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Il giorno dei morti

L'autunno del commissario Ricciardi

Di

Editore: Fandango

4.3
(853)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 399 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8860441676 | Isbn-13: 9788860441676 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il commissario Ricciardi è protagonista indiscusso della scena criminale della Napoli degli anni Trenta, capace di risolvere ogni caso con tali abilità e precisione da sconcertare colleghi e istituzioni. Ma questa sua capacità si dice sia innaturale, dettata addirittura dal demonio. E piace a pochi. Perché Ricciardi vede i morti e ne coglie l'ultimo pensiero, interrotto a metà da una morte violenta. Un'abilità divinatoria, quasi magica. Eppure a volte neanche questi mezzi sembrano bastare di fronte al mistero di certi crimini. È iniziato un autunno piovoso, Napoli è sotto una coltre di nuvole e nebbia. Nella settimana dei Morti viene trovato il cadavere di un bambino. Si chiama Matteo, Tettè per tutti. Uno dei tanti scugnizzi che vivono di espedienti nei vicoli della città. A prima vista, sembra morto di stenti, ma presto si scoprirà che forse la morte è stata causata da altro. Ricciardi indaga, ma le condizioni non sono facili. Le autorità fermano ogni tipo di inchiesta perché sta per arrivare in città Benito Mussolini. Al commissario toccherà indagare in modo clandestino, e soprattutto senza poter contare su alcuno dei suoi indizi perché sul luogo del delitto stavolta non vede né sente niente. A questo punto un interrogativo: ha esaurito il suo dono, la sua condanna, oppure il bambino non è stato ucciso lì?
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  • 3

    Premettiamo che Maurizio de Giovanni ha un ottima prosa, sebbene qui risulti in alcune parti un po' prolisso, e finora la lettura dei suoi gialli non mi ha mai deluso. Tuttavia in questo "Il giorno dei morti" la trama principale, al solito ben ambientata, è ricca di spunti che non vengono approfo ...continua

    Premettiamo che Maurizio de Giovanni ha un ottima prosa, sebbene qui risulti in alcune parti un po' prolisso, e finora la lettura dei suoi gialli non mi ha mai deluso. Tuttavia in questo "Il giorno dei morti" la trama principale, al solito ben ambientata, è ricca di spunti che non vengono approfonditi, i personaggi vanno e vengono, a volte solo in poche decine di pagine e il finale a sorpresa, ma forse neanche troppo, si rivela a mio parere incongruo e tutto sommato insoddisfacente. Aggiungerei pure che la storia d'amore con Enrica è francamente stucchevole e inverosimile e al confronto con la sua antagonista Livia il personaggio dell'innamorata segreta di Ricciardi appare scialbo e piatto. Insomma ci sarebbero tutte le premesse per un grande giallo ma quando si arriva al sodo al lettore smaliziato la bocca rimane vuota

    ha scritto il 

  • 5

    Dei vari del commissario Ricciardi che ho letto fino adesso è quello che mi è piaciuto di più, il finale è sicuramente il più curato, non ci sono troppi eccessi e troppi potenziali colpevoli che affollano la scena del delitto in modo quasi esagerato (*), come era successo in altri libri, e comunq ...continua

    Dei vari del commissario Ricciardi che ho letto fino adesso è quello che mi è piaciuto di più, il finale è sicuramente il più curato, non ci sono troppi eccessi e troppi potenziali colpevoli che affollano la scena del delitto in modo quasi esagerato (*), come era successo in altri libri, e comunque la sorpresa c'è lo stesso. Ottimo de Giovanni.
    Unico eccesso, se proprio si vuole rilevare, è che piove per tutta la durata della storia, circa una settimana, cosa abbastanza inverosimile a Napoli, anche se si è a fine ottobre. Ma visto che nel titolo si parla di morti sembra una scelta voluta, quasi hemingwaiana (nei romanzi di Hemingway ogni volta che piove c'è il morto), ma forse eccessivamente ingenua.

    (*) Vedi il precedente della serie Ricciardi "La condanna del sangue", dove sul luogo del delitto della cartomante e nella stessa serata si erano avvicendati innumerevoli potenziali colpevoli, ma era successo anche in altri, ad esempio in "Il posto di ognuno".

    ha scritto il 

  • 4

    E' morto un bambino di strada, nessuno se ne cura tranne il bel commissario malinconico che decide di dare una spiegazione a quella morte solitaria. Stessa bella ambientazione napoletana ai tempi del duce, questa saga mi attira moltissimo e corro subito a leggere il volume successivo. Non conta ...continua

    E' morto un bambino di strada, nessuno se ne cura tranne il bel commissario malinconico che decide di dare una spiegazione a quella morte solitaria. Stessa bella ambientazione napoletana ai tempi del duce, questa saga mi attira moltissimo e corro subito a leggere il volume successivo. Non conta tanto il plot, che pure non è male, ma la scrittura. Unico neo, il commissario ricorre al suo scomodo superpotere...

    ha scritto il 

  • 0

    … a posteriori. anche se manca la "favola" sento molto dickensiano questa attenzione ai dettagli delle descrizioni dei bambini; anche lo spirito sembra quasi lo stesso: i cattivi stanno quasi tutti da una parte.
    Meno banale di quanto possa sembrare. Mi è èiaciuto veramente molto. Di lettura ...continua

    … a posteriori. anche se manca la "favola" sento molto dickensiano questa attenzione ai dettagli delle descrizioni dei bambini; anche lo spirito sembra quasi lo stesso: i cattivi stanno quasi tutti da una parte.
    Meno banale di quanto possa sembrare. Mi è èiaciuto veramente molto. Di lettura facile e avvincente
    ù

    ha scritto il 

  • 0

    originale e molto interessante. era tanto che non leggevo un giallo. mi ha preso nel cuore quel freddo quella pioggia che scende su una Napoli non più sole vesuvio e mandolino e poi tanta solitudine…

    ha scritto il 

  • 2

    I precedenti mi erano piaciuti ma questo è molto deludente. La rappresentazione d’ambiente è diventata stucchevole e la storia vira troppo pesantemente sul sentimentale, senza peraltro riuscire davvero a commuovere

    ha scritto il 

  • 4

    Un bambino morto negli ultimi giorni d'ottobre; un commissario solitario e schivo con doti che sfiorano il paranormale sulla pista del delitto: due ingredienti sfruttati fino all'esaurimento ma che, come ben sappiamo, se messi nelle mani giuste, nonostante i chili di pagine e d'inchiostro che si ...continua

    Un bambino morto negli ultimi giorni d'ottobre; un commissario solitario e schivo con doti che sfiorano il paranormale sulla pista del delitto: due ingredienti sfruttati fino all'esaurimento ma che, come ben sappiamo, se messi nelle mani giuste, nonostante i chili di pagine e d'inchiostro che si portano dietro, sono tra quei topoi letterari a rinnovarsi con più facilità.

    Le mani e la penna di Maurizio De Giovanni sono senza dubbio quelle giuste: ambientare la vicenda nella Napoli fascista degli anni Trenta è la prima scelta vincente; conferire alla città un aspetto cupo attraverso una pioggia battente e con la rappresentazione di soggetti meschini che per denaro venderebbero anche la madre è la seconda ottima scelta.
    Se poi ci mettiamo anche un personaggio principale assai riuscito, ben sviluppato in tutta la sua complessità, circondato da figure di contorno mai banali, e in più un perfetto equilibrio tra mistero, drammaticità, ironia e riflessione socio-politica, abbiamo un noir praticamente perfetto, sorretto da una scrittura articolata ma precisa, ottima per il genere.

    Mi ha davvero sorpreso in positivo; infatti ho già pronta sul comodino la prossima avventura del commissario Ricciardi.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho trovato interessante il commissario Ricciardi, anche se non simpatico come altri, e molto commovente la storia del piccolo Tetté abbandonato da chi avrebbe dovuto amarlo e proteggerlo.

    ha scritto il 

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