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Il giorno dei morti

L'autunno del commissario Ricciardi

Di

Editore: Einaudi (Stile libero big)

4.3
(828)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 309 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8806213938 | Isbn-13: 9788806213930 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Seduto con un cane a fargli compagnia, un bambino morto per caso. Un orfano, niente famiglia, niente amici. E invece qualcuno che si chiede perché, e come, e quando. Qualcuno che si mette a scavare in vite piccole, di cui non ci si cura, di cui non si sa niente. Qualcuno che non si rassegna all'urlo che non sente, al lamento che non riesce a trovare. Fino al giorno dei morti.
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  • 0

    originale e molto interessante. era tanto che non leggevo un giallo. mi ha preso nel cuore quel freddo quella pioggia che scende su una Napoli non più sole vesuvio e mandolino e poi tanta solitudine…

    ha scritto il 

  • 2

    I precedenti mi erano piaciuti ma questo è molto deludente. La rappresentazione d’ambiente è diventata stucchevole e la storia vira troppo pesantemente sul sentimentale, senza peraltro riuscire davvero a commuovere

    ha scritto il 

  • 4

    Un bambino morto negli ultimi giorni d'ottobre; un commissario solitario e schivo con doti che sfiorano il paranormale sulla pista del delitto: due ingredienti sfruttati fino all'esaurimento ma che, come ben sappiamo, se messi nelle mani giuste, nonostante i chili di pagine e d'inchiostro che si ...continua

    Un bambino morto negli ultimi giorni d'ottobre; un commissario solitario e schivo con doti che sfiorano il paranormale sulla pista del delitto: due ingredienti sfruttati fino all'esaurimento ma che, come ben sappiamo, se messi nelle mani giuste, nonostante i chili di pagine e d'inchiostro che si portano dietro, sono tra quei topoi letterari a rinnovarsi con più facilità.

    Le mani e la penna di Maurizio De Giovanni sono senza dubbio quelle giuste: ambientare la vicenda nella Napoli fascista degli anni Trenta è la prima scelta vincente; conferire alla città un aspetto cupo attraverso una pioggia battente e con la rappresentazione di soggetti meschini che per denaro venderebbero anche la madre è la seconda ottima scelta. Se poi ci mettiamo anche un personaggio principale assai riuscito, ben sviluppato in tutta la sua complessità, circondato da figure di contorno mai banali, e in più un perfetto equilibrio tra mistero, drammaticità, ironia e riflessione socio-politica, abbiamo un noir praticamente perfetto, sorretto da una scrittura articolata ma precisa, ottima per il genere.

    Mi ha davvero sorpreso in positivo; infatti ho già pronta sul comodino la prossima avventura del commissario Ricciardi.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho trovato interessante il commissario Ricciardi, anche se non simpatico come altri, e molto commovente la storia del piccolo Tetté abbandonato da chi avrebbe dovuto amarlo e proteggerlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Se fosse soltanto il mio primo Ricciardi le stelle potrebbero essere anche 4. Ma è anche il mio primo De Giovanni, quindi mica posso esagerare! :)
    Cosa ho apprezzato: l'ambientazione, la trama, i superpoteri, la cattiveria dei bambini.
    Cosa mi ha deluso: i dialoghi, la pioggia battente (facile c ...continua

    Se fosse soltanto il mio primo Ricciardi le stelle potrebbero essere anche 4. Ma è anche il mio primo De Giovanni, quindi mica posso esagerare! :) Cosa ho apprezzato: l'ambientazione, la trama, i superpoteri, la cattiveria dei bambini. Cosa mi ha deluso: i dialoghi, la pioggia battente (facile creare atmosfere con la pioggia che non molla mai) una patina di dejà vu che vernicia diversi personaggi, primo tra tutti il vicequestore Garzo, uno dei personaggi meno originali della letteratura italiana. In ogni caso, tenuto anche conto che sono in un periodo in cui non ho voglia di leggere gialli, noir e simili, "il giorno dei morti" rappresenta una buona esperienza, che ripeto immediatamente con "Il senso del dolore". Poi basta, però.

    ha scritto il 

  • 4

    un anno con Ricciardi

    Mi disturba la sofferenza dei bambini, anche inventata, così simile a quella vera. Inviterei gli autori a non ricorrere a questi temi per creare empatia nei lettori.

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo più noir e più "cattivo" della serie del commissario Ricciardi. "Noir" non è quasi mai un aggettivo azzeccato per definire questa serie di gialli, più prossimi al melodramma e al poliziesco storico-romantico, "Cattivo" perchè la morte è un'onda sismica pura, fortissima, che De G ...continua

    Il romanzo più noir e più "cattivo" della serie del commissario Ricciardi. "Noir" non è quasi mai un aggettivo azzeccato per definire questa serie di gialli, più prossimi al melodramma e al poliziesco storico-romantico, "Cattivo" perchè la morte è un'onda sismica pura, fortissima, che De Giovanni punta dritto sulla coscienza: è morto un bambino, povero, solo, avvelenato con la stricnina: un caso su cui si staglia l'anima nera della fame, la miseria della città di Napoli sotto il fascismo, una città bene, artistica e culturale, ripulita in occasione dell'imminente visita del Duce. Ma Ricciardi non demorde e, con il solo dolore a condurlo tra i frammenti della vita della giovanissima vittima, si incaponirà verso la fortissima sterzata che è la conclusione di questo caso.

    ha scritto il 

  • 4

    Tristissimo....

    Un poliziesco sui generis, come d'altra parte i precedenti romanzi della serie. Protagonista indiscusso, questa volta più che mai, il "ventre molle", oserei dire sfatto, di Napoli, con la sua sozzura morale, la miseria da tagliare col coltello, la disumanità alimentata dall'ignoranza. La vittima ...continua

    Un poliziesco sui generis, come d'altra parte i precedenti romanzi della serie. Protagonista indiscusso, questa volta più che mai, il "ventre molle", oserei dire sfatto, di Napoli, con la sua sozzura morale, la miseria da tagliare col coltello, la disumanità alimentata dall'ignoranza. La vittima predestinata, in questo lacrimevole caso, è un piccolo orfanello il cui unico autentico affetto, nella sua miserabile vita, è rappresentato da un cane cui nessuno, dico nessuno, neppure il buon Ricciardi, si degna di offrire, che dico?....un riparo dalle intemperie? no, neppure un infimo tozzo di pane ammuffito. Tutto ciò mi ha lasciato davvero senza parole.

    ha scritto il 

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