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Il gioco degli specchi

By Andrea Camilleri

(1637)

| Paperback | 9788838925634

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Book Description

In un deposito qualcuno ha messo una bomba. Sembra una storia di pizzo non pagato ma il magazzino era vuoto da tempo; dunque? L’interesse di Montalbano & C. si concentra sugli abitanti della casa a fianco, un condominio abitato anche da alcuni pregiudicati: Carlo Nicotra, che gestisce lo spaccio di Continue

In un deposito qualcuno ha messo una bomba. Sembra una storia di pizzo non pagato ma il magazzino era vuoto da tempo; dunque? L’interesse di Montalbano & C. si concentra sugli abitanti della casa a fianco, un condominio abitato anche da alcuni pregiudicati: Carlo Nicotra, che gestisce lo spaccio di droga per conto dei Sinagra, e Stefano Tallarita, attualmente in carcere, al servizio proprio di Nicotra. A duecento metri dalla casa di Marinella c’è un altro villino, quasi uguale a quello di Montalbano. Per anni vuoto, ora sono andati ad abitarci i Lombardo. Lui è rappresentante di computer e viaggia per tutta la Sicilia; lei, Liliana lavora in un negozio di Montelusa. Una mattina Liliana Lombardo rimane in panne: niente di più naturale che il vicino, Salvo Montalbano, le dia un passaggio. Quello dell’auto sembra un semplice guasto, ma il meccanico nota che il motore è stato manomesso. Si incrociano due storie apparentemente distanti che però finiscono per intersecarsi. Il legame tra le due vicende è il giovane Arturo Tallarita, commesso nello stesso negozio in cui lavora Liliana. La vicinanza delle due case a Marinella, l’avvenenza di Liliana, la vicenda oscura dell’automobile manomessa, la presenza di una misteriosa Volvo nella trazzera: tutto concorre a far drizzare le antenne a Montalbano, per di più molto attratto da Liliana che sembra far di tutto per imbastire una storia col commissario. In tutte queste storie c’è qualcosa che non funziona, una nota discordante. Come in un gioco di specchi qualcuno vuole confondere Montalbano: la bomba davanti al deposito, le lettere anonime che indirizzano verso piste improbabili, un proiettile nella carrozzeria dell’auto dello stesso commissario. Molto prima che si abbia sentore di un delitto, tutto sembra scorrere nel più normale dei modi,ma proprio in questa apparente normalità sentiamo la tensione insinuarsi con una forza mai vista nei romanzi di Montalbano.

Critics

  • Il gioco degli specchi

    Un pacco bomba davanti a un magazzino vuoto in Sicilia ha un solo significato, è un avvertimento. Uno sgarro, un pizzo rifiutato: ma a Montalbano qualcosa non quadra. Forse il magazzino non è il vero bersaglio. Nel palazzo accanto vivono infatti tali ... (read full critics)

    mangialibri published on Fri, 17 Feb 2012

  • Il gioco degli specchi Andrea Camilleri

    L’ultimo libro di Andrea Camilleri intitolato Il gioco degli specchi è primo in classifica tra i libri più venduti secondo le rilevazioni del sito Arianna, nonostante non si tratti di una nuovissima uscita, dato che il romanzo è stato pubblicato da S ... (read full critics)

    elle published on Wed, 13 Jul 2011

3 Reviews

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  • Ca1000re - 02 giu 12

    E siamo finalmente tornati dalle parti di Salvo! Era un po’ che si leggevano dei Camilleri dispa-rati, e fa bene ogni tanto tornare al suo filone principe. Tra l’altro con una prova che risolleva un po’ le ultime uscite del commissario di Vigata, che si stavano attorcigliando e perdendo anche il poc ... (continue)

    E siamo finalmente tornati dalle parti di Salvo! Era un po’ che si leggevano dei Camilleri dispa-rati, e fa bene ogni tanto tornare al suo filone principe. Tra l’altro con una prova che risolleva un po’ le ultime uscite del commissario di Vigata, che si stavano attorcigliando e perdendo anche il poco smalto che avevano. Tanto che suggerivo l’ipotesi che avesse assoldato qualche scrittore-fantasma cui fornire l’idea e lasciar correre il testo. Qui, anche se in maniera non ec-cellentissima, si ritorna a calcare scene più usuali. Ed il nostro Grande Vecchio riprende in mano anche la sua bacchetta da regista teatrale, organizzando lo spettacolo scritto come una specie di recita da palcoscenico. C’è il protagonista, lui, Salvo Montalbano, al centro della scena, con i suoi ormai ben noti tic, e con l’andamento lento che lo porta dalle iniziali confusioni alla soluzione del giallo, ed anche a dare, qua e la, colpetti politico-civili che mai non guastano. Ci sono i corifei, suoi comprimari, anche loro ben incartati nelle loro caratteristiche pluriennali: Mimì Augello, ormai assurto al ruolo di “tonto felice”, quello che si muove senza capire ed a cui si devono spiegare le cose (così anche il pubblico capisce); Fazio, che da pedina di fondo, diventa sempre più un Montalbano in minore, capace di seguirne i ragionamenti, anche anticipandoli a volte; Catarella, la macchietta, il comico di spalla, cui si riservano siparietti, ma anche, a volte, momenti in primo piano (anche se altrove meglio si sfruttavano le sue capacità di sciocco tecnologico, mentre qui serve solo a smontare computer come fosse un meccanico d’officina; Adelina, con i suoi pasti favolosi (fin ad arrivare a celebrare festosamente i suoi arancini da collezione); la lontana Livia, che questa volta lì si mantiene, anche perché (come dissi nell’ultima uscita) o le si ritrova un ruolo, o meglio farla decadere (anche se qui, pur non essendoci, Camilleri ci fa capire che, tutto sommato, Salvo le rimane sempre fedele). E c’è la storia. Che comincia con delle bombe di vago stampo mafioso che non si sa perché scoppino dove scoppino. Che continua con i misteriosi vicini della villa di Marinella, i nordici Lombardo, con l’attenzione che poi si concentra sulla signora Liliana. “Bedda fimmina”, come direbbe Salvo. Che prima lo tiene a distanza, poi gli si butta addosso, anche senza arrivare al dunque (per le circostanze o perché Salvo pensa alla Livia lontana?). Con la scoperta della tresca amorosa tra la bella Liliana ed un giovane in odore di mafia della nuova generazione. Anche se il buon Antonio è ancora alle prime armi, ma comincia a fare il galoppino per uno dei boss locali (quelli della famiglia Sinagra, che ben conosciamo dal corso delle storie di Vigata). E con tutto il gioco di specchi che si viene costruendo intorno, dove tutto si vede, ma non è quello che sembra, o ben si travisa, o si muta in altro (come le scene di specchi al Luna Park, di cui si cita la più famosa, quella della “Signora di Shangai” di Orson Wells, ma che ogni trent’anni fa una sua ricomparsa a citazione negli anni ’70 in “007 L’uomo dalla pistola d’oro” e negli anni 2000, in “Tom e Thomas: un solo destino” – e se non trovate la citazione chiedete pure al vostro tramatore). Alla fine tuttavia Salvo riesce ad uscire da tutti questi specchi e porta a compimento la missione di trovare il vero assassino. Il disincanto di Camilleri per la giustizia è comunque palese, tanto da risolvere le sue personali “vendette” in modo extra-giudiziale (e di fare qualche colpetto trasversale alla politica isolana, dove mette lo sfuggente signor Lombardo al soldo del clan rivale dei Sinagra, comandato dalla famiglia Cuffaro; e chi sa di Sicilia ne può trarre conclusioni). Ma il romanzo scorre bene, la penna è felice, e noi ci riavviciniamo alla sua scrittura in modo più amichevole del passato.
    “Non gli piaciva parlari delle sò cose, non gli piaciva essiri compatuto” (51)

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    Giogio53 said on Jun 4, 2012 | Add your feedback

  • Andrea Camilleri - Il gioco degli specchi

    Dopo innumerevoli storie raccontate da Camilleri aventi come protagonista Montalbano ci potrebbe essere un flessione quasi fisiologica (notata in parte con l'ultimo Il sorriso di Angelica). Eppure Camilleri, forse grazie al microcosmo che ha creato, riesce, nonostante gli anni, a confezionare l'enne ... (continue)

    Dopo innumerevoli storie raccontate da Camilleri aventi come protagonista Montalbano ci potrebbe essere un flessione quasi fisiologica (notata in parte con l'ultimo Il sorriso di Angelica). Eppure Camilleri, forse grazie al microcosmo che ha creato, riesce, nonostante gli anni, a confezionare l'ennesima ottima, divertente e gustosissima indagine del commissario.

    Non ci saranno novità, non ci saranno stravolgimenti, eppure questo Il gioco degli specchi fin dal suo intrigante titolo, riesce ad appassionare ed a trasmettere tutte le classiche sensazioni che ormai accompaganano le letture del commissario (impreziosite questa volta da alcune chicche come la citazione sul film di un mito per il sottoscritto come Gian Maria Volontè).

    Indagine ingarbugliata, piena di indizi, piena di specchi (titolo azzeccatissimo) che rimandano immagini false, depistaggi, piste vere, telefonate anominime, ammazzatine brutali. In questo guazzabuglio spicca come di consueto Slavo Montalbano, questa volta più del solito grazie a due o tre colpi di vero e proprio genio, quasi da maestro, che serviranno a dare una giusta punizione a chi se la merita.

    Ottima puntata quindi. L'unico grosso difetto è la presenza (seppur sporadica per fortuna) di Livia, che veramente mi fa un'antipatia incredibile (ma credo sia voluto da Camilleri) e forse qualche indizio (tipo il proiettile nell macchina) che magari sembra un pò tirato pe ri capelli. Comunque consigliato assolutamente.

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    david said on Jun 3, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (1637)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 255 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8838925631
  • ISBN-13: 9788838925634
  • Publisher: Sellerio (La Memoria 858)
  • Pub date: May 01, 2011
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9788838925634 Paperback €14.00 €10.50 IBS.IT
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