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Il gioko

Di

Editore: Salerno

3.0
(19)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8884026539 | Isbn-13: 9788884026538 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
In un liceo milanese, un gruppo di compagni di classe alle soglie della maturità condivide un segreto. il segreto del gioko. Una volta alla settimana Roberto e i suoi amici si riuniscono per sfidarsi a compiere imprese umilianti, esaltanti, difficili: performances sessuali. Gesti e contatti fisici che i ragazzi non hanno imparato nelle consuete tappe dell'adolescenza, in una graduale scoperta del corpo proprio e dell'altro, ma direttamente dalla pornografia su internet. Un rapido upload dalla rete al cervello, senza passare per sensi, emozioni, coscienza. E' il computer infatti il guru che attende a questa specie di rito iniziatico. E' sul computer che Fabio, il leader naturale, fa scorrere le centinaia di immagini porno, esibizioni che l'estratto a sorte dovrà riprodurre fedelmente sotto gli occhi di tutti.
Per dimostrare di non avere paura, di essere parte del gruppo, per imbrigliare le regole dell'attrazione e delle relazioni in un gioco che cancella i rischi della vita vera. Ma che fa provare un brivido diverso, scatena gli istinti, crea conflitti e complicità, nella confusione tra vittime e carnefici, fino a eccessi sconosciuti e terribili. A scuola, il gioko è già leggenda metropolitana.
Il gioko è una storia corale sull'ineducazione sentimentale, sull'ignoranza, sul bullismo giovanile. La pura invenzione letteraria di questo brillante esordio narrativo si mescola nella memoria alle decine di storie riportate a getto continuo sulle pagine di cronaca e discusse nei talk show, costruendo una lettura efficace, cruda e smascherata di un fenomeno generazionale e sociale. Come in calce al capolavoro di Francesco Rosi "Le mani sulla città": i personaggi e i fatti sono immaginari, ma autentica è la realtà che li produce.
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  • 4

    La "psicologia del branco" è descritta senza tentativi di interpretazione, ma affidandosi al linguaggio dei ragazzi e al loro punto di vista. Il gioko (che prova ad essere erotico) è il tentativo da parte di un gruppo di liceali di vincere paure e insicurezze adolescenziali, in uno spazio sospeso ...continua

    La "psicologia del branco" è descritta senza tentativi di interpretazione, ma affidandosi al linguaggio dei ragazzi e al loro punto di vista. Il gioko (che prova ad essere erotico) è il tentativo da parte di un gruppo di liceali di vincere paure e insicurezze adolescenziali, in uno spazio sospeso dove l'individualità non c'è bisogno che emerga, anzi nel gioko è annullata perchè così vuole la regola. E allora tutto ciò che da solo nessuno farebbe è possibile. E questo fa sentire grandi. Ma nel protagonista, Roberto, c'è anche spazio per il dubbio nel momento in cui si innamora e scopre sentimenti che sono solo suoi.

    ha scritto il 

  • 3

    Facile, scorrevole, fintamente rappresentativo..

    del mondo giovanile. Modi artificiosi e immaginati di pensare gli adolescenti. Un bel libro che si risolleva sul finale, senza infamia e senza lode.

    ha scritto il 

  • 3

    Il paradosso del Gioko

    Il paradosso che emerge dalla lettura del romanzo è che i giocatori, a dispetto di quello che credono, dimostrano di essere degli adolescenti molto più vicini all’età infantile che a quella adulta.
    Recensito su Cultura Italia:
    http://culturaitalia.wordpress.com/2009/09/02/il-parado… ...continua

    Il paradosso che emerge dalla lettura del romanzo è che i giocatori, a dispetto di quello che credono, dimostrano di essere degli adolescenti molto più vicini all’età infantile che a quella adulta.
    Recensito su Cultura Italia:
    http://culturaitalia.wordpress.com/2009/09/02/il-paradosso-del-gioko/

    ha scritto il 

  • 4

    Stranissima trama.Molto cruda. Il Gioko è quello di un gruppo di studenti di un liceo milanese,che sembrano avvicinare il sesso come qualcosa di totalmente avulso dal sentimento.Fino a quando...

    ha scritto il 

  • 3

    si consuma in fretta mi viene da dire... tenta l'indagine di una realtà, gli adolescenti, con cui raramente sono a contatto e quindi... un po' non saprei... è davvero così? è una proiezione di un mondo di trentenni? o siamo tutti un po' fabio, indipendentemente dall'età? mi piace il suo non esser ...continua

    si consuma in fretta mi viene da dire... tenta l'indagine di una realtà, gli adolescenti, con cui raramente sono a contatto e quindi... un po' non saprei... è davvero così? è una proiezione di un mondo di trentenni? o siamo tutti un po' fabio, indipendentemente dall'età? mi piace il suo non essere affatto un romazo pretenzioso, pur trattando tematiche che lasciano spazio a facili polemiche e anche più scontata pubblicità. molto probabilmente non sono la lettrice giusta io in questo caso.

    ha scritto il 

  • 3

    Buon libro, scritto bene, scorrevole e coinvolgente. Non lo considero un libro generazionale, benchè tratti il fenomeno del bullismo e i protagonisti siano dei maturandi. L'argomento, difficile da trattare e che rischierebbe di degenerare nella morbosità e nella volgarità, è qui affrontato in man ...continua

    Buon libro, scritto bene, scorrevole e coinvolgente. Non lo considero un libro generazionale, benchè tratti il fenomeno del bullismo e i protagonisti siano dei maturandi. L'argomento, difficile da trattare e che rischierebbe di degenerare nella morbosità e nella volgarità, è qui affrontato in maniera diretta, ma con uno stile asciutto e 'pulito'. L'ho letto volentieri. Opera prima di uno scrittore che promette bene. Bravo Fontana

    ha scritto il 

  • 1

    Premetto che, nonostante il brutto voto, questo libro ha comunque il pregio di essere scorrevole, con una scrittura asciutta e limpida.
    Il resto invece non mi ha proprio convinto. Prima di tutto la storia di adolescenti, le cui vicende e interazioni mi sono rimaste abbastanza indifferenti. P ...continua

    Premetto che, nonostante il brutto voto, questo libro ha comunque il pregio di essere scorrevole, con una scrittura asciutta e limpida.
    Il resto invece non mi ha proprio convinto. Prima di tutto la storia di adolescenti, le cui vicende e interazioni mi sono rimaste abbastanza indifferenti. Poi il fatto che l'autore, nell'intento di portare alle estreme conseguenze il senso di indifferenza, noia, distacco dalla realtà dei protagonisti, finisce per rendere il romanzo a sua volta noioso, piatto. Non riesco proprio ad apprezzare un libro dove per le prime 100 pagine mi chiedo quando decollerà, e per le seconde 100 non succede nulla...

    Sorvolo sulla scelta del titolo e sulla grafica di copertina...Un romanzo d'esordio meriterebbe senz'altro di meglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Ammetto che giudicare questo libro per me è molto difficile perchè ne conosco l'autore.
    Proprio per questo preferisco essere un po' stretta di manica, ammetto che da lui mi aspetto ancora molto.
    Sicuramente non è per stomaci deboli, nè per cuori teneri dato il linguaggio e il tema. Buon ...continua

    Ammetto che giudicare questo libro per me è molto difficile perchè ne conosco l'autore.
    Proprio per questo preferisco essere un po' stretta di manica, ammetto che da lui mi aspetto ancora molto.
    Sicuramente non è per stomaci deboli, nè per cuori teneri dato il linguaggio e il tema. Buona scrittura, non particolarmente originale nelle soluzioni stilistiche , ma curatissima in ogni particolare e nel rendere il racconto credibile . Desolante lo scenario, freddo il modo di raccontarlo, appropriato a quello che mi è sembrato lo scopo: una strana discesa agli inferi, inferi banali e per certi versi noiosi, non più quelli di una volta nemmeno loro.
    Un gruppo di ragazzi che inventano un gioco più per annullarsi che per divertirsi. Gioco che li coinvolge senza entusiasmarli, che diventa ben presto noioso, nonostante le perversioni e le oscenità che vengono messe in campo. Gioco che fagocita le loro personalità e sentimenti.

    ha scritto il