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Il gioco del mondo

Rayuela

Di

Editore: Einaudi

4.3
(1425)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 547 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Chi semplificata , Spagnolo , Inglese , Portoghese

Isbn-10: 8806168002 | Isbn-13: 9788806168001 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Flaviarosa Nicoletti Rossini

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Romance

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Descrizione del libro
Nuova edizione per "Il gioco del mondo", romanzo di Julio Cortázar già pubblicato nel 1969 da Einaudi. Il libro racconta l'odissea, fra Parigi e Buenos Aires, di Horacio Oliveira, l'eterno studente argentino che si muove attraverso le città e l'esistenza come attraverso le caselle del "gioco del mondo", compiendo un viaggio, al tempo stesso reale e visionario, alla ricerca di sé nell'impossibile tentativo di dare un significato alla vita.
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  • 4

    Pirastua

    Mi sono cimentata nella lettura di Rayuela di J.Cortázar nel momento esatto in cui mi sono sentita pronta a leggere qualcosa che sapevo sarebbe stato impegnativo.
    Effettivamente non è un libro per tutti, un libro da ombrellone diciamo, però è un romanzo che sarebbe bello che in molti legges ...continua

    Mi sono cimentata nella lettura di Rayuela di J.Cortázar nel momento esatto in cui mi sono sentita pronta a leggere qualcosa che sapevo sarebbe stato impegnativo.
    Effettivamente non è un libro per tutti, un libro da ombrellone diciamo, però è un romanzo che sarebbe bello che in molti leggessero.
    Dividerei il romanzo in 3, la prima parte è quella che narra una storia, e si tratta di un racconto abbastanza scorrevole dal punto di vista narrativo, divertente in alcuni passaggi, molto interessante in altri, molesto e ammorbante in taluni. Un gruppo di intellettualoidi a Parigi, messi insieme dal caso, completato dalla presenza di qualche donna, vivono vite appena accennate, si ritrovano a parlare di argomenti, a mio parere, stimolanti, interessanti, estrapolando, approfondendo temi all’apparenza superficiali per la comune esistenza ma che poi tanto superficiali possono non esserlo.
    La seconda parte è riservata alle citazioni, ai pensieri estemporanei, alle note a margine del romanzo che l’autore relega nella sezione del libro di cui, volendo, si può anche fare a meno, ma di cui fare a meno non è possibile perché, come per le conversazioni tra i protagonisti, anche queste note, spesso brevi, offrono interessanti spunti di riflessione a delle menti attive.
    La terza parte è quella che non si vede, è la parte invisibile, il condimento del romanzo che si percepisce in ogni pagina ma che non tutti, me compresa, possono cogliere. Sono citazioni, richiami voluti dall’autore, non per dar sfoggio della sua infinita cultura e conoscenza, ma perché necessari al romanzo. Richiami che, nella maggior parte dei casi, ahimé, sono riuscita ad apprezzare solo in parte perché sono ancora molto lontana dalle capacità di ragionamento, dalle conoscenze, dalla vasta cultura di Cortázar.
    Rayuela, il gioco del mondo, pampano o pirastua (sardo), ci fa saltare come bambini da pagina 20 a pagina 240, tra le pagine di un romanzo che per bambini non è, “vittime” dell’autore che domina la nostra volontà sia materiale che morale.

    ha scritto il 

  • 3

    Forte delusione dalla lettura, dopo anni di attesa sullo scaffale di letteratura sudamericana, di Rayuela di Julio Cortázar. Il libro che dovrebbe essere molti libri, che dovrebbe essere almeno due libri - quello dall'abituale lettura lineare e consequenziale di 56 capitoli, e quello dalla lettur ...continua

    Forte delusione dalla lettura, dopo anni di attesa sullo scaffale di letteratura sudamericana, di Rayuela di Julio Cortázar. Il libro che dovrebbe essere molti libri, che dovrebbe essere almeno due libri - quello dall'abituale lettura lineare e consequenziale di 56 capitoli, e quello dalla lettura da vertiginoso gioco del mondo, da corsa nei sacchi, di 155 capitoli -, che vorrebbe distruggere la letteratura e forzare l'abito mentale del lettore invitandolo a essere attivo e leggere come vuole, così magari da rendere il libro migliore di come lo ha organizzato l'autore stesso, ecco, questo libro non è altro che una raccolta di brani frammentari e poco tramati, poco intrecciati, in cui non si danno più possibilità di storie costruite dall'attività del lettore - la cui attività è ridotta a un frustrante andare avanti e indietro tra i capitoli -, ma solo una debole storia narrata dall'autore.

    ha scritto il 

  • 3

    “In realtà noi siamo come le commedie quando si arriva a teatro al secondo atto. Tutto molto bello, ma non si capisce niente. Gli attori chiacchierano, recitano non si sa perché, per quale ragione.”

    Rayuela è teatro dell’assurdo.
    È un gioco di cui non ho capito fino in fondo le regol ...continua

    “In realtà noi siamo come le commedie quando si arriva a teatro al secondo atto. Tutto molto bello, ma non si capisce niente. Gli attori chiacchierano, recitano non si sa perché, per quale ragione.”

    Rayuela è teatro dell’assurdo.
    È un gioco di cui non ho capito fino in fondo le regole.
    È un puzzle che non sono riuscita a completare, che qualche volta mi ha fatto innervosire o storcere il naso.
    Ma in questo puzzle ho trovato pezzi di una profonda bellezza: avrei potuto passare delle ore ad osservarli, annusarli e rigirarmeli in mano…

    ha scritto il 

  • 0

    il rompicapo

    bellissimo, e ancora tutto da esplorare.
    Letto col contagocce, un capitolo alla volta. E arrivata alla fine del romanzo, resta da leggere metà dei capitoli, quelli "facoltativi". Aspetterò qualche settimana, prima di riprenderlo. Dove porteranno nuovi percorsi di lettura ?

    Un romanzo ...continua

    bellissimo, e ancora tutto da esplorare.
    Letto col contagocce, un capitolo alla volta. E arrivata alla fine del romanzo, resta da leggere metà dei capitoli, quelli "facoltativi". Aspetterò qualche settimana, prima di riprenderlo. Dove porteranno nuovi percorsi di lettura ?

    Un romanzo-mondo, col gioco della campana come metafora portante.
    Parigi e Buenos Aires, un piccolo circolo di intellettuali e un manicomio, una sala da concerto deserta e un circo: atmosfere, sensazioni, pensieri e dialoghi sull'incomunicabilità. O magari no, non si può riassumere un libro così

    ha scritto il 

  • 5

    lavori in corso per rece ....da cercare ..gesso colorato e pietruzza...e cercare fanciullo in me per andare oltre la casella con la scritta CIELO
    Traccio la mia RAYUELA con il gesso arancione....è il colore delle emozioni ...tiro la pietruzza....oltre la casella TERRA altre caselle ...e lon ...continua

    lavori in corso per rece ....da cercare ..gesso colorato e pietruzza...e cercare fanciullo in me per andare oltre la casella con la scritta CIELO
    Traccio la mia RAYUELA con il gesso arancione....è il colore delle emozioni ...tiro la pietruzza....oltre la casella TERRA altre caselle ...e lontano appena vedo l ultima ...CIELO .....un piede saltella sulle linee ...l altro racchiude l equilibrio del corpo ...arrivato..all arrivo l equilibrio della carne non serve più....adesso conta quello che stà tra ragione e follia.....il vedere oltre....una lampadina e una foglia da guardare attraverso la luce ....ombre cinesi sulle pareti dell anima ...punti nuovi d osservazione danno nuove direzioni ...nuove maree....nuovi concetti per abbattere torri di babele ....sormontare barriere achitettoniche imposte da insegnamenti falliti ....servono nuove parole ....nuove emozioni ...elevazione aldilà degli occhi ...oltre il filo spinato dei campi di concentramento della mediocrità ...della razionalità che deforma ...annienta la bellezza delle tentazioni....scorrono le note di JAZZUELA e sembra di essere li con quelli del club del serpente ...dissertare ...ampliare la conoscenza e i dubbi ....la puntina solca il vinile ma è poca roba per poter pensare di coprire quelle voci ....quei suoni di jazz vecchia maniera...uomini e donne vecchia maniera...la vecchia maniera di emozionare il mondo dei silenzi e delle anime all erta per ogni improvvisa emozione ....sembra di essere nel teatro del LUPO DELLA STEPPA ....SOLO PER PAZZI ....è come ogni sana follia che si rispetti c è la fuga dei pensieri ...la selezione naturale del pensiero che sfugge ...che non si nota... non si vede o non si sente affatto.... un viaggio in nuovi altrove ....camminare con la MAGA e la sua massa viola ..la sua lettera spaccatutto per ROCAMADOUR.....bere un sorso di vino con la clocharde EMMANUELLE....vederla danzare con il suo amore ....con HORACIO e la ricerca del proprio KIBBUTZ....si parte dalla terra e si deve raggiungere il cielo ....ma il tempo passa e quando sei quasi arrivato ti accorgi che l infanzia è finita....e cosi l obbiettivo sarà un altro cielo ....quello di quasi tutti .....e solo allora ...se dentro di te ...una parte di te.... saprà di essere ancora una parte di quel fanciullo ...il gioco del mondo potrà continuare ....una nuova RAYUELA si disegnerà da sola ....nuove caselle e sempre quel cielo ....la RAYUELA fantasia ...la variante meno usata di questo favoloso gioco ....di questo stupendo viaggio nella vita ..nelle emozioni ....nel sapersi vita in ogni ovunque e altrove. capitolo 7 vale il libro per una donna che non ha paura d esser amata a quella velocità

    ha scritto il 

  • 4

    Ci ho messo un po' a iniziare questo romanzo perché non sapevo da che parte prenderlo. Ho continuato ad aprirlo, chiuderlo, studiare la sequenza dei capitoli per paura di perdermi qualcosa. E qualcosa ho sicuramente perso, perché saltare da un capitolo all'altro è come quando si gioca a mondo e s ...continua

    Ci ho messo un po' a iniziare questo romanzo perché non sapevo da che parte prenderlo. Ho continuato ad aprirlo, chiuderlo, studiare la sequenza dei capitoli per paura di perdermi qualcosa. E qualcosa ho sicuramente perso, perché saltare da un capitolo all'altro è come quando si gioca a mondo e si pestano le righe: devi tornare un po' indietro e ripartire. Così, all'inizio, ero profondamente irritata dall'ambiente parigino, da questo protagonista spocchioso e saccente, tra citazioni e mate, che non vuole afferrare la vita perché non sa viverla. Ma poi fuori da Parigi, "da tutte le altre parti", il gioco ricomincia, o meglio, ingrana e ci si ritrova davanti a uno dei romanzi più significativi letti in questi ultimi tempi. Quando arriva a Buenos Aires, la scrittura si fa più intensa, in molte parti ricorda "Sotto il Vulcano" di Malcom Lowry, che per altro cita. Per altri versi è molto postmoderno: emblematica la presenza del "manicomio", presenza constante in molti bei romanzi della seconda metà del Novecento: come se la pazzia e la paranoia fossero un rifugio sicuro per poter liberare la mente e l'arte.

    ha scritto il 

  • 5

    ¿Por qué no se le puede dar más estrellas a un libro?

    Terminando la sexta re-lectura de Rayuela, me enamoro cada vez más. <3
    Quien diga que es un libro pesado es porque tiene la mente pesada. He dicho.
    Es mi libro favorito, ha sido y, augurio, será mi libro de bolsillo por unos buenos años más.

    ha scritto il 

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