Il giorno dei trifidi

Urania Classici Fantascienza 44

Di

Editore: Mondadori (Urania Classici Fantascienza)

4.1
(736)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano , Olandese , Russo , Giapponese , Chi tradizionale , Ceco , Polacco

Isbn-10: A000009630 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maria Bulgheroni ; Illustrazione di copertina: Karel Thole

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Tit.Orig.: The Day of Triffids, 1951

Ciò che soprattutto colpisce di questo romanzo ricchissimo, è che gli anni sembrano renderlo sempre più plausibile, sempre più vicino alla nostra realtà. Pubblicato per la prima volta a puntate nel 1951 sulla rivista americana Collier's (periodico di varietà con vari milioni di lettori) II giorno dei Trifidi fu un trionfo istantaneo, la prima affermazione "di massa" della fantascienza moderna, dopo Verne e H.G. Wells. Da allora, non ha fatto che crescere, in ogni senso. La conquista dello spazio è cosa fatta; le epidemie più o meno misteriose sono tra noi; il caos nelle città, I'impotenza dei poteri militari e civili, la disgregazione sociale, sono alle nostre porte. II mondo impazzito di terrore che poi si riassesta su spietate basi medioevali, non è più per noi una fantasia remota e impossibile. E chissà che un giorno non lontanissimo anche i Trifidi, questo mobile flagello vegetale, cosi innocuo nell'aspetto e cosi feroce nelle abitudini, non cominci a dondolare nei nostri campi la sua frusta letale.

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  • 4

    Trifidi = zombie

    Premessa : non sono amante della fantascienza e detesto nel senso più ampio del termine il genere horror in tutte le sue manifestazioni...libri, fumetti, zombie e serie televisive.
    Tornando al libro… ...continua

    Premessa : non sono amante della fantascienza e detesto nel senso più ampio del termine il genere horror in tutte le sue manifestazioni...libri, fumetti, zombie e serie televisive.
    Tornando al libro… perché l’ho letto?!
    Era un regalo provocatorio :)

    La prima parte, davvero molto bella ed emozionante, crea una suspense che poi prosegue in modo altalenante, rapidamente, con un susseguirsi di azioni, spostamenti, incontri, spesso prevedibili intervallati da qualche battuta banale e fuori luogo. Pazienza!
    Però…è una lettura molto scorrevole, infatti l’ho letto in due giorni.
    A parte qualche considerazione sulla formazione di società post-apocalittiche e sul senso etico-morale dei sopravvissuti, non mi ha fatto molto riflettere. Ho preferito Il signore delle mosche in cui l’azione è minima, le descrizioni piene di suspense e notevoli le riflessioni sull’organizzazione di nuove società.

    Non commento la copertina… altrimenti dovrei togliere una stellina :)

    ha scritto il 

  • 4

    Nel suo genere (il post-apocalittico), è un classico.
    Leggendolo, mi sono accorto di come tanti, direttamente o indirettamente, hanno attinto da qui.
    I trifidi sono solo un pretesto, come ogni buon ro ...continua

    Nel suo genere (il post-apocalittico), è un classico.
    Leggendolo, mi sono accorto di come tanti, direttamente o indirettamente, hanno attinto da qui.
    I trifidi sono solo un pretesto, come ogni buon romanzo di questo genere, il vero tema è la società (oltre che la paura della precarietà della civiltà), affrontato secondo me molto bene.
    Narrativamente è ottimo: la scrittura è semplice e gradevole, il ritmo perfetto. Manca forse di emotività, a parte un paio di momenti drammatici particolarmente riusciti.

    Secondo me, ogni appassionato di fantascienza dovrebbe leggerlo, è invecchiato benissimo, riuscendo a mantenere diversi spunti interessanti anche ai giorni d'oggi.
    Forse qualche cliché di troppo, in realtà però giustificabile e funzionale alla trama.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Molto bello, davvero! La scusa di utilizzare la fantascienza (o il fantastico in generale) per fare una critica/valutazione sulla società contemporanea dell'autore è vecchia come il mondo, ovviamente. ...continua

    Molto bello, davvero! La scusa di utilizzare la fantascienza (o il fantastico in generale) per fare una critica/valutazione sulla società contemporanea dell'autore è vecchia come il mondo, ovviamente. Eppure qui il tutto è reso molto bene, con la scusa dell'avvento dei trifidi (tra l'altro, nati per colpa dell'uomo) che fa da base all'analisi di una società che viene privata improvvisamente di (quasi) tutte le convenzioni e le comodità, e i cui soggetti sono costretti a sopravvivere dovendo ricreare l'organizzazione sociale di base. Insomma, una visione post-apocalittica che, pur essendo scritta a metà '900, è totalmente attuale. Ne è valsa la pena.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando si dice un capolavoro

    Non ci sono alieni assurdi, o viaggi intergalattici. Il romanzo si svolge sulla Terra e la minaccia è frutto solo dell'intervento umano. Questo fantastico romanzo, che fin dall'inizio getta (letteralm ...continua

    Non ci sono alieni assurdi, o viaggi intergalattici. Il romanzo si svolge sulla Terra e la minaccia è frutto solo dell'intervento umano. Questo fantastico romanzo, che fin dall'inizio getta (letteralmente) il lettore dentro l'azione pura in una dimensione adrenalinica e carica di suspence, è uno di quei classici che hanno fatto la storia della SF. Assolutamente da leggere. La tensione resta alta fino alla fine. Dalla storia sono stati ricavati due film.

    ha scritto il 

  • 4

    Quasi profetico....

    Un buon romanzo di fantascienza (distopica) che dietro ad una trama abbastanza esile nasconde due grandi idee:la prima è rappresentata dai trifidi, mostruose piante in grado di uccidere e mangiare gli ...continua

    Un buon romanzo di fantascienza (distopica) che dietro ad una trama abbastanza esile nasconde due grandi idee:la prima è rappresentata dai trifidi, mostruose piante in grado di uccidere e mangiare gli esseri umani e la seconda è data dall'intonazione post apocalittica del finale, in quanto,come purtroppo accade anche nella realtà, anche in questa grande sciagura nascono reucci e ras che vogliono sfruttare il dolore e la distruzione per instaurare il loro potere.

    Se nel complesso "I figli dell'invasione" è superiore come portata teorica qui troviamo più azione e una trama che, per quanto leggera, si dipana in maniera agile e veloce.

    Comunque superiore a quasi tutti i suoi moderni epigoni...

    ha scritto il 

  • 4

    Terror post-apocalíptico

    Un futuro apocalíptico. Unas plantas gigantes asesinas. La miseria humana al descubierto. ¿Será fácil reorganizarse? ¿Las potencias establecidas son los que volverán al poder? ¿Qué principios morales ...continua

    Un futuro apocalíptico. Unas plantas gigantes asesinas. La miseria humana al descubierto. ¿Será fácil reorganizarse? ¿Las potencias establecidas son los que volverán al poder? ¿Qué principios morales prevalecen en momentos extremos? ¿Será posible una reconstrucción social? Todas estas cuestiones relatadas bajo un leve manto de terror. Muy recomendable.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho letto perché citato in un altro bel libro, di tutt'altro genere: Elogio delle erbacce di Richard Mabey. Non sono amante del genere fantascienza, ma questo di Wyndhan mi ha appassionato. Una bella ...continua

    L'ho letto perché citato in un altro bel libro, di tutt'altro genere: Elogio delle erbacce di Richard Mabey. Non sono amante del genere fantascienza, ma questo di Wyndhan mi ha appassionato. Una bella interpretazione di cosa potrebbe succedere se la società umana venisse pressochè distrutta in pochi giorni da un evento imprevedibile (seppur causato dall'uomo stesso). Nella parte di "azione" (la lotta per la sopravvivenza ed il ritorno allo stato tribale) vi si possono leggere temi più profondi come, ad esempio, l'inevitabilità della suddivisione in classi sociali e quali siano i comportamenti eticamente leciti quando ci si trova in stato di necessità.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima generazione contadini, seconda selvaggi..

    Il ricordo di un B-movie fantascientifico della mia infanzia che tanto mi terrificò, mi ha spinto alla lettura del mio primo Wyndham. Che sopresa e che piacere nonostante sia stato scritto in pieno do ...continua

    Il ricordo di un B-movie fantascientifico della mia infanzia che tanto mi terrificò, mi ha spinto alla lettura del mio primo Wyndham. Che sopresa e che piacere nonostante sia stato scritto in pieno dopoguerra; si può leggere sotto diversi punti di vista spaziando dal romanzo distopico... alla pura scienze fiction. Interessanti le riflessioni sociali, sul senso etico/morale dei sopravvissuti, sui doveri femminili (anche pre-catastrofe), sulle ripercussioni della scienza, e molto altro ancora che manca nel citato film che a quel tempo poteva solo intraprendere il percorso fantastico/horror. Alcuni dialoghi sono imperdibili.. io prerisco quelli di Coker (l'alter ego della scrittore) il cui pragmatismo è evidente (vedi titolo recensione).

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo apocalittico degli anni '50 dotato di un buon ritmo narrativo ma con un intreccio poco riuscito e caratterizzazione psicologica dei personaggi quasi nulla (interessanti le riflessioni morali s ...continua

    Romanzo apocalittico degli anni '50 dotato di un buon ritmo narrativo ma con un intreccio poco riuscito e caratterizzazione psicologica dei personaggi quasi nulla (interessanti le riflessioni morali sulla società ed i rapporti umani ma poco sfruttate nell'ottica generale) ed un finale poco incisivo; nonostante queste pecche il libro resta una scorrevole lettura con buoni momenti di tensione: un romanzo che aveva in sè gli elementi per diventare un superclassico termina come sopravvalutato buon esempio di fantascienza apocalittica, leggibile e godibile ma non indimenticabile

    ha scritto il