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Il giornalino di Gian Burrasca

Di

Editore: Mondadori Bruno Scolastica

4.0
(4291)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Altri

Isbn-10: 8842400785 | Isbn-13: 9788842400783 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Children , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Inizialmente pubblicato a puntate sul "Giornalino della Domenica" tra il 1907e il 1908, il libro è scritto in forma di diario: il diario di Giannino Stoppani, detto Gian Burrasca. Questo soprannome, datogli in famiglia a causa delsuo comportamento molto irrequieto, è divenuto col tempo un nuovo modo di definire tutti i ragazzini "discoli". E Giannino di guai ne combina davvero tanti: fa scappare i fidanzati delle sorelle, rompe vasi, allaga la casa, strappal'unico dente di Zio Venanzio, dipinge di rosso il cane di Zia Bettina, tiral'allarme di un treno... Alla fine i genitori decidono di mandarlo in collegio. Anche qui, tuttavia, riuscirà a combinarne di tutti i colori, ottenendoanche di sostituire la solita minestra di riso con la pappa col pomodoro.
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  • 4

    Un vero e proprio combina guai!

    Questo è stato un altro libro che ho letto nella mia infanzia e che mi ha molto divertito.


    Inizialmente non si trattava di un vero e proprio libro, ma era stato pubblicato in puntate nel “Giornalino della Domenica” nel primo decennio del 1900 in piena età giolittiana.


    Sicuramente si ...continua

    Questo è stato un altro libro che ho letto nella mia infanzia e che mi ha molto divertito.

    Inizialmente non si trattava di un vero e proprio libro, ma era stato pubblicato in puntate nel “Giornalino della Domenica” nel primo decennio del 1900 in piena età giolittiana.

    Sicuramente si tratta di un’opera piena di satira per la società dell’epoca dove vengono derisi i modi ed i costumi di questa Italia.
    La mentalità dei genitori del protagonista è distante anni luce da quella dei genitori di adesso.
    Una volta era proibito contrastare il pensiero dei propri papà e mamma altrimenti si finiva dritti dritti al collegio.

    Il racconto in questione è stato scritto sottoforma di diario ed appartiene ad un ragazzino chiamato da tutti Gian Burrasca per via dei suoi modi di fare indisciplinati.
    Viene raccontata la storia o meglio le malefatte di questo bambino, unico figlio maschio di un ricco commerciante il quale ha anche altre tre figlie più grandi.
    Gian Burrasca combina un sacco di guai uno dei tanti è stato quello di far scappare a gambe levate i fidanzati delle sorelle maggiori.
    I genitori stufi del suo comportamento decidono di mandarlo in collegio, ma questo non aiuta a far migliorare il suo carattere perché anche qui ne combina di tutti i colori e riesce persino a far cambiare il colore alla solita minestra di avanzi.

    Un libro simpatico, ironico ed intriso delle malefatte di questo ragazzino, che altro dire, bisogna leggerlo!

    ha scritto il 

  • 4

    Nostalgia per la simpatica canaglia...

    Uno dei miei libri preferiti...
    Lo leggevo quando facevo la prima media.
    Divertente odissea di un ragazzino terrbile che rende la vita impossibile prima alla famiglia di origine, in seguito a quella del cognato e della zia che hanno l'infelice idea di ospitarlo in casa loro..
    Le ...continua

    Uno dei miei libri preferiti...
    Lo leggevo quando facevo la prima media.
    Divertente odissea di un ragazzino terrbile che rende la vita impossibile prima alla famiglia di origine, in seguito a quella del cognato e della zia che hanno l'infelice idea di ospitarlo in casa loro..
    Le terribili birbantate in collegio insieme ad altri ragazzi che lo uguagliano comunque in furbizia e
    millanterie...ogni genere di disagio opposto alla classe dirigente, agli adulti oppressivi e ingiusti..
    Il volume si presentava in un'edizione illustrata, una sorta di diario dattiloscritto, bellissmo, che eccitava la fantasia e faceva sorridere....
    L'ho tenuto per anni e anni, finchè a forza di leggerlo e rileggerlo si è rotta la copertina e sfasciato il volume...
    Bellissima la trasposizione televisiva con Rita Pavone, che comunque, pur dando un volto credibile
    alla peste del ragazzino combina-guai, non può uguagliare il fascino prorompente del libro...
    Ah, se riuscissi a trovarne un'edizione nuova lo comprerei, se non altro per ricordare i tempi gioiosi della mia infanzia...
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 3

    Sicuramente strappa più di un sorriso questa collezione di 'birichinate' del giovane Giannino le quali oggi ci farebbero solo sorridere. Fu senza dubbio una ventata di aria fresca l'uscita di questo testo nel tetro (leggi fascista) pedagogismo nel quale si muoveva la letteratura per ragazzi dell' ...continua

    Sicuramente strappa più di un sorriso questa collezione di 'birichinate' del giovane Giannino le quali oggi ci farebbero solo sorridere. Fu senza dubbio una ventata di aria fresca l'uscita di questo testo nel tetro (leggi fascista) pedagogismo nel quale si muoveva la letteratura per ragazzi dell'epoca. E ciò è senza dubbio messo in evidenza dalla reazione degli adulti che, ma non ci provano neppure, non solo sono vittime di tali marachellate ma mostrano tutta la fragilità di un sistema educativo che non sa comprendere e dialogare a fondo con un preadolescente. Spero vivamente che i ragazzi che oggi lo leggeranno si ricordino di Giannino quando saranno adulti e imparino a perdonare e soprattutto a capire i se medesimi di quando furono, un tempo non dissimilmente da Giannino, dei piccoli Gian Burrasca.
    Memorabile la lettura di Piero Baldini per Ad Alta Voce - Il terzo anello.

    ha scritto il 

  • 5

    Che divertimento leggerlo e rileggerlo!

    “Mi garba proprio”! direbbe un lettore toscano, come l’autore che fa sprizzare tutta la “verve” comica tipicamente toscana dalle pagine di questo capolavoro della letteratura per ragazzi, ma non solo. Oggi come oggi è talmente difficile trovare della letteratura (e anche del cinema) efficacemente ...continua

    “Mi garba proprio”! direbbe un lettore toscano, come l’autore che fa sprizzare tutta la “verve” comica tipicamente toscana dalle pagine di questo capolavoro della letteratura per ragazzi, ma non solo. Oggi come oggi è talmente difficile trovare della letteratura (e anche del cinema) efficacemente comica, che andare a rileggersi dei classici comici come questo non può che far bene all’umore e, in definitiva, alla salute.
    L’arte comica, a mio avviso, è la più difficile e perciò rara da trovare tra le pieghe delle varie forme artistiche, questa di Vamba è autenticamente toscana, quindi italiana, quindi godibilissima.

    ha scritto il 

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