458 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Per quale ragione il gioco dovrebbe essere peggiore di qualsiasi altro mezzo, per esempio del commercio, allo scopo di procurarsi denaro? E' vero, sì, che su cento, uno solo vince; ma che m'importa di questo?"

    La mia seconda esperienza con l'opera di Dostoevskij è andata a gonfie vele; soltanto un Gigante della letteratura come lui avrebbe potuto creare un racconto intimo e personale (e autobiografico) che è allo stesso tempo di così ampio respiro.

    Ho ado ...(continue)

    La mia seconda esperienza con l'opera di Dostoevskij è andata a gonfie vele; soltanto un Gigante della letteratura come lui avrebbe potuto creare un racconto intimo e personale (e autobiografico) che è allo stesso tempo di così ampio respiro.

    Ho adorato il personaggio della "Babooshka", la perfida nonnetta che si lascia travolgere dall'eccitazione delle puntate alla roulette, mentre tutti aspettano che muoia per potersi appropriare dell'eredità.
    Le scene ambientate al tavolo da gioco sono orchestrate in modo magistrale, con una frenesia e un ritmo incalzante che ricorda il continuo vorticare della pallina nella roulette.

    "Del resto i giocatori sanno come sia possibile restare per ventiquattr'ore seduti a un tavolo, davanti alle carte, sempre fermi allo stesso posto, senza girare gli occhi né a destra né a sinistra"

    Piccolo appunto sull'edizione in mio possesso, la Bur: se le numerose frasi in francese fossero state tradotte direttamente senza bisogno di dover continuamente guardare le note a margine, la lettura sarebbe stata ancora più piacevole

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    Ellis_4733 said on Oct 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    pecunia non olet ?

    Bella e crudele la storia. Belli e crudeli i personaggi. Bello e crudele il vizio del gioco. Il finale preannuncia cielo a pecorelle.

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    roberto said on Oct 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Può il gioco superare l'amore?

    La risposta è: si.
    Il legame amoroso che unisce il protagonista alla bella (e isterica) Polina non è altro che una parentesi intelligente del "reale" protagonista del romanzo, ossia il demone del gioco. Il buon Fedor traccia una struttura narrativa d ...(continue)

    La risposta è: si.
    Il legame amoroso che unisce il protagonista alla bella (e isterica) Polina non è altro che una parentesi intelligente del "reale" protagonista del romanzo, ossia il demone del gioco. Il buon Fedor traccia una struttura narrativa dove lentamente insinua l'ossessione nella mente del lettore, lasciandolo esausto alla fine, proprio come l'ansia che si prova l'attimo prima in cui la pallina finisce sul rosso o il nero. Dai vezzi della nonna, agli intrecci e interessi dei vari personaggi, alle corse verso il casinò, la voce della coscienza che si batte con l'istinto svela poco per volta il miserabile crollo di ogni ideologia che l'uomo cerca di costruirsi, sfociando nell'ennesima verità umana; privilegio concesso da ogni suo romanzo.

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    Devocka said on Sep 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    F.Dostoevskij "Il giocatore": poche pagine per descrivere un'ossessione, un demone che si infiltra nella mente, che pretende l'anima e la Vita, che non permette ad altri di dividere con lui il banchetto, che non può consentire a nessuno di intromette ...(continue)

    F.Dostoevskij "Il giocatore": poche pagine per descrivere un'ossessione, un demone che si infiltra nella mente, che pretende l'anima e la Vita, che non permette ad altri di dividere con lui il banchetto, che non può consentire a nessuno di intromettersi nelle sue trame. Una società alla deriva, ladri, nani e ballerine che si disputano un ruolo sul palcoscenico di cartapesta dove un occhio di bue indifferente illumina una enorme roulette dove una pallina saltellando, senza nessuna logica, deciderà in quale casella finirà la sua folle corsa. E gli attori, i protagonisti di questa tragedia, si trasformano ben presto e irreversibilmente in palline che si affannano, ruotano, saltellano, rallentano e che infine cadranno nella casella che un fato indifferente deciderà per loro. Non ci sono certezze, non esistono calcoli né teorie per determinare quale sarà, domani, la loro fine. Solo un eterno oggi che si riproporrà ogni domani, invariabilmente uguale a se stesso. Esiste una sola certezza, che la pallina si fermerà, e allora sarà troppo tardi. Per tutti. E per chiudere una citazione, un passo che mi è rimasto appiccicato addosso " ". No, non ho il tempo di riscrivere tutto, ma proprio tutto il romanzo, sarebbe troppo faticoso e inutile. E allora leggetevelo, non ve ne pentirete. O no?

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    Manricogallotti said on Sep 15, 2014 | Add your feedback

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    Forse le mie aspettative sono state superiori alla norma, tant'è che questo libro, a parte alcuni tratti, in cui le minuziose caratterizzazioni sono impeccabili, non mi ha convinto appieno. Soprattutto per via del poco spazio lasciato al "gioco" in q ...(continue)

    Forse le mie aspettative sono state superiori alla norma, tant'è che questo libro, a parte alcuni tratti, in cui le minuziose caratterizzazioni sono impeccabili, non mi ha convinto appieno. Soprattutto per via del poco spazio lasciato al "gioco" in quanto tale, e per via di quel finale un po' "appeso", che lascia spazio a non si sa bene cosa.

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    Charro 6 said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

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