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Il giorno dei morti

L'autunno del commissario Ricciardi

Di

Editore: Einaudi (Stile libero big)

4.3
(901)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 309 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8806213938 | Isbn-13: 9788806213930 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Seduto con un cane a fargli compagnia, un bambino morto per caso. Un orfano, niente famiglia, niente amici.
E invece qualcuno che si chiede perché, e come, e quando.
Qualcuno che si mette a scavare in vite piccole, di cui non ci si cura, di cui non si sa niente.
Qualcuno che non si rassegna all'urlo che non sente, al lamento che non riesce a trovare.
Fino al giorno dei morti.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Acqua che non lava. Che picchia sulle finestre e sveglia dal sonno, o reca nei sogni fantasmi di antichi dolori. Acqua che separa. Che diventa una parete fredda tra gli amanti.

    2013 (rilettura):
    Questo è il mio preferito fra le stagioni , non solo per la commozione che è inevitabile di fronte alla morte prematura di un bambino, ma anche per il bell’intreccio nella storia sen ...continua

    2013 (rilettura):
    Questo è il mio preferito fra le stagioni , non solo per la commozione che è inevitabile di fronte alla morte prematura di un bambino, ma anche per il bell’intreccio nella storia sentimentale di Ricciardi, incapace di farsi avanti con Enrica, e posseduto quasi a forza da Livia. Una bella miscela….
    *************************************************************************************************************
    2012:
    Se qualcuno fosse passato, si sarebbe chiesto come mai il flusso dell'acqua e dei detriti, che incessante cadeva a valle, sembrasse rispettare il cane e il bambino, passandogli accanto senza toccarli se non per qualche schizzo occasionale.

    In una Napoli gonfia d'acqua, acqua che non lava, che separa, che deruba, acqua che fa paura e che non finisce, matura il delitto, atroce, inaccettabile del piccolo Matteo. Tetté lo chiamavano perché tartagliava e solo tté, tté a volte riusciva a dire. Lui che non aveva niente e nessuno, solo se stesso e il suo cagnolino senza nome, che lo seguiva dappertutto, l'unico che lo capiva quando gli parlava. Lui che dolce e sottomesso, subiva le prevaricazioni degli altri scugnizzi, lui che aveva imparato a rubare, lui che aspettava ogni settimana la carezza del suo angelo, alla fine muore con in bocca parole d'amore: “grazie, per i biscotti. Ti voglio bene, tu sei il mio angelo”. Parole che il commissario Ricciardi cerca con affanno per tutto il romanzo e alla fine lo trova il Fatto. Nell'ultima stagione De Giovanni ci attacca il cuore, ce lo torce, ci fa venire le lacrime agli occhi, ci fa indignare di fronte ad una morte ingiusta e crudele. E poi ci lascia sospesi, anche sul finale, con il destino del nostro solitario dagli occhi verdi, innamorato e diviso fra due donne che lo amano. E poi c'è pure il voto. E no, De Giovanni, ce la devi dare l'altra stagione. Lo so che sono solo quattro le stagioni, ma si susseguono e quindi puoi proseguire. Dacci almeno un epilogo, un'appendice.....Insomma.... fai qualcosa...

    ha scritto il 

  • 5

    Tetté

    Dei quattro episodi finora affrontati tra quelli con il commissario Ricciardi, questo è il mio preferito. Sarà per la trama, sarà per il piccolo, povero e sfortunato protagonista con il suo cucciolo, ...continua

    Dei quattro episodi finora affrontati tra quelli con il commissario Ricciardi, questo è il mio preferito. Sarà per la trama, sarà per il piccolo, povero e sfortunato protagonista con il suo cucciolo, sarà per la qualità del testo. Sarà che c'è un capitolo che è una piccola perla della letteratura.Comincia e finisce così:
    "La domenica sotto la pioggia è tutta un'altra cosa...
    ...La domenica sotto la pioggia ha qualche speranza, nelle solitudini."

    ha scritto il 

  • 2

    Ormai sono incuriosita e un po' affezionata ai personaggi, però la retorica è eccessiva. Alcune situazioni sono poco convincenti; mi riferisco sia alle (non) vita sentimentale di Ricciardi, sia all'in ...continua

    Ormai sono incuriosita e un po' affezionata ai personaggi, però la retorica è eccessiva. Alcune situazioni sono poco convincenti; mi riferisco sia alle (non) vita sentimentale di Ricciardi, sia all'intreccio giallo di questo episodio, che appare un po' troppo artificioso.

    ha scritto il 

  • 5

    La scrittura di De Giovanni scorre benissimo.
    L'alternanza di punti di vista riesce a farci appassionare alle vicende di ogni personaggio.
    Questo stratagemma permette anche di conoscere la vita del pi ...continua

    La scrittura di De Giovanni scorre benissimo.
    L'alternanza di punti di vista riesce a farci appassionare alle vicende di ogni personaggio.
    Questo stratagemma permette anche di conoscere la vita del piccolo Tettè dal suo punto di vista, e di essere un passo avanti al commissario.
    La descrizione dei bambini è perfetta, sembra quasi di vedere questi piccoli scugnizzi cresciuti in mezzo alla fame e al dolore, capaci di atrocità di ogni sorta.

    Per la prima volta il Fatto è quasi assente. Il commissario vive tutta l'indagine tormentato dalla sua mancanza invece che dalla sua presenza. E comincia a vivere con estrema cautela anche una sua vita, seppur tormentato da mille dubbi
    Questo, fino ad ora, è il miglior libro della serie del commissario Ricciardi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    ... e il patto col lettore?

    Ho scoperto da poco questo autore e mi piace. Il primo libro delle 4 stagioni mi è stato passato da un'amica e nel giro di poche settimane sono arrivata a finire il 4°. Mi sono piaciuti tutti ma ques ...continua

    Ho scoperto da poco questo autore e mi piace. Il primo libro delle 4 stagioni mi è stato passato da un'amica e nel giro di poche settimane sono arrivata a finire il 4°. Mi sono piaciuti tutti ma questo ultimo "frega" il patto col lettore. I flashback che riguardano Tetté testimoniano di un bimbo che vuole tenere "pulito" il suo momento con il suo angelo ("suo" si, tutto "suo") e per fare questo, dice, non racconta alla donna dei maltrattamenti e di tutte le brutture che gli cadono addosso... Questo nei flashback... Poi alla fine salta fuori che no, non era vero, raccontava tutto alla donna ma lo dichiara lei... Insomma, non puoi depistare in maniera così.... cretina?... il lettore! dai!
    seconda cosa... ma la torta con la ricotta che Enrica porta a casa Ricciardi se la fa fuori tutta Rosa?

    ha scritto il 

  • 3

    Premettiamo che Maurizio de Giovanni ha un ottima prosa, sebbene qui risulti in alcune parti un po' prolisso, e finora la lettura dei suoi gialli non mi ha mai deluso. Tuttavia in questo "Il giorno de ...continua

    Premettiamo che Maurizio de Giovanni ha un ottima prosa, sebbene qui risulti in alcune parti un po' prolisso, e finora la lettura dei suoi gialli non mi ha mai deluso. Tuttavia in questo "Il giorno dei morti" la trama principale, al solito ben ambientata, è ricca di spunti che non vengono approfonditi, i personaggi vanno e vengono, a volte solo in poche decine di pagine e il finale a sorpresa, ma forse neanche troppo, si rivela a mio parere incongruo e tutto sommato insoddisfacente. Aggiungerei pure che la storia d'amore con Enrica è francamente stucchevole e inverosimile e al confronto con la sua antagonista Livia il personaggio dell'innamorata segreta di Ricciardi appare scialbo e piatto. Insomma ci sarebbero tutte le premesse per un grande giallo ma quando si arriva al sodo al lettore smaliziato la bocca rimane vuota

    ha scritto il 

  • 5

    Dei vari del commissario Ricciardi che ho letto fino adesso è quello che mi è piaciuto di più, il finale è sicuramente il più curato, non ci sono troppi eccessi e troppi potenziali colpevoli che affol ...continua

    Dei vari del commissario Ricciardi che ho letto fino adesso è quello che mi è piaciuto di più, il finale è sicuramente il più curato, non ci sono troppi eccessi e troppi potenziali colpevoli che affollano la scena del delitto in modo quasi esagerato (*), come era successo in altri libri, e comunque la sorpresa c'è lo stesso. Ottimo de Giovanni.
    Unico eccesso, se proprio si vuole rilevare, è che piove per tutta la durata della storia, circa una settimana, cosa abbastanza inverosimile a Napoli, anche se si è a fine ottobre. Ma visto che nel titolo si parla di morti sembra una scelta voluta, quasi hemingwaiana (nei romanzi di Hemingway ogni volta che piove c'è il morto), ma forse eccessivamente ingenua.

    (*) Vedi il precedente della serie Ricciardi "La condanna del sangue", dove sul luogo del delitto della cartomante e nella stessa serata si erano avvicendati innumerevoli potenziali colpevoli, ma era successo anche in altri, ad esempio in "Il posto di ognuno".

    ha scritto il 

  • 4

    E' morto un bambino di strada, nessuno se ne cura tranne il bel commissario malinconico che decide di dare una spiegazione a quella morte solitaria. Stessa bella ambientazione napoletana ai tempi del ...continua

    E' morto un bambino di strada, nessuno se ne cura tranne il bel commissario malinconico che decide di dare una spiegazione a quella morte solitaria. Stessa bella ambientazione napoletana ai tempi del duce, questa saga mi attira moltissimo e corro subito a leggere il volume successivo. Non conta tanto il plot, che pure non è male, ma la scrittura. Unico neo, il commissario ricorre al suo scomodo superpotere...

    ha scritto il 

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