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Il gioco di Gerald

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.5
(3645)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 367 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Portoghese , Polacco , Ceco , Russo , Greco

Isbn-10: 8882743489 | Isbn-13: 9788882743482 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
In una casa isolata su un lago, Jessie si piega all'ennesima fantasia sessuale del marito Gerald, che questa volta l'ammanetta al massiccio letto in legno.Ma quando umiliata, lei lo allontana con un calcio, l'uomo si affloscia inerte, stroncato da un infarto. Il tempo passa e Jessie, immobilizzata e dolorante, sembra votata a una morte lenta, resa ancora più atroce dalla comparsa di un affamato cane randagio e da un'ombra misteriosa e irreale che fa capolino nella stanza...
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  • 5

    Un libro a mio parere bellissimo: nonostante il limite dei personaggi e dell'ambientazione, KIng riesce a creare una situazione veramente geniale, mai noiosa, e sempre in bilico tra realtà e sogno e t ...continua

    Un libro a mio parere bellissimo: nonostante il limite dei personaggi e dell'ambientazione, KIng riesce a creare una situazione veramente geniale, mai noiosa, e sempre in bilico tra realtà e sogno e tra passato e presente.
    Uno dei miei libri preferiti di King, soprattutto per l'originalità e per alcuni particolari (uno su tutti: il modo in cui vengono descritti i pensieri del cane)

    ha scritto il 

  • 4

    E' bellissimo vedere come da una situazione critica ma che non sembra portare a nulla ne nasca un libro ottimo che merita di essere letto dove si gioca molto sul fatto mentale e su quello reale e dove ...continua

    E' bellissimo vedere come da una situazione critica ma che non sembra portare a nulla ne nasca un libro ottimo che merita di essere letto dove si gioca molto sul fatto mentale e su quello reale e dove le due questioni si intersecano creando un atmosfera di terrore che tiene incollati al libro

    ha scritto il 

  • 3

    Lento ma con grande ripresa

    La storia è incentrata su una coppia di coniugi che decide di passare il weekend in riva al lago in solitudine, iniziato con un gioco erotico e finito brevemente con il marito avvocato stroncato da un ...continua

    La storia è incentrata su una coppia di coniugi che decide di passare il weekend in riva al lago in solitudine, iniziato con un gioco erotico e finito brevemente con il marito avvocato stroncato da un infarto e la moglie ammanettata al letto per ore. In questo lasso di tempo la donna si ritrova a ripercorrere momenti della propria infanzia tra incubi e momenti di veglia caratterizzati da sete e sconforto per la propria situazione. Proprio nel momento in cui il lettore comincia a stancarsi dei soliti monologhi interiori dei tipici personaggi di King, fatti a più voci e quasi bipolari, ecco il colpo di scena: la donna riesce faticosamente a liberarsi e scopre che una presenza che avvertiva con sè, legata nella stanza, in realtà non era solo frutto della propria immaginazione.
    Considerazioni personali: la trama è lenta nel suo svolgimento, personalmente non ho apprezzato molto tutta la cavalcata storica nella vita della protagonista, che vede sì un abuso, ma che alla fine non risulta così importante per la storia stessa. Diciamo che per l'energico finale sarebbe bastata una breve premessa al tutto e non un intero libro. A mio parere, avrebbe avuto più successo come storia breve.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Solo Stephen King può scrivere non uno, ma ben due libri ambientati quasi esclusivamente in una sola stanza e appassionare così tanto!
    La parte dell'abuso però mi ha veramente sconvolto, non tanto per ...continua

    Solo Stephen King può scrivere non uno, ma ben due libri ambientati quasi esclusivamente in una sola stanza e appassionare così tanto!
    La parte dell'abuso però mi ha veramente sconvolto, non tanto per l'atto in sé, per quanto abbia fatto la sua parte, ma quanto per la reazione della Jessie bambina. Il fatto che si sentisse in colpa e che pensasse che tutto ciò fosse successo a causa sua, che aveva paura che il padre non le volesse più bene. E' stato agghiacciante leggere tutto ciò (anche perché credo che sia abbastanza realistico) più del cane che banchetta col corpo di Gerald, più della mano scuoiata di Jessie.
    Il finale è stato un colpo di scena incredibile, mai mi sarei aspettata che l'uomo dalla faccia lunga fosse effettivamente un uomo in carne ed ossa. King ci ha convinti fino alla fine che fosse solo un gioco di ombre e luce lunare per poi darci la batosta finale! Fantastico!

    ha scritto il 

  • 4

    King riesce nell'impossibile

    Solo un mostro sacro della scrittura horror/thriller come Stephen King avrebbe potuto rendere interessante un romanzo con solo una manciata di personaggi e ambientato in un'unica stanza con poche vari ...continua

    Solo un mostro sacro della scrittura horror/thriller come Stephen King avrebbe potuto rendere interessante un romanzo con solo una manciata di personaggi e ambientato in un'unica stanza con poche varianti.
    Tuttavia alla lunga questi limiti emergono e si portano via la quinta stella nella valutazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Sottotono

    Gerald, ormai superati i 40 anni, è un avvocato di successo che, per risvegliare l’interesse nel “dovere coniugale”, decide di provare qualcosa di alternativo. Si procura così un paio di manette. Mari ...continua

    Gerald, ormai superati i 40 anni, è un avvocato di successo che, per risvegliare l’interesse nel “dovere coniugale”, decide di provare qualcosa di alternativo. Si procura così un paio di manette. Marito e moglie decidono quindi di trascorrere un’appassionante giornata nella loro casa sul lago. Il gioco comincia e Jessie viene ammanettata alla testata del letto, praticamente nuda, ma prima ancora di cominciare, cambia idea e supplica Gerald di liberarla. Il marito, però, prende le suppliche come parte del gioco e non accenna a fermarsi. D’istinto, Jessie scalcia con forza Geralt che, già debole di cuore, muori d’infarto, lasciando la povera moglie con entrambe le mani ammanettate. Da quel momento la vita di Jessie cambia radicalmente, il suo subconscio si divide in diverse personalità che cercano di riesumare dalla sua memoria un brutto episodio di quando era bambina, il cui trauma era riuscita a seppellire dopo tanti anni. Ma il peggio deve ancora venire, perché è quando cala il buio che cose oscure e malvage escono dai loro nascondigli... e non c’è niente di peggio che essere impotenti e immobilizzati davanti ad un oscuro essere d’ombra, lo spettro della morte, o forse lo spettro di un oscuro passato.

    Ambientare un intero libro all’interno di un’unica stanza è un azzardo per qualsiasi autore, anche se ti chiami Stephen King. Stavolta infatti l’obiettivo non è stato centrato appieno.
    L’inizio del libro è molto dispersivo, King ci mostra i pensieri di Jessie che balzano qua e la senza controllo, confondendo il lettore e appesantendo l’avanzare. Verso metà dell’opera, invece, le cose si fanno più interessanti, con un flashback dell’infanzia di Jessie e soprattutto la comparsa dell’”uomo nero”, che da la spinta necessaria per portare a termine la lettura.
    Lo stile di King stavolta vacilla in più occasioni e ci sono scene che, a fine libro, non hanno un senso logico di inserimento e non ci si può non interrogare sul loro significato (forse riconducono a una parte poi tagliata?).
    Anche i personaggi, che di solito l’autore caratterizza degnamente, qui peccano di profondità. Geralt è solo abbozzato, mentre la figura dell’”uomo nero” sembra messa li solo per fare da spauracchio, riconducendo la sua figura alle ataviche paure umane del buio e dell’impotenza davanti a qualcosa di malvagio.
    Impossibile non fare l’accostamento con il film Saw l’enigmista, il quale sembra aver preso ispirazione dall’opera kinghiana. Se vie è piaciuto il film, probabilmente vi piacerà anche il libro, anche se è sottotono rispetto ad altri lavori di King, stavolta il Re poteva fare di meglio.

    Voto: 2/5

    Citazioni:
    ... archiviava i suoi rimproveri imputandoli a una sorta di mitico ordine naturale: i pesci sono costretti a nuotare, gli uccelli a volare, le mogli a rompere le scatole.

    ha scritto il 

  • 3

    Sole spento...

    (3 stelle ½)

    "L'unico modo per andare avanti è andare avanti. Dire lo posso fare anche quando sai che non puoi"
    .
    Ero molto incuriosita da questo libro, sono una fan sfegatata di King e mi mancava q ...continua

    (3 stelle ½)

    "L'unico modo per andare avanti è andare avanti. Dire lo posso fare anche quando sai che non puoi"
    .
    Ero molto incuriosita da questo libro, sono una fan sfegatata di King e mi mancava questo bel thriller nella mia libreria. Una mattina l’ho trovato in una libreria dell’usato a un prezzo bassissimo e l’ho preso al volo.
    Non è il King che mi piace di più... ci sono state pagine che si ripetevano di continuo e le ‘tantissime’ voci nella mente di Jessy mi davano quasi la noia... era davvero detestabili... e sinceramente lei come personaggio non mi è piaciuto particolarmente.
    La povera Jessie incatenata alla spalliera del letto per via di un gioco erotico che balenava nella mente del marito Gerald. Un uomo che lei, a quanto pare, non amava poi così follemente... un uomo che quasi le faceva ribrezzo... eppure all’inizio anche a lei piaceva giocare con Gerald.
    Ma il povero avvocato sarà colpito da un infarto che gli sarà fatale, diventerà lo spuntino preferito di un cane randagio, abbandonato in quel folto bosco... affamato talmente tanto da trovare gustoso il corpo di un essere umano e qui mi verrebbe da dire che non sempre il cane è il migliore amico dell’uomo! L’ex Prince così è chiamato il cane, mi ha ricordato “Cujo” no... non era un San Bernardo questo cane, però sotto certi aspetti mi faceva ricordare di lui.
    Jessie rimarrà incatenata alla spalliera del letto, senza acqua, senza cibo, costretta ad assistere allo scempio del cadavere di suo marito, il cane ne prenderà un pezzetto alla volta, oltre al disgusto anche il dolore nel vedere il proprio amato ridotto così, ma ci sono voci nella testa della donna che sembrano quasi gioire di quella morte... di quello scempio.
    La mente di Jessie tornerà sempre più in là... a quando era bambina, a quando un’eclissi totale di sole la segnò per tutta la vita. Della serie che gli orchi sono più in famiglia che al di fuori... per fortuna non in tutti casi, ma nel caso di Jessie è stato così. Una figura che ti esprime completa fiducia, una figura che ami con tutta te stessa perché è sangue del tuo sangue, una figura che ti esprime protezione, ma in quell’eclissi Jeassie è stata tradita! Qualcuno ha violato la sua innocenza in qualche modo... tanto da portarla ad essere una donna stramba con tante voci nella testa.
    Una figura minacciosa si metterà all’angolo più scuro della camera... Jessie pensa che sia quella persona che l’ha tradita, tornata dall’aldilà per finire il suo lavoro. Una strana ombra dall’aspetto orribile è lì... ad osservarla con un ghigno malefico, lei gli implora aiuto, ma quella strana ombra non si muove... Jessie si arrenderà pensando che sia soltanto un sogno... anzi un orribile Incubo.
    Vi posto un pezzo del libro che parla di questo ombra oscura:

    «... vedeva i suoi occhi neri che la fissavano, con un’attenzione ossessiva da idiota. Vedeva il biancore cereo delle guance magre e della fronte alta, sebbene la fisionomia dell’intruso le fosse negata dal diorama di ombre che vi si agitavano sopra. Riconosceva spalle cadenti e braccia scimmiesche penzoloni, che terminavano in mani lunghe; intuiva i piedi nel triangolo nero di ombra proiettato dal comò, ma niente di più...»

    Questo era per darvi l’idea dell’ombra... uomo... che cosa sarà stata mai?
    Ecco questa è stata la mia domanda:
    Era un uomo vero, reale o un essere venuto fuori dalla fantasia di King?
    Quest’ombra mi ha convinto a leggere questo libro più assiduamente, ero curiosa di incontrare di nuovo questo strano essere, mi inquietava ma al tempo stesso mi elettrizzava.

    «E’ troppo alto e troppo magro per essere un uomo vero, Jess, lo vedi anche tu, no? E’ solo un concorso di vento, ombre, un pizzico di luce lunare... e qualche rimasuglio del tuo incubo, probabilmente. Sei convinta?».

    Questa era una delle voci di Jessy, che poi era sempre lei, le davano coraggio per affrontare quella situazione drastica in cui per sua sfortuna era finita. Voleva convincersi che non era un uomo, che forse era un’immagine, venuta da uno dei suoi incubi...
    L’ombra la deriderà, sarà lì paziente e le mostrerà i suoi averi, gioielli e ossa.
    Questo personaggio è veramente fatto bene, è stato proprio lui a far salire di livello questo romanzo, la sua nota Dark... la sua nota raccapricciante, perché quando leggerete oltre... pagine dopo pagine, scoprirete cos’è veramente... se davvero è un’ombra, venuta dagli inferi o un essere umano spregiante... da far venire il vomito.
    Comunque sia io ve lo consiglio!
    Buona Lettura!

    ha scritto il 

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