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Il gioco del mondo (Rayuela)

Con un intrervista di Omar Prego a Julio Cortázar

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.3
(1460)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 547 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi semplificata , Spagnolo , Inglese , Portoghese

Isbn-10: 8806144278 | Isbn-13: 9788806144272 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Flaviarosa Nicoletti Rossini , Irene Buonafalce ; Intervistatore: Omar Prego

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Romance

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Descrizione del libro
Nuova edizione per "Il gioco del mondo", romanzo di Julio Cortázar già pubblicato nel 1969 da Einaudi. Il libro racconta l'odissea, fra Parigi e Buenos Aires, di Horacio Oliveira, l'eterno studente argentino che si muove attraverso le città e l'esistenza come attraverso le caselle del "gioco del mondo", compiendo un viaggio, al tempo stesso reale e visionario, alla ricerca di sé nell'impossibile tentativo di dare un significato alla vita.
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  • 4

    Un mese di lettura, tra andata e ritorno, seguendo un doppio percorso (bisogna in pratica leggerlo due volte, altrimenti ci strusci solo sopra). Una ginnastica vertiginosa di rimbalzi tra capitoli spo ...continua

    Un mese di lettura, tra andata e ritorno, seguendo un doppio percorso (bisogna in pratica leggerlo due volte, altrimenti ci strusci solo sopra). Una ginnastica vertiginosa di rimbalzi tra capitoli spostabili come fossero pareti mobili di un labirinto circolare.

    Giri dentro la centrifuga ed il frullatore della forma-romanzo. Ecco, Rayuela sta al romanzo tradizionale come la cucina “molecolare” di Ferran Adrià sta alla cucina di una trattoria. Dal buon mangiare e basta (“da lettore-femmina”, come dice Cortazar, ma non ce l’ha con le donne, tranquille) passi alla libera degustazione di sapori imprevedibili, estratti da materie prime rese quasi irriconoscibili nella forma e ricondotte alla loro essenza. Papille e memoria del gusto del lettore, senza bussola, lavorano su ogni paragrafo come sanno e come possono, raccogliendo segnali intermittenti, spesso abbaglianti (l’atto d’amore tra la Maga e Horacio, al cap. 5, la pagina più bella, secondo me). Ne esci con paginate di estratti, note, impressioni che a ripassarle ti accorgi fanno un mosaico di geniali illuminazioni e discutibili teorie.

    Su senso, contenuti, stile e struttura ci sarebbe da parlare un altro mese. Litigando, anche, ovviamente. Quindi, mi fermo qua. E, per quanto lettore-maschio, ammirato ed arricchito, per un puro fatto di eclettica compensazione vado subito a mangiarmi un piatto di pasta alla chitarra alla teramana (con “pallottine”. Abbondanti.), di femminissima degustazione.

    Nota tecnica. Romanzo scritto, come se fosse già stata inventata la lettura elettronica, con tanto di Ipad e Ibooks (l’applicazione della Apple,dico: il miglior strumento di lettura finora inventato). Strumento e contenuto si esaltano a vicenda. Mi sono persino divertito.

    ha scritto il 

  • 3

    Voy a intentar ser justa en mi valoración, con lo primero (y probablemente último) que he leído de Julio Cortazar.

    Hay que elogiar la forma de escribir del autor. Tiene una prosa hipnótica, aunque len ...continua

    Voy a intentar ser justa en mi valoración, con lo primero (y probablemente último) que he leído de Julio Cortazar.

    Hay que elogiar la forma de escribir del autor. Tiene una prosa hipnótica, aunque lenta y sobre todo cautivadora. Además de agradecerle esa estructura novelesca tan original, que te recuerda a los libros de "construye tu propia aventura" que devorábamos cuando éramos pequeños.

    Sin embargo, no puedo dejar de tener la sensación, de que esta novela solo está hecha para satisfacer el enorme ego del autor. Casi puedes sentir la arrogancia y pedantería con la que, Cortazar, "castiga" al lector. Todo esto, unido a una presentación, insufriblemente caótica, hace que la novela (antinovela, más bien) en conjunto te resulte un tostón.

    El libro está divido en dos partes. La primera cuenta la historia general del libro, mientras que en la segunda están los escritos prescindibles, según el autor, aunque por mi experiencia ayudan a entender la historia principal. La historia general, es un bodrio entre filosófico, metafísico y corporal, en el que aparecen una serie de personajes nefastos, poco perfilados y con una marcada tendencia a la reflexión vacía y estéril. Los relatos "`prescindibles" son un cúmulo de historias complementarias, extractos de artículos, libros, citas, etc. y las reflexiones de Morelli, detrás del que se esconde el propio Cortazar, para tratar de explicar la creación y el sentido (si es que lo tiene) de este libro.

    Y es curioso, porque al principio el libro me pareció un tormento (que lo es, en ciertas partes), pero luego me acostumbre al ritmo y a la narración y, al final, aunque en general no me ha gustado, me ha dejado un buen sabor de boca. Es difícil de entender, pero no es tan complicado de leer y, al terminarlo, cuesta mucho desengancharse.

    No lo volveré a leer, ni se lo recomendaría a nadie (no odio tanto a la humanidad), pero también os diré que Rayuela, es el libro que todo cultureta literario que se precie, os dirá haber leído, aunque probablemente no sea cierto.

    ha scritto il 

  • 0

    Queste parole le ho scritte a un amico dopo pochi capitoli letti. Troppa l’urgenza di comunicargli la mia gioia. Perché la felicità è autentica solo quando è condivisa.

    “Sto leggendo Rayeula e non so ...continua

    Queste parole le ho scritte a un amico dopo pochi capitoli letti. Troppa l’urgenza di comunicargli la mia gioia. Perché la felicità è autentica solo quando è condivisa.

    “Sto leggendo Rayeula e non so esprimere quello che provo. E’ l’Incontro che si desidera da sempre, è amore, non so, è gioia della Scrittura, no, non solo quello, sono le immagini e le emozioni nascoste da sempre nelle pieghe dell’anima, e che ora ritrovo, e riconosco come mie. Sono sensazioni antiche e pure mi sorprendono, da tempo aspettavo che qualcuno le risvegliasse.
    Uno scrittore così è un dono incontrarlo.
    Sono una lettrice fortunata.”

    ******************************************************************************************

    Vado lenta nella lettura, troppo importanti le immagini, ci sono gesti minimi che spalancano storie, aprono il cancello sul Giardino Incantato e io desidero solo entrare e perdermici e pensare il non detto, la coltellata improvvisa della bellezza mozzafiato, così continuo a rileggere brani, leggo e riscopro e scopro ancora e ancora parole belle, stupita e grata di questo Incontro, da tempo desideravo un autore così.
    E' ciò che un lettore sogna da sempre, l’incontro col suo Scrittore, e qui voglio ringraziare La Gradiva per averlo proposto nel gruppo di lettura, perché altrimenti gli sarei stata alla larga, diffidavo, troppo acclamato, troppo celebrato, troppo esaltato Cortázar, e io stupida lo rifiutavo, come sempre si fa con le cose di cui si teme l'importanza.
    Belle le sue riflessioni, le sue elucubrazioni, spesso devo cercare su Wiki di chi cavolo stia parlando, è una raffica di nomi di personaggi di luoghi a me sconosciuti, mi sento ignorante eppure felice di esserlo, perché così ho occasione di apprendere sempre di più.

    Julio Cortazar: scrittore ragno, fanculo a te!, sono caduta nella tua tela e più mi dibatto più ne resto impigliata, fisso ipnotizzata i tuoi otto occhi d’ossidiana mentre ti avvicini lento, costruendo parole nere e lucide nelle quali mi avvoltoli, preciso e costante, serio e tenero, e mentre mi usi e mi pieghi come un’adolescente, mentre mi fai “bere il seme che scorre per la bocca come una sfida al Logos”, il ventre mi trema pallido come luna nel pozzo perché so (e so) che il sentirmi succhiare sarà dolce, un succhiare definitivo, senza possibilità di ritorno, benedico l’involucro trasparente che rimarrà di me perché anche quello ti ha conosciuto “in un ultimo atto di conoscenza che solo l’uomo può dare a una donna”. E piangerò anch’io di felicità, sto già piangendo, svuotata dalla tua forza magnifica, esaltata da squallida puttana a costellazione, e infine balzerò da una stella all’altra, e poi precipiterò, prendendo fuoco.

    Grazie infine per non rendermi la lettura facile, per costringermi a seguirti fiduciosa nel tuo labirinto, grazie Julio perché mi spiazzi, perché hai il coraggio di disgustarmi quando vuoi disgustarmi, perché sai far male, perché mi fai fare fatica su fatica, perché mi metti alla prova, perché mi sorprendi sempre, perché, non consolandomi, omaggi la mia intelligenza di lettrice.

    ha scritto il 

  • 3

    Avevo sentito parlare molto bene di questo libro ed ero molto curiosa ma la difficoltà della lettura è stata molto più pesante di quanto avessi immaginato. Ho pensato spesso di abbandonarlo ma quando ...continua

    Avevo sentito parlare molto bene di questo libro ed ero molto curiosa ma la difficoltà della lettura è stata molto più pesante di quanto avessi immaginato. Ho pensato spesso di abbandonarlo ma quando la difficoltà stava per vincere improvvisamente un capitolo, una frase o poche parole mi colpivano per la loro bellezza immensa per cui ho continuato testardamente, con fatica, con stupore e con la sensazione di non essere all'altezza, di non aver capito, di essermi fatta sfuggire il filo.
    La cosa più assurda però è che alla fine ho avuto la tentazione di rileggerlo subito seguendo l'ordine da lui indicato perché il fascino del libro è innegabile. Chissà: magari tra un po' ci riprovo a leggerlo sperando di cogliere finalmente la logica della scrittura.

    ha scritto il 

  • 4

    Pirastua

    Mi sono cimentata nella lettura di Rayuela di J.Cortázar nel momento esatto in cui mi sono sentita pronta a leggere qualcosa che sapevo sarebbe stato impegnativo.
    Effettivamente non è un libro per tut ...continua

    Mi sono cimentata nella lettura di Rayuela di J.Cortázar nel momento esatto in cui mi sono sentita pronta a leggere qualcosa che sapevo sarebbe stato impegnativo.
    Effettivamente non è un libro per tutti, un libro da ombrellone diciamo, però è un romanzo che sarebbe bello che in molti leggessero.
    Dividerei il romanzo in 3, la prima parte è quella che narra una storia, e si tratta di un racconto abbastanza scorrevole dal punto di vista narrativo, divertente in alcuni passaggi, molto interessante in altri, molesto e ammorbante in taluni. Un gruppo di intellettualoidi a Parigi, messi insieme dal caso, completato dalla presenza di qualche donna, vivono vite appena accennate, si ritrovano a parlare di argomenti, a mio parere, stimolanti, interessanti, estrapolando, approfondendo temi all’apparenza superficiali per la comune esistenza ma che poi tanto superficiali possono non esserlo.
    La seconda parte è riservata alle citazioni, ai pensieri estemporanei, alle note a margine del romanzo che l’autore relega nella sezione del libro di cui, volendo, si può anche fare a meno, ma di cui fare a meno non è possibile perché, come per le conversazioni tra i protagonisti, anche queste note, spesso brevi, offrono interessanti spunti di riflessione a delle menti attive.
    La terza parte è quella che non si vede, è la parte invisibile, il condimento del romanzo che si percepisce in ogni pagina ma che non tutti, me compresa, possono cogliere. Sono citazioni, richiami voluti dall’autore, non per dar sfoggio della sua infinita cultura e conoscenza, ma perché necessari al romanzo. Richiami che, nella maggior parte dei casi, ahimé, sono riuscita ad apprezzare solo in parte perché sono ancora molto lontana dalle capacità di ragionamento, dalle conoscenze, dalla vasta cultura di Cortázar.
    Rayuela, il gioco del mondo, pampano o pirastua (sardo), ci fa saltare come bambini da pagina 20 a pagina 240, tra le pagine di un romanzo che per bambini non è, “vittime” dell’autore che domina la nostra volontà sia materiale che morale.

    ha scritto il 

  • 3

    Forte delusione dalla lettura, dopo anni di attesa sullo scaffale di letteratura sudamericana, di Rayuela di Julio Cortázar. Il libro che dovrebbe essere molti libri, che dovrebbe essere almeno due li ...continua

    Forte delusione dalla lettura, dopo anni di attesa sullo scaffale di letteratura sudamericana, di Rayuela di Julio Cortázar. Il libro che dovrebbe essere molti libri, che dovrebbe essere almeno due libri - quello dall'abituale lettura lineare e consequenziale di 56 capitoli, e quello dalla lettura da vertiginoso gioco del mondo, da corsa nei sacchi, di 155 capitoli -, che vorrebbe distruggere la letteratura e forzare l'abito mentale del lettore invitandolo a essere attivo e leggere come vuole, così magari da rendere il libro migliore di come lo ha organizzato l'autore stesso, ecco, questo libro non è altro che una raccolta di brani frammentari e poco tramati, poco intrecciati, in cui non si danno più possibilità di storie costruite dall'attività del lettore - la cui attività è ridotta a un frustrante andare avanti e indietro tra i capitoli -, ma solo una debole storia narrata dall'autore.

    ha scritto il 

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