Il giorno della civetta

Di

Editore: Einaudi (Nuovi coralli, 17)

4.0
(8702)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Greco , Polacco

Isbn-10: A000089492 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Sicilia, 1961. L'ufficiale dei Carabinieri Bellodi, parmense ed ex partigiano, in servizio in un piccolo paese, si trova ad indagare sull'omicidio di Salvatore Colasberna, un impresario edile, ucciso per essersi rifiutato di lasciare un appalto ad una ditta protetta della mafia. L'omicidio è avvenuto nelle vicinanze dell'abitazione dove vivono Rosa Nicolosi, il marito e la loro figlioletta. Nella stessa mattina scompare anche il marito di Rosa Nicolosi. Il capitano Bellodi riesce a strappare a Rosa che il marito le ha detto prima di sparire di aver incontrato lungo la strada, in cui ha avuto luogo l'omicidio "Zecchinetta" (il soprannome deriva dalla passione per l'omonimo gioco), un suo conoscente già pregiudicato, il cui nome viene confermato dal confidente di polizia "Parrinieddu". Nel frattempo il boss del paese, Don Mariano Arena, organizza una manovra per far passare l'omicidio Colasberna come dovuto a motivi passionali: praticamente sarebbe stato Nicolosi ad uccidere l'impresario in quanto amante della moglie e poi si sarebbe dato alla latitanza.
Il capitano non crede alla pista passionale e cerca di trovare il corpo del Nicolosi, che ritiene essere stato ucciso in quanto testimone «scomodo»; riuscirà a trovare un corpo ma sarà quello di "Parrinieddu", ucciso perché ritenuto ormai compromesso. L'inchiesta andrà avanti arrivando anche all'arresto di Don Mariano ma alla fine, grazie agli agganci politici di quest'ultimo, Bellodi verrà trasferito e i mafiosi, tornati liberi, avranno modo di apprezzare, osservandolo con il binocolo dal terrazzo di Don Mariano, l'apparente atteggiamento più conciliante del nuovo capitano.
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  • 4

    Eppure c'è speranza

    Qualche mese fa ho letto, quasi casualmente, Una storia semplice e ne sono rimasto folgorato. Capacità di sintetizzare e di misurare ogni parola, senza sprechi, e al tempo stesso di cogliere ogni sing ...continua

    Qualche mese fa ho letto, quasi casualmente, Una storia semplice e ne sono rimasto folgorato. Capacità di sintetizzare e di misurare ogni parola, senza sprechi, e al tempo stesso di cogliere ogni singolo aspetto della questione. Lo stesso ho ritrovato in Il giorno della civetta, anche se probabilmente con un impatto leggermente meno intenso. Sciascia cerca di rendere questo romanzo il più breve possibile, fa un'arte di cavare, procedendo quasi a ritroso e mi viene così in mente Michelangelo che sosteneva di non scolpire la scultura nel marmo, ma di liberarla da esso, cavarla.
    Siamo all'inizio del fenomeno della mafia nell'opinione pubblica e Sciascia ce lo ritrae alla perfezione, soprattutto in circostanze come omertose e nei contatti che vanno dal più basso territorio fino al Parlamento. Lasciandoci però con una speranza.

    ha scritto il 

  • 3

    Sempre attuale

    Il giorno della civetta è ambientato come sempre nella Sicilia tanto amata e denunciata da Sciascia.
    Il Capitano Bellodi, venuto dal Nord, come ci tengono a precisare taluni personaggi del racconto, s ...continua

    Il giorno della civetta è ambientato come sempre nella Sicilia tanto amata e denunciata da Sciascia.
    Il Capitano Bellodi, venuto dal Nord, come ci tengono a precisare taluni personaggi del racconto, si ritrova ad indagare sull’omicidio dell’imprenditore Salvatore Colasberna, un omicidio a mio parere descritto in maniera magistrale, come una vera e propria scena di un film (a proposito, ancora devo vedere la trasposizione cinematografica), poiché viene ucciso mentre sta entrando nell’autobus diretto a Palermo. Ovviamente (e che ve lo dico a fare), ad un secondo dall’accaduto, tutto l’autobus affollato si svuota, nessuno ha visto niente, nessuno sa nulla.

    In questo clima di omertà, che ritroviamo sempre negli scritti di Sciascia, il capitano Bellodi lotta con tutte le sue forze e la sua caparbietà per venirne a capo (trovo che sia una figura molto bella), ma stavolta non è solo la mafia ad ostacolare il suo operato. Infatti, in alcuni tratti, Sciascia abbandona la Sicilia per condurci a Roma, dove uomini di una certa rilevanza politica tentano di far trasferire Bellodi, a causa delle sue indagini.
    Dobbiamo, perciò, tener presente anche il periodo storico nel quale è stato scritto Il giorno della civetta, il 1961, quando ancora il governo italiano negava ostinatamente l’esistenza della mafia.

    Ora, chi ha già letto Sciascia sa già che quando si affronta un suo testo non ci si ritrova mai di fronte ad un semplice romanzo, ma ad un vero e proprio atto di denuncia e come tale il bene non trionfa sempre, anzi quasi mai.

    Lettura ovviamente consigliata.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il popolo cornuto era e cornuto resta"

    Lucido, non enfatico, scritto anzi in tono minore, quasi sommesso, Il giorno della civetta è un urlo che squarcia "il silenzio degli onesti e disonesti"

    ha scritto il 

  • 4

    Il giorno della civetta è una lettura fondamentale per capire un aspetto cruciale del nostro Paese, della sua storia e della sua situazione attuale: attraverso le pagine di Sciascia, lucide, oneste ed ...continua

    Il giorno della civetta è una lettura fondamentale per capire un aspetto cruciale del nostro Paese, della sua storia e della sua situazione attuale: attraverso le pagine di Sciascia, lucide, oneste ed efficaci quanto nessuna inchiesta potrebbe essere, viene mostrato il fenomeno mafioso in tutta la sua complessità.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2016/12/il-giorno-della-civetta-sciascia.html

    ha scritto il 

  • 4

    Pensare che è stato scritto nel "60 ( quando il governo negava l'esistenza della Mafia ) e che è uno dei primi libri che cerca di denunciare questa organizzazione criminale,rende questo libro speciale ...continua

    Pensare che è stato scritto nel "60 ( quando il governo negava l'esistenza della Mafia ) e che è uno dei primi libri che cerca di denunciare questa organizzazione criminale,rende questo libro speciale. Sciascia riesce in poche pagine a descrivere la Sicilia in tutte le sue contraddizioni. Bellissimo il colloquio del Boss del paese ,Don Mariano Arena"e il Capitano Bellodi .

    ha scritto il 

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