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Il giorno dei Trifidi

Di

Editore: Fanucci

4.1
(671)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 313 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano , Olandese , Russo , Giapponese , Chi tradizionale , Ceco , Polacco

Isbn-10: 8834710177 | Isbn-13: 9788834710173 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maurizio Nati

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Bill Masen si risveglia in ospedale. Dopo essersi ristabilito da alcuniproblemi agli occhi, si accorge che uno strano silenzio lo circonda. Si togliele bende e l'orrore lo attende: il mondo è diventato cieco in seguito a unapioggia di meteore, la civiltà sembra approssimarsi alla fine, in attesa di unfuturo violento e caotico. Ma vi è una minaccia persino maggiore: i Trifidi,piante geneticamente modificate che si nutrono degli esseri umani, si sonoaccorte del loro vantaggio ecologico e si apprestano a occupare lo spaziovitale di cui hanno bisogno...
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Magnifico romanzo, di genere post-apocalittico ma di sostanza, da non perdere!
    All'origine della catastrofe la coincidenza di due eventi: una tempesta di luci verdi (generata da meteoriti o satelliti ...continua

    Magnifico romanzo, di genere post-apocalittico ma di sostanza, da non perdere!
    All'origine della catastrofe la coincidenza di due eventi: una tempesta di luci verdi (generata da meteoriti o satelliti da guerra fuori controllo) che provoca l'improvvisa cecità di coloro che hanno visto le luci, accompagnata da un morbo che si diffonde fra essi, e la diffusione senza controllo dei Trifidi, piante carnivore deambulanti, create probabilmente da industrie bio-tecnologiche, che approfittano della improvvisa inferiorità degli umani per attaccarli; tutto ciò provoca la decimazione della popolazione della Terra.
    Punto centrale del romanzo è la dicotomia fra due opposti modi di affrontare la crisi: riunire in gruppi i soli vedenti, capaci di contribuire all'oneroso sforzo di riorganizzarsi per sopravvivere, lasciando andare alla derivia, e quindi alla morte certa, gli inabili, ma garantendosi però una sufficiente possibilità di riuscita, oppure farsi carico anche dei non vedenti, cercando di creare comunità miste in cui chi è abile si prenda cura anche di altri, diminuendo però drasticamente le possibilità di sopravvivenza.
    La scelta fra le due vie non mette solo l'un contro l'altro i propugnatori delle due soluzioni, ma provoca conflitto anche nell'animo dei singoli, in particolare del protagonista del romanzo, lacerato dal dubbio: scegliere la strada della concretezza o quella della pietà?
    Gli eventi che coinvolgono i nostri personaggi scaturiscono quindi, nella lotta per la sopravvivenza, proprio dal conflitto fra queste due strategie.
    Nell'apocalisse non manca la luce della speranza, con lo sbocciare di un nuovo amore e la nascita di bambini, vedenti anche se generati da ciechi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un vero gioiellino questo romanzo di John Wyndham; pubblicato nel 1951, non ha perso nulla della sua drammatica trama. Un mondo che vede ormai pochi esseri umani vedenti (la maggior parte ha perso la ...continua

    Un vero gioiellino questo romanzo di John Wyndham; pubblicato nel 1951, non ha perso nulla della sua drammatica trama. Un mondo che vede ormai pochi esseri umani vedenti (la maggior parte ha perso la vista a causa di alcune entità fosforescenti che si sono mostrate nel cielo). I pochi sopravvissuti devono organizzarsi per sopravvivere in un pianeta che risulta alla deriva. Non bastasse ciò vi sono pure i trifidi: piante che si muovono e si nutrono di esseri umani. Detto così sembra quasi un romanzo puramente horror. Assolutamente no: nella trama vi è sì molta tensione, ma troviamo pure perle di saggezza morale e filosofica. Una trama imbastita con logica e ricchezza di spunti, vi è pure una bella storia d'amore e, quella, non guasta mai.
    Consigliato a tutti.

    ha scritto il 

  • 5

    Il miglior romanzo di Wyndham, nel quale attraverso l'incubo dei trifidi (piante animate e assassine) l'autore denuncia la paura (verde) dell'uomo nei confronti di una natura che egli non ama e che an ...continua

    Il miglior romanzo di Wyndham, nel quale attraverso l'incubo dei trifidi (piante animate e assassine) l'autore denuncia la paura (verde) dell'uomo nei confronti di una natura che egli non ama e che anziché curare distrugge.
    Molte delle nostre paure nei confronti della natura si vedono attraverso certi nostri detti:
    "Siamo al verde", "Vedere i sorci verdi", "I marziani... brutti, cattivi e verdi" ecc.
    Problemi con la natura?
    Notevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Avete visto la copertina? Avete letto la quarta? Toglietevele dalla testa perchè non c'entrano nulla col libro. È vera e propria pubblicità ingannevole: i trifidi non vengono dallo spazio, non sono kr ...continua

    Avete visto la copertina? Avete letto la quarta? Toglietevele dalla testa perchè non c'entrano nulla col libro. È vera e propria pubblicità ingannevole: i trifidi non vengono dallo spazio, non sono kraken volanti viola e di base quello che il lettore viene preparato ad aspettarsi non succede.
    L'altra possibilità è che la quarta sia stata scritta da qualcuno che guardava il film tratto dal libro mentre correggeva la traduzione de La Corona di Mezzanotte, e questo spiegherebbe tante cose.
    Sono quindi costretta a raccontare un minimo di trama di questo libro scritto nel 1951: Bill Masen è un biologo, vive a Londra in un mondo dove parte dell'economia è cambiata a seguito della creazione dei trifidi, ossia piante nate in laboratorio selezionando le qualità più utili agli umani.
    Piccolo problema: i trifidi non sono semplici piante, sono veri e propri organismi vegetali dotati di intelligenza, capaci di muoversi, velenosi e - soprattutto - carnivori. Una minaccia gestibile grazie all'unico senso che rende gli umani superiori: la vista.
    Questo nemico dell'umanità non viene dallo spazio ma è stato creato dall'umanità stessa, arrogante e non solo certa della propria superiorità, ma incapace di riconoscere la pericolosità di una razza ritenuta inferiore.
    Quando la pioggia di metoriti - e anche qui non è esattamente una calamità venuta dall'universo profondo - causa la ciecità della popolazione, il mondo cambia radicalmente: Bill (scampato alla catastrofe grazie ad un ricovero ospedaliero) si trova all'improvviso in un ecosistema che da un giorno all'altro vede la fine degli umani come specie dominante. I ciechi vagano disperati nelle città e la percentuale di vedenti è così bassa da rendere fisicamente impossibile occuparsi di loro, tant'è che Bill e Josella (altra vedente) sono costretti all'inizio a non palesarsi, e in seguito a dover scegliere tra due linee di condotta opposte: quella di Beadley, votata alla sopravvivenza anche a costo di abbandonare i ciechi al loro destino, e quella di Cokey, violento fanatico pronto ad imprigionare i vedenti pur di aiutare le vittime. Ma ci sono anche gradevoli sfumature, come 'teniamo le donne perchè in grado di partorire figli non ciechi e abbandoniamo i maschi a morire'.
    Su tutto la minaccia dei trifidi, che mentre gli uomini cercano la direzione da prendere fanno la loro mossa per la conquista del pianeta: più numerosi e ormai superiori alla maggior parte delle persone, sono il nemico supremo sempre dietro l'angolo, sempre intorno a te.
    E capace di imparare.

    Il libro quindi si offre a diverse chiavi di lettura: c'è l'analisi della società e della reazione dei singoli (e della collettività) di fronte alla tragedia inaspettata, ci sono i tentativi di salvare il salvabile, rendersi conto che - per sopravvivere - è necessario fare un passo indietro nell'evoluzione sociale.
    E c'è la condanna di un'umanità che, al massimo della propria arroganza e ciecità metaforica, ha creato il proprio nemico mettendosi a giocare in un campo dove - non essendo Dio - non era in grado di controllare tutte le conseguenze. E sì, tutto questo lo fa nel 1951.
    I trifidi sono una figura interessante e quietamente terrificante: più che mostri venuti dagli abissi ricordano gli zombie... ma peggiori perchè dotati di intelletto.

    Nota di curiosità: pensavante che l'inizio di The Walking Dead ricalcasse quello di 28 Giorni Dopo? Errore, entrambe le scene dei protagonisti che si svegliano in ospedale per trovarlo vuoto e fuori c'è stata la fine del mondo sono una citazione a questo inizio.
    Insomma, a me questo libro è piaciuto proprio tanto e ve lo consiglio

    ha scritto il 

  • 3

    Vecchio classico della sci-fi ripubblicato in nuova veste nella nuova collana oscar I grandi della fantascienza (la cui quarta di copertina, sia detto per inciso, non corrisponde al romanzo se non in ...continua

    Vecchio classico della sci-fi ripubblicato in nuova veste nella nuova collana oscar I grandi della fantascienza (la cui quarta di copertina, sia detto per inciso, non corrisponde al romanzo se non in minima parte) e che propone uno scenario catastrofico mondiale in cui la maggior parte dell'umanità ha perso la vista ed è divenuta preda di una nuova specie vegetale.
    Più che un'apocalisse fantascientifica, però, l'autore vuole suscitare una scomoda riflessione: i fortunati rimasti in grado di vedere dovrebbero - in una simile situazione di pericolo - accollarsi le sorti dei non vedenti o investire le proprie forze nella ricostituzione di una società attiva? E' davanti a questo dilemma che si trova il protagonista, Bill Masen, biologo che non ha assistito allo spettacolo di scie verdi che sembra essere l'origine della comune cecità.

    Recensione completa e più approfondita di Sakura sul blog:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/09/il-giorno-dei-trifidi-john-wyndham.html

    ha scritto il 

  • 3

    Premetto che la sinossi riportata nella quarta di copertina si riferisce probabilmente allo stesso libro scritto da John Wyndham in un Universo B, poiché, degli eventi riportati, nel romanzo non se ne ...continua

    Premetto che la sinossi riportata nella quarta di copertina si riferisce probabilmente allo stesso libro scritto da John Wyndham in un Universo B, poiché, degli eventi riportati, nel romanzo non se ne trova mezzo. I trifidi sono una specie vegetale nata, si presume nel corso della storia, da vantaggiosi incroci testati dall'uomo, e i cui semi si sono diffusi per via aerea a causa di un errore umano. Un errore umano, probabilmente la distruzione di satelliti militari, è anche la causa delle scie verdi (dai Governi giustificate come "piogge di meteoriti") che hanno ridotto in stato di cecità chiunque le abbia guardate, ossia la quasi totalità della popolazione mondiale. I trifidi, evoluti in modi impensabili e pericolosi, si sono semplicemente adattati a una situazione che li ha improvvisamente resi più adatti degli uomini - ormai privi del senso che impediva loro di diventare preda della nuova specie - alla sopravvivenza. In questo senso va dunque inteso il titolo del romanzo.

    Chiarito ciò, più che un'apocalisse fantascientifica Wyndham propone una scomoda riflessione in cui i trifidi giocano un ruolo superficiale: se una piccola percentuale di esseri umani sopravvivesse del tutto illesa a una catastrofe che ha reso inabile il resto dell'umanità, dovrebbe lasciare quest'ultima al suo ineluttabile destino di inedia e morte oppure farsi carico per sempre delle vite di chi non è stato altrettanto fortunato? Detto in altre parole: meglio attrezzarsi contro un futuro incerto costituendo una comunità caritatevole insieme a chi non può contribuirvi se non in minima parte o dimenticare ogni precedente paradigma morale per costruire una società funzionale di membri attivi?
    È innanzi a dilemmi del genere che si ritrova Bill Masen, biologo, che non ha assistito allo spettacolo di scie verdi perché ricoverato in ospedale per un incidente alla vista dovuto proprio al veleno dei trifidi. Al suo risveglio, nel fatidico giorno successivo all'incidente, scopre una Londra popolata da ciechi che barcollano per le strade in cerca di cibo, prede inermi e succulente per i trifidi che, seppur potenzialmente pericolosi, fino a quel momento erano stati perfettamente controllabili. Insieme a Josella, giovane scrittrice, si ritrova ben presto a dover scegliere se seguire Beadley, che propone un modello di società funzionale ma crudele, oppure il fanatico Coker, che a costo di usare metodi violenti vuole creare una comunità che si prenda cura del maggior numero di ciechi possibile.

    Il giorno dei trifidi, pubblicato nel 1951 e da tempo fuori catalogo in Italia fino a questa ristampa nella nuova collana di Oscar Mondadori dedicata alla fantascienza, non è certo una lettura mozzafiato. Se si finge di considerare seriamente una minaccia costituita da piante che camminano, permette qualche riflessione un volta chiuso il romanzo, cosa non frequentissima, motivo per cui ne consiglio la lettura. Si spera che Mondadori investa un po' d'impegno in più nel lodevole progetto di riportare la fantascienza in libreria: una gaffe grossolana come questa quarta di copertina totalmente errata non è ammissibile.

    Recensione pubblicata anche su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/09/il-giorno-dei-trifidi-john-wyndham.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un capolavoro della fantascienza uscito nel 1951. Leggete il primo capitolo: quanti hanno preso ispirazione da questo libro per produzioni molto più recenti? Basta sostituire i ciechi presenti nel lib ...continua

    Un capolavoro della fantascienza uscito nel 1951. Leggete il primo capitolo: quanti hanno preso ispirazione da questo libro per produzioni molto più recenti? Basta sostituire i ciechi presenti nel libro con degli zombie e avrete l'inizio di film come "28 giorni dopo" o di serie a fumetti e Tv come "The Walking Dead" ed altri.
    Libro emozionante dove la fantascienza è quasi un pretesto per un trattato sociologico dove descrivere la reazione e la riorganizzazione di pochi umani scampati alla catastrofe. Da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Dopo anni e anni ho finalmente riletto Il giorno dei trifidi... Che dire, forse non dovrei rifarlo, visto che la realtà annienta implacabilmente ogni memoria. Me lo ricordavo diverso, il romanzo, fors ...continua

    Dopo anni e anni ho finalmente riletto Il giorno dei trifidi... Che dire, forse non dovrei rifarlo, visto che la realtà annienta implacabilmente ogni memoria. Me lo ricordavo diverso, il romanzo, forse migliore. Ma vedevo tutto con occhi vergini e ignoranti... Non voglio dire però che IGDT sia brutto solo perché oggi so due cose e mezza di più. Il guaio è che con la vecchiaia sto diventanto iperesigente... Quindi Wyndham non ha colpe.

    O meglio, qualcuna l'ha, per esempio quei capitoli riassuntivi di eventi avvenuti fuori dal PDV del protagonista e io narrante. Il dire e non il far vedere... Certo i capitoli sono ben inseriti, e sono logici (mica poteva passare a una narrazione in terza per farci vedere quelle scene, visto che il romanzo è narrato in prima persona?), ma avrei consigliato all'autore di gestirli attraverso uno scambio di battute tra personaggi.

    Comunque, il romanzo è avvero bello e chissene se c'è qualche magagna tecnica (fra cui pure uno strafalcione... ma lo chiamerei più caduta stlistica). La nostra civiltà viene annientata da dei lampi verdi che accecano quanti si soffermino lì a mirarli rapiti dalla meraviglia, e solo pochi fortunati avranno salva la vista. Mentre il mondo sbanda nell'oscurità, grava su tutto l'ombra dei trifidi, vegetali ambulanti dotati di aculei velenosi, pericolosi prima e mille volte pericolosi adesso perché la gente non può vederli.

    Le riflessioni morali con cui devono combattere i sopravvissuti sono il vero succo del romanzo. Cosa fare, in questi casi? Aiutare i ciechi fiché si può, o pensare ad aiutarsi tra sani, per rifondare una parvenza di civiltà? E l'autore fa vincere la causa giusta, quella della fredda logica della scienza. Non a caso la salvezza partirà da un'università.

    E poi c'è il mondo che si putrefà, una visione apocalittica che mi ha ricordata quella di La nube purpurea (altro inglese... si vede che quella gente ha il senso per queste cose). Mi ha convinto poco la rapidità con cui la natura prende il sopravvento sulle città.

    Inoltre, grave mancanza, la faccenda dei trifidi resta più o meno inspiegata: cosa sono, da dove vengono, e cosa stanno facendo? Sembra che la loro creazione sia da imputarsi all'Uomo, ma non c'è niente di certo. Inoltre, sembrano avere una qualche colpa nel disastro, ma verso la fine del romanzo il protagonista ipotizzerà che i lampi verdi siano stati causati dai satelliti militari.

    Questa vaghezza non mi ha convinto molto. In Wyndham ho sempre trovato una spiegazione chiara ai suoi misteri, o delle teorie che lasciano ben poco spazio all'intraprendenza riflessiva del lettore. E malgrado ciò, gli do quattro stelle perché, pur con cose che ho trovato personalemente migliorabili, resta un romanzo suggestico e terribile.

    ha scritto il