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Il giorno della civetta

Di

Editore: Einaudi (Nuovi coralli, 17)

4.0
(8074)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000089492 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Sicilia, 1961. L'ufficiale dei Carabinieri Bellodi, parmense ed ex partigiano, in servizio in un piccolo paese, si trova ad indagare sull'omicidio di Salvatore Colasberna, un impresario edile, ucciso per essersi rifiutato di lasciare un appalto ad una ditta protetta della mafia. L'omicidio è avvenuto nelle vicinanze dell'abitazione dove vivono Rosa Nicolosi, il marito e la loro figlioletta. Nella stessa mattina scompare anche il marito di Rosa Nicolosi. Il capitano Bellodi riesce a strappare a Rosa che il marito le ha detto prima di sparire di aver incontrato lungo la strada, in cui ha avuto luogo l'omicidio "Zecchinetta" (il soprannome deriva dalla passione per l'omonimo gioco), un suo conoscente già pregiudicato, il cui nome viene confermato dal confidente di polizia "Parrinieddu". Nel frattempo il boss del paese, Don Mariano Arena, organizza una manovra per far passare l'omicidio Colasberna come dovuto a motivi passionali: praticamente sarebbe stato Nicolosi ad uccidere l'impresario in quanto amante della moglie e poi si sarebbe dato alla latitanza.
Il capitano non crede alla pista passionale e cerca di trovare il corpo del Nicolosi, che ritiene essere stato ucciso in quanto testimone «scomodo»; riuscirà a trovare un corpo ma sarà quello di "Parrinieddu", ucciso perché ritenuto ormai compromesso. L'inchiesta andrà avanti arrivando anche all'arresto di Don Mariano ma alla fine, grazie agli agganci politici di quest'ultimo, Bellodi verrà trasferito e i mafiosi, tornati liberi, avranno modo di apprezzare, osservandolo con il binocolo dal terrazzo di Don Mariano, l'apparente atteggiamento più conciliante del nuovo capitano.
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  • 5

    "Ma la mafia era, ed è, altra cosa: un «sistema» che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel «vuoto» dello Stato (cioè quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, è debole ...continua

    "Ma la mafia era, ed è, altra cosa: un «sistema» che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel «vuoto» dello Stato (cioè quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, è debole o manca) ma «dentro» lo Stato. La mafia insomma altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta."
    Basta anche solo questa citazione per comprendere la straordinaria attualità (ahimé) dell'opera di Sciascia. Il linguaggio poetico e folkloristico accompagna (e ,in nessun caso, disperde), l'amarezza della coscienza. Lo raccomando a chiunque non abbia ancora trovato il tempo di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro d’attualità

    Anche se questo libro è stato scritto nel 1960 possiamo definirlo una lettura attuale, infatti il terrorismo continua a mietere vittime sia in Italia, sia nel resto del mondo


    Passiamo alla trama del libro.


    Il presidente di una piccola impresa edile viene assassinato mentre sale su u ...continua

    Anche se questo libro è stato scritto nel 1960 possiamo definirlo una lettura attuale, infatti il terrorismo continua a mietere vittime sia in Italia, sia nel resto del mondo

    Passiamo alla trama del libro.

    Il presidente di una piccola impresa edile viene assassinato mentre sale su un autobus che portava a Palermo. Mentre arrivano i carabinieri tutti i passeggeri si dileguano e rimangono solamente l’autista ed il controllore sulla scena del delitto.
    Il caso viene affidato al capitano Bellodi, il quale conosce un doppiogiochista molto noto alla mafia che gli darà un aiuto su questo caso.
    La vicenda farà scoprire una realtà intricata piena di favori elettorali, pizzi pagati per vincere gare d’appalto e diatribe politiche.

    L’autore ci fa incantare di fronte alla sua bravura nello scrivere, una certezza che ci da dopo poche righe diventerà un nuovo grande dubbio.
    Questo è il primo libro in cui noto questo legame stretto tra il personaggio e l’autore per la lotta contro la mafia.

    Consiglio questo libro a tutti perché le tematiche che affronta (mafia e omertà) tuttora sono molto diffuse in Italia ed anche nel resto del mondo.
    Inoltre questo testo ci fa capire che fin quando esisterà la corruzione esisterà anche la mafia.

    Buona lettura!

    “Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà…[…]”

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Una storia di mafia ammantata di vaghezza

    Ho letto Il giorno della civetta subito dopo A ciascuno il suo e non ho potuto fare a meno di comparare i due romanzi; per quanto mi riguarda, dal confronto ne è uscito vincitore il secondo. Senza nulla togliere al talento e all'impegno civile di Sciascia, Il giorno della civetta ...continua

    Ho letto Il giorno della civetta subito dopo A ciascuno il suo e non ho potuto fare a meno di comparare i due romanzi; per quanto mi riguarda, dal confronto ne è uscito vincitore il secondo. Senza nulla togliere al talento e all'impegno civile di Sciascia, Il giorno della civetta mi ha fatto indignare, ma in maniera fredda e distaccata, forse proprio a causa dell'accurato lavoro di cavare a cui è stato sottoposto dall'autore. Quasi un'autocensura che ha gettato sulla storia un velo di vaghezza e anonimato; e lo stesso protagonista, il capitano Bellodi, personaggio interessante e affascinante, resta sempre sullo sfondo.
    In tutto ciò, però, ho apprezzato molto il finale: il capitano, infatti, messo di fronte alla conclusione all'italiana delle sue indagini (ossia all'impunità dei colpevoli) non si dà per vinto e dichiara a voce alta: "Mi ci romperò la testa".
    Da notare, infine, che la ragazza che Bellodi incontra a Parma si chiama Livia, proprio come la storica fidanzata del commissario Montalbano, che sia un omaggio di Camilleri al suo maestro?

    ha scritto il 

  • 3

    Sono convinto che i libri che ci obbligano a leggere a scuola andrebbero riletti a distanza di anni. Solo in questa maniera di può davvero imparare qualcosa. Così è stato anche per il "Giorno della civetta".

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissima la citazione che apre il libro e bellissima la scena finale con cui questo si chiude. Che dire? Da siciliana l'ho sentito pienamente mio, ma, ancora di più, l'ho sentito da italiana, forse perché, come dice Sciascia, l'Italia è ormai tutta una Sicilia. E quanta amarezza ho letto nelle ...continua

    Bellissima la citazione che apre il libro e bellissima la scena finale con cui questo si chiude. Che dire? Da siciliana l'ho sentito pienamente mio, ma, ancora di più, l'ho sentito da italiana, forse perché, come dice Sciascia, l'Italia è ormai tutta una Sicilia. E quanta amarezza ho letto nelle parole dell'autore quando nella nota conclusiva ha dovuto ammettere di non avere potuto scrivere in piena libertà questo libro come invece dovrebbe essere concesso a ogni scrittore! Comunque, un grazie a Sciascia e un grazie a "Il giorno della civetta", sia nella versione in cui lo leggiamo oggi, sia nella versione in cui lo avremmo dovuto leggere e che purtroppo non leggeremo mai.

    ha scritto il 

  • 5

    "Incredibile è anche l'Italia: e bisogna andare in Sicilia per constatare quanto è incredibile l'Italia.
    "Forse tutta l'Italia va diventando Sicilia...A me è venuta una fantasia, leggendo sui giornali gli scandali di quel governo regionale: gli scienziati dicono che la linea della palma, ci ...continua

    "Incredibile è anche l'Italia: e bisogna andare in Sicilia per constatare quanto è incredibile l'Italia.
    "Forse tutta l'Italia va diventando Sicilia...A me è venuta una fantasia, leggendo sui giornali gli scandali di quel governo regionale: gli scienziati dicono che la linea della palma, cioè il clima che è propizio alla vegetazione della palma, viene su, verso il nord, di cinquecento metri, mi pare, ogni anno...La linea della palma...Io invece dico: la linea del caffè ristretto, del caffè concentrato... E sale come l'ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l'Italia, ed è già oltre Roma..." si fermò improvvisamente e disse, ad una giovane donna che veniva loro incontro ridente: "Sei incredibile anche tu: bellissima..."

    ha scritto il 

  • 5

    Letto, riletto e riletto amcora, visto il film di Damiano Damiani (1968) tre o quattro volte (la Tv di stato e i piccoli cinema parrocchiali di paese allora passavano anche questo!). Con rispetto parlando, quest'opera di Sciascia è come un testo sacro, tanto è per me fondamentale per leggere e ca ...continua

    Letto, riletto e riletto amcora, visto il film di Damiano Damiani (1968) tre o quattro volte (la Tv di stato e i piccoli cinema parrocchiali di paese allora passavano anche questo!). Con rispetto parlando, quest'opera di Sciascia è come un testo sacro, tanto è per me fondamentale per leggere e capire la storia attuale dell'Italia, di questi ultimi anni. Lì c'era già tutto, in quest'opera del 1960: connivenza e malaffare della politica con la mafia, doppio stato, malagiustizia, depistaggio, insabbiamento, parassitmo e paralisi della società e dell'economia...

    ha scritto il 

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