Il giorno del giudizio

Di

Editore: La Nuova Sardegna (Capolavori Sardi 8)

4.4
(753)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 285 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8496142779 | Isbn-13: 9788496142770 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
La migliore introduzione a Il giorno del giudizio - ha scritto un critico americano - è proprio quella che lui stesso, Salvatore Satta, ci ha lasciato: "Come in una di quelle assurde processioni del paradiso dantesco sfilano in teorie interminabili, ma senza cori e candelabri, gli uomini della mia gente. Tutti si rivolgono a me, tutti vogliono deporre nelle mie mani il fardello della loro vita. Parole di preghiera o d'ira sibilano col vento tra i cespugli di timo. E forse mentre penso la loro vita, perché scrivo la loro vita, mi sentono come un ridicolo dio, che li ha chiamati a raccolta nel giorno del giudizio, per liberarli in eterno della loro memoria".
C'è tutto, in questa presentazione. Il libro è un libro di ricordi, Perché quasi tutti i personaggi sono morti. E l'autore, che li ha conosciuti in vita, li recupera dall'album di famiglia in cui stanno i loro ritratti: la piccola famiglia di don Sebastiano Sanna Carboni e la più grande famiglia di un paese che è Nuoro. Un paese introdotto con una frase che riecheggia ironicamente il De bello gallico di Giulio Cesare, e che dà in poche righe anche un campione fortemente persuasivo dell'originalità di questo grande giurista diventato anche grandissimo scrittore: "Nuoro non era che un nido di corvi, eppure era, come e più della Gallia, divisa in tre parti". I personaggi del romanzo davvero sfilano davanti ai nostri occhi come le figure delle processioni dantesche: e sembrano presentarsi all'autore per chiedere non soltanto di essere fatti rivivere nella pagina, ma anche giudicati. Però quello che Satta ci lascia non è un giudizio morale: è semmai il giudizio di uno scrittore, felice di avere trovato nell'esercizio della scrittura (pure col fondo di drammatico pessimismo che spesso lo attraversa) il modo per liberarli della dimenticanza, di consegnarli come persone di famiglia, magari cariche di difetti ma amabili ed amate anche per quelli, alla fantasia e al cuore dei lettori. Anche quelli che, come ha dimostrato il successo internazionale del libro, stanno in ogni altra parte del mondo.
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  • 5

    "quelli come te lo sappiamo
    stanno al mondo solo perché c'è spazio
    mani strappate all'enalotto le tue,
    mani strappate all'enalotto
    quelli come te lo sappiamo
    son stati vivi solo quando sono morti
    mani ...continua

    "quelli come te lo sappiamo
    stanno al mondo solo perché c'è spazio
    mani strappate all'enalotto le tue,
    mani strappate all'enalotto
    quelli come te lo sappiamo
    son stati vivi solo quando sono morti
    mani strappate al voto di scambio le tue,
    mani strappate al voto di scambio"
    iosonouncane

    ha scritto il 

  • 4

    Credo che questo sia in assoluto il miglior libro che sia mai stato scritto da un autore sardo.
    Non l'ho letto ma ascoltato nella splendida lettura fatta da Servillo. Mi ha affascinato ma ora credo di ...continua

    Credo che questo sia in assoluto il miglior libro che sia mai stato scritto da un autore sardo.
    Non l'ho letto ma ascoltato nella splendida lettura fatta da Servillo. Mi ha affascinato ma ora credo di aver bisogno di rileggerlo, di averne una versione cartacea per riassaporare alcuni passaggi e magari sottolineare, annotare. Un'opera davvero densa, da ripercorrere e su cui meditare.

    ha scritto il 

  • 5

    "E' un'alba di mezz'agosto, un'ora in cui l'estate cede alla passione dell'autunno". Questa è una delle tante immagini che Satta evoca in questo magnifico libro. Un libro che fa bene alla mente e al c ...continua

    "E' un'alba di mezz'agosto, un'ora in cui l'estate cede alla passione dell'autunno". Questa è una delle tante immagini che Satta evoca in questo magnifico libro. Un libro che fa bene alla mente e al cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Paesaggio Umano della Sardegna di Inizio XX secolo

    Racconto corale su Nuoro e dintorni con tanti protagonisti a comporre un unico affresco come in un quadro di Bosch. Forse un po' datato, ma l'atmosfera ricostruita è molto suggestiva.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellezza discreta di un capolavoro

    Mi trovo in grande difficoltà a recensire questo libro, mi mancano le parole per esprimere il motivo per cui mi è piaciuto così tanto ed elencarne i pregi. Raramente mi capita ciò, ma in questo caso m ...continua

    Mi trovo in grande difficoltà a recensire questo libro, mi mancano le parole per esprimere il motivo per cui mi è piaciuto così tanto ed elencarne i pregi. Raramente mi capita ciò, ma in questo caso mi sento di dire che la bellezza di quest'opera è talmente discreta, sommessa, che risulta difficile appigliarsi ad un particolare per parlarne. Sicuramente ho trovato ne "Il giorno del giudizio"l'universalità di certe cose umane che trovo nei grandi autori, quell'universalità di tempo e spazio che solo i capolavori possiedono.

    Non ho letto molti autori sardi, mi ero innamorata di Accabadora di Michela Murgia per poi rimanere leggermente delusa da L'incontro, mi è piaciuto Nel tempo di mezzo di Marcello Fois senza però entusiasmarmi più di tanto, la famosissima Grazia Deledda con La danza della collana non mi aveva conquistata; poi è arrivato Salvatore Satta con Il giorno del giudizio ed ho pensato ecco, questo è un capolavoro!

    La misura con cui vengono usate le parole per raccontare mi ha sconcertata, nulla di ciò che l'autore ha scritto è in più, niente è superfluo, eppure lo stile non è scarno; il realismo della storia mi ha fatto pensare a Giovanni Verga anche se in Satta ho trovato forse meno coinvolgimento dal punto di vista della narrazione, se nel Verga traspare una profonda pietà per i disgraziati di cui parla, in Satta questa pietà la avverto in modo più sottile, meno evidente, come se lo scrittore fosse solo un testimone di queste vite e le voglia raccontare con distacco, questo tuttavia non significa mancanza di empatia o freddezza.
    Continua qui: https://lemieletturecommentate.wordpress.com/2016/03/23/il-giorno-del-giudizio-di-salvatore-satta/

    ha scritto il 

  • 4

    “Ricco non sono io, ricco è il cimitero”, una constatazione che ben figurerebbe in epigrafe a IL GIORNO DEL GIUDIZIO di Salvatore Satta.
    Pubblicato postumo nel 1977 e conosciuto il successo grazie all ...continua

    “Ricco non sono io, ricco è il cimitero”, una constatazione che ben figurerebbe in epigrafe a IL GIORNO DEL GIUDIZIO di Salvatore Satta.
    Pubblicato postumo nel 1977 e conosciuto il successo grazie all'edizione Adelphi del 1979, il romanzo è il racconto – lo sfondo è la città di Nuoro - delle vicende familiari dei Sanna Carboni e di una miriade di altri personaggi.
    Tuttavia la "fluviale" rievocazione di luoghi e fatti, di uomini e donne è pretesto per chiedersi quale senso abbia la vita, questo viaggio periglioso che tutti i vivi compiono senza aver deciso se e quando partire.
    La risposta è che l'esistenza non ha significato, fatta eccezione per il destino che è comune a tutti noi: la morte, il riposo sotto qualche metro di terra o dietro una lastra di marmo.
    Gran bel libro!

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo questo spaccato di Sardegna di inizio '900. Una prosa evocativa che dice e lascia immaginare. Un narratore che si chiede se sia opportuno raccontare. Storie che fortunatamente non resterann ...continua

    Bellissimo questo spaccato di Sardegna di inizio '900. Una prosa evocativa che dice e lascia immaginare. Un narratore che si chiede se sia opportuno raccontare. Storie che fortunatamente non resteranno nell'oblio che il tempo stende su tutto. Leggerlo è stata una bella esperienza. Consigliato

    ha scritto il 

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