Il giorno dei morti

L'autunno del commissario Ricciardi

Di

Editore: Einaudi (Stile libero big)

4.2
(1162)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 309 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Spagnolo

Isbn-10: 8806213938 | Isbn-13: 9788806213930 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Seduto con un cane a fargli compagnia, un bambino morto per caso. Un orfano, niente famiglia, niente amici.
E invece qualcuno che si chiede perché, e come, e quando.
Qualcuno che si mette a scavare in vite piccole, di cui non ci si cura, di cui non si sa niente.
Qualcuno che non si rassegna all'urlo che non sente, al lamento che non riesce a trovare.
Fino al giorno dei morti.
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  • 3

    Ho ben poco da aggiungere, se non che è stato un bellissimo episodio proprio perchè dedicato alla vita degli scugnizzi, termine con il quale poi si definivano tutti i ragazzini vivaci, ma che all'iniz ...continua

    Ho ben poco da aggiungere, se non che è stato un bellissimo episodio proprio perchè dedicato alla vita degli scugnizzi, termine con il quale poi si definivano tutti i ragazzini vivaci, ma che all'inizio erano orfanelli che crescevano da soli, per le strade, con la carità di qualche parrocchia, e anche tanto abusati, del resto in pratica non esistevano, non avevano tutele.
    Per quanto riguarda la storia, De Giovanni riesce comunque a confezionare un bell'intrigo, fino alla fine non avevo compreso, e mi aspettavo ad ogni pagina, ad ogni angolo di strada, ad ogni casa che Ricciardi visitava, che comparisse "Il Fatto". Teneri e romantici sono Ricciardi ed Enrica, innamorati e timidi, delicato lo scambio di lettere.
    Poco signorile invece Livia che come se Ricciardi fosse un oggetto, lo vuole e se lo prende. Del resto è ricca, ha amici potenti, quello che vuole è suo. I tempi cambiano, le logiche umane no ...

    ha scritto il 

  • 4

    Ho apprezzato molto il modo in cui, attraverso l'indagine, si è introdotto nella vita di questi bambini abbandonati a loro stessi, dove anche gli adulti, che dicono di aiutarli, ne pestano i loro dir ...continua

    Ho apprezzato molto il modo in cui, attraverso l'indagine, si è introdotto nella vita di questi bambini abbandonati a loro stessi, dove anche gli adulti, che dicono di aiutarli, ne pestano i loro diritti.

    ha scritto il 

  • 4

    Una denuncia impietosa della condizione sociale e infantile

    Libro molto bello. Forse giallo. Ma sicuramente con tematiche molto commuoventi rispetto alla condizione infantile della Napoli fascista degli anni 30. Un denuncia ancora più dura se letta come una vi ...continua

    Libro molto bello. Forse giallo. Ma sicuramente con tematiche molto commuoventi rispetto alla condizione infantile della Napoli fascista degli anni 30. Un denuncia ancora più dura se letta come una violenta imposizione, con conseguenze estreme, del mondo e degli interessi degli adulti quasi indifferenti ai legittimi diritti dei bambini. Da leggere

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto più di un romanzo della serie ma non in ordine cronologico e questa è una cosa leggermente fastidiosa quando ci si trova a leggere uno dei primi quale è questo; mea culpa. Il commissario Ricc ...continua

    Ho letto più di un romanzo della serie ma non in ordine cronologico e questa è una cosa leggermente fastidiosa quando ci si trova a leggere uno dei primi quale è questo; mea culpa. Il commissario Ricciardi si conferma un personaggio affascinante e profondo che si muove in una Napoli anni '30 altrettanto affascinante.

    ha scritto il 

  • 5

    Ah, Ricciardi, Ricciardi..quanto dolore nel tuo animo sensibile, nel tuo cuore innamorato, nelle donne che ruotano intorno alla tua esistenza. Quanto dolore nella tua condanna, e quanto dolore nella v ...continua

    Ah, Ricciardi, Ricciardi..quanto dolore nel tuo animo sensibile, nel tuo cuore innamorato, nelle donne che ruotano intorno alla tua esistenza. Quanto dolore nella tua condanna, e quanto dolore nella vicendà del piccolo Tettè..

    ha scritto il 

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