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Il giocattolo dei bambini vol. 1

Di

Editore: Dynamic Italy

4.3
(306)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: A000038904 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Children , Comics & Graphic Novels , Teens

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Descrizione del libro
10 numeri + extra 'La villa dell'acqua' - conclusa.

Sana è una ragazzina estroversa, nonchè interprete di una popolare trasmissione televisiva; Akito, al contrario, vive un'adolescenza difficile e turbolenta... Tra i due, compagni di classe, i rapporti sembrano avviati lungo la strada della conflittualità, fino al momento in cui una inaspettata complicità...

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  • 4

    Serie di 10 volumi-conclusa

    Bello sì,ma non posso dire che mi abbia particolarmente colpito,anzi verso la fine aveva anche cominciato ad annoiarmi un po'.Per me d'altronde non esisteva nemmeno il fattore nostalgia,e soprattutto in alcuni passaggi piuttosto che bambini alcuni personaggi sembravano degli adulti miniaturizzati ...continua

    Bello sì,ma non posso dire che mi abbia particolarmente colpito,anzi verso la fine aveva anche cominciato ad annoiarmi un po'.Per me d'altronde non esisteva nemmeno il fattore nostalgia,e soprattutto in alcuni passaggi piuttosto che bambini alcuni personaggi sembravano degli adulti miniaturizzati,il che dopotutto è un po' triste.

    ha scritto il 

  • 5

    Serie completa + Mizu no Yakata (La villa sull'acqua)

    Inutile dire che Rossana è un cartone animato che ha accompagnato la mia infanzia: l'averlo seguito sulla Mediaset mi sembra essere un denominatore comune a tante altre persone che l'hanno letto e poi l'hanno recensito qui. :) Ad essere sincera, non è mai stato il mio preferito in assoluto ...continua

    Inutile dire che Rossana è un cartone animato che ha accompagnato la mia infanzia: l'averlo seguito sulla Mediaset mi sembra essere un denominatore comune a tante altre persone che l'hanno letto e poi l'hanno recensito qui. :) Ad essere sincera, non è mai stato il mio preferito in assoluto, ho sempre preferito Sailor Moon perché i poteri magici e le trasformazioni catturavano di più la mia fantasia. Tuttavia, ora ho concluso la lettura di Kodomo no Omocha mentre mi sono fermata al volume 4 di Pretty Guardian Sailor Moon. Kodocha, a mio parere, è uno shojo che merita di essere letto almeno una volta. Non è perfetto, ma a conti fatti i lati positivi e quelli negativi stanno in buon equilibrio sulla bilancia. La cosa che ho apprezzato di più in assoluto sono le parentesi comiche che ho trovato davvero divertenti e simpatiche. I personaggi sono in linea di massima ben caratterizzati e più complessi rispetto ad altri shojo che ho letto. Sicuramente la mia preferita non può che essere Misako, la madre di Sana, perché è molto ironica, divertente, ma anche seria, saggia, determinata all'occasione e questo la rende per me un idolo assoluto. Un altro che mi è rimasto impresso è Hayama, in primo luogo per la sua situazione (la sua drammatica dinamica familiare, la solitudine, tutte le disgrazie che si abbattono su di lui una dopo l'altra...) e poi naturalmente per il suo carattere, in particolare la schiettezza. In generale, non nutro una grande simpatia per i protagonisti, specialmente se sono del mio stesso sesso, e Sana purtroppo non fa eccezione. Preferisco senza ombra di dubbio la versione cartacea rispetto a quella dell'anime, ma la trovo eccessivamente ottusa. Cavoli, se un ragazzo ti bacia e tu non lo rifiuti quanto ci vuole a comprendere che gli piaci e tu ricambi pure? (A questo proposito, questa scena è esilarante: http://24.media.tumblr.com/tumblr_m1xutpLSFA1qc0j2vo1_1280.png http://24.media.tumblr.com/tumblr_m1xutpLSFA1qc0j2vo2_1280.png LOL) Al di là di questo, in sostanza è un personaggio piacevole; ho adorato come si è sviluppato il suo rapporto con Hayama. Arrivo ora a parlare della trama che, ahimè, è un punto davvero dolente. Da un lato, l'idea è molto bella, nel senso che i temi affrontati sono vari, in gran parte molto pesanti e più adatti a degli adolescenti che a dei bambini. Tuttavia, non mi sento di dire che siano stati presentati sempre in maniera adeguata e soprattutto superati in maniera verosimile. Si prenda per esempio la situazione familiare di Hayama: a mio modesto parere, ci vuole di più di un semplice sceneggiato televisivo per cancellare dieci anni di astio. E' vero che probabilmente il desiderio più profondo e disperato di Akito è sempre stato quello di essere amato e accettato dalla sua famiglia, ma questa sola volontà non può rimettere insieme un nucleo di persone così devastato. Allo stesso modo, il signor Hayama non può iniziare ad amare il figlio incondizionatamente e senza traccia di rancore di punto in bianco e così anche Natsumi non può recuperare il rapporto con il fratello tanto in fretta. Il problema essenzialmente è che la sensei Obana fa succedere molte cose drammatiche in poco tempo e finisce con il portare i problemi alla risoluzione troppo velocemente e forse in maniera semplicistica. D'accordo che si sta parlando di uno shojo, ma penso che con una trama meno caotica il lavoro finale sarebbe stato ancora più bello di quanto non lo sia com'è ora. Per quanto riguarda i disegni, mi trovo d'accordo con altre recensioni che ho letto qui: i personaggi non sono molto differenziati tra loro, ma in sostanza le tavole mi piacciono moltissimo e penso che proverò a copiarne alcune. :3 Naturalmente, ho letto anche Mizu no Yakata (in italiano: La villa sull'acqua) e mi è piaciuto molto, specialmente quando si vede Hayama che guarda la videocassetta del film 'tot anni dopo'. La storia di Pochi è molto carina e toccante. Nonostante alcuni difetti, è un'opera che vale la pena di essere letta e soprattutto non merita di essere sottovalutata solo perché a fumetti. Rientra di sicuro tra i miei manga preferiti!

    ha scritto il 

  • 5

    Paradossalmente il manga è quasi "sminuito" dall'anime: mentre quest'ultimo ha un taglio più divertente, giocoso, infantile, il manga mantiene un po' questa connotazione, ma è caratterizzato da sfumature molto più serie e profonde, trattate in maniera tutt'altro che superficiale.
    Letto anni fa (l ...continua

    Paradossalmente il manga è quasi "sminuito" dall'anime: mentre quest'ultimo ha un taglio più divertente, giocoso, infantile, il manga mantiene un po' questa connotazione, ma è caratterizzato da sfumature molto più serie e profonde, trattate in maniera tutt'altro che superficiale. Letto anni fa (la commessa della fumetteria si rifiutò di vendermi il primo volume perché in copertina c'era scritto "destinato a un pubblico maturo", me lo ricordo ancora), l'ho adorato e lo adoro tuttora. Anche se il mio personaggio preferito è sempre stato Fuka, fin da bambina.

    ha scritto il 

  • 3

    Serie completa

    ”Rossana dai pensaci un po' tu/perché così non se ne può più/[...]/ Rossana sei proprio una piccola star...”
    Figli della “generazione X”, alzate la mano: vi ricordate di questa sigla, vero? E suppongo vi ricordiate anche dell'anime di cui apriva le puntate, un grande successo qui in Italia nonost ...continua

    ”Rossana dai pensaci un po' tu/perché così non se ne può più/[...]/ Rossana sei proprio una piccola star...” Figli della “generazione X”, alzate la mano: vi ricordate di questa sigla, vero? E suppongo vi ricordiate anche dell'anime di cui apriva le puntate, un grande successo qui in Italia nonostante la falce della censura. Ricordo che le mie compagne di classe lo adoravano; una era perfino orgogliosa di mostrarmi il suo poster di “Rossana” ed “Heric” che si baciavano. Personalmente io non ne sono mai impazzita, nemmeno quando avevo otto o nove anni, ma ero comunque molto curiosa di leggere la controparte cartacea, appunto “Kodomo no Omocha”. Sarebbe stato molto carino, pensavo, vedere come Miho Obana aveva inteso originariamente l'opera; magari le invadenti censure made in Mediaset erano state la causa che non mi avevano fatto amare alla follia l'adattamento televisivo. Inoltre, avevo proprio voglia di leggere (e recensire) una commedia amorosa leggera: qualche volta sento il bisogno di staccare da quelle opere stracolme di avvenimenti drammatici che ormai sono il componente principale della mia dieta a base di anime e manga. Andatelo a dire a Miho Obana, però...

    La trama segue più o meno quella dell'anime, almeno fino alla metà del manga. Arrivati a quel punto l'opera cambia completamente direzione. Cominciano infatti a susseguirsi eventi drammatici, proprio di quel genere che volevo evitare scegliendo “Kodomo no Omocha”, e per di più a velocità supersonica, come un'epidemia che si propaga. Le gag, una delle cose più belle del manga (divertentissime quelle sul reggiseno di Sana), diminuiscono sempre più fino a diventare totalmente assenti. Il motivo di questo stravolgimento ancora non riesco a spiegarmelo del tutto. Probabilmente Miho Obana si è sopravvalutata ed ha pensato di poter gestire al meglio situazioni più pesanti. Non sono nella testa della mangaka quindi non so se lo abbia pensato veramente, ma se lo ha fatto, ha pensato male. Non si tratta solo di questo repentino cambio di registro: tali avvenimenti sono veramente banali ed inverosimili, buoni per una soap opera sudamericana di serie Z. Ad esempio: non sono molto informata a riguardo, ma dubito fortemente che si possa andare in arresto cardiaco per una coltellata all'avambraccio. Inoltre, sempre a riguardo di questa ferita: forse c'è un fondo di verità nel fatto che i nervi potrebbero essere recisi fino a paralizzare la mano - anche se mi sembra un po' esagerato - ma com'è possibile che un povero cristo giapponese debba andare fino in America per farsela curare? Sul serio deve attraversare il mondo intero per ritornare alle condizioni ottimali? Ed infine: con quali soldi? Il personaggio a cui capita questa disgrazia non proviene da una famiglia particolarmente ricca, quindi vedo piuttosto dura che abbia i soldi per permettersi il viaggio e la cura. Sì, figli della generazione X, lo so cosa state pensando: perché questa qui fa tante storie? Parliamo di una storia inventata: che problema c'è in qualche avvenimento un po' poco credibile? In effetti avete ragione, ma c'è un limite a tutto. In una buona storia il lettore non deve mai pensare qualcosa come: “Che stupidata! E l'autore vuole che gli creda pure?” Se se lo fa vuol dire che l'autore ha calcato troppo la mano con gli eventi. Di conseguenza, il lettore fa sempre più fatica a godersi l'opera e ad avere fiducia nel mangaka. A me è capitato, e per questo davanti agli eventi sopraccitati ho abbandonato brutalmente il manga. Mancavano pochissimi volumi alla fine, ma questo eccesso di dramma ha rovinato tutto. Un vero peccato: neanche la versione cartacea di “Kodomo no Omocha” mi ha fatto impazzire, ma aveva dei pregi che garantivano almeno un sette, che non è un voto da buttare via. Tra tali pregi c'erano, ad esempio, le gag: niente di trascendentale, eppure con la loro semplicità riuscivano a divertirmi, a volte anche tanto. Oppure i personaggi: a volte avevano un'età mentale superiore a quella fisica, però in generale si può dire che erano ben caratterizzati. Ad esempio il rapporto che Sana ha con Rei era perfettamente adatto ad una bambina, soprattutto nella sua gelosia e nel suo credere che lui sia il suo fidanzato. Hayama era probabilmente il personaggio caratterizzato meglio: anche lui a volte aveva dei ragionamenti impensabili per un ragazzino della sua età, tuttavia poteva vantarsi di avere un carattere tridimensionale e completo. Una buona introspezione psicologica, come questa, in molti casi riesce a salvare un'opera altrimenti mediocre e ad elevarla ad un buon livello. Con “Kodomo no Omocha”, però, il trucchetto non funziona. E' come se qualcuno buttasse nella spazzatura il buon piatto che aveva cucinato con tanto impegno per mettere nel microonde un indigesto surgelato. Miho Obana ha, a mio parere, sprecato tutti i lati positivi della sua opera, preferendogli quelli negativi. Quindi, anche un voto negativo è inevitabile.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ed il manga è mooooolto meglio dell'anime!

    Alle scuole medie ero innamoratissima di un nuovo cartone animato trasmesso su Italia 1, "Rossana".
    Pochi anni dopo mi si para davanti l'uscita del manga da cui è stato tratto l'anime: "Kodomo no omocha", tradotto letteralmente in italiano con il titolo de "Il giocattolo dei bambini".
    Mi si è ape ...continua

    Alle scuole medie ero innamoratissima di un nuovo cartone animato trasmesso su Italia 1, "Rossana". Pochi anni dopo mi si para davanti l'uscita del manga da cui è stato tratto l'anime: "Kodomo no omocha", tradotto letteralmente in italiano con il titolo de "Il giocattolo dei bambini". Mi si è aperto un mondo. Se il cartone animato mi era piaciuto, il manga l'ho adorato! E facendo un confronto mi sono poi resa conto di quanto "Rossana" il cartone (così come venne poi fatta la trasposizione in italiano, con tanto di tagli e censure) fosse stato reso ridicolo e superficiale.

    "Kodomo no omocha" è la storia di Sana Kurata, una bambina delle elementari diventata un personaggio televisivo molto famoso grazie al programma Il giocattolo dei bambini (e questo spiega anche il titolo che è stato attribuito all'opera). Il suo destino si intreccia a quello del suo compagno di classe Akito Hayama, ragazzino dalla situazione familiare difficile. I due dapprima si odiano ma con il passare del tempo nasce tra loro una bella amicizia.

    La storia comincia durante gli ultimi anni della scuola elementare per poi sviluppare temi e toni più seri quando i protagonisti crescono e diventano studenti delle medie. La particolarità che rende il manga speciale è proprio questa: se l'anime rimane dall'inizio alla fine su una linea ridicola (pur cercando di mantenere tutti gli elementi salienti della prima parte del fumetto), nel manga è come se la storia crescesse di pari passo con i personaggi. Crescono Sana e Akito, matura anche la storia. Senza contare che negli ultimi volumi la storia prende anche una piega tragica: basti pensare ad Akito che viene accoltellato ad una mano da un compagno di classe o alla "malattia della bambola" (una malattia che priva di qualsiasi espressione facciale e che aggravandosi porta alla perdita parziale della memoria) che colpisce Sana alla notizia del trasferimento dello stesso Akito negli Stati Uniti. Tuttavia, c'è poi il lieto fine: commoventi le lacrime di Akito durante la fuga con Sana che permettono all'amica/amata di guarire dalla sua malattia.

    Se avete visto il cartone animato ma non avete mai letto il manga, ve lo consiglio! A mio parere è l'opera più bella di Miho Obana!

    ha scritto il 

  • 5

    Energia allo stato puro!

    Quando avevo 12 anni guardavo tutti i giorni l'anime nei giorni d'estate e l'avevo adorato! Ho trovato questa ristampa a 19 anni e ho completato tutta la serie. Una delle storie shojo più belle che abbia mai letto. E concordo, mi sembra molto sottovalutato: il manga ha i suoi momenti scemi ed esa ...continua

    Quando avevo 12 anni guardavo tutti i giorni l'anime nei giorni d'estate e l'avevo adorato! Ho trovato questa ristampa a 19 anni e ho completato tutta la serie. Una delle storie shojo più belle che abbia mai letto. E concordo, mi sembra molto sottovalutato: il manga ha i suoi momenti scemi ed esagerati ( ma leggasi come divertenti! )ma affronta anche temi seri come la solitudine, i rapporti genitori-figli, l'amore, l'amicizia e tutto ciò che comporta la crescita. Lo special sul film poi è una vera chicca! Consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 5

    Riuscirò a far andare tutto bene!

    Che dire..LO AMO!
    Da piccola guardavo l'anime che facevano per televisione..crescendo ho scoperto la cultura giapponese, i manga..e quindi anche questo manga che aveva dato vita proprio a quell'anime che avevo tanto amato.
    Il manga è molto più particolare e profondo dell'anime..ma i disegni sono ...continua

    Che dire..LO AMO! Da piccola guardavo l'anime che facevano per televisione..crescendo ho scoperto la cultura giapponese, i manga..e quindi anche questo manga che aveva dato vita proprio a quell'anime che avevo tanto amato. Il manga è molto più particolare e profondo dell'anime..ma i disegni sono favolosi (sembra quasi di vedere tutte le scene che si animano e che ti scorrono davanti agli occhi) e la trama è stupenda. Sana ormai è un modello di vita per me. La amo! ♥

    ha scritto il 

  • 4

    Il mambo dello spupazzamento

    Il manga è fantastico, passa dal demente al serio con l'agilità di un balletto della Komawari. Peccato per la traduzione iperletteraria: Sana & co, più che bambini delle elementari, paiono laureati con master in filologia romanza XD ottime però le note.

    ha scritto il 

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