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Il giornalino di Gian Burrasca

Classici dell'avventura, 32

Di

Editore: RCS Quotidiani - Corriere della sera

4.0
(4354)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 397 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Antonio Faeti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Children , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
"Basta: scriverò come so, e tu, mio caro giornalino, non ti vergognerai, spero, se le tue pagine sono scritte con poca arte, tenendo conto in compenso che sono scritte con grande sincerità."
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  • 3

    Opera che risente del passare del tempo (e ne ha ben donde, essendo stato scritto più di un secolo fa), ma che resta piacevole sia, appunto, in quanto documento di stile di un'epoca, sia perchè alcuni ...continua

    Opera che risente del passare del tempo (e ne ha ben donde, essendo stato scritto più di un secolo fa), ma che resta piacevole sia, appunto, in quanto documento di stile di un'epoca, sia perchè alcuni passaggi pieni di verve comica recano immutato uno spirito dissacrante che si può apprezzare ora come allora.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, ironico e divertente!
    Non che faccia esplodere in fragorose risate, ma è impossibile non provare affetto per il piccolo Giannino che, volontariamente o no, riesce puntualmente a cacciarsi nei g ...continua

    Bello, ironico e divertente!
    Non che faccia esplodere in fragorose risate, ma è impossibile non provare affetto per il piccolo Giannino che, volontariamente o no, riesce puntualmente a cacciarsi nei guai.
    Dispiace un po' doverlo lasciare a libro finito, tanta la curiosità di scoprire la sua prossima avventura!

    ha scritto il 

  • 4

    Un vero e proprio combina guai!

    Questo è stato un altro libro che ho letto nella mia infanzia e che mi ha molto divertito.

    Inizialmente non si trattava di un vero e proprio libro, ma era stato pubblicato in puntate nel “Giornalino d ...continua

    Questo è stato un altro libro che ho letto nella mia infanzia e che mi ha molto divertito.

    Inizialmente non si trattava di un vero e proprio libro, ma era stato pubblicato in puntate nel “Giornalino della Domenica” nel primo decennio del 1900 in piena età giolittiana.

    Sicuramente si tratta di un’opera piena di satira per la società dell’epoca dove vengono derisi i modi ed i costumi di questa Italia.
    La mentalità dei genitori del protagonista è distante anni luce da quella dei genitori di adesso.
    Una volta era proibito contrastare il pensiero dei propri papà e mamma altrimenti si finiva dritti dritti al collegio.

    Il racconto in questione è stato scritto sottoforma di diario ed appartiene ad un ragazzino chiamato da tutti Gian Burrasca per via dei suoi modi di fare indisciplinati.
    Viene raccontata la storia o meglio le malefatte di questo bambino, unico figlio maschio di un ricco commerciante il quale ha anche altre tre figlie più grandi.
    Gian Burrasca combina un sacco di guai uno dei tanti è stato quello di far scappare a gambe levate i fidanzati delle sorelle maggiori.
    I genitori stufi del suo comportamento decidono di mandarlo in collegio, ma questo non aiuta a far migliorare il suo carattere perché anche qui ne combina di tutti i colori e riesce persino a far cambiare il colore alla solita minestra di avanzi.

    Un libro simpatico, ironico ed intriso delle malefatte di questo ragazzino, che altro dire, bisogna leggerlo!

    ha scritto il 

  • 4

    Nostalgia per la simpatica canaglia...

    Uno dei miei libri preferiti...
    Lo leggevo quando facevo la prima media.
    Divertente odissea di un ragazzino terrbile che rende la vita impossibile prima alla famiglia di origine, in seguito a quella d ...continua

    Uno dei miei libri preferiti...
    Lo leggevo quando facevo la prima media.
    Divertente odissea di un ragazzino terrbile che rende la vita impossibile prima alla famiglia di origine, in seguito a quella del cognato e della zia che hanno l'infelice idea di ospitarlo in casa loro..
    Le terribili birbantate in collegio insieme ad altri ragazzi che lo uguagliano comunque in furbizia e
    millanterie...ogni genere di disagio opposto alla classe dirigente, agli adulti oppressivi e ingiusti..
    Il volume si presentava in un'edizione illustrata, una sorta di diario dattiloscritto, bellissmo, che eccitava la fantasia e faceva sorridere....
    L'ho tenuto per anni e anni, finchè a forza di leggerlo e rileggerlo si è rotta la copertina e sfasciato il volume...
    Bellissima la trasposizione televisiva con Rita Pavone, che comunque, pur dando un volto credibile
    alla peste del ragazzino combina-guai, non può uguagliare il fascino prorompente del libro...
    Ah, se riuscissi a trovarne un'edizione nuova lo comprerei, se non altro per ricordare i tempi gioiosi della mia infanzia...
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 3

    Sicuramente strappa più di un sorriso questa collezione di 'birichinate' del giovane Giannino le quali oggi ci farebbero solo sorridere. Fu senza dubbio una ventata di aria fresca l'uscita di questo t ...continua

    Sicuramente strappa più di un sorriso questa collezione di 'birichinate' del giovane Giannino le quali oggi ci farebbero solo sorridere. Fu senza dubbio una ventata di aria fresca l'uscita di questo testo nel tetro (leggi fascista) pedagogismo nel quale si muoveva la letteratura per ragazzi dell'epoca. E ciò è senza dubbio messo in evidenza dalla reazione degli adulti che, ma non ci provano neppure, non solo sono vittime di tali marachellate ma mostrano tutta la fragilità di un sistema educativo che non sa comprendere e dialogare a fondo con un preadolescente. Spero vivamente che i ragazzi che oggi lo leggeranno si ricordino di Giannino quando saranno adulti e imparino a perdonare e soprattutto a capire i se medesimi di quando furono, un tempo non dissimilmente da Giannino, dei piccoli Gian Burrasca.
    Memorabile la lettura di Piero Baldini per Ad Alta Voce - Il terzo anello.

    ha scritto il 

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