Il giorno dei morti

L'autunno del commissario Ricciardi

Di

Editore: Fandango

4.2
(1038)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 399 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Spagnolo

Isbn-10: 8860441676 | Isbn-13: 9788860441676 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il commissario Ricciardi è protagonista indiscusso della scena criminale della Napoli degli anni Trenta, capace di risolvere ogni caso con tali abilità e precisione da sconcertare colleghi e istituzioni. Ma questa sua capacità si dice sia innaturale, dettata addirittura dal demonio. E piace a pochi. Perché Ricciardi vede i morti e ne coglie l'ultimo pensiero, interrotto a metà da una morte violenta. Un'abilità divinatoria, quasi magica. Eppure a volte neanche questi mezzi sembrano bastare di fronte al mistero di certi crimini. È iniziato un autunno piovoso, Napoli è sotto una coltre di nuvole e nebbia. Nella settimana dei Morti viene trovato il cadavere di un bambino. Si chiama Matteo, Tettè per tutti. Uno dei tanti scugnizzi che vivono di espedienti nei vicoli della città. A prima vista, sembra morto di stenti, ma presto si scoprirà che forse la morte è stata causata da altro. Ricciardi indaga, ma le condizioni non sono facili. Le autorità fermano ogni tipo di inchiesta perché sta per arrivare in città Benito Mussolini. Al commissario toccherà indagare in modo clandestino, e soprattutto senza poter contare su alcuno dei suoi indizi perché sul luogo del delitto stavolta non vede né sente niente. A questo punto un interrogativo: ha esaurito il suo dono, la sua condanna, oppure il bambino non è stato ucciso lì?
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    La voce dei morti

    Napoli povera. Napoli sporca. Napoli mamma. Napoli orfana. La povertà è la vera colpevole del romanzo. La povertà che affama e non permette ai bimbi dei "bassi" di vivere l'età più spensierata. De Gio ...continua

    Napoli povera. Napoli sporca. Napoli mamma. Napoli orfana. La povertà è la vera colpevole del romanzo. La povertà che affama e non permette ai bimbi dei "bassi" di vivere l'età più spensierata. De Giovanni racconta tutto con una leggera ed elegante tristezza e lascia (come ogni libro dovrebbe) la malinconia di aver finito troppo in fretta il romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Dei primi quattro il più bello, il più struggente. Qui la storia è ancora più intrisa di umanità sofferente, protagonisti i bambini laceri, poveri, soli, di Napoli. La grande solitudine dei protagonis ...continua

    Dei primi quattro il più bello, il più struggente. Qui la storia è ancora più intrisa di umanità sofferente, protagonisti i bambini laceri, poveri, soli, di Napoli. La grande solitudine dei protagonisti e quella di Ricciardi, una Napoli sempre difficile, in lacrime con la sua pioggia autunnale battente.

    ha scritto il 

  • 4

    l'autunno del Commissario Ricciardi

    Come l''autunno, anche quest'episodio del Commissario Ricciardi è stato freddo ed abbastanza amaro, ma con un retrogusto tiepido e piacevole (a tratti anche divertente) che non guasta. Sentimenti ed i ...continua

    Come l''autunno, anche quest'episodio del Commissario Ricciardi è stato freddo ed abbastanza amaro, ma con un retrogusto tiepido e piacevole (a tratti anche divertente) che non guasta. Sentimenti ed indagini che si sovrappongono vi inchioderanno alla sedia!

    ha scritto il 

  • 4

    Ormai sembra essere tradizione iniziare un nuovo anni con De Giovanni ♥

    Lo stile di De Giovanni è poesia, mi perdo nelle sue parole tutte le volte *_*
    "Solo" quattro stelline perché non riesco a perdo ...continua

    Ormai sembra essere tradizione iniziare un nuovo anni con De Giovanni ♥

    Lo stile di De Giovanni è poesia, mi perdo nelle sue parole tutte le volte *_*
    "Solo" quattro stelline perché non riesco a perdonargli le pagine finali (ma.. ma..!!) e perché non l'ho trovato all'altezza dei precedenti, sublimi.
    Il commissario mi fa una tenerezza che strazia il cuore, in autunno più che mai.. Come l'autore scandaglia l'animo umano, pochi altri :')

    La prima mattina di freddo ha un sapore e un colore che non ha nessun'altra mattina. Perché il freddo arriva sempre di notte, quando tutti dormono, per cogliere di sorpresa; e arriva sull'ala del vento. Arriva cambiando il sapore della pioggia, che prima sapeva un po' di mare e adesso sa di ghiaccio, e diventa di aghi che penetrano i tessuti e gli sguardi, e sostituisce la luce da nera e gialla a grigia e uniforme.

    La domenica sotto la pioggia è tutta un'altra cosa. Ti mette di fronte a quello che non pensavi, a quello che non avresti mai voluto. Ti impedisce di tuffarti in mezzo alla gente per strada, di drogarti di luci e di colori, di farti sballottare da grasse balie nei giardini o da giovani coppie nei caffè in galleria. Non ti permette di andare a sentire il profumo del mare, e le urla dei pescatori che propongono quello che hanno preso di notte. La domenica sotto la pioggia chiude le porte. Penetra con la luce dalle fessure, allaga le pareti e il pavimento, entra nell'anima salendo dai piedi e stringendo il cuore in pugno. La domenica sotto la pioggia sa come fare, a giocare con la speranza e la solitudine. La domenica sotto la pioggia ti fa volere qualcos'altro, rispetto a quello che hai. Ti fa guardare le finestre rigate d'acqua e tutto quello che si vede diventa distorto, alterato. Neanche le immagini del fuori ti consente, la domenica sotto la pioggia, nelle lunghe ore negate al passeggio e agli incontri.

    ha scritto il 

  • 5

    Il commissario Ricciardi - Ep.4

    Quanto mi è piaciuto questo romanzo... commuovente, fortemente toccante.
    Un bambino viene trovato morto. Sembra l'ennesima vittima della fame e del freddo, ma qualcosa a Ricciardi non torna. Non veder ...continua

    Quanto mi è piaciuto questo romanzo... commuovente, fortemente toccante.
    Un bambino viene trovato morto. Sembra l'ennesima vittima della fame e del freddo, ma qualcosa a Ricciardi non torna. Non vederne il fantasma aggirarsi farneticando le ultime parole espresse in vita è sicurmente segno che la sua morte non è stata violenta, ma Ricciardi comincia comunque un'indagine non autorizzata.
    Scritto divinamente. Ma dato che la mano è sempre quella di De Giovanni, non ci sarebbe nemmeno bisogno di specificarlo...

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è una tappa importante di questa saga, una sorta di raccoglimento attorno ad alcuni dei pensieri più profondi dei personaggi che conosciamo. È anche la storia più triste, secondo me, fino ...continua

    Questo libro è una tappa importante di questa saga, una sorta di raccoglimento attorno ad alcuni dei pensieri più profondi dei personaggi che conosciamo. È anche la storia più triste, secondo me, fino a questo punto...una storia di ingiustizie dove a farne le spese è solo un povero bambino. Per questo e per altri motivi, sicuramente il libro non potrà non piacere a tutti i seguaci di Ricciardi...ormai siamo nel suo cuore e siamo partecipi del suo dolore, delle sue speranze e delle sue resistenze interiori. Si resta con il fiato sospeso per buona parte della storia...e oltre! Bravo de Giovanni!

    ha scritto il 

  • 4

    È iniziato un autunno piovoso, Napoli è sotto una coltre di nuvole e nebbia. Nella settimana dei Morti viene trovato il cadavere di un bambino. Si chiama Matteo, Tettè per tutti. Uno dei tanti scugniz ...continua

    È iniziato un autunno piovoso, Napoli è sotto una coltre di nuvole e nebbia. Nella settimana dei Morti viene trovato il cadavere di un bambino. Si chiama Matteo, Tettè per tutti. Uno dei tanti scugnizzi che vivono di espedienti nei vicoli della città. A prima vista, sembra morto di stenti, ma presto si scoprirà che forse la morte è stata causata da altro. Ricciardi indaga, ma le condizioni non sono facili. Le autorità fermano ogni tipo di inchiesta perché sta per arrivare in città Benito Mussolini. Al commissario toccherà indagare in modo clandestino, e soprattutto senza poter contare su alcuno dei suoi indizi perché sul luogo del delitto stavolta non vede né sente niente....

    Noir suggestivo, delicato e toccante, magnificamente scritto. Forse l'autore non si muove bene nella parte sentimentale della storia, ma è sicuramente talentuoso nell'offrire un'affresco tragico e contraddittorio della Napoli degli anni '30 con scugnizzi che muoiono di stenti e con alta borghesia e nobiltà che si apprestano ad accogliere il Duce nei propri palazzi sfarzosi.

    ha scritto il 

  • 4

    Non posso fare altro che confermare il mio apprezzamento verso l'autore e verso questa serie, il cui protagonista commissario Ricciardi (che ha il "dono" di riuscire a vedere e sentire gli ultimi ista ...continua

    Non posso fare altro che confermare il mio apprezzamento verso l'autore e verso questa serie, il cui protagonista commissario Ricciardi (che ha il "dono" di riuscire a vedere e sentire gli ultimi istanti di vita dei morti in modo violento), sta anche perdendo quella "patina" di irraggiungibilità che, almeno, a me non lo faceva risultare simpaticissimo nei primissimi libri. Nell' episodio in questione viene ritrovato senza vita uno "scugnizzo" apparentemente morto di stenti; il commissario, però, non avvertendo il suo "dono" (o come lo chiama lui il "fatto") è incuriosito tantissimo tanto da indagare senza autorizzazione dei superiori. Il mondo che scoprirà intorno a questo bambino è tragico ed orribile; l'epilogo risulta veramente inaspettato.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio primo De Giovanni, il mio primo Ricciardi. Già li adoro. Una storia bellissima e tristissima, quella di Tettè, abilmente narrata in una Napoli degli anni 30. Si legge tutto d'un fiato, malincon ...continua

    Il mio primo De Giovanni, il mio primo Ricciardi. Già li adoro. Una storia bellissima e tristissima, quella di Tettè, abilmente narrata in una Napoli degli anni 30. Si legge tutto d'un fiato, malinconico, reale, struggente e forte. Più volte mi sono trovato durante il periodo di lettura a pensare a Tettè, dolce protagonista a cui il tenebroso Ricciardi vuole rendere una giustizia che nessuno sembra valutare importante. Ma Ricciardi, ora l'ho capito, è Ricciardi....

    ha scritto il 

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