Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il gioco della vita

Epistolario scelto (1950-62)

Di

Editore: Mondadori

3.8
(13)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Altri

Isbn-10: 880436811X | Isbn-13: 9788804368113 | Data di pubblicazione: 

Ti piace Il gioco della vita?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il secondo volume dell'epistolario di Hesse comprende le lettere familiari eprofessionali che il grande scrittore tedesco scrisse dal 1950 all'anno dellasua morte, il 1962.
Ordina per
  • 0

    pagine 270-71

    ; al contrario, quanto più l'umanità cresce di numero e possiede sempre maggiori mezzi tecnici, tanto più essa si appiattisce e diventa un gruppo uniforme. Per l'umanità in quanto massa, il senso della vita consiste in un inquadramento e in un adattamento il più possibile privi di attrito, facend ...continua

    ; al contrario, quanto più l'umanità cresce di numero e possiede sempre maggiori mezzi tecnici, tanto più essa si appiattisce e diventa un gruppo uniforme. Per l'umanità in quanto massa, il senso della vita consiste in un inquadramento e in un adattamento il più possibile privi di attrito, facendo precipitare la responsabilità individuale fino al punto minimo. [...] Ognuno di noi deve fare chiarezza su se stesso, sulle proprie doti, possibilità e caratteristiche, e deve porre la propria vita al servizio del perfezionamento e della realizzazione di sé. Se facciamo ciò, allora ci mettiamo contemporaneamente al servizio dell'umanità, perché tutti i valori della cultura e della civiltà nascono su questa strada. Percorrendola, l'"individualismo", spesso vizioso, è messo al servizio della comunità e perde l'odio dell'egoismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Per riflettere...

    "Lei si considera in un certo senso diverso e isolato dai Suoi coetanei, o dagli 'altri' in generale, che Lei a volte rende felici mentre altre volte speventa; Lei appartiene a coloro che sono dotati al di sopra della media, gli eletti, quelli che un tempo venivano definiti geni, e si rivolg ...continua

    "Lei si considera in un certo senso diverso e isolato dai Suoi coetanei, o dagli 'altri' in generale, che Lei a volte rende felici mentre altre volte speventa; Lei appartiene a coloro che sono dotati al di sopra della media, gli eletti, quelli che un tempo venivano definiti geni, e si rivolge a me in quanto non mi annovera tra gli 'altri' ma piuttosto si considera in qualche misura simile e affine a me".
    Herman Hesse risponde ad alcuni dei suoi numerosi estimatori e conoscenti - tra cui qualche nome illustre come Mann - con la sobria ironia che gli appartiente. Non sentendosi un guru, nè tantomento amando chi lo faccia sentire tale. Il suo consiglio e la sua critica sono dettati dall'esperienza di un uomo che, alla soglia dei settant'anni desidera raccontare la propria vita anche attraverso i dubbi e le questioni dei più giovani.
    Ovviamente, come ogni epistolario che si rispetti, è legato a doppio filo all'opera dell'autore che non manca di citare sue "creature" riferendosi ai protagonisti o a episodi a volte specifici.

    ha scritto il